La Tela di Carlotta
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Cose della maternità per cui non valeva la pena preoccuparsi

ott 26, 2016

Tutti ci preoccupiamo per una cosa o per l’altra e quando si tratta dei nostri figli la preoccupazione si amplifica al milione.

Ho sempre avuto la tendenza ad essere un po’ negativa e un po’ pessimista (sono sicuro che mio marito starà ridendo di quel ”un po’”), che di solito mi porta a pensare troppo e stressarmi di più—qualcosa a cui sto lavorando per migliorare da ormai 10 anni. E sono migliorata.

Ma quando Oliver è arrivato nella nostra vita, è diventato molto più difficile mantenere la mia negatività e livelli di stress sotto controllo. È emotivamente estenuante essere responsabile per la vita di un’altra persona.

Se guardo indietro a questi ultimi 19 mesi con Oliver, però, mi rendo conto che non valeva la pena preoccuparsi della maggior parte delle cose di cui mi sono preoccupata nel momento. Anzi, era totalmente inutile preoccuparsi. Ma forse è vero quello che tanti genitori dicono: impari a non preoccuparti solo quando arriva o sta per arrivare il secondo figlio.

Oggi voglio condividere con te alcuni di quei momenti (quelli più vividi nella memoria), prima per me stessa—perché scriverli mi ricorda quello che mi hanno insegnato— ma anche per te—perché quando parlo con altre madri mi rendo conto che tutte ci preoccupiamo e stressiamo per cose che non valgono la pena.

La volta in cui "Sarò in grado di allattare?"

Sì, la preoccupazione inizia nella pancia! Senti spesso cose come ”Non ho avuto abbastanza latte”, “Il mio latte non saziava il mio bambino”, ecc… Anche se la mia ostetrica continuava a ripetere che ogni madre (ad eccezione di una percentuale molto, molto bassa) ha latte, e più si allatta, più latte si ha, mi preoccupavo di essere in quella piccola percentuale. Ci sono stati momenti difficili, certo (problemi di aggancio, mastiti, dentizione ecc…), ma io sto allattando Oliver ancora oggi.

Capacità di allattamento al seno: non vale la pena preoccuparsi.

La volta in cui il cordone ombelicale ci ha messo più tempo a cadere

Tutti gli amici di Oliver lo hanno in 4-5 giorni, mentre il cordone di Oliver ci ha messo circa 10 giorni a cadere. Ci siamo preoccupati (sarà infettato? Lo dobbiamo coprire? Lo dobbiamo tenere più secco/più umido?), fino a quando un mattino non c’era più.

Il modo in cui funziona la natura: non vale la pena preoccuparsi.

La volta in cui ho pensato di dover smettere di allattare a quattro mesi

Ho sempre voluto allattare Oliver il più a lungo possibile, ma quando Oliver aveva appena quattro mesi ha iniziato la dentizione. Ero disperata: pensavo che sarebbe stato troppo doloroso e che avrei dovuto smettere presto. Non solo non ha mai fatto male, ma non ho mai nemmeno sentito i dentini sul seno (a parte recentemente in cui sono più sensibili per via della gravidanza).

Allattamento al seno e dentizione: non vale la pena preoccuparsi.

La volta in cui Oliver ha avuto la febbre alta per due giorni di fila

Non prendiamo mai farmaci e cerchiamo di evitare i medici il più possibile. Ma quando Oliver ha avuto la sua prima febbre alta, dopo una giornata di un mezzo di febbre a 39,5 °C e nessun altro sintomo, eravamo preoccupati e lo abbiamo portato da due (!) pediatri diversi (uno privato e piuttosto costoso). Il giorno dopo, senza farmaci, la febbre era scomparsa e Oliver aveva uno sfogo sul corpo (era la sesta malattia), che scomparve in un paio di giorni. Da allora, ogni volta che Oliver ha febbre, diarrea, vomito, raffreddore, malessere generale, tosse… siamo più saggi e ci limitiamo ad aspettare che passi (come faremmo se fossimo malati noi). E passa sempre.

Malattie comuni: non vale la pena preoccuparsi.

La volta in cui Oliver non sapeva addormentarsi da solo

Avevo letto che è importantissimo che i bimbi imparino ad addormentarsi da soli, senza dondolarli o tenerli in braccio, e volevamo che anche Oliver lo facesse. Abbiamo provato diverse tecniche e niente ha funzionato, finché un giorno, alcuni mesi dopo, Oliver ha semplicemente iniziato a farlo da solo (non sempre, ma ora sappiamo che è in grado di farlo, senza che gli insegniamo nulla).

Problemi ad addormentarsi: non vale la pena preoccuparsi.

La/e volta/e in cui Oliver si rifiutò di mangiare

La prima volta che Oliver si è rifiutato di mangiare per settimane, mi sono preoccupata. Abbiamo cercato di pensare a tutte le ragioni possibili, ma visto che non potevamo forzarlo a mangiare, abbiamo aspettato. Ha rincominciato a mangiare quando era pronto.

La prima volta che ha smesso di mangiare qualsiasi tipo di proteina (anche le sue uova del mattino), mi sono preoccupata. Ho iniziato a nascondere la carne nei passati di verdura che lui adora, ma nemmeno quello funzionava. Abbiamo deciso di aspettare e lasciare che mangiasse solo ciò che voleva. Ha ricominciato a mangiare la carne quando era pronto. Questo continua a succedere di tanto in tanto, ma ora siamo molto più rilassati e non ci preoccupiamo.

Cambiamenti in abitudini e fasi alimentari: non vale la pena preoccuparsi.

La/e volta/e in cui Oliver non dormiva più di notte

Dopo che ho deciso di smettere di allattare di notte, Oliver ha passato una fase in cui dormiva tutta la notte. La prima volta che ha smesso di dormire bene, mi sono procuppata. Ho provato a cercare soluzioni (a pancia in su, a pancia in giù, più luce, meno luce, più coperto, meno coperto, a nanna prima, a nanna dopo…), ma nulla sembrava riportare la magia. Finché un giorno ha ricominciato a dormire tutta la notte. Anche questo va in fasi, ma ora siamo molto più rilassati (anche se non meno infastiditi quando non dorme ;-) e ci preoccupiamo di meno.

Cambiamenti in abitudini e fasi del sonno: non vale la pena preoccuparsi.

La volta in cui Oliver correva oscillando un solo braccio

Questo è accaduto di recente e magari ti farà sorridere. A lungo, Oliver oscillava solo un braccio quando correva mantenendo l’altro giù e quasi fermo. Normalmente, mille domande ci avrebbero assalito: È normale? Dovremmo preoccuparci? Sarà una disfunzione motoria? Ma tutti quei momenti da “non vale la pena preoccuparsi” ci hanno insegnato qualcosa: non ci siamo nemmeno procurati, abbiamo semplicemente aspettato e il “problema” si sta risolvendo da sé.

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Credo che quello che sto cercando di dire è: i bambini hanno i loro tempi e passare attraverso fasi che sono sempre e irrimediabilmente molto imprevedibili. Ma in ognuna di queste fasi la lezione per me è una e una sola: è solo una fase. Pensare e credere che è solo una fase mi permette di valutare il ”problema” più razionalmente, preoccuparmi di meno di quello che non posso controllare e agire con più calma in periodi di stress. Funziona per me, chissà che non funzioni anche per te. È solo una fase!

Hai mai avuto uno di questi momenti da “non vale la pena preoccuparsi”?

Commenti

Gabriele • ott 26, 2016

Penso che stampero' questo post e lo incollero' al frigo in cucina :) Un po' ansioso?.... noooooo

🌸 Carlotta • nov 8, 2016

Ahah, Gabriele, mi hai fatta sorridere! Purtroppo credo sia inevitabile passare per alcune preoccupazioni che guardandoci indietro ci sembreranno inutili… ma chissà che prenderne coscienza prima non aiuti un minimo ;-) Un abbraccio a tutti e due (presto tre!)

Milly • ott 26, 2016

Ciao Carlotta,
tu sai che ti seguo molto da quando ti ho 'scoperta', e mi fa sorridere quanto siamo simili! Forse è semplicemente una caratteristica comune a molte donne quella dell'essere negative e pessimiste (anche mio marito farebbe una faccia esagerata in questo momento!).. poi con un figlio si diventa ancora più ansiose e apprensive e ciò non aiuta per niente a vivere serenamente. Anch'io come te ci sto lavorando da molto tempo, anche se è durissima (se nasci quadrato non cresci rotondo, no?! al massimo smussi gli angoli e diventi ovale!!).
Detto ciò, concordo in pieno su quanto tu scrivi, anch'io oggi mi rendo conto che certe cose se tornassi indietro le affronterei molto più serenamente, come lo svezzamento, le variazioni di appetito/sonno/umore, il sondino, il fatto di tenerlo addosso notte e giorno per i primi 3 mesi, e taaaaaaaaaante altre cose!
E' proprio vero, i bimbi sono esattamente come noi, con le loro giornate no, i loro gusti, il loro carattere, i loro tempi.
Tra qualche mese apriremo i cantieri per il secondo figlio, ed ho passato un periodo di ansia estrema nel pensare a quando farlo, alle conseguenze, ai problemi, alla gelosia, alla fatica, alla ri-gravidanza, ri-parto, ecc... poi alla fine mi sono detta.. basta. Relax. Innanzitutto affrontare i problemi SE e quando capiteranno, e poi ne siamo già venuti fuori una volta, perché non dovremmo farcela ora con l'esperienza? E' proprio questo pensiero che mi dà forza, il fatto che quando ci penserò dopo qualche tempo probabilmente ci riderò su o ci faremo dei post come questo :-)
Ti abbraccio forte cara Carlotta, un bacino ai tuoi 2 tesori.

🌸 Carlotta • nov 8, 2016

Ciao cara Milly, che piacere leggerti di nuovo! E grazie per questo tuo bellissimo commento/testimonianza… mi ha fatta sorridere :-)

Ma che bello che state pensando alla seconda gravidanza, è un'esperienza completamente diversa, ma io credo davvero che ne valga la pena e—non importa quanta fatica stia facendo ora e quanta ne faremo all'inizio tra gelosie, notti in bianco e altre mille, nuove e vecchie preoccupazioni—sono sicura che dare a Oliver una sorellina sia la decisione migliore che abbia mai preso.

Se posso permettermi, non pensarci troppo… iniziate a provarci! Può arrivare subito o può metterci mesi, ma sicuramente né ora né poi ti sembrerà il momento migliore… d'altronde, non è mai il momento migliore per sconvolgere le nostre vite! Ma poi tutto si affronta giorno per giorno ed è più semplice di qualsiasi congettura mentale!

Un enorme in bocca al lupo e un abbraccio forte a te!

Nadia • ott 26, 2016

Ciao Carlotta e grazie per avermi accolto in questa splendida Tela! Sono mamma di Olivia che ha quasi 8 mesi e devo dire che le preoccupazioni non mancano...ed essendo da sola perché il papà non ha voluto saperne niente, i pensieri si amplificano!!!
Purtroppo sono rientrata in quella piccola percentuale di mamme che non avevano abbastanza latte e sono dovuta ricorrere all'artificiale...ho pianto molto ma alla fine mi sono data pace! Adesso siamo in Egitto a trovare mia sorella e Olivia ha preso la sesta malattia...febbre molto alta e sfogo su tutto il corpo...ho cercato di non darle niente ma dolo la seconda notte di febbre a 39 ho ceduto alla tachipirina...adesso prende solo il latte non vuole mangiare altro...adesso vediamo iniziato lo svezzamento e andava molto bene...ma stavolta non voglio sbagliare, aspetterò i suoi tempi e sono sicura che riprenderà a mangiare! Devo imparare a fidarmi di Olivia e a rispettare i suoi tempi senza preoccupazioni, grazie per i preziosi consigli che scrivi e per le esperienze che condividi! Voglio crescere Olivia nel migliore modo possibile e senza troppe ansie e so che qui posso trovare un aiuto prezioso!
A presto e grazie ancora!

🌸 Carlotta • nov 8, 2016

Ciao Nadia e grazie per il tuo commento! Mi spiace che tu debba crescere Olivia da sola (mi chiedo sempre come farei io e ti giuro che non ho una risposta) e anche che tu sia capitata in quella piccola percentuale di donne senza latte: deve essere stato difficilissimo per te, ma l'importante è che tu sappia di aver fatto il meglio nelle tue possibilità per la tua Olivia (il nostro meglio è sempre sufficiente!).

Hai detto una cosa bellissima che tanti genitori non imparano mai: "devo imparare a fidarmi di lei". Hai pienamente ragione, dobbiamo proprio imparare a fidarci dei nostri piccoli umani perché, che ci crediamo o no, spesso ne sanno più di noi e hanno tanta voglia di insegnarcelo.

Un abbraccio!

Rosalba • dic 2, 2016

Ecco, io "in teoria" la penso così, e dopo più di due anni dovrebbe essere assodato...ma poi in pratica troppo spesso la mia natura di mamma ansiogena prende il sopravvento! E allora divento tutta un "ma perchè è da due settimane che mangia poco?", "ma perchè sembrava finita la fase del no seggiolino auto e adesso invece stiamo ricominciando ad incastrarlo lì dentro fra urla e strepiti prendendo a prestito la forza di maciste per piegare quelle gambine che riescono a diventare acciaio?"...e così via.
Lo so che è una perdita di tempo e di energie mentali farsi tutte queste inutili domande, eppure ci casco sempre!
Ma il meglio è arrivato da un paio di mesetti, da quando cioè è iniziata la mia seconda gravidanza. Come faccio a farmi entrare in testa che non vale la pena di preoccuparsi del minor tempo che potrò dedicare al mio primo bimbo (che già è alquanto risicato a causa del mio lavoro), della gelosia di cui soffrirà, della impossibilità di potermi sdoppiare quando capiterà che entrambi avranno bisogno di me nello stesso momento, e di molto altro? Vorrei non pensarci e non fasciarmi inutilmente la testa, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo un castello di ansia!

🌸 Carlotta • feb 26, 2017

Rosalba, scusami, mi ero dimentica di risponderti e oggi ho rivisto il tuo commento per caso e mi ha fatta sorridere, perché avevo anche io tutti i dubbi di cui scrivi dell'avere il secondo figlio, e ora che Emily è qui… posso solo essere onesta e dirti che sono tutti fondati. Dedicherai meno tempo a tuo figlio, ti mancherà, sarà geloso, il suo comportamento peggiorerà, non sarà semplice… ma una cosa posso assicurartela: ti sdoppierai e ti verrà naturale, come se fosse scritto su un manuale. Quando entrambi piangeranno nello stesso momento e avranno bisogno di te, ci sarai per entrambi. Sempre e comunque. Ne sono così sicura che vorrei poter abbattere i tuoi castelli di ansia, ma mi sa che puoi farlo tu. :-)

PS. Come procede la gravidanza?

Loredana • mar 27, 2017

Mamma mia, se avessi letto questo post al mio primo figlio...
1) Avrò il latte?
Dopo essermi affidata ad una bravissima consulente dell'allattamento, ho scoperto tantissime info e mi sono resa conto di quanta disinformazione cè su questo argomento, forse dettata dai più svariati interessi di profitto.
In sostanza, vuoi il latte? Attacca il bambino molto spesso ad entrambi i seni ed è impossibile non avere latte.
Quando ho traslocato, ho letteramente buttato via litri e litri di latte che avevo surgelato, ero diventata una mucca da latte, nonostante dormissi pochissimo ed ero stressata/depressa. Tutte le donne hanno potenzialmente il latte, ma ci vuole un pò d'impegno e tanta pazienza.

2) Il cordone della prima è caduto dopo 20 giorni. Lo coprivo, lo disinfettavo, ci parlavo anche, praticamente si era affezionato a tutte le attenzioni che gli riservavo. Con la seconda, non le ho messo neanche una volta la garza, 2 giorni all'aria aperta e via che é caduto alla velocità della luce.

3) La prima volta che la Vittoria ha avuto la febbre a 39, stavo per avere un'infarto, ho chiamato il pediatra e non riuscivo neanche a parlare dall'agitazione. Alchè il pediatra mi ha risposto "Signora, adesso si sieda e si prepari una camomilla!"
Il mio pediatra è uno str...o? No assolutamente! Mi ha spiegato che nei bambini cosi piccoli, picchi di febbre alta sono normali e di solito passano da soli in brevissimo tempo. (Io con 37.5 sono da ricovero!!!)

4) La volta che la Vittoria dopo una grande poppata ha vomitato ed è "svenuta".
Chiamo l'ostretica: "Aiuto, aiuto! Mia figlia ha vomitato ed è svenuta!"
L'ostetrica risponde: "Sua figlia respira? Di che colore ha la faccia?"
Io, agitatissima: "Si respira, la faccia è rossa, rosa!!"
Lei: "Benissimo! Le spiego, Sua figlia ha mangiato tanto, ha fatto un pò di rigurgito e direi che ora sta beatamente dormendo. La metta nel lettino e si goda la tranquillità, magari si faccia una camomilla" (di nuovo...)

5) Novità della settimana scorsa. La vittoria non mangia, puntini rossi, poi diarrea. Sabato, l'ho ribaltata come un calzino, analisi su analisi. Celiachia? virus intestinale? Le piaghe d'Egitto?
Non lo scopriremo mai, dopo 10 giorni e centinaio di euro spesi, oggi improvvisamente sta come una rosa, boh...

Se qualcuno mi avesse visto da fuori, avrebbe sicuramente pensato che ero pazza... Non lo ero, ero solo una mamma alle prime armi, niente nipoti, niente cugini...
Però adesso, vado abbastanza tranquilla e, aimè, la mia seconda figlia si cresce da sola, ma devo dire che rispetto alla prima è mille volte più tranquilla e pacifica. Sarà carattere? (boh, è dello scorpione!)

🌸 Carlotta • mar 28, 2017

Loredana, che dire, mi hai fatta ridere… "svenuta", "le piaghe d'Egitto", "parlavo con il cordone"! 😂 Haha, fantastica!
PS. Anche io sono dello scorpione, ma tranquilla e pacifica non sempre ;-)

Giulia • ott 11, 2018

Avrei dovuto leggere questo post qualche mese fa...o forse non sarebbe bastato visto che comunque mi preoccupo ancora! Mi sono preoccupata tanto di: coliche (che poi sono passate da sole), mughetto (che era una cavolata anche se ci ha messo mesi a passare), presunto reflusso che invece secondo me era solo incapacità di addormentarsi, rifiuto totale di qualsiasi mezzo che non fosse la fascia (passato da solo), rifiuto del biberon (ci siamo dentro adesso), sonno disturbato (ci siamo ancora dentro), difficoltà con lo svezzamento (ci siamo dentrissimo!)... Insomma dovrei aver capito che tutto cambia di continuo e che i bimbi si evolvono quando lo decidono loro. Nonostante ciò, tuttora a volte mi chiedo cosa sto sbagliando! :-D

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Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.
Arriva a breve!

Il blog

Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

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Carlotta
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