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Crescere figli multilingue: l'importanza dei primi tre anni di vita

apr 18, 2017 • Multilinguismo

Se vuoi approfondire il tema del multilinguismo, dai un’occhiata a questa infografia che ho preparato per te :)

Come probabilmente sai, stiamo crescendo Oliver ed Emily multilingue. Tranne rare eccezioni, io parlo con loro esclusivamente in italiano, Alex esclusivamente in finlandese, e Oliver va a una scuola bilingue in cui un’insegnante parla in inglese e l’altra in spagnolo.

Ho fortemente insistito per impostare la nostra vita linguistica in questo modo, perché grazie alla mia personale esperienza nell’insegnare lingue negli ultimi 10 anni, questo è semplicemente l’unico modo in cui credo che i bambini possano diventare veramente bi(tri, cuadri)lingue. Ho letto molto sul tema, ma non l’avevo mai trovato “tutto” riassunto in un libro solo.

Fino ad oggi.

Ho letteralmente divorato l’ultimo libro che ho letto, Understanding the human being: the importante of the first three years of life (in italiano: Comprendere i bambini. Sviluppo ed educazione nei primi tre anni di vita) dell’italiana Silvana Quattrocchi Montanaro. Nonostante sia vecchiotto e in alcune parti obsoleto, penso che sia un libro che ogni genitore dovrebbe leggere. Ho adorato ogni singola parola—l’ho letto tre volte!—e mi faceva male la testa a forza di fare sì durante tutte le 168 pagine (per tre).

E quando pensavo non potesse stupirmi di più, sono arrivata al capitolo sull’apprendimento delle lingue, e soprattutto su come insegnare più di una lingua. Ci tengo a condividerlo con te, perché crescere figli veramente poliglotti non è facile—richiede dedizione, disciplina e coerenza—e credo che molti genitori non sappiano davvero quanto siano importanti i primi tre anni di vita.

Come scrive la Dr.ssa Montanaro (e non credo che si possa dire meglio):

Nei primi tre anni di vita, un bambino è un genio nell'apprendimento delle lingue.

Quindi, eccoti “tutto” il resto che dovresti assolutamente sapere se vuoi crescere i tuoi bambini multilingue (l’ho letto in inglese, quindi questa è una mia libera traduzione che ho fatto apposta per te). Spero che ti piaccia tanto quanto a me.

La seconda (o terza o quarta) lingua deve essere utilizzata nell'ambiente di un bambino nei primi anni di vita, nel senso che una o più persone dovrebbero parlare altre lingue al bambino in sua presenza.Se potessimo avere due, tre, quattro o cinque persone diverse che parlano lingue diverse, i bambini potrebbero facilmente assorbirle tutte senza alcuno sforzo, a condizione che ogni persona parli con loro sempre e solo nella sua lingua. Non ci sono difficoltà di apprendimento, perché i bambini hanno una mente che funziona in un modo molto speciale e hanno un meccanismo di commutazione che consente loro di passare da una lingua all'altra senza confusione, senza la necessità di tradurre e senza l'accento della loro lingua madre. Ma questo è possibile solo nei primi anni di vita, ovvero “durante gli anni in cui il bambino è un genio nell'apprendimento delle lingue”.Prima iniziate, meglio è. In Giappone, è stato fatto uno studio recentemente che consiste nel far ascoltare ai bambini cassette in lingua inglese tre volte al giorno dalla nascita fino all'età di sei mesi. Quando, all'età di 3, 4, o 5 anni, questi bambini vengono a contatto con un insegnante di inglese, impareranno la lingua straniera molto più facilmente che gli altri bambini. Questo fenomeno ha una spiegazione fisiologica. Il loro centro linguistico ha assorbito le caratteristiche di pronuncia e lo stile della lingua inglese durante i primi mesi di vita.Sotto i tre anni è assolutamente essenziale che ogni lingua diversa venga parlata sempre dalla stessa persona. Se la madre, il padre, o la nonna parla perfettamente due o tre lingue, dovrebbe deciderne una da usare con il bambino e usare sempre quella. La lingua è una parte integrante di una persona, come tutte le caratteristiche somatiche, e non può essere modificata senza produrre un senso di grande insicurezza nel bambino, con conseguente difficoltà di comunicazione.Maria Montessori è stata una pioniera in questo settore, e ha detto chiaramente che solo facendo uso del naturale sviluppo dei bambini—i periodi sensibili—è possibile educarli fino al livello del loro potenziale umano. Questo potenziale è enorme nell'apprendimento delle lingue.[...] Una soluzione immediata sarebbe quella di riunire un gruppo di bambini di età inferiore ai tre anni più volte alla settimana, con una persona [una mamma, un'insegnante, un'amica] che parli con loro in una lingua straniera".

Se ti è piaciuto, diffondi la conoscenza (condividilo su Facebook, invialo ad amici genitori…): i bambini hanno un potenziale straordinario nell’apprendimento delle lingue, ma siamo noi genitori che dobbiamo fare uno sforzo e trovare soluzioni creative per dare loro il dono delle lingue.