Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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7 frasi chiave che usano gli insegnanti Montessori e il perché dovresti usarle anche tu

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NB. Questa è la traduzione di un articolo scritto da Christina Clemer: 7 key phrases Montessori teachers use and why we should use them, too e credo sia uno dei migliori articoli per spiegare la filosofia Montessori in termini semplici che chiunque—insegnanti e genitori—può capire. 


Montessori può essere difficile da riassumere in poche parole: è una filosofia sull’educazione e sullo sviluppo dei bambini che è dentro di noi. È un modo di vedere il mondo. Penso che uno dei modi più semplici per avere un’idea di ciò che significa Montessori sia ascoltare come parlano le insegnanti Montessori.

Le guide Montessori usano una lingua che rispetta il bambino e fornisce aspettative coerenti. Le parole vengono scelte con cura per incoraggiare i bambini a essere indipendenti, pensatori critici intrinsecamente motivati.

Qui vi lascio sette frasi comuni che sentiresti in qualsiasi aula Montessori e un’idea su come incorporarle nella tua vita quotidiana.

1. “Ho visto che hai lavorato sodo”.

Concentrarsi sul processo invece che sul risultato è un principio fondamentale nella filosofia Montessori. Evitiamo di dire ai bambini “ottimo lavoro” o “che bello!” e invece parliamo di come si sono concentrati a lungo, o di come hanno scritto con attenzione e il loro lavoro possa essere facilmente letto da chiunque.

Elogiare il duro lavoro di tuo figlio, piuttosto che i suoi risultati, aiuta a instillare una mentalità di crescita in cui lui stesso crede di poter migliorare attraverso i propri sforzi.

Invece di dire a tuo figlio, “Sei un bravo bambino”, digli: “Ho notato che sei stato molto gentile ieri con tuo fratello quando hai condiviso il tuo camion.” Questo gli dimostra che vedi il suo buon comportamento, ma senza giudizi. Invece di dire: “Sei un artista nato,” prova: “Ho notato che hai continuato a lavorare sul tuo disegno finché non ti è venuto proprio come lo volevi.”

2. “Cosa ne pensi?”

Nella filosofia Montessori, il bambino è insegnante di se stesso. Le maestre sono lì come guide per insegnargli e aiutarlo, ma lui scopre le cose da solo, attraverso l’ambiente e i materiali accuratamente preparati.

L’autoanalisi fa una grande differenza in quella scoperta.

Quando il tuo bambino ti chiede, “ti piace il mio disegno?” prova a rigirargli la domanda invece di dire semplicemente che ti piace. Chiedigli cosa ne pensa, come ha deciso quali colori usare e quale sia la sua parte preferita. Aiutalo a iniziare a valutare il suo lavoro da solo piuttosto che cercare la tua approvazione.

3. “Dove potresti cercarlo?”

L’indipendenza è un altro valore chiave in qualsiasi aula o casa Montessori. Il nostro obiettivo come insegnanti è aiutare i bambini a fare le cose da soli. Così, anche se a volte è più facile rispondere semplicemente alla domanda quando un bambino ci chiede dov’è qualcosa o come fare qualcosa, spesso rispondiamo alle sue domande con altre domande come” “dove potresti cercarlo?” o “a quale amico potresti chiedere aiuto?”.

Se tuo figlio perde le scarpe e tu le vedi spuntare da sotto il letto, prova a fargli domande piuttosto che dargliele immediatamente.

“Dov’eri quando ti sei tolto le scarpe? Hai controllato in camera tua?”. Questo potrebbe richiedere più tempo, ma ne vale la pena quando inizia a prendere più iniziativa e cercare meno il tuo aiuto.

4. “Per quale parte vorresti il mio aiuto?”

In una scuola Montessori, i bambini sono responsabili di molte cose, tra cui la cura del loro ambiente. I bambini spesso sono molti orgogliosi di questa responsabilità, trascorrono molto tempo organizzando i fiori da mettere sul tavolo, innaffiando il giardino e lavando felicemente finestre e tavoli.

A volte, tuttavia, un lavoro è troppo impegnativo o troppo difficile. In questi casi, chiediamo al bambino come possiamo aiutare. Non vogliamo arrivare e “salvarlo”, dandogli il messaggio che non è in grado, ma non vogliamo nemmeno lasciare che si senta sopraffatto.

Per esempio: se il tuo bambino è stanco, ma ha bisogno di mettere via i Lego prima di andare a letto, vedere tutti quei pezzi può sembrare troppo difficile. Non deve essere tutto o nulla. Prova “quale colore vorresti mettere via?” o “io metto via i pezzi gialli e tu metti via quelli azzurri“ per mostrargli che sei lì per lui.

5. “Nella nostra aula, noi…” (O in casa: “In casa nostra, noi…”)

Questa piccola frase è usata per ricordare ai bambini ogni regola e comportamento desiderato in aula. Se glielo ricordiamo con frasi oggettive su come funziona la comunità—piuttosto che dare ordini—è molto più probabile che riusciamo a suscitare la cooperazione da parte del bambino.

Una frase come “Nella nostra aula, ci sediamo quando mangiamo”—invece di “stai seduto”—è meno probabile che susciti una lotta di potere.

Come tutti noi, i bambini vogliono essere parte della comunità, e noi semplicemente ricordiamo loro come funziona la comunità.

Se hai una regola che in casa tua si cammina, invece di dire “smettila di correre/non correre“, prova a dire “in casa nostra, camminiamo” e vedi se magari ci sono meno discussioni.

6. “Non disturbarlo, è concentrato”.

Proteggere la concentrazione dei bambini è una parte fondamentale della filosofia Montessori. Le aule Montessori danno ai bambini lunghi blocchi di lavoro ininterrotto, di solito di tre ore. Questo permette ai bambini di sviluppare una concentrazione profonda, senza essere disturbati perché l’orario dice che è il momento di passare a studiare qualcos’altro.

È allettante complimentare un bambino che sta lavorando bene, ma a volte persino un semplice contatto visivo è sufficiente per interrompere la sua concentrazione.

La prossima volta che vedi tuo figlio concentrato a fare un disegno o a costruire una torre, prova semplicemente a passare senza dirgli come lo sta facendo bene. Dopo, se ti ricordi, puoi dirgli che hai notato quanto fosse concentrato nel suo lavoro.

7. “Segui il bambino”.

Quest’ultimo punto è importantissimo. È qualcosa che gli insegnanti Montessori si dicono a vicenda e dicono ai genitori—non al bambino. Spesso ci ricordiamo a vicenda di “seguire il bimbo”, di avere fiducia che ogni bambino sta seguendo la propria linea di sviluppo interna, che c’è una ragione per cui sta facendo qualcosa.

Ciò ci ricorda di cercare la ragione dietro il comportamento. Ci ricorda che non tutti i bambini cammineranno all’anno o leggeranno ai quattro anni—loro non hanno letto i manuali e non gliene può importare di meno delle tappe che “dovrebbero“ raggiungere.

Seguire il bambino significa ricordare che ogni bambino è unico e che ha sue proprie esigenze, passioni e talenti, in base alle quali lo si deve guidare.

Se non riesci a convincere il tuo bambino a leggere, prova a guardare ciò che gli piace—se gli piace essere buffo, è possibile che gli interessi un libro di barzellette, non il classico libro per bambini che avevi in ​​mente. Ricordarsi di “seguire il bambino” può aiutarti a vederlo in modo diverso e lavorare con lui, anziché contro di lui.

Una delle cose belle della filosofia Montessori è che è molto più di un tipo di educazione: è un modo di vedere e vivere i bambini. Anche se il tuo bambino non va ad una scuola Montessori, puoi facilmente portarne le idee a casa tua e guardare l’indipendenza e la concentrazione del bambino crescere a vista d’occhio.


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Sono una trentenne, trilingue, mamma montessori e 88% paleo. Insegnante di lingue per lavoro, blogger e ballerina per passione.

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  1. Molto interessante!!!! Ci proverò! 😄

  2. Grazie per questi punti, molto interessante davvero. Il mio bimbo frequenta il nido dove seguono il metodo Montessori e questa cosa della concentrazione l’ho sentita dire dalle dade più volte.


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