Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Cinque cose che ho imparato sul matrimonio

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Oggi sono cinque anni che io e Alex siamo sposati. Otto che siamo insieme. Lo so perché il 21 settembre è stato anche il giorno del nostro primo appuntamento, quel pranzo a cui Alex mi invitò dicendo “Dovremmo andare a pranzo insieme”—prima non mi aveva mai parlato, in quei due mesi in cui veniva al ristorante e mi fissava aspettando la pizza.

Ad oggi, la nostra relazione mi ha insegnato molto, ma queste sono cinque cose che per me hanno un significato speciale, perché hanno richiesto profondi cambiamenti in noi come individui:

  1. Rispettarsi. Non dico solo il rispetto profondo che sta alla base della relazione di due essere umani che condividono la loro vita. Parlo del rispetto nei dettagli. Ad Alex non piace che gli dica “Fai/dici sempre questo o quello”, perché quel sempre non lo trova giusto. A me non piace che Alex mi chieda “Sei pronta?” quando mi preparo per uscire. Non è facile evitare ciò che dà fastidio all’altro, ma è un segno di rispetto e allora ci proviamo. Sempre.
  2. Tenersi per mano. Il contatto ha una forza incredibile. Sentire e vedere le nostre mani unite ha la capacità di ricordare perché viaggiamo insieme sul treno della vita. Io e Alex abbiamo un patto: quando litighiamo e vediamo che la situazione è fuori controllo, ci prendiamo per mano anche se è l’ultima cosa di cui abbiamo voglia. Non risolve la discussione, non è una bacchetta magica, ma fa una differenza essenziale.
  3. Non lasciarsi arrabbiati. Quando abbiamo tempo discutiamo, anche per ore, fino a quando non c’è più nulla da dire o ci siamo calmati. Altrimenti, non importa quale sia la discussione o che impegno abbiamo, se dobbiamo uscire, andare a letto o fermare la discussione, la risolviamo prima. A volte sembra quasi una di quelle pause che si prendono Marshall e Lily in E alla fine arriva mamma (How I Met Your Mother). E magari continueremo la discussione un’ora dopo o nel prossimo litigio (che arriverà), ma nel frattempo ci siamo lasciati con un sorriso e un “I love you”.
  4. Accettare che siamo diversi. Io sono un essere sociale, Alex è un introverso. È una di quelle differenze sostanziali che non potremo mai cambiare di noi—e poi ammettiamolo, volere che le cose siano diverse un giorno sì e l’altro pure è estenuante. Ma possiamo accettare la differenza. Io accetto che andrò spesso sola a grandi eventi caotici o feste notturne, e lui accetta che a volte dovrà fare un sacrificio e vivere situazioni che non sceglierebbe.
  5. Il sesso ha alti e bassi, e va bene così. Il sesso è importante, essenziale, ma non ci amiamo meno se al nono mese di gravidanza o dopo una notte insonne l’ultima cosa che ho voglia di fare è essere sexy per mio marito. Siamo entrambi—sì, anche lui, uomo con ego, bisogni e blah blah blah—persone razionali, capaci di accettare questa verità e fare piccoli compromessi. E fa la differenza nella nostra relazione.

Oggi, dopo otto anni insieme, l’unico mio desiderio è ancora quello che espressi su questa mia foto portafortuna.


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  1. Ho sempre pensato che una delle condizioni essenziali per stare insieme un’intera vita, o almeno per condividere come coppia una parte della propria esistenza, sia "Tenersi per mano mentre si lascia l’altro libero di cambiare, come è normale che accada". Riuscire quindi ad amare standi affiancato all’altro camminando metaforicamente su due strade che corrono parallele e mai si incontreranno, ma solo perché ad ognuno spetta la propria unica personalissima strada.
    Senza saperlo io conoscevo la teoria, mentre voi mi pare stiate mettendo in atto la pratica.
    Non so dirvi se ci siano inciampi e dove, non so dirvi oggi se ci sia un segreto per riuscirci fino alla fine della vita, – io purtroppo con il padre di Carlotta non ce l’ho fatta – ma voi due mi date l’idea che abbiate una freccia in più al vostro arco. Voi due parlate. Ed entrambi dite ad alta voce all’altro cosa non vi piace, così da permettere di farvi conoscere, anche mentre cambiate ogni giorno. Parlate fino a che gli animi non si calmano, fino a quando quelle mani intrecciate, obtorto collo, non si stringono di nuovo sincere.
    Se c’è un augurio che oggi mi piace farvi è quindi che sappiate guardare entrambi in modo nuovo a quanto avanza.
    Un figlio (e a maggior ragione, più figli) sottrae quasi totalmente "la magia della favola" alla coppia. Ma è da questo istante (destabilizzante), che inizia la vita reale di chi vuole amare in modo adulto. Uno dei due, o entrambi, potrebbe fare frizione di fronte a questo bivio, rifiutando di perdere per strada cosa crede importante, che la magia della favola possa dissolversi.
    Ma il sentimento dell’amore conosce tante strade, e le vuole percorrere tutte, quasi che avesse un suo programma autonomo, è sempre molto diverso da quello dei due singoli protagonisti.
    Realizzare ed accettare che la magia della vita è proprio sapere camminare affiancato ad un’altra persona intuendo, non che la magia è passata, ma che si è trasformata in altro, di altrettanto profondo, come lo è quella mano che a dispetto di tutto si allunga a cercare l’altra.
    Vi amo.

    • Hai detto una grande verità, mami. Noi stiamo mettendo in atto la pratica e per questo credo che di frecce al nostro arco ne abbiamo infinite. Ci porteranno fino alla fine della vita? Noi siamo ottimisti, perché la nostra volontà è sincronizzata sulla stessa frequenza d’onda e il dialogo sempre aperto. Ma lo scopriremo solo vivendo 🌸

  2. Me has echo emocionarme porque tus palabras salen del corazon y eso es AMOR!!! Me reflejo en algunos comentarios….💖💖💖💖

    • Gracias Susana! No hay fórmula mágica para envejecer juntos, pero creo que los pequeños compromisos diarios hacen una diferencia muy grande! Gracias por dejarme tu comentario, me encanta! 🙂


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