La Tela di Carlotta
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Non chiedere a tuo figlio di condividere i giocattoli

lug 27, 2020

Ho notato che i genitori che chiedono ai figli di condividere i giochi hanno due regole. Se mio figlio vuole un gioco del loro bimbo, chiedono al bimbo di darlo. Se il loro bimbo vuole un gioco che ha mio figlio, dicono al bambino di non prenderlo, "ce l’ha l'altro bimbo".

Il loro bimbo non vince mai.

La condivisione è un concetto bellissimo, ma è vago, non ha regole chiare: noi non chiediamo ai nostri figli di condividere, sappiamo che lo faranno quando saranno pronti.

Invece, li invitiamo ad aspettare quando qualcuno ha un giocattolo che desiderano: questo promuove la pazienza.  Diciamo loro che non devono condividere se non vogliono: questo previene che si sentano possessivi con le proprie cose e sulla difensiva.

In questo modo, Oliver ed Emily hanno imparato a condividere perché vogliono, non perché devono.

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Commenti

Veronica • ott 14, 2020

Purtroppo penso che hai perfettamente ragione quando dici che chiediamo ai nostri bimbi di essere pazienti nell’aspettate la decisione degli altri, ma nn rispettiamo la loro voglia di Non Condividere in quel momento.... e spesso, almeno per quanto mi riguarda, il timore del giudizio delle altre mamme, influisce sul mio comportamento! Me lo riconosco sempre, ma non riesco a trovare i mezzi per contrastare questo “fenomeno”... spero di riuscirci presto! Un abbraccio!

Giulia • ago 16, 2020

È un bellissimo concetto che applicherò da domani stesso 😇

🌸 Carlotta • ott 5, 2020

Yay, credo sia davvero importante per i nostri bimbi sentirsi "protetti" anche nelle piccole cose (che per loro, piccole non sono)!

Cristina • ago 16, 2020

Wow, Carlotta! Se ne impara sempre una fresca! Ecco perché anni fa la mia amica non esortava sua figlia a prestare il gioco a Nicole, pur avendo la sua bimba un anno in più della mia: Nicole 2 anni e Beatrice 3.
Io, per non saper né leggere né scrivere, ho depistato la Nico su un altro gioco...con scarso successo, ma vabbè...
Però mi sono meravigliata che Rosella, padrona di casa, non esortasse Bea a prestare il gioco a Nicole.
Io ho provato, con garbo, a chiedere a Bea se potesse prestare il gioco, ma ovviamente senza successo. La bimba forse si è sentita minacciata e non faceva toccare nulla di suo a Nicole...e Rosella impassibile...
Vicolo cieco...per fortuna avevo dietro un gioco della Nico e lei ha proseguito con quello, però io ero stufa e alla fine abbiamo deciso di uscire con entrambe le bimbe. Io però non sono mai più andata da Rosella con Nicole... anche se come colleghe ci aiutiamo sempre.

Susanna • ago 11, 2020

Grazie per averlo scritto! È bello educare i bambini alla condivisione e al rispetto delle cose comuni, al gioco insieme... ma spesso mi sembra che i "dagli il tuo gioco" e i "non essere egoista, lascialo giocare" siano spesso motivati più dal desiderio dei genitori di far apparire "beneducati" i figli, che dal buonsenso. Se ci si ferma a osservare davvero i rapporti tra i bambini si può insegnare a giocare insieme e a condividere senza intromettersi malamente e, talvolta, fare vere e proprie ingiustizie mascherate da Buona creanza.

🌸 Carlotta • ago 11, 2020

Hai centrato in pieno, sono assolutamente d'accordo con te: spesso i genitori agiscono ancora per dimostrare qualcosa piuttosto che per valori sani e importanti. Grazie per il tuo commento 💕

Clio • ago 3, 2020

Talmente vero! Il problema è che quando faccio questo discorso ai miei figli, gli altri genitori mi guardano come se fossi un'aliena e dal loro sguardo si capisce che ritengano me egoista e i miei figli viziati... un vero peccato, io però non cedo :-)
I miei bimbi accettano questa cosa quando sono con altri bambini, ma tra di loro (5 e 3 anni) è un continuo litigare, sono gelosi dei rispettivi giochi. Hai qualche spunto per risolvere la questione tra fratello e sorella?

🌸 Carlotta • ago 11, 2020

Hai detto bene, un vero peccato! Continua per la tua strada e in ciò che credi, spesso gli altri "attaccano" quando si sentono giudicati, ma poi magari a casa ci pensano perché hai piantato un semino nella loro testa 💕
A casa: credo che per me il vero segreto sia stato non avere mai giochi dell'uno e dell'altro (almeno agli occhi dei bimbi). Per noi è sempre stato un: "puoi usarlo quando è disponibile", e ovviamente quando Emily era piccola, se giocava con giochi più adatti a Oliver mi sedevo con lei per assicurarmi che non li maltrattasse. In questo modo anche Oliver si sentiva sicuro e poco a poco si sono abituati a fare a turno o giocare insieme. Se capita che litighino, cerco di non intromettermi troppo, faccio da mediatore più che da giudice e faccio domande più che dare risposte e soluzioni o giudizi. Spesso arrivano alle proprie soluzioni di conflitti in modi che io non avrei nemmeno pensato. 🙂

Ne ho parlato anche nelle mie storie in evidenza di Instagram "Montessori in 15", se mi segui lì puoi darci un'occhiata.

Ti abbraccio,
Carlotta

Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!