Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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11 cose che dovresti sapere sulla “dieta” Paleo

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Nonostante io e Alex seguiamo la dieta paleolitica da anni e ne siamo portavoce con famigliari e amici, ci sentiamo ancora dire cose del tipo, “Il burro fa male” o “Il bacon aumenta il colesterolo” o “Non dovrei mangiare questi imbottiti, sarebbe più sano un piatto di spaghetti” (sigh).

Oggi ho quindi deciso di fare un piccolo ripasso sul perché bisognerebbe evitare il più possibile i carboidrati artificiali e lavorati, e decidere invece di comprare (e mangiare) naturale — che io chiamo, per comodità, paleo.

Ecco 11 cose che dovresti sapere sulla paleo (e un bonus 🙂

  1. Paleo è solo un nome commerciale. Definisce uno stile alimentare naturale — ovvero scegliere cibi che si trovano in natura e si possono mangiare crudi. Non le schifezze artificiali e confezionate, ma nemmeno necessariamente organico (che non è accessibile a tutti).
  2. Perché no ai carboidrati industriali? Per tante ragioni, ma in primis perché contengono glutammato monosodico, che in poche parole li rende come una droga. Qui te lo spiego meglio.
  3. Il glutine è un nemico temibile. Se non vuoi dire addio alla pasta, almeno sceglila senza glutine, che causa causa gonfiore e infiammazione permanente all’intestino (davvero, non me lo sto inventando 😉
  4. Paleo non è una dieta (per dimagrire). È uno stile di vita, per essere più sani, sentirsi meno gonfi e meglio, combattere allergie e magari vivere più a lungo. Dimagrire ne è solo una conseguenza. Qui puoi leggere perché io voglio essere paleo.
  5. No carboidrati, no energia? È in parte vero, ma i carboidrati non si trovano solo in pasta, pane e biscotti. Frutta e verdura sono piene di carboidrati buoni, quelli che dovrebbero essere alla base della famosa piramide alimentare.
  6. Integrale non è paleo. Nessuna farina bianca o integrale è paleo (di amaranto, avena, farro, frumento, grano saraceno, mais, riso, miglio, orzo, segale…). La farina di mandorle o quella di castagne sono paleo, perché fatte con ingredienti che si trovano in natura.
  7. Il burro non fa male. Così come il bacon, l’olio extra vergine, l’avocado, le olive… Sono grassi e i grassi fanno bene. (È ora di sfatare questo mito dei grassi che causano colesterolo e attacchi cardiaci. Prossimamente su La Tela).
  8. Puoi mangiare tanto. Se mangi i cibi giusti, puoi mangiare quanto vuoi! Davvero, fino a scoppiare (e senza prendere un grammo, tra l’altro ;-)!
  9. La frutta è paleo, ma è piena di zuccheri. Se vuoi perdere peso, mangiane di meno.
  10. Latticini, sì o no? Se l’uomo è l’unico essere vivente che beve latte dopo lo svezzamento, un motivo ci sarà. Noi non ce lo siamo tolti, ma ne consumiamo con moderazione (un cappuccino al giorno e formaggio occasionalmente).
  11. Gli estremi non sono per tutti. Se è il tuo caso, puoi fare come noi: non compriamo cibi proibiti (zero tentazioni in casa), ma mangiamo cosa vogliamo quando usciamo con amici. Molto più facile e pratico.

BONUS: Se sei goloso, il cioccolato fondente è paleo ed è diventato il mio dolce preferito. Bisogna solo farci l’abitudine 😉 Te lo racconto qui.

Magari ti interessa anche: L’ABC della dieta Paleo — Guida per principianti

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Sono una trentenne, trilingue, mamma montessori e 88% paleo. Insegnante di lingue per lavoro, blogger e ballerina per passione.

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  1. Ciao Carlotta, seguo il tuo blog ormai da un po’ e devo dire che questo ripasso non poteva arrivare in un momento migliore. Anche io sto cercando di diventare paleo, ma è difficilissimo, specialmente perché qui in Italia è quasi impensabile uscire e non mangiare carboidrati lavorati! Non c’è (o almeno non sempre) menù del giorno senza pasta o pane o carne impanata! Per questo il tuo punto #11 mi ha aperto un nuovo mondo… e credo che con questo trucco potrò riuscirci! Ora basta solo non mangiare fuori tutti i giorni (scherzo!). Grazie ancora!

    • Grazie Luisa, che bello poterti aiutare nella tua personale montagna russa con la dieta paleo! Gli inizi sono tutt’altro che facili, ma ti assicuro che una vita "naturale" è possibile! Per me, il trucco di mangiare cosa voglio al ristorante è stato fondamentale, perché i nostri amici non sono paleo e ogni volta diventava difficile. Devo ammettere, però, che se possiamo scegliere il ristorante, andiamo all’argentino per una buona carne o ci mangiamo un bikini burger (che è un hamburger senza pane 😉 — e ovviamente il dolce sempre e comunque quando si esce (sono una golosona!). In bocca al lupo! Spero di leggerti ancora tra queste pagine 🌸

  2. Ciao Carlotta. Due domande.. il glutine fa male? Ma non e’ vero! Solo se hai intolleranza – che si, e’ diffusa, e spesso non riconosciuta, ma parliamo sempre del 2% della popolazione. Ma anche fosse il 10, che la renderebbe diffusissima, tutti gli altri hanno zero problemi. Ed io sono tra questi altri.. ho vissuto gluten-free, cercando di risolvere altri problemi, ora vivo gluten-full, e stavo bene prima e sto bene ora 🙂 Differenza zero.
    O altirmenti, dove posso trovare delle fonti che mi confermino che il glutine fa male?
    Seconda domanda. Noi in Italia compriamo il grano (prorpio il grano. Che si, e’ coltivato, ma anche la frutta lo e’), lo facciamo macinare al mulino, ci facciamo il pane con la pasta madre.. cosa c’e’ di non naturale in tutto questo? E’ una domanda sincera, data dall’ignoranza. Cosa vuol dire che l’avena, il grano, non si trovano in natura? Cosa rende diversa una spiga da un baccello di ceci?

    • Ciao V e grazie per il tuo commento, mi fanno un sacco piacere le domande, perché è così che iniziai io a documentarmi e studiare! Dunque, vado in ordine:

      1. Purtroppo in Italia non c’è ancora sufficiente informazione. Posso però darti molte fonti in inglese, se lo capisci(?). La ricerca degli ultimi 10 anni mostra che tutti siamo intolleranti al glutine (se ci pensi, ha senso: è stato introdotto nella dieta umana solo con l’avvento dell’agricoltura circa 10.000 anni fa, che non è nulla nella storia dell’uomo!). Il glutine crea un’infiammazione permanente dell’intestino, solo che alcuni lo mostrano di più (i celiaci sono solo il caso estremo) e altri di meno.

        Ed è sulla base di queste ricerche, tra l’altro, che l’anno scorso la Svezia, prima in Europa, ha cambiato le linee guida alimentari dell’intero Paese (e molti seguiranno). Ne parlo qui se vuoi darci un’occhiata!

        Se leggi l’inglese, ti consiglio questo articolo sul glutine che è una fonte attendibile e secondo me più accessibile di tanti altri che usano paroloni tecnici (ma se vuoi quelli, te ne invio quanti ne vuoi 😉

        Ti traduco un pezzo che in parte risponde alla tua domanda (e parla proprio del grano, tra l’altro, che è fatto 80% di glutine): “A differenza di quanti molti pensino, non solo i celiaci dovrebbero evitare il grano. Il celiaco reagisce al grano solo in maniera più forte del non celiaco, ma la maggior parte delle persone reagisce al grano e al glutine in un modo o nell’altro, ma mai positivamente [parla, per esempio, di allergie varie che spesso non vengono relazionate al glutine, ma lo sono]. […] Il glutine causa infiammazione dell’intestino nell’80% della popolazione e il 30% sviluppa anticorpi contro le proteine del glutine nell’intestino. Inoltre, il 99% della popolazione è potenzialmente geneticamente predisposta a sviluppare anticorpi contro il glutine”.

      2. Capisco la confusione, ero confusa anche io all’inizio. La differenza è la lavorazione. Una mela la prendi dall’albero e te la mangi cruda. Il grano no. Durante la lavorazione di prodotti come il grano (o come tutto ciò che è prodotto in fabbrica e non in natura), i produttori (quasi senza eccezione) aggiungono un amminoacido chiamato glutammato monosodico, che negli ingredienti è mascherato con vari nomi (aromi naturali, estratto di lievito, proteina della soia, acido citrico, aromi artificiali, gelatina, lievito aggiunto…).
Ne parlo meglio qui, se ti va di leggere.

      3. Sotto, ti rispondo alla domanda sulla carne 🙂

  3. E un follow up. Va bene mangiare carne. Ma e’ così’ piena di ormoni… ed e’ così’ piena di qualsiasi cosa che l’animale si mangia. Non sono sicura che una bistecca (se non da allevamenti selezionati) sia più salutare di un piatto di pasta. E non sono sicura che facciano meglio al mondo, gli allevamenti animali per come sono ora.

    • E infine la carne: hai pienamente ragione. In un mondo ideale, ci dovremmo allevare la carne che mangiamo e coltivare l’orto dietro casa. Purtroppo, questa non è una realtà per molti. Ed è per questo che possiamo solo scegliere il male minore (che per via di quanto sappiamo oggi sul glutine, almeno per me non è certamente un piatto di pasta). Per esempio, noi compriamo gli alimenti che mangiamo con più frequenza (pollo e uova) esclusivamente organici. Non è ancora l’ideale, ma è, appunto, il male minore. 🙂

      Se hai altre domande sono felice di rispondere. So bene cosa pensi, perché da italiana che ha mangiato pane e pasta ogni giorno per 22 anni, sono passata attraverso gli stessi processi mentali qualche anno fa. Ma la ricerca c’è ed è forte di oltre 10 anni e sempre più attendibile, e sicuramente è solo questione di pochi anni prima che arrivi in Italia (in Europa, specialmente al nord, ha già preso piede e sono sempre più i ristoranti paleo!).

      Insomma, c’è molto di più da dire e tutto ciò che ho scritto è molto generico e superficiale (non in dettaglio), ma spero di averti tolto qualche dubbio e di leggerti ancora tra queste pagine.

      Buon fine settimana! 🌸

  4. Ma il grano grano grano? Macinato dal nostro mulino? E’ meglio di una bistecca che qualcun altro macella! La bistecca non la trovi sull’albero. E secondo la tua definizione, a meno che non sia tu stessa ad uccidere la mucca (o supervisionare chi lo fa) non e’ decisamente una cosa che si trova in natura, tipo mela sull’albero.
    Senza glutammato aggiunto, la spiga e’ più vicina alla farina di quanto lo sia la mucca alla bistecca..

    E per gli articoli che mi hai linciato, dice esplicitamente che c’e’ ancora un sacco di ricerca da fare nel campo. Ed io nel campo ci lavoro. Sono quella che si chiama data-scientist. E devo ancora trovare uno studio che dichiara che il glutine faccia universalmente male e che sia disposto a condividere i dati…
    (mentre si trovano senza problemi dati di persone a cui il glutine non fa ne’ caldo ne’ freddo)

  5. Faccio una domanda da avvocato del diavolo: se ho capito bene è da un po’ che segui questa dieta e prima per 22 anni hai seguito quella mediterranea moderna…
    Cosa è cambiato nella tua vita e salute oltre al piatto?
    Grazie

    • Ciao Maria, adoro le domande da avvocato del diavolo, sono ormai tanti anni e mi sono abituata a rispondere.

      È un tema molto più ampio, ma in breve posso dirti che le differenze sostanziali che ho notato su di me sono: un notevole miglioramento (quasi scomparsa) delle varie allergie (polline, polvere) quando seguo la dieta in maniera rigorosa—ed lo noto sempre e soprattutto quando passo per periodi (come questo della gravidanza) in cui non sono molto rigorosa; non mi sento più gonfia e ho meno fame (gonfiore e senso di non sazietà sono effetti tipici del mangiare carboidrati); in generale, mi sento molto più energetica, non mi sento di collassare sul divano dopo pranzo come mi accadeva spesso dopo un piatto di pasta. Oh, e ovviamente, a livello estetico, quando mangio paleo la cellulite scompare e il mio corpo con l’esercizio è molto più fibroso e definito.

      In generale, questi sono “effetti secondari” del mangiare sano (paleo) che ho potuto riscontrare anche in altri amici che seguono la stessa dieta (senza nemmeno iniziare a parlare di casi estremi, come quelli di amici con malattie serie, come la sclerosi multipla, che hanno potuto recuperare una vita normale passando ad una dieta senza carboidrati e latticini).

      Come ti ho detto, il discorso è molto più ampio e dettagliato di così, ma spero di averti risposto un minimo. Stai pensando alla dieta paleo per te?

  6. Ciao Carlotta,sono una nuova lettrice e una nuova aspirante paleo (o meglio “Primal”). Reduce da una tradizionale dieta ipocalorica che mi ha fatto perdere (insieme a TANTO cardio) 25 kg,sono adesso sì magra,ma sfinita,soprattutto psicologicamente. Ho avuto una specie di illuminazione domenica mattina,dopo un’apparente innocua tazza di fiocchi di farro integrali e muesli: tempo 30 minuti ed ero per l’ennesima volta gonfia come un pallone e piegata in due da un dolore che,purtroppo,quando arriva non se ne va per un giorno intero,se non due. Avevo già iniziato a leggere qualcosa sulla paleo online,faticosamente e solo in inglese,poi sono incappata (che fortuna!) in un blog di un ragazzo italiano che mi ha fatto conoscere il lavoro di Mark Sisson e Robert Wolf (che sto leggendo attualmente). Mi sono detta:”Perché no? non ho nulla da perdere,anzi!”. E ho iniziato il mio percorso di trasformazione,nel corpo e,quel che più mi preme,nella mente. Dopo mesi di calorie contate scrupolosamente,di cibi integrali autoprodotti (che reputavo sanissimi,perché rigorosamente BIO),il mio colesterolo (che in un primo tempo era calato sensibilmente motivandomi ancora di più a continuare nei sacrifici) è inaspettatamente tornato a 240 ;credimi,è stato tremendo leggere quel numero. Mi sono chiesta e richiesta come fosse possibile,dato che praticamente vivevo di petto di pollo,riso e verdure scondite;poi ho letto il libro di Sisson,le sue spiegazioni sui carbo e l’insulina e piano piano ho cominciato a capire:ci hanno sempre ingannati,a discapito della nostra salute.
    Lo scoglio più duro da superare è proprio abbattere questo muro di radicate convinzioni,sui cereali che fanno bene (integrali pure meglio),sullo zucchero che ossigena il cervello,sui grassi killer. Io ho deciso di provare.Per essere libera.Libera dalla schiavitù delle calorie,del tapis roulant,della bilancia che segna un numero che non corrisponde mai a come mi vedo io allo specchio. Forse la via è questa. E forse,proprio come dici tu, anche il 95% è un ottimo risultato. Io,come te,voglio provarci. Grazie per la tua testimonianza e per i tuoi post che spiegano in breve e molto bene ciò che di fondamentale c’è da sapere. Sono felice di averti trovata e curiosa di leggerti ancora.

    • Grazie a te, Simona, per condividere la tua esperienza. Hai detto bene, ci hanno sempre ingannati e continuano a farlo (la categoria più triste per me sono i nutrizionisti purtroppo). Meno male che poco a poco le cose stanno cambiando e sempre più persone stanno prendendo coscienza della verità sulla migliore alimentazione umana. In Svezia hanno già cambiato le linee guida alimentari del Paese, chissà che prima o poi non ci arrivino anche in Italia!

      Ma tu sei sull’ottima strada, una volta che si inizia il percorso di “presa di coscienza” non si può più tornare indietro. L’importante è essere consapevoli di quello che ci fa bene e quello che ci fa male… e se ogni tanto scegliamo ciò che ci fa male, vada per lo sgarro!

      In bocca al lupo!

  7. Bella la tua storia! Complimenti!
    Non diamo la colpa al nostro magnifico grano, diamo la colpa piuttosto alle farine raffinate, farine 00, farine bianchissime. La nostra dieta é invidiata da tutto il mondo ed é anche merito della nostra pasta ed il nostro pane.
    Levando le farine raffinate esiste un mondo magnifico fatto di grani antichi, non modificati, con pochissimo glutine già di natura, un mondo fatto di chi coltiva con passione, biologico, biodinamico……..in Abruzzo, Puglia, Sicilia, Toscana…..
    Dobbiamo solo essere orgogliosi di ciò che abbiamo e non fare confusione, il grano integrale é ricco di carboidrati ma anche proteine e povero di glutine e sono sicura che la nostra Maria Montessori di pasta ne mangiava eccome.
    Voglio solo dire che quando si da la colpa al glutine é giusto sottolineare che si tratta solo di farine raffinate e quindi di conseguenza ricchissime di glutine, avendo tolto la parte buona. Si dovrebbero dare le informazioni corrette, la Paleo é nata in America ma dubito che lí oltre alle farine bianchissime conoscano i grani integrali antichi di Saragolla, Timilia, Senatore Cappelli e la lista potrebbe continuare.
    Si ai grani antichi integrali e no alle farine raffinate!!

    • Ciao e grazie per il tuo commento! Sì, sono completamente d’accordo con te, purtroppo però la pasta che si trova nei supermercati o nei negozi locali (almeno qui in Spagna e credo ovunque fuori dall’Italia) i grani antichi non li ha nemmeno visti di profilo. Per questo abbiamo scelto (ed è una scelta personale, prima dettata dalla curiosità e poi dal vedere quanto ci sentivamo meglio, meno stanchi e gonfi senza mangiare glutine) di evitare il più possibile i prodotti artificiali e cercare di comprare solo prodotti naturali 🙂 Ma quando torno in Italia guai a chi mi toglie la mia buona pasta italiana che, come giustamente dici tu, ci invidiano in tutto il mondo! Un saluto!

  8. Loredana - marzo 17, 2017

    Ciao Carlotta,
    sono rimasta incuriosita da questa tua dieta ed ho iniziato ad informarmi un pò per farmi un’idea.
    All’inizio, quando ho letto paleolitica, ho subito pensato a qualche nuova dieta stramboide sdoganata dall’America, magari di gente fissata che si nutre solo di carne rossa cruda o giù di li.
    Invece ho scoperto essere molto di più ed trovato anche un’affinità con la altrettanto famosa dieta dei gruppi sanguigni che qui in Italia è principalmente portata avanti dal dott. Mozzi, che dice sostanzialmente le stesse cose.
    Leggendo un pò in giro, sono venuta a conoscenza della cosiddetta “rivoluzione verde”. In breve, dopo la seconda guerra mondiale quasi tutte le popolazioni della terra erano stremate dallo sforzo bellico, si cercava un modo per ricominciare, magari cercando di abbattere il più possibile quelle differenze o meglio, quegli squilibri, che il nuovo senso morale non rendeva più tollerabili. Allora le più importanti università del mondo iniziarono a fare ricerca per creare nuovi “supersemi” che avrebbero reso le coltivazioni di cereali molto più produttive e molto meno dipendenti dalle condizioni atmosferiche.
    Questo ci ha portato ad oggi, dove possiamo dire che almeno in parte il problema della fame da qualche parte è risolto, ma l’altra faccia della medaglia è stato un aumento spropositato dell’inquinamento, del consumo di acqua, di prodotti fitosanitari, etc.
    Non riuscivo a capire questa esplosione di intolleranti al glutine ed ho scoperto che nei primi del 900 il glutine contenuto in media nel grano era del 7%, oggi viaggiamo sul 20% (l’industria lo richiede così), quindi a lungo andare secondo me, andremo tutti a finire così. Ed ecco spiegato perchè, alcuni intolleranti, con i cosiddetti “grani antichi” non hanno nessun tipo di problema.
    Infine ti dico, che dopo anni di vegetarianesimo, purtroppo il mio colesterolo è esploso, probabilmente a causa della mia dieta completamente sbilanciata a favore di cereali e latticini, e che, se anche da pochi giorni, sto provando a seguire la tua dieta (devo assolutamente capirne di più!!!) i risultati un pò, già si vedono. Poi fra un mesetto mi sono ripromessa di fare le analisi, così… come se fosse un esperimento… vedremo.
    Però qualche dubbio me lo devi togliere:
    1- Il burro si. Ma non è un latticino?
    2- Zucchero di canna si o no?
    3- Legumi secchi si o no?
    Aspetto una tua risposta.
    Grazie

    • Carlotta - marzo 27, 2017

      Ciao Loredana! Grazie per il tuo interessantissimo commento! Presto ho intenzione di scrivere un altro post sulla nostra dieta perché da qualche mese ha subito un cambio dettato da Oliver e dalla seconda gravidanza. Ma nel frattempo rispondo alle tue domande:
      1. Il burro è un latticino, certo, ma è quasi esclusivamente grasso, e ha livelli bassissimi di proteine e carboidrati che rendono altri latticini potenzialmente problematici per gli intolleranti. Inoltre, i latticini sono un’area “grigia” della paleo, perché ci sono due scuole di pensiero: alcuni mangiano i latticini, altri li eliminano completamente. Noi li mangiamo in moderazione.
      2. Zucchero di canna o meno è un carboidrato artificiale, quindi noi preferiamo evitarlo. Sostituiamo ogni forma di dolcificante con il miele (anche nel caffè 🙂
      3. I legumi normalmente si evitano in una dieta paleo, ma noi che non siamo molto per gli estremi e in più li digeriamo bene, li mangiamo di tanto in tanto. Per esempio, in inverno una bella zuppa di lenticchie calda non c’è la leva nessuno, e uno dei nostri snack preferiti in estate è carote crude con hummus! 🙂

      • Loredana - marzo 27, 2017

        Che sollievo!!! Adoro l’hummus di ceci.
        Come faccio a sostituire lo zucchero col miele nelle ricette? La proporzione è 1:1? Hanno lo stesso potere dolcificante? Mi sembra che il miele sia meno dolce.
        Grazie


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