🌸 La Tela di Carlotta
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Confondo e vorrei

apr 27, 2009 •

Foto di Carli Jean

Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento creativa. Che è diverso da produttiva. Quando sono produttiva mi ritrovo a fare qualcosa di utile per la mia carriera, ma non posso dire altrettanto delle mie giornate “creative”.

Oggi, ad esempio, sono capitata nella cartella “Memories” del mio Mac e mi sono fermata a rileggere vecchi scritti, lettere ad amici, amori, genitori. Un testo che non ricordavo di aver conservato mi ha colpita, in particolare. Ha riportato alla mente un anno della mia vita che trasuda di ricordi, lacrime, pensieri, emozioni.

Raramente, a distanza di anni, mi piacciono le parole che scrivo e non ne cambierei una virgola. E quasi sempre, quelle parole nascono nei momenti di dolore. È stato così anche per questo testo, che lascio immacolato nella mia cartella e nei miei ricordi, ma che rimaneggio per sfogare la mia creatività. Cosa ne è uscito non lo so. Non è prosa, non è poesia. È scrittura a ragnatela.

Confondo e vorrei

Vorrei. Quei ponti che mi legano alla realtà bruciare. Carboni ardenti. L’onestà di spezzare quel cordone ombelicale, privata áncora alla razionalità alle menti al materiale.

Vorrei. Sono disperata. Uscire da questo corpo e guardarmi da fuori. Capire l’attimo che mi ha sbagliata. Cambiarne i colori, le forme, i sapori. Modellare gli errori con una mano fatata. Bacchette magiche sorte per dimenticare frasi non dette o dette troppo forte. Per non tornare con la memoria a ferite che ancora non sono storia. Siamo anime alla deriva.

Vorrei. Fuggire. Vorrei. Restare. Fuggire da me stessa, ma a portata di mano. Restare in me stessa fuggendo lontano. Vorrei. Un amore sano. Non vivere la vita che devo, vivere quella che voglio. È questa quella che devo? O questa è quella che voglio? Vorrei. Distinguere tra volere e dovere. Vorrei. Non soffrire di confusione.

Confondo. Confondo gioia e dolore, cuore e ragione. Confondo emozioni e sentimenti. Amici e conoscenti. Confondo volti, occhi, mani. Confondo abbracci e baci insani. Confondo amore e amicizia. Vivo una realtà fittizia. Ovattata. Entro in casa, ma questa casa non l’ho pagata. Non è mia, è fantasia. Inadeguata, come l’unica maschera ad una festa in compagnia. Inadeguatezza. Diventa disagio. Insoddisfazione, adagio. Si trasforma in delusione. Un passo dalla disperazione.

Confondo. Confondo questa realtà con quella che vorrei. Confondo i vicoli della quotidianità con i corsi della vita che potrei. Confondo il vizio con l’indispensabile. Se partire è un’ovvietà, ad arrivare non sono capace. E confondo. La mia volontà con quella altrui. Ne vivo una di un ignoto costui. Non è la mia, è fantasia. Per non illudersi? Basta svegliarsi.

Confondo. E vorrei. Non farlo.