Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Due semplici trucchi per correggere la pronuncia italiana dell’inglese

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Qualche settimana fa, guardando l’ultima stagione di Project Runway (sì, ci piacciono le serie TV dove si crea), sono stata scioccata dall’ascoltare Chiara Ferragni, una fashion blogger italiana creatrice di The Blonde Salad e affermatissima in America  (tanto da essere invitata come giudice al programma) che dopo anni di blogging, interviste, comparse TV e vita intera in inglese, non si è ancora tolta di mezzo quell’odiosa pronuncia italiana.

Certo, all’estero a tutti piace la nostra cantilena (non mi stupirei se fosse parte del successo di Chiara) e l’italiano è sempre in cima alle lingue preferite dagli stranieri. Ma per chi vuole parlare inglese correttamente, lavorare con la lingua, andare a studiare in un Paese anglofono o addirittura crescere i propri figli bilingui… non c’è cosa peggiore di una pronuncia italiana (senza offesa per la dolcissima e adorabile Chiara Ferragni, che ci piace così com’è!).

Non parlo di ottenere un accento nativo britannico o americano, a seconda delle preferenze (a me che insegno la lingua, ad esempio, piace mischiarli con i miei studenti e offrire loro un inglese più neutro).

Parlo di due piccole correzioni che possono cambiare la vostra pronuncia dell’inglese in un attimo.

Ascoltate Chiara in questo simpatico video in cui parla di sé. Non limitatevi a sentire le parole, ascoltatele. Se invece non avete 7 minuti di tempo, sotto ho estratto e analizzato alcune frasi 🙂

Togliere il suono vocalico “uh” alla fine delle parole

Come forse avrete notato, Chiara finisce la maggior parte delle parole con un suono vocalico. In italiano, infatti, esistono poche parole che finiscono in consonante e per questo, quando parliamo inglese, si tende ad aggiungere una vocale alla fine di ogni parola.

Sbarazzatevi coscientemente di questo suono vocalico e la vostra pronuncia dell’inglese migliorerà dal giorno alla notte.

Per esempio, prendiamo una delle prime frasi. Chiara dice:

Se ascoltate bene, la parola make-up non la termina in “p”, bensì in un suono simile a “uh”. Trascritto aggiungendo i suoni vocalici, sarebbe qualcosa tipo: I’m very bad at doing my own make-up(uh), but I like my night make-up(uh) to look like this.

Per migliorare la pronuncia di questa frase, basta togliere quel suono uh e finire la parola con il suono a (ovvero la u della parola up): la P si sente come il suono di quando si stappa una bottiglia, ma più lieve. Ascoltate la differenza (la prima è sbagliata, la seconda corretta):

Non strascicare le vocali

L’inglese è una lingua concisa, anche nella maggior parte della sua pronuncia: per parlarlo in maniera più nativa, quindi, dobbiamo ridurre la nostra tipica cantilena italiana che tanto piace ai registi di film mafiosi. Sentiamo di nuovo Chiara:

Lo trascrivo con i suoni vocalici (un po’ esagerati): I always fall daaaauuuuun(uh) when I’m waLking like a Diva.

Qui non solo aggiunge uh alla fine di down, ma strascica le vocali della parola rendendola una sorta di cantilena alle orecchie di un nativo. Inoltre, Chiara pronuncia la L in walking, mentre dovrebbe essere muta (ovvero non si pronuncia).

Se si accorcia il suono vocalico e si toglie la uh finale, la pronuncia della parola down suona subito più nativa senza bisogno di preoccuparsi dell’accento. Sentite la differenza (la prima è sbagliata, la seconda corretta):

E ancora la differenza di tra walking con la L (prima versione, sbagliata) e senza la L (seconda versione, corretta):

E vi lascio di nuovo con Chiara, correggendo , questa volta, una frase intera:

Come notate, aggiunge il suono uh a entrambe le parole soundtrack e streets e pronuncia la L di walk.

Invece, usando i due semplici trucchi che vi ho appena dato, potrebbe dire:

Ecco perché non c’è niente di meglio della fonetica per insegnare l’inglese ai bimbi

E mi ripeto, Jolly Phonics e i metodi che usano la fonetica invece dell’alfabeto che si impara a scuola, sono i migliori per insegnare l’inglese ai bimbi. Infatti, non solo insegnano a leggere e scrivere più velocemente, ma danno la corretta pronuncia delle lettere, senza suoni vocalici aggiunti o strascicamenti. Quando poi i bimbi cominciano a mischiare i suoni per leggere intere parole, la pronuncia corretta viene spontanea.

Forse dovrei regalare lo starter kit a Chiara… 😉


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  1. Denny Galfre - aprile 10, 2015

    C’è da dire che comunque gli americani fanno un sacco di cantilena lagnosa e con dittonghi improbabile.
    Ad esempio un texano "do you want to dance?" lo dirà tipo così "da ya waaaannau daienz?"
    Infatti quando ha detto "down" con quell’allungamento vocalico, sembrava di sentire qualcuno di Phoenix anche se loro rendono il dittongo ancora più lagnoso e fastidio, tipo "deeeeeaauuunnn"

    In un certo senso l’inglese americano è il tentativo da parte di non coloni non nativi di parlare inglese, inclusi italiani, olandesi e spagnoli, la cui pronuncia errata e cantilenante è rimasta.

    • Denny, grazie per il tuo commento, mi ha fatta sorridere e mi è piaciuto un sacco come hai espresso la pronuncia! Era quasi come sentirlo! 😀 Sono d’accordo con te, ormai la pronuncia dell’inglese nativo è talmente varia che quasi non si fa più caso alle "interpretazioni personali".

      Io personalmente, sarà deformazione professionale di insegnante di lingue, sono fanatica degli accenti e riconosco alla prima parola un tedesco da un francese da uno spagnolo da un finlandese… è divertente ascoltarli in sociale, ma quando lo usano per lavoro credo che pochi semplici trucchi possano davvero migliorare la loro pronuncia inglese.

      Ho in lista d’attesa post simili per le altre lingue, ma il tempo in casa con un neonato non è mai abbastanza!

      Spero di leggerti ancora su queste pagine. Un saluto da Marbella!


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