Montessori inspired toys: the GOULA cubes review

7 comments
Help spread the word
ItalianoEnglishEspañol

Many of you have been asking about Montessori inspired toys, so I’m preparing a few posts with a selection of Oliver’s favorite ones since birth.

As you can see on our shelves, we never bought many toys for Oliver and the few we did buy were Montessori-like, wooden and with no lights or sounds: I think it’s good for baby to develop their own way of playing with toys, instead of playing the way the manufacturers intended for them to play.

A little train with flashy lights and buttons that when pressed start singing songs, does just that: you press the buttons, look at the lights and hear the songs. A toy from the Grimm’s brothers can be used in so many ways, it nurtures the imagination. I like that!

All the toys you’ll find on La Tela are like this: they promote imagination, problem solving, they’re versatile, they don’t sing nor light up. And I promise, your kids will love them!


GOULA stackable woodland cubes

oliver goula cubesToday I want to start with one of Oliver’s all-time favourites: the Goula stackable woodland cubes. He received them as a present for his first birthday and he’s still using them today that he’s 18 months.

They’re a fun take on the Montessori pink tower, but in my opinion they are much more versatile: you can pile them, make a tower to knock over, put them one into the other and make a box that can be easily stored away (Oliver is big on tidying up) or lay them horizontally on the floor and set the animals go on a train ride.

These cubes are made of very strong cardboard, resistant to chewing and throwing and stepping on! When the tower is built, you can see the animals in the house on one side, climbing a ladder on the other side and count the numbers from 1 to 10 on another side (for when Oliver is a bit older).

And they’re a great learning tool: they develop problem solving skills, promote size and shape recognition and improve minor motor coordination skills.

For the first few months, Oliver simply loved to knock over all the towers I’d build for him (possibly before I finished building them), but over time, through trial and error, he learnt how to pile them up, how he couldn’t balance a bigger cube on top of a small one or fit a big one into a small one. When he could finally build the whole tower by himself with no help, by standing on his tippy toes to reach up and put the smallest cube on the very top, his proud face was just priceless (and of course I got it on camera 🙂

goula stacking cubes

I think these cubes make a great first birthday gift: although the recommended age on the package is 2+, I watched Oliver and all his friends enjoy them already when they were one year old and play with them for a long time, while developing and improving new and exciting skills.


Help spread the word

The woman behind the words

My name is Carlotta, I’m 33 years old, I’m Italian, married to a Finnish guy, and together we raise Oliver (4) and Emily (2) Montessori and multilingual. We’re selling everything to travel the world.

More about me →

Did you like it? Agree? Disagree? Let me know.

If you prefer, you can also tweet to me or write me privately.

  1. Ciao Carlotta,
    due commenti:
    1) Wow! A un anno e mezzo e’ difficilissimo riuscire a gestire impilare e mettere dentro! E riuscirli a mettere dal più grande al più piccolo! Veramente notevole. La torre rosa – che e’ una versione “semplificata” di questi cubi – e’ un materiale 3-6 anni!
    2) Volendo essere formali, questo gioco e’ l’esatto opposto di un gioco ad ispirazione montessoriana.
    I materiali montessori smembrano il mondo, permettono al bambino di concentrarsi su una caratteristica singola.
    La torre rosa ha cubi solidi e monocolore. Qui ci sono i cubi da impilare dal più grande al più piccolo ma anche da incastrare uno dentro l’altro. E ci sono le immagini.
    E’ un gioco molto bello, anche noi ce l’abbiamo. Ma non lo chiamerei d’ispirazione montessoriana.

    • Ciao Amelie, grazie per il tuo commento.

      Per quanto riguarda la prima osservazione, credo che dipenda da ogni bambino, ma forse il fatto che io abbia esposto Oliver a questa attività a partire dall’anno e lui mostrasse interesse e la cercasse per giocare (io ho giocato con lui con questo gioco ogni giorno da quando gliel’hanno regalato, facendolo io stessa quando lui aveva solo voglia di guardare) lo ha aiutato a raggiungere il risultato prima.

      Così Oliver due mesi fa, a 16 mesi, sapeva fare la torre (completata da solo per la prima volta fino in cima a luglio) e metterla a posto con tutti i cubi incastratati (spesso andando a tentativi—per esempio cercando di mettere il cubo 5 dentro il 3 e poi ritirandolo fuori e cambiando cubo—ma molto più spesso guardando attentamente i cubi e prendendo coscientemente “il numero” giusto, che mi fa capire che capisce le dimensioni :-).

      Sono d’accordo con te sul fatto che questo gioco non sia assolutamente Montessori, ma io penso che si possa definire senza dubbio “ad ispirazione Montessori” (nel senso che il tipo di attività è ispirato alla Torre Rosa, materiale montessori con cui avevo familiarità prima attraverso altri blog montessori e che ho da poco finalmente potuto provare a scuola 🙂 Certo, io preferirei che i cubi fossero di legno e monocolore (a Oliver non interessano affatto i disegni per ora e in più io preferisco immagini più reali), ma purtroppo non ne ho trovati così e in più mi piace il fatto che si possano mettere uno dentro l’altro, credo che completi e complementi l’attività. Magari devo farlo e produrlo io stessa 😉

  2. Forse e’ perche’ io soffro molto di come la montessori venga commercializzata ora.
    C’e’ un rigore scientifico, un pensiero accurato e specifico dietro il materiale montessoriano.
    Sono d’accordo – la torre rosa , e tutto il resto in realta’, e’ un materiale “didattico”, non e’ un gioco da avere a casa, non esisteva “montessori a casa”.
    Ma un gioco che si ispira solo all’immagine della torre rosa, e perde totalmente il principio su il quale la torre rosa si basa, per me non e’ di ispirazione montessoriana. E’ un gioco. Sull’impilare, incastrare, riconoscere i numeri e imparare grande e piccolo.

    I disegni non li vedo, forse sono belli. Forse stimolano la fantasia più di una foto, abbiamo bisogno di realta’ e di disegni, noi grandi come loro piccoli.
    Ma nell’ideale, nella filosofia, nel materiale montessori c’e’ qualcosa dietro, c’e’ dentro. Ma così spesso sembra che basti apparire “fuori” per essere “montessoriani”.

    • Amelie, ti capisco ed ero la prima a soffrire di questo. Se hai letto qualche altro mio post, saprai che ho “litigato” con quasi tutte le scuole qui a Marbella perché usano Montessori come un’etichetta per vendere, perché non solo non sono Montessori, ma “mal-educano” i genitori che non sanno cosa Montessori sia davvero. Sono poi stata fortunata che abbiano aperto una scuola Montessori tradizionale qui vicino e possiamo finalmente vivere l’ambiente Montessori vero.

      Ma mi sono anche fermata a pensare e credo che alla fine la commercializzazione del nome Montessori non sia un male, se porta sempre più famiglie (specialmente in Italia, dove sfortunatamente—e stranamente—si conosce meno il metodo Montessori che nel resto del mondo) ad avvicinarsi a questa meravigliosa filosofia in casa e metodo educativo nelle scuole.

      E allo stesso modo, non mi dispiace che le aziende di prodotti per bambini si ispirino ai materiali didattici Montessori per creare giochi alla portata di tutti in casa. Sono giochi, sì, sono commercializzati, sí, ma a differenza di quelli con mille lucine, suoni e canzoni, hanno il potere di divertire un bambino, insegnargli importanti abilità e farlo crescere solo con la forza della sua propria mente e del suo proprio corpo. E per me, anche questo è Montessori. Quindi anche se questi giocattoli possano sembrare Montessori solo “fuori”, sono convinta (a differenza tua, ma il mondo è bello perché è vario!) che, proprio come me, siano un po’ “montessoriani” dentro 🙂

      Un abbraccio e, se ti va, spero di leggerti di nuovo tra queste pagine 🌸

      • Un’ultima precisazione. Non ho niente in contrario al gioco. Ce l’abbiamo. Ci piace. Lo valuto molto. Se Oliver lo usa con piacere, e’ un motivo buono per averlo. Fosse anche un mausoleo di plastica e lucine, perche’ alla fine, “follow the child”.
        Credo invece che le scuole e i blog abbiano una responsabilità più ampia.
        Non ci credo che “anything is better than nothing”. Ma forse no, forse hai ragione. Maybe nothing is worse.

      • Amelie, scusa se torno a disturbare, ma non potevo non scrivertelo: sai che ti dicevo di non trovare i cubi impilabili di legno e monocolore? Be’, destino vuole che oggi, cercando un materiale Montessori, abbia trovato esattamente quello che avrei voluto (dei Grimm’s)… peccato che si trovino solo in America a quanto pare 🙁

      • Sorrido 🙂 E’ il tuo blog, la disturbatrice sono io 🙂
        Adoro la marca grimm! Colori brillanti e qualita’ eccezionale. Odio che facciano due prezzi diversi in Svizzera e in Europa ma il mercato e’ mercato.
        Qui sono 100% sicura che i cubi di siano (prossima vacanza? 🙂 ).


In a hurry?

Subscribe to my newsletter and get all the latest posts directly to your inbox. Only one email per month. No spam (pinky promise!) 🙂


You might also like…

I’ve handpicked these articles for you so you can keep reading.


Popular articles…

These articles proved quite popular. Perhaps you’ll like them too.


Latest articles…

Hot off the presses for your reading enjoyment.

Imprint  ·  Privacy Policy