La Tela di Carlotta
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Basta con la cicogna. Spieghiamo il sesso ai bambini!

feb 29, 2016

Oggi ho ritrovato questo libro per bambini divertente ma alquanto controverso che avevo letto per caso un po’ di tempo fa: How A Baby Is Made (è vecchierello, del 1975). Sì, hai capito bene, “Come si fa un bebè” (uso bebè al posto di bambino per non dover scegliere maschile o femminile). Spiega in maniera molto (molto) visuale e veritiera come si fanno i bambini, appunto.

Ed è un libro per i bambini.

L’ho ritrovato menzionato in un articolo che spiegava che i danesi generalmente tendono a parlare apertamente del sesso con i loro bambini (non a caso, il libro è stato scritto da un insegnante e psichiatra danese) e come l’autrice pensi che “uno dei grandi peccati dei genitori è non essere aperti riguardo al sesso”. Concordo pienamente. Il sesso è ovunque e non dovrebbe più essere un tabù nel 21esimo secolo.

I miei genitori sono sempre stati molto aperti, il sesso non è mai stato un tabù in casa nostra, ma non ricordo che mi abbiano mai davvero spiegato come si fanno i bambini fino a quando ero già più grandicella (mamma, correggimi se sbaglio). Anche se io mi ricordo riservata sulla sessualità (non era una ragazza che condivideva molto), i miei genitori mi hanno sempre dato molta fiducia e opportunità di intimità con i miei fidanzati più seri, fin dal primo ai 14 anni.    

Sulla scia dei loro insegnamenti, a me piacerebbe che i miei figli possano sentirsi a loro agio a parlare di sesso in casa e, se ne sentono il bisogno, a spiegarmi i loro dubbi e farmi qualsiasi tipo di domanda, che vorrei riuscire a rispondere in maniera semplice e disinvolta. E sì, c’è un minuscolo rischio che Oliver sia uno di quei bambini che a scuola “e poi il pene di papà entra nella vagina di mamma e…”, ma ehi!, è un rischio che mi sento di correre! ;-)

Non dico che non mi sentirò mai scomoda a parlarne. Dico solo che vorrei fare uno sforzo per sentirmi sempre meno scomoda, perché dietro tutta la pornografia, la volgarità e i significati sporchi che circondano la parola SESSO, il sesso è la cosa più naturale del mondo e come tale dovrebbe essere trattata.

Anche se già ci vedo come i genitori in questo video a cui è stato chiesto di spiegare il sesso in maniera veritiera ai loro figli per la prima volta… Chase, il bambino con il maglioncino verde, mi fa morire: ”mio fratello mi ha già spiegato tutto!” :-D Ci sono cinque o sei video e vale la pena vederli!

Vi lascio con alcune (sì, è più lungo!) pagine del libro “How A Baby Is Made”. Lo potete leggere completo online o guardare questo video che è un’animazione del libro in inglese. In didascalia lo trovate tradotto e se volete più dettagli ;-) cliccate una pagina e la vedrete ingrandita. Buona lettura!

Aggiornamento 2021

Mi ha fatto sorridere immensamente ritrovare e rileggere questo articolo che avevo dimenticato, perché nel 2020 ho scritto il volume "Educazione sessuale" per la collezione Gioca e Impara con il metodo Montessori. L'hanno chiesto a me, perché sentivano che la mia mentalità di mamma italiana all'estero fosse più aperta e accogliente. Be', non ho saputo dire di no, perché il sesso non è mai stato un tabù per me (questo articolo del 2016 ne è la riprova 😉) e spero che lo sarà per sempre meno famiglie.

Nell'articolo ho scritto "non dico che non mi sentirò mai a disagio a parlarne": mi sbagliavo. Non mi sono mai sentita a disagio a parlarne, forse un filo all'inizio a usare i termini vulva e pene invece di patatina e pisellino, ma è presto diventata abitudine. Nell'episodio n. 16 del mio podcast, potete ascoltare come mai credo sia importante normalizzare le parole corrette dei genitali.

Il libro "How A Baby Is Made"

Photo credit: Jezebel.

Traduzione: Carlotta Cerri

Come si fa un bebè

Questo è un bebè.

Questi sono la mamma e il papà del bebè. Si amano molto. Si sono aiutati a mettere al mondo il bebè.

Quando i genitori non hanno addosso i vestito, puoi vedere che la mamma ha un'apertura tra le gambe. Si chiama vagina. Il papà ha un pene e i testicoli.

Il papà e la mamma si amano molto e vogliono stare molto, molto vicini. A volte quando il papà prova molto amore, il suo pene diventa più grande.

Poi, per mostrare il suo amore, il papà mette il pene nella vagina della mamma. Il papà e la mamma si abbracciano stretti e si muovo insieme, felici. Stanno facendo l'amore, che si chiama anche rapporto sessuale.

Se uno spermatozoo arriva all'ovulo, insieme possono diventare un bebè dentro il corpo della mamma. Il papà e la mamma non sanno ancora se questo è successo o no.

A volte, dopo varie settimane, il papà e la mamma scoprono che, proprio perché hanno fatto l'amore, aspettano un bebè. Sono molto, molto felici.

Prima, l'ovulo sembra più un girino che un bebè. È ben attaccato al corpo della madre attraverso il cordone ombelicale. Attraverso questo cordone il bebè ottiene il cibo dalla mamma finché non è grande e forte abbastanza per nascere.

Mano a mano che il bebè cresce, anche il ventre della mamma cresce. In tutti questi mesi il papà è molto orgoglioso della mamma. Condividono l'emozione dei primi movimenti del bebè dentro la pancia della mamma e contano i giorni finché il bebè sarà finalmente nato.

Molti, molti giorni passano. Ora sono quasi passati nove mesi da quando lo spermatozoo del papà e l'ovulo della mamma di sono uniti per formare il bebè.

Un giorno la mamma dice al papà che è sicura che il bebè è pronto o pronta per nascere.

Alcuni bambini nascono in casa, ma molti altri nascono in ospedale. Lì, i dottori possono aiutare più facilmente il bebè a lasciare il ventre della mamma. Qui il papà e la mamma stanno andando in macchina al reparto maternità dell'ospedale.

La testa del bebè esce prima. Il corpo della mamma si espande per permettere al bebè di uscire.

Poi escono le braccia. Quando il bebè è completamente fuori, il dottore taglia il cordone ombelicale che ha portato il cibo al bebè in tutto questo tempo, perché ora non ne ha più bisogno.

La mamma e il bebè si riposano in ospedale e iniziano a conoscersi. Poi il papà felice li porta a casa. Il neonato affamato succhia il latte dal seno della madre.

Ora ti chiedo: Tu lo faresti leggere ai tuoi figli?

Commenti

Savina Sciacqua • mar 1, 2016

In realtà cara Carlotta ricordi male, nel senso che forse eri tanto piccola da non ricordare che te ne parlai tranquillamente, senza disegnini, è vero, ma spiegando quanto tu spiegherai, presto, o tardi, ad Oliver. Diciamo che non ne hai mai sentito parlare da papà, ma certamente da me sì, perché io ho sempre avuto il tuo punto di vista. Né a te, né a tua sorella ho mai raccontato della cicogna o di cavolfiori, come invece hanno fatto con me.... E magari quel senso di vergogna al quale alludi ti arriva dalla tua nonna Bruna, che, invece, non aveva trovato la giusta naturalezza per parlarne, forse anche perché erano altri tempi. Però, proprio in base a questo mio ricordo, non mi sento di giudicare o di condannare chi ha fatto, o fa diversamente ancora oggi. Io, pur con questo velato tabù, sono cresciuta comunque sessualmente libera, sebbene per scelta abbia salvato il pudore, perché mi piace e lo ritengo assimilabile ad una mia virtù....Un'altra cosa, all'epoca, quando ve ne parlai, non mi ero posta la domanda "se voi due foste o meno pronte", avevo lasciato la cosa al caso, o, forse, con una delle due, alla vostra curiosità; ecco, più che su altro, oggi farei più attenzione su questo punto, perché in effetti, ogni bambino ha i suoi giusti tempi per apprendere come è stato concepito. Come ognuna di voi, fatti salvi i principi e i valori che ritengo importanti, ha avuto da parte mia un diverso modo di essere cresciuta, corretto sulla vostra diversa indole e sul vostro differente modo di essere figlie....Con amore, mamma

Carlotta • mar 1, 2016

No, effettivamente non ricordo nessun dialogo al riguardo e la vergogna da adolescente arriva più che altro dalla società e dall'allora sistema scolastico in cui si ridacchiava ogni volta che se ne parlava in classe (perfino i professori ridacchiavano se ci vedevano ridacchiare). Io quando studio anatomia con i miei studenti, parlo e rispondo alle loro domande molto naturalmente, senza cedere alle loro risatine. E più ridono quando ascoltano la parola sesso, più la uso in maniera completamente naturale.

Ma sì, ovviamente sono d'accordo sul rispettare i tempi e spiegarlo liberamente (con o senza disegnini) quando Oliver chieda. Insomma, anche su questo seguiremo Oliver :-)

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Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

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La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
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Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
La genitorialità è più semplice quando si ha una guida da seguire. Con questo corso inizierai la tua personale trasformazione interiore per diventare un genitore che educa con rispetto (per se stesso e per i figli), imparerai a usare empatia, comprensione e pazienza nelle crisi e troverai alternative ai metodi classici dell’educazione tradizionale, come minacce, castighi e punizioni. I bambini sono il futuro del nostro pianeta e il cambiamento può solo iniziare in casa.

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Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

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Non sappiamo come fare i genitori, lo impariamo ogni giorno. Questo è il mio essere madre, le mie piccole vittorie e le amare sconfitte, le mie verità scomode e le infinite lezioni di vita Montessori. E anche tutti i prodotti per bambini e i giocattoli che amiamo di più.
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Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

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Instagram

Aggiorno instagram quasi ogni giorno per stare “vicina” alla mia famiglia lontana.

Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
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Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!