La Tela di Carlotta
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Educare senza ricompense né castighi

dic 7, 2015

Da quando Oliver ha iniziato a gattonare e acquistare sicurezza, io e Alex ci ritroviamo spesso a dire NO. NO, Oliver, non arrampicarti sul forno. NO, Oliver, non aggrapparti al secchio dell’acqua. NO, Oliver, non mangiare dalla ciotola di Colbie. NO, Oliver, non mettere in bocca il mio iPhone. NO, NO, NO.

E ho notato due cose:

  • Non otteniamo nessun risultato. Dopo vari NO, dobbiamo prenderlo e allontanarlo dalla situazione.
  • Già da così piccolo, tutto ciò che è proibito sembra affascinarlo (sarà intrinseco nell’essere umano?): se è NO, Oliver lo vuole trasformare in SÌ.

Ogni volta che Oliver cade e piange — continua a leggere, non sto cambiando argomento — Alex replica la caduta un po’ goffamente e gli fa vedere che va tutto bene. Oliver ride e passa tutto. Se invece cerchiamo di consolarlo, piange a catinelle per dei minuti interi.

Ieri pensavo che forse questo metodo funziona anche per il NO. Forse se invece di dire NO, gli mostro le conseguenze (quando è possibile) poco a poco sarà più propenso a capire che il NO ha una suo perché — che spesso è mantenerlo vivo. Chissà se invece di proibirgli di aggrapparsi al secchio dell’acqua per alzarsi, gli dico NO, ma poi lo lascio fare, lascio che si bagni e — probabilmente — si prenda uno spavento (monitorato), lo rifarà? Certo, dipende dal bambino, dalla situazione, da quanto si divertirà a bagnarsi tutto — insomma, ci sono troppe variabili per immaginare cosa succederebbe, ma magari vale la pena provare.

Tutto questo, seguendo una strana ragnatela di pensieri, mi ha fatto pensare al metodo Montessori e ad una delle mie frasi preferite:

Se non dai al bimbo un bicchiere di vetro per paura che lo rompa, dai più valore al bicchiere che all’insegnamento.

Forse anche per questo il metodo Montessori non prevede né premi né castighi, ma conseguenze. Oggi vi traduco un post di Montessori En Casa che parla proprio di questo. Spero vi piaccia.

L’assenza di premi e castighi non è un principio utilizzato solo nella pedagogia Montessori, ma associato anche a un maniera rispettosa di essere genitori.

L’idea di non offrire premi o ricompense né infliggere punizioni mira a incoraggiare l’auto-motivazione e l’autodisciplina nei bambini; vale a dire che il bambino fa le cose bene semplicemente per il gusto di farle bene e per la sua propria soddisfazione, piuttosto che per ricevere un premio o evitare una punizione.

Invece di utilizzare punizioni, noi usiamo conseguenze — ma qual è la differenza? La punizione è qualcosa di imposto dall’esterno, mentre la conseguenza è qualcosa che è naturalmente associato all’atto in questione. Ad esempio: se un bambino si rifiuta di ritirare i pennarelli dopo aver disegnato, potremmo dirgli di andare in camera sua e che non potrà usare i pennarelli per due giorni, che sarebbe una punizione imposta ed arbitraria; oppure potremmo spiegargli che se non raccoglie i pennarelli e li lascia aperti si seccheranno e non potrà più utilizzarli per disegnare, che sarebbe una conseguenza diretta delle sue azioni.

Nemmeno i premi o ricompense sono una buona idea, e se vogliamo premiare in qualche modo un buon comportamento, dobbiamo fare in modo che il bambino percepisca il premio come qualcosa di inerente all’atto che lo ha causato, a volte è solo questione di cambiare le parole… Per esempio: se un bambino fa le bizze all’ora di mettersi il pigiama, lavarsi i denti, ecc Potremmo dirgli che se lo fa lo lasceremo giocare per un po’ prima di andare a letto, cosa che il bambino percepirebbe come una ricompensa che gli diamo; oppure possiamo dirgli che se lo fa avrà tempo di giocare un po’ prima che arrivi l’ora di andare a letto, e in questo caso lo percepirebbe come una logica conseguenza delle sue azioni. La differenza può sembrare sottile, ma è importante!

Quali sono la vostra opinione e la vostra esperienza al riguardo?

Commenti

parva • lug 19, 2016

Come sempre post utilissimo!!! deve partire tutto da noi genitori, siamo noi che dobbiamo cambiare il modo di interagire con i ns figli... metterò ancora di più in pratica ciò che hai scritto!!

🌸 Carlotta • lug 25, 2016

Grazie mille, spero che sempre più genitori se ne rendano conto perché sono sempre più convinta che i nostri figli non ci debbano nulla. Siamo noi genitori che dobbiamo tutto a loro… Altro post che ho in mente e che prima o poi uscirà dalla tastiera. Un abbraccio

Giulia • ago 1, 2016

Post utilissimo e, come al solito, mi trovi completamente d'accordo.
Una domanda: hai avuto difficoltà a convincere i nonni a seguire questa linea di pensiero? Perché io sono terrorizzata dal fatto che possano vanificare ogni mio sforzo.
Nel frattempo ti saluto.

🌸 Carlotta • ago 1, 2016

Ciao Giulia e grazie per il tuo commento! Guarda, ironia del destino vuole che presto pubblicherò un post proprio su come coinvolgere familiari e amici nel nostro metodo di educazione. Sono sicura che ti piacerà, io l'ho trovato molto interessante :-) Ma ti dico fin da subito che per noi è un po' diverso, perché i nonni vivono in Italia e quelle poche volte all'anno che li vediamo dal vivo e Oliver sta con loro, lascio che siano spontanei ovviamente… Però devo dire che grazie al mio blog ormai tutta la famiglia è "montessorizzata" ;-) Un abbraccio

Enrico • feb 16, 2017

Articolo chiarissimo: i nostri figli devono essere i nostri nuovi amici da accompagnare sulla strada della vita che abbiamo dato loro, con pazienza e grande senso di rispetto!

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Corsi online

Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

Educare a lungo termine

Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
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La genitorialità è più semplice quando si ha una guida da seguire. Con questo corso inizierai la tua personale trasformazione interiore per diventare un genitore che educa con rispetto (per se stesso e per i figli), imparerai a usare empatia, comprensione e pazienza nelle crisi e troverai alternative ai metodi classici dell’educazione tradizionale, come minacce, castighi e punizioni. I bambini sono il futuro del nostro pianeta e il cambiamento può solo iniziare in casa.

Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
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Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.
Arriva a breve!

Il blog

Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
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Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

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La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
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