Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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L’amore è duro lavoro. Ed è normale.

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Questa foto è stata scattata a Santander nel settembre del 2014, ero incinta di Oliver di pochi mesi.

Oggi, dopo essere uscita di casa arrabbiata con Alex per la seconda mattina di fila, mi sono fermata a riflettere su come il nostro rapporto sia cambiato da quando siamo diventati genitori. Avendo genitori separati, a volte mi è capitato di chiedermi se non sia un campanello d’allarme per la nostra coppia. Ma appena ho iniziato a scrivere tutto ciò che è cambiato tra di noi e le possibili cause, mi sono resa conto di una cosa fondamentale che spesso dimentichiamo quando siamo arrabbiati e stanchi e frustrati: è tutto normale.

Ultimamente ci irritiamo parecchio.

È normale quando si passa da essere una coppia solida che parla sempre e di tutto e non va mai a dormire arrabbiati l’uno con l’altro, ad essere genitori di due bambini e perdere quasi tutto il tempo di coppia.

Ci diamo sui nervi, e non siamo pazienti, comprensivi e tolleranti verso l’altro come eravamo prima.

È normale quando si passa dall’usare tutta la pazienza per far funzionare la coppia, all’usarla tutta (e di più) per sopravvivere alla giornata con un bambino di due anni e un neonato di due mesi.

Raramente riusciamo ad avere una conversazione adulta.

È normale che dopo aver messo i bambini a dormire, se non dobbiamo ancora lavorare a computer, abbiamo solo voglia di goderci il silenzio guardando il telefono o leggendo un libro. È anche normale che quando riusciamo ad avere una conversazione adulta, finiamo per parlare dei bambini.

A volte non ceniamo nemmeno allo stesso tempo.

La cena è l’unico pasto che condividiamo. Ma è normale che sia ormai più un’assunzione di nutrienti che un evento sociale: cerchiamo di ingurgitare un po’ di cibo mentre convinciamo Oliver che quello che ha nel piatto è commestibile e facciamo facce strane a Emily per evitare che pianga.

Spesso ci sentiamo genitori single, e anche questo è normale.

Alex esce di casa al mattino e torna nel tardo pomeriggio, prende i bambini e va a preparare cena in modo che io possa riprendere il fiato (e mi rendo conto che questo è un privilegio che i veri genitori single non hanno). Poi prendiamo un bambino per uno e li mettiamo a dormire. Di notte, Emily è mia e Oliver è suo.

A volte mi chiedo come faremo a sopravvivere a questo uragano come coppia. E penso che questa volta la risposta sia abbastanza semplice: riconoscendo e ricordandoci che tutto questo è normale. È. TUTTO. NORMALE.

Penso che molte coppie non lo sappiano o non ci pensino: hanno questa idea romantica che in qualche modo sarà diverso per loro, che non litigheranno, non si urleranno, non si sentiranno come se la coppia stia annegando. Che l’amore sarà sempre forte come i primi anni. Che il loro cuore sarà sempre innamorato. Che tireranno sempre fuori il meglio dell’altro. Che sarà sempre facile amarsi e stare l’uno al fianco dell’altro.

Non è così.

Un matrimonio è duro lavoro. L’amore è duro lavoro. Si deve lavorare sodo e continuamente per far funzionare una coppia, e bisogna essere più razionali e meno emotivi.

Non sarai sempre innamorata, ma ci saranno momenti in cui ti ricorderai perché ti sei innamorata (come ieri sera quando ho appoggiato la testa sul petto di Alex dopo una lunga giornata e lui mi accarezzava i capelli mentre parlavamo, o l’altro giorno che mi ha fatta piangere dal ridere come solo lui sa fare). L’amore e la passione si trasformeranno in qualcos’altro prima di quanto pensi, si trasformano in fiducia, rispetto, affetto, collaborazione—e se lo accetti, scoprirai che è molto più gratificante e rassicurante che solo amore. Dovrai imparare a fare compromessi ad ogni passo del cammino insieme, ma alla fine diventerà naturale e modellerà voi come coppia e te come individuo, in meglio. Il sesso non ci sarà sempre: soprattutto quando arrivano i figli, il sesso sembrerà un ricordo lontano e sbiadito per un bel po’ di tempo—e non solo perché non si trova mai il momento giusto, ma anche perché la voglia è sotto zero—ma se non ti lasci sopraffare dal senso di colpa, e impari a riderci e scherzarci su invece di renderlo un tabù, alla fine anche quello tornerà e sarà bello come e più di prima.

E anche se razionalmente sai tutto questo, anche dubitare è normale.

Quando si litiga tanto e si sta meno bene insieme; quando si è più stanchi e si ha meno voglia di stare insieme; quando i bimbi prendono il sopravvento sulla coppia e gli adulti complici che eravamo prima spariscono; quando ogni gesto dell’altro ti dà sui nervi; quando la passione sembra perduta per sempre. Dubitare è normale.

Ma io sono convinta che se l’amore ci sembra duro lavoro, siamo sulla strada giusta—perché significa che siamo disposti a lavorare duro per farlo funzionare. E credo che se io e Alex siamo arrivati fino qui, dopo dieci anni insieme, un cane e due bambini, il negativo non è un campanello d’allarme. È una fase.

Ed è normale.

Ti sei mai sentita così con tuo marito/compagno? Dopo l’arrivo dei bimbi, come è cambiata la vostra relazione? Mi piacerebbe che me lo raccontassi 🙂  


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  1. Ciao! Ho cominciato a seguirti questa estate, mentre aspettavo la mia Emily 😀 cercando info sulla giostrina montessori… E poi ti ho ritrovato qualche mese fa, scoprendo con piacere che anche la tua bambina si chiama come la mia!
    Anche io in questi giorni stavo facendo queste riflessioni, io e il mio fidanzato siamo insieme da quasi 10 anni, Emily oggi compie 5 mesi… E nonostante ne abbiamo passate di tutti i colori in questi anni, mi rendo conto di mai come adesso mi arrabbi con lui, ma allo stesso tempo di quanto lo ami e di quanto lui faccia per me e la nostra bambina. A volte lo faccio inbufalire, a volte vorrei non parlargli per giorni, non riusciamo ad avere una cena decente insieme da 5 mesi, ma tutto si risolverà. Senza di lui non so come farei, avendoci anche limitatissima “offerta nonni” possiamo contare solo su noi stessi, ma ce la stiamo facendo. E spesso basta un abbraccio piú stretto per far passare la rabbia e lo stress.

    • Carlotta - marzo 27, 2017

      Sara, condividiamo la limitatissima offerta nonni, che, se da un lato è più facile perché nessuno interferisce nell’educazione dei bimbi, dall’altra è un limite. E hai assolutamente ragione: a volte basta un abbraccio un po’ più stretto! Grazie per il tuo commento 🌸

  2. Buongiorno cucciola mia, ho preso in prestito questa specie di mantra da Grey’s Anatomy quando ho bisogno di fermarmi per riportare l’attenzione dentro di me…… “respira Sandra respira”.
    Ti capisco grande cucciola coraggiosa, hai ragione, “respira Carlotta respira”!!
    un abbraccio da zia ❤️

    • Carlotta - marzo 27, 2017

      Respira, Carlotta, respira. Io non me lo dico, ma da un bel po’ lo faccio: prendo un grande respiro, o due, e vado avanti. Funziona! Un abbraccio, zietta ❤️

  3. Riflessioni che faccio costantemente da che è nata la nostra Giorgia. Mi sono resa conto che il tempo di coppia ormai è scomparso quasi del tutto. Io sto cercando pian piano (ora che giorgi ha quasi due anni) di trasformarlo in tempo di famiglia. Si cerca di moltiplicare l’amore che si aveva per una persona sola, e di distribuirne un po’ a tutti e due, marito e figlia. E’ dura e il nervosismo è sempre dietro l’angolo (se ci metti anche i problemi al lavoro e il poco tempo che io riesco a passare a casa). Ma come te mi dico che tutto è normale, perchè effettivamente lo è. Se quando ripenso al primo incontro con mio marito e a come mi sentivo quando uscivamo per le prime volte insieme, sento ancora le farfalle allo stomaco, bhe allora sto tranquilla….che va tutto bene e fila tutto liscio come l’olio. Le discussioni? all’ordine del giorno. Cerchiamo però di affrontarle da adulti, senza urla e senza rimproveri. Purtroppo la stanchezza e lo stress amplificano cose che prima magari non vedevo. Cerco di far passare il momento di rabbia e di affrontare la cosa serenamente.

    • Carlotta - marzo 27, 2017

      Sara, hai ragione! Anche io quando ripenso agli inizi della nostra storia ricordo esattamente perché ho scelto Alex e perché lo scelgo di nuovo ogni giorno che passa.

      Anche noi cerchiamo di affrontare le discussioni da adulti, Senza urla e senza rimproveri e ce la facciamo… quasi sempre 😉

      In bocca al lupo anche a voi ☘️

  4. Finalmente riesco a rispondere anche io alla tua domanda😄
    “Cosa è cambiato dopo i figli?”
    In 1 sola parola: “Tutto!”.
    San Giorgio ha combattuto contro i draghi, Don Chisciotte contro i mulini a vento, ed io, dopo tre figli ed un felice matrimonio durato 21 anni!, ho combattuto contro me stessa per non separarmi.
    Certamente l’amore è duro lavoro e quando si ha la fortuna di avere un lungo matrimonio come ho avuto io, significa che si è lavorato duramente, entrambi. Nel frattempo, si è trascorso insieme all’altro, in età adulta, praticamente una mezza vita. E si è avuto il tempo di conoscere se stessi più a fondo, di invecchiare trasformandosi, anno dopo anno, secondo chi si stava diventando.
    Durante questa fase, a volte capita che i tempi dell’uno e dell’altro coincidano e che le logiche metamorfosi personali facciano in modo che le diverse visioni restino in sintonia con quelle dell’altro.
    A volte no.
    Perché se è vero come è vero che i bimbi distraggono la coppia, è anche vero, come è vero, che la coppia distragga dal singolo.
    Anche questo è normale.
    La Storia del duo si nutre e si plasma sul singolo, di più che viceversa secondo me, per questa ragione i tempi personali non sempre coincidono e se non si riesce a stare abbastanza vicini, se ci si allontana troppo, può anche accadere che chi è restato indietro riesca a raggiungere chi è andato avanti.
    Ma anche no.
    E, per quell’unica vita che si ha, quando il singolo nel suo intimo fa il proprio personale, e agli altri insondabile, bilancio, il fatto che l’altro sia il padre, o la madre, dei comuni figli, diventa meno fondamentale. Perché la ragione purtroppo non vince sempre su tutto, nemmeno se si lavora tanto, tant’è che se ogni volta si potesse agire facendo la cosa che razionalmente riteniamo essere la più giusta, non sbaglieremmo mai, e non esisterebbero ladri, assassini e neanche i divorzi.
    E siccome la ragione non ce la fa sempre, perché al duo accada di smettere di lottare andando insieme nella medesima direzione, basta che anche uno solo dei due si convinca che quell’altro non possa contribuire oltre a ciò che sente essere la propria necessaria evoluzione esistenziale.
    In fondo la propria vita di individuo singolo, se la si vuole celebrare, deve anche procedere libera, emozioni comprese, al costo di sbagliare, se la si sente l’unica cosa da fare per non castrare se stessi, per non fingere e mancarsi di onestà.
    Ha senso quindi restare insieme tutta la vita se entrambi i singoli sentono in quello, per tutta la vita, il segreto dell’unione e l’essenza della propria vera libertà.
    Ma io penso che nel mondo ci siano tante storie d’Amore quanti sono gli esseri umani, ed, in ogni caso, sarà bello amare, a maggior ragione se nessuno tradisce nessuno, tantomeno se stessi.
    E c’è una nota che, comunque sarà, lascerà una scia positiva: infatti, anche in caso di divorzio, non verrà meno l’Amore, perché questo continuerà nella consapevolezza che ci si separa, sì, come coppia, ma mai come genitori.
    Mamma

    • Carlotta - marzo 27, 2017

      Come sempre, belle parole, mami. Che mi fanno ancora di più credere che io e Alex possiamo farcela, perché da sempre coltiviamo i singoli individui tanto quanto la coppia (se non di più).
      Perché da sempre ci lasciamo liberi e mai lasciamo che la libertà di uno inizi quando finisce quella dell’altra. Perché sappiamo parlare di tutto, ascoltarci. Perche quando è necessario sappiamo mettere da parte le emozioni e far parlare la razionalità. Perché ci accettiamo per come siamo, eppure abbiamo sempre la volontà di cambiare per l’altro—se nel cambio per la coppia vediamo un miglioramento del singolo.

      Certo, questa ricetta del per sempre non sarà per tutti, ma sono convinta che sarà la nostra. Un abbraccio 🌸

      • Amore, credo anche io che la vostra ricetta funzionerà. E tifo per questo senza riserve. Ti abbraccio anche io. Mamma 🌺

  5. Betiana. - marzo 25, 2017

    Es el primer artículo que leo de tu blog y me gustó mucho, me sentí muy identificada, y es lo que le digo a mi marido: Es normal. Somos padres de 2 nenas, de 2 años y 7 meses y por momentos todo parece ser un caos pero en los momentos de tranquilidad, cuando disfrutamos de nuestras hijas o vemos sus avances, es lo mejor que nos ha pasado. Creo que en ésta etapa como pareja es cuando hay que fortalecer el dialogo, demostrar el afecto de otras maneras y ser paciente. Me gusta haberte encontrado Carlota. Soy Betiana de Argentina. Cariños 😘

    • Carlotta - marzo 28, 2017

      Hola Betiana y gracias por tu comentario! De Argentina, wow! 🙂 Estoy totalmente de acuerdo contigo! Hoy he tenido un día de locos de comienzo a fin, Emily no me ha dejado trabajar ni un segundo, Oliver no ha dormido la siesta y no estaba de su mejor humor y mi marido ha llegado a casa más tarde de lo normal. Pero antes de ir a dormir, Oliver ha querido aguantar a Emily y le ha dado un abrazo fuerte y mil besos. Alex y yo nos hemos mirado con una sonrisa y… es lo que tú dices, lo mejor que nos ha pasado. En días difíciles, intento agarrarme a esos momentos (no siempre lo consigo, pero a veces funciona ;-). Un abrazo y espero leerte más por aquí.
      PD. Si te apetece, registrate gratis a mi newsletter para recibir los nuevos post por correo una vez a la semana (el miércoles a las 9:00 horas).

  6. Ciao Carlotta, sono Claudio. Antonella ed io condividiamo pienamente quello che hai scritto! Aggiungerei che, nel nostro caso la situazione è davvero diventata freneticissima con l’arrivo della nostra seconda figlia. Fino a quando c’era solo una bimba, le cose anche se a fatica si riuscivano a gestire, ma con la seconda il lavoro e lo stress si è triplicato (nn per colpa della piccola ovviamente). Ci chiediamo se magari “gli altri genitori” si gestiscono meglio perché sono meno attenti nei confronti dei loro figli. Per farti solo un esempio, decidere di portare le nostre bambine a nuotare in piscina il sabato (da quando avevano appena un anno) ed in settimana portarle ad esempio al cinema o a fare ballo etc sicuramente provoca uno stress maggiore verso noi genitori rispetto altri genitori che non fanno nulla di tutto ciò. Poi proviamo ad alzarmi alle 5 per cercare di riprendere la forma con un po di attività fisica ma dopo neanche un paio di giorni le bimbe a turno non ci fanno chiudere occhio per 10 giorni…risultato: ti senti fuori formale frustrato! È dura, sicuramente è solo una fase, bisogna essere molto pazienti ed anche permissivi verso se stessi.

    • Carlotta - marzo 27, 2017

      Grazie per il tuo commento, Claudio! E hai usato proprio la parola giusta: permissivi. Bisogna essere estremamente permissivi verso se stessi, e tenere ben chiare le priorità. A volte io stessa me ne dimentico ponendomi degli obiettivi irrealizzabili, ed è proprio allora, normalmente, che collasso. Live and learn, si dice in inglese 🙂 Un abbraccio 🤗

  7. Loredana - marzo 27, 2017

    Ciao Carlotta,
    Sono sicuramente d’accordo con te, il matrimonio è un lavoro molto duro già senza figli, quando poi i figli arrivano veramente, a volte è proprio il colpo di grazia.
    Io mi sono sposata nel 2009 e il primo figlio è arrivato nel 2015, ho cercato in quegli anni bellissimi di fare tutto per godermi mio marito e il mio corpo. Adesso mi ritrovo con 2 bimbe piccole, il sonno a zero, il sesso sotto zero, l’ansia per la paura di non riuscire come genitore, come moglie, come lavoratrice, il corpo poi? Lasciamo perdere!!!
    Non ti nascondo che a volte vorrei proprio fuggire da tutto e no… forse non avrei neanche tanti rimorsi!
    Ma in fondo sono sicura che questo sia solo un momento in confronto ad una vita intera, la vera sfida è riuscire a superarla con qualche ammaccatura ma tutto sommato in buone condizioni. Certo, probabilmente quando potrò fare un viaggio sola con mio marito, avrò quanto meno i capelli grigi (se non bianchi), ma avrò, spero, il valore aggiunto di avercela fatta.
    Con tutte le distrazioni del mondo d’oggi, riuscire a far funzionare un matrimonio, una famiglia e crescere decentemente dei figli, non è cosa da poco, anzi…

    • Carlotta - marzo 27, 2017

      Loredana, mi hai fatta sorridere con quel “non avrei nemmeno tanti rimorsi” 😂 Il corpo… punto dolente anche per me ultimamente, ma a cui da qualche settimana ho deciso di dare un cambio netto (ne leggerai presto 😉

      Se mi permetti, su una cosa sola mi piacerebbe darti una visione diversa: quell’ansia di non riuscire. Ormai da qualche tempo sto cercando di non stressarmi per ciò che non posso controllare o prevedere e credo che questa sia una di quelle cose. Non potremo mai sapere a priori se stiamo facendo un buon lavoro… forse un giorno ci guarderemo indietro e lo capiremo, forse no. Ma una cosa è certa: l’ansia non ci aiuterà certo a cambiar le carte in tavola, quindi fregatene del “starò facendo un buon lavoro?” E pensa: “sto crescendo due bimbe, portando avanti un matrimonio e lavorando, e lo sto facendo al meglio delle mie possibilità”. Perché anche se senti di poter migliorare sotto alcuni punti di vista, la verità è che stai facendo il meglio che questo momento di vita ti permette. Accettalo e datti una pacca sulla spalla. 🙂

      Un abbraccio stretto!

  8. Ciao Carlotta. Sono d’accordo su ogni parola, e ti dico una soluzione che abbiamo trovato noi (quella di ora – abbiamo trovato mille soluzioni negli ultimi 2 anni). Noi (che lavoriamo entrambi al 100%) ci prendiamo delle serate libere.
    Abbiamo trovato una babysitter fantastica, che adoriamo e il nostro piccolo adora, una sera a settimana. Una sera alla settimana usciamo, insieme. Anche se non abbiamo nulla di programmato e ci beviamo un bicchiere di vino sullo scalino del portone di casa, usciamo.
    E poi abbiamo anche una sera a testa. Il martedì e’ la mia sera libera, il mercoledì e’ la sua. Non li usiamo sempre. Ma io so che se voglio fare qualcosa, il martedì e’ mio – non devo pensare alla cena o al pigiama di ricambio. Non devo “chiedere” (anche se mi direbbe di si) devo solo comunicare. Ed e’ una boccata di aria fresca, anche solo avere la possibilità. Anche se torno sempre in tempo per mettere a letto il piccolo.
    Mi rendo conto che con Emily così piccola sia difficile da gestire. Ma a noi ci sta cambiando la vita, questa libertà. Ci godiamo intensamente le sere da genitori single, e le sere da 30enni liberi di mangiarsi un panino sulla via del ritorno del lavoro.

  9. Mi sono ritrovata in ogni singola parola e ti confesso che ho pensato spesso al fatto che sia “tutto normale” ma ho finito sempre con il sentirmi in colpa come se tentassi di darmi delle giustificazioni. pur avendo persone intorno a me con le quali poter discutere apertamente (e sensatamente), nessuno ha affrontato mai apertamente la questione di coppia o perlomeno nessuno ha mai ammesso aa realtà dei fatti o a che punto di “panico” si arriva. cosa che, peraltro, sembra piuttosto comune. francamente ora mi sento più rilassata e so che, avendo un ottimo compagno di viaggio accanto a me, le cose potranno riprendere ad essere gestibili: diverse da prima per fortuna ma incredibilmente migliori. grazie!

  10. Julietita - aprile 14, 2017

    Hola Carlota!! Soy Julieta desde Argentina tambien!! Te felicito por el blog!! Lo encontre buscando info de montesorri y me enganche. Me siento identificada con la mayoria de cosas que escribes. Tengo una niña de casi 4 años y una bebe de 3 meses. Todo una aventura!! Muy divertida!! De las mejores!!!! Jejjejee sigue escribiendo que seguro a muchas nos viene bien!!! Besinessss

  11. Cara Carlotta, cercherò di esprimere in parole quello che sento, spero di riuscire a essere chiara.

    Mio figlio Roberto è nato il 31 dicembre come la tua Emily.
    In tutta onestà, le cose che temevo si verificassero fino adesso non sono successe.
    Complice il fatto che Roberto è fin da subito stato un bambino tranquillo e grazie al fatto che abbiamo la fortuna di avere un aiuto in casa e la collaborazione dei nostri genitori, non abbiamo smesso di dormire, non ci siamo tirati i piatti in testa, l’intimità sta pian piano tornando nella norma, sono sempre riuscita a lavarmi e mangiare e persino a ritagliarmi qualche spazio personale.
    (E no, non sono Wonder Woman, tutt’altro).

    Tu dirai: beh, e di che ti lamenti?

    Non mi lamento, infatti. Ma in fondo allo stomaco c’è una sottile paura che mi attanaglia: mi starà sfuggendo qualcosa? Starò trascurando mio marito o pretendendo troppo da lui, o dandolo per scontato, tanto che si stancherà di me?

    Il pensiero di non stare comportandomi ‘bene’ con lui, o di essere diventata noiosa, o di non essere adeguata come moglie e mamma non mi dà pace.

    Lui mi dice spesso che gli piacerebbe vedermi più serena e spensierata, la verità è però che anche quando non ho da fare sono stanca, o preoccupata per qualcosa che devo fare e non ho fatto o avrei voluto fare diversamente, e il lavorio mentale non si interrompe mai. Insomma, so di non essere più la ragazza divertente che ha sposato e temo che questo finirà con il dividerci, a lungo andare. Piacerebbe anche a me essere più leggera e vivere le nuove responsabilità con meno ansia, perché mi sto rendendo conto che a volte non riesco a godermi i momenti con mio marito o con nostro figlio, ma mi risulta così difficile…

    Un bacio.

    Giulia

    • Giulia, che pensiero profondo. Mi ha colpita molto la frase che hai scritto: “So di non essere più la ragazza divertente che ha sposato e temo che questo finirà con il dividerci, a lungo andare”. Anche io sicuramente non sono la ragazza spensierata che ha sposato Alex, ma in fondo nemmeno lui è più il ragazzo spensierato che ho conosciuto 10 anni fa, quello che sfrecciava con i rollerblades sul paseo…

      La veri†à è che quelle persone non esistono più, se non nel ricordo. Cambiamo, ci evolviamo e, anche se a volte è normale ripensare con nostalgia a quel tempo della nostra vita, a quella spensieratezza che non tornerà più, impariamo ad amarci per come siamo e torniamo a conoscerci e scoprici giorno dopo giorno. E io sono sicura che se facciamo lo sforzo di evolvere anche come individui, ma stando insieme, percorrendo la stessa strada, con a cuore gli stessi obiettivi, la coppia non può che fortificarsi.

      Mi piacerebbe potere, con le mie parole, alleviare un po’ lo stress che senti, ma purtroppo è un lavoro che puoi fare solo tu: e credimi, PUOI FARLO, imparando a vivere sempre di più nel momento! È un lavoro personale molto lungo e complicato, ma che vale davvero la pena. In bocca al lupo!

  12. Cara Carlotta, piacere di leggerti, sono Paola, mamma di Edoardo di nove mesi. Piacere nel ritrovarsi in quello che scrivi in questo labirinto dell’amore nelle sue varie forme…amore per il compagno e amore per i figli…Ho snocciolato parola per parola e hai confermato tutto, tutto quello che accade e anche io, prima di leggerti mi dicevo che era normale ma con tanta paura…è tutto più intenso, nel bene e nel male, profondo, veloce, lento, appagante, sfuggente. Rabbia, gioia, amore, dolore, stanchezza, di-spe-ra-zio-ne, frustrazione e poi di nuovo sulla giostra per volare più in alto ma non si scende mai. Un lavoro, anch’io credo fermamente nelle tue parole e nella dedizione che richiede un rapporto d’amore, ogni giorno e quando in questi periodi hai paura che qualcosa si spezzi, hai paura di non farcela nei momenti di debolezza, trovi un riparo nelle parole di una blogger trovata per caso…mai come in gravidanza e poi in maternità senti il bisogno di sentirti accolta e capita senza tante spiegazioni…sei onesta e sincera, vera e grazie per averci offerto la tua di verità, per farci sentire meno fragili, meno impaurite ma umanamente donne, mogli, compagne, madri, lavoratrici, sognatrici, mi hai fatto compagnia, così tanto da farmi scrivere qui, senza conoscerti, (non amo la rete) come avrei fatto con un’amica lontana. Grazie, bel lavoro il tuo!


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