Come vivere in maniera più eco-friendly con bambini

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Grazie a Papá de G per avermi invitata a partecipare alla sua iniziativa #decaraalatierra. Ecco l’intervista che mi ha fatto in cui parliamo di maniere per vivere in maniera più eco-friendly con i nostri bambini.


1. Raccontaci in breve di te e del tuo blog

Mi chiamo Carlotta, sono una giornalista e traduttrice, due professioni e passioni che ho messo insieme nel mio blog trilingue di maternità La Tela di Carlotta, in cui scrivo delle sfide che affrontiamo quotidianamente noi genitori, su come applicare Montessori a casa e adattarlo alle necessità di ogni famiglia, e sul multilinguismo, visto che stiamo crescendo i nostri figli con quattro lingue. Ho anche creato un corso Montessori in lingua italiana per i genitori che vogliono applicare Montessori a casa modo semplice e pratico.

2. Quanto sono importanti per te le notizie riguardo il riscaldamento globale, l’inquinamento e i problemi del pianeta?

Sarò sincera, un paio di anni fa ho smesso di ascoltare le notizie e leggere i giornali perché penso che si limitino a mostrare il negativo nel mondo, il peggio della gente, e io preferisco concentrarmi sul buono, sul positivo. Quindi mi piace imparare di queste tematiche attraverso comunità online incentrate sulla realizzazione di un cambiamento, account di attivisti su Instagram, blog locali e internazionali che mi informano, mi danno soluzioni creative per prendere cura dell’ambiente e allo stesso tempo rispondono alle mie domande. 

Una comunità a cui mi sono unita da poco è il @lowimpactmovement, che cerca di educare le persone su modi di usare meno plastica e avvicinarsi a uno stile di vita “senza sprechi” (dal quale prendo molta ispirazione).

3. Quali pratiche osservi come famiglia per affrontare questi problemi?

A casa, cerchiamo di rendere i bambini consapevoli dell’uso della plastica, delle abitudini di acquisto al supermercato, dello spreco di cibo acquistato e non mangiato, dei materiali e dei tessuti dei prodotti che acquistiamo, siano essi giocattoli o vestiti. 

Siamo passati a bottiglie di vetro con filtro di carbone che rimaniamo dal lavandino per no comprare bottiglie di plastica, ognuno di noi ha la sua bottiglia quando siamo fuori casa, abbiamo le nostre cannucce da usare in ristoranti e bar, utilizziamo borse riutilizzabili per la spesa e per comprare frutta e verdura sfusa, siamo passati ai pannolini lavabili per la mia seconda figlia dopo tre anni di usa e getta. 

Potrebbero sembrare piccoli cambiamenti, ma non lo sono. Faccio un esempio: nel nostro viaggio di due mesi in Canada, ogni giorno riempivamo almeno 4-5 volte ognuna delle nostre bottiglie con acqua di fontane che trovavamo per strada e nei parchi… moltiplicato per quattro bottiglie, è già un risparmio (di plastica) di 20 bottiglie di plastica al giorno!

Parliamo di tutto questo con i bambini, spieghiamo loro perché chiediamo che non mettano la cannuccia nella spremuta, perché raccogliamo la plastica da terra e la buttiamo nel bidone del riciclaggio, perché cerchiamo di non comprare palloncini…

 E voglio sottolineare che non sempre è stato così: abbiamo apportato molti di questi cambiamenti solo negli ultimi anni, da quando ho iniziato a diventare più consapevole dopo essere diventata madre e aver capito che un piccolo cambiamento può avere gambe lunghe.

4. Nella tua comunità, quali altre pratiche si osservano?

Qui nel sud della Spagna mi sembra che la vera rivoluzione sia iniziata da poco, ma sta raggiungendo sempre più persone, specialmente famiglie con bambini: stanno aprendo sempre più negozi di prodotti che rispettano l’ambiente, ristoranti che scelgono cibo locale evitando il confezionamento di plastica, ci sono piccoli imprenditori che creano negozi online e vendono prodotti come cannucce di metallo o sacchetti per verdure o shampoo in saponetta… prodotti che non si troverebbero qui. 

E da parte mia, da ottobre, attraverso il mio blog e con l’aiuto di negozi locali e persone appassionate, voglio iniziare a organizzare giornate di raccolta di spazzatura e plastica per bambini in spiaggia e in montagna, mercatini famigliari di seconda mano di giocattoli e vestiti usati… ci sono molte cose che si possono fare e voglio smettere di trovare scuse (ad esempio: non ho tempo, è troppo difficile, non fa la differenza…) e iniziare a promuovere un cambio di mentalità attraverso il mio esempio.

5. Lasciaci un messaggio finale

Ho notato che quando si inizia a essere più consapevoli su quanto sia terribile la plastica per l’ambiente, si inizia a vedere plastica ovunque e poco a poco diventa naturale cambiare le nostre abitudini per utilizzarne sempre meno: per esempio, si inizia a mettere il panino in un pezzo di carta o una borsa riutilizzabile invece di usare la pellicola trasparente; al supermercato si scelgono prodotti in vetro anziché in latta o plastica; al ristorante non si prende l’acqua se la bottiglia non è di vetro o si chiede la bottiglia di olio grande invece delle porzioni monouso che offrono molte caffetterie… 

Per me, questo cambiamento di mentalità è stato un po’ come quando ho scoperto, anni fa, quanto siano pessimi tutti gli alimenti confezionati in confronto a quelli naturali, e ho iniziato a leggere tutti gli ingredienti prima di acquistare qualsiasi cosa: allo stesso modo, ora che “non usare plastica” è una priorità mentale, trovo molti modi di usare meno prodotti di plastica nella mia vita di tutti i giorni. 

E ci tengo ad aggiungere che per me questi cambi per ridurre l’uso della plastica sono tanto importanti quanto ridurre il consumismo, e quindi per me il cambio più importante è stato comprare meno roba; usare le cose che abbiamo più a lungo, fino a quando davvero non funzionano più e non perché “è uscito il nuovo colore”; comprare di seconda mano quando possibile. Credo si tratti sempre meno di “plastic-free” e sempre più di “low-impact”, letteralmente “avere meno impatto” sul pianeta.

Non è mai troppo tardi per fare piccoli (o grandi) cambiamenti nella nostra routine e nelle nostre abitudini, e anche se sembra che il cambiamento di una sola famiglia non faccia la differenza, non è vero!

Passare ai pannolini lavabili per me è stato uno shock, qualcosa che non avrei mai pensato di fare nella mia vita, ma ora posso dire con orgoglio che non solo non tornerei mai agli usa e getta, e che dopo solo pochi mesi mi sembrava la cosa più naturale del mondo lavare i pannolini invece di buttarli, ma anche che grazie al mio cambiamento dozzine di famiglie che leggono il mio blog sono passate ai pannolini lavabili. 🙌 

Un singolo cambiamento di una singola famiglia può generare un effetto a catena e fare una grande differenza per il nostro bellissimo pianeta. Scegli un cambiamento oggi stesso e mettilo in atto!


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  1. Sono assolutamente daccordo, i piccoli gesti possono fare la differenza ed è per questo che anche noi abbiamo iniziato ad usare bottiglie di vetro, a differenziare i rifiuti il più possibile, a ridurre al minimo gli sprechi e cerchiamo di insegnare questo anche a nostro figlio Samuele (che ha quasi 2 anni) che speriamo possa crescere con il principio del rispetto dell’ambiente. Purtroppo non utilizzo pannolini lavabili anche se (per poco e probabilmente nel momento sbagliato) ci ho provato… Vorrei provare, ma spero di toglierglielo a breve quindi non mi sento di affrontare la spesa, che inizialmente , è altina…
    Cerchiamo comunque di fare sempre di più per mantenere questo mondo pulito 🙂


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