Juguetes inspirados Montessori: los cubos GOULA

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Muchos de vosotros han estado preguntando acerca de juguetes inspirados Montessori, así que estoy preparando una serie de post con una selección de los preferidos de Oliver y Emily desde que nacieron.

Como puedes ver en nuestros estantes, nunca hemos comprado muchos juguetes y los pocos que hemos comprado han sido inspirados Montessori, de madera y sin luces o sonidos: creo que es importante para los bebés desarrollar su propia manera de jugar con los juguetes, en lugar de jugar de la forma en que los fabricantes han decidido que jueguen.

Todos los juguetes que encuentras en La Tela son así: promueven la imaginación, la concentración, la resolución de problemas, son versátiles, no cantan ni se encienden. Y prometo, a tus hijos les encantarán!


Cubos GOULA apilables con imágenes del bosque

oliver goula cubesHoy quiero empezar con uno de los favoritos de siempre de Oliver: los cubos apilables Goula con diseños del bosque. Los recibió para su primer cumpleaños y todavía los está usando hoy que tiene 18 meses.

Son una versión divertida y coloreada de la torre rosa Montessori, pero en mi opinión son muchos más versátiles: puedes apilarlos, hacer una torre para después tirarla al suelo, puedes ponerlos uno dentro para hacer una caja que se puede almacenar fácilmente (a Oliver le gusta guardarlo todo bien) o los puedes poner horizontalmente en el suelo y creare el tren de los animales.

Estos cubos están hechos de cartón muy fuerte, resistente a la masticación y tirar y pisar! Cada cara tiene un dibujo diferente y bonito así que cuando la torre está hecha, en un lado puedes ver lo animales en casa, en el otro lado están subiendo una escalera y en otro lado puedes contar los números (más adelante).

Y son una gran herramienta de aprendizaje: desarrollan habilidades para resolver problemas, promueven el reconocimiento de tamaño y forma, y mejorar las habilidades de coordinación motora.

Durante los primeros meses, a Oliver le gustaba simplemente tirar las torres que yo le construya (posiblemente antes de que terminara de construirlas), pero con el tiempo, y a través de intentos y errores, aprendió cómo equilibrar una caja encima de la otra, cómo no se puede balancear un cubo grande encima o dentro de uno pequeño. Cuando por fin ha conseguido construir la torre entera solo sin ayuda, poniéndose de puntillas para alcanzar y poner el cubo más pequeño encima del todo, su cara de orgullo no tuvo precio (y, por supuesto, le saqué una foto 🙂

goula stacking cubes

Creo que los cubos Goula son un bonito regalo de primer cumpleaños (aunque la edad recomendada en la caja es 2+, yo he visto a Oliver y a todos sus amigos usarlos desde el año de edad y durante mucho tiempo, desarrollando y mejorando nuevas y emocionantes habilidades.


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La mujer detrás de las palabras

Me llamo Carlotta, tengo 33 años, soy italiana, estoy casada con un finlandés, y juntos criamos a Oliver (4) y Emily (2) Montessori e multilingües. Estamos vendiendo todo para viajar por el mundo.

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  1. Ciao Carlotta,
    due commenti:
    1) Wow! A un anno e mezzo e’ difficilissimo riuscire a gestire impilare e mettere dentro! E riuscirli a mettere dal più grande al più piccolo! Veramente notevole. La torre rosa – che e’ una versione “semplificata” di questi cubi – e’ un materiale 3-6 anni!
    2) Volendo essere formali, questo gioco e’ l’esatto opposto di un gioco ad ispirazione montessoriana.
    I materiali montessori smembrano il mondo, permettono al bambino di concentrarsi su una caratteristica singola.
    La torre rosa ha cubi solidi e monocolore. Qui ci sono i cubi da impilare dal più grande al più piccolo ma anche da incastrare uno dentro l’altro. E ci sono le immagini.
    E’ un gioco molto bello, anche noi ce l’abbiamo. Ma non lo chiamerei d’ispirazione montessoriana.

    • Ciao Amelie, grazie per il tuo commento.

      Per quanto riguarda la prima osservazione, credo che dipenda da ogni bambino, ma forse il fatto che io abbia esposto Oliver a questa attività a partire dall’anno e lui mostrasse interesse e la cercasse per giocare (io ho giocato con lui con questo gioco ogni giorno da quando gliel’hanno regalato, facendolo io stessa quando lui aveva solo voglia di guardare) lo ha aiutato a raggiungere il risultato prima.

      Così Oliver due mesi fa, a 16 mesi, sapeva fare la torre (completata da solo per la prima volta fino in cima a luglio) e metterla a posto con tutti i cubi incastratati (spesso andando a tentativi—per esempio cercando di mettere il cubo 5 dentro il 3 e poi ritirandolo fuori e cambiando cubo—ma molto più spesso guardando attentamente i cubi e prendendo coscientemente “il numero” giusto, che mi fa capire che capisce le dimensioni :-).

      Sono d’accordo con te sul fatto che questo gioco non sia assolutamente Montessori, ma io penso che si possa definire senza dubbio “ad ispirazione Montessori” (nel senso che il tipo di attività è ispirato alla Torre Rosa, materiale montessori con cui avevo familiarità prima attraverso altri blog montessori e che ho da poco finalmente potuto provare a scuola 🙂 Certo, io preferirei che i cubi fossero di legno e monocolore (a Oliver non interessano affatto i disegni per ora e in più io preferisco immagini più reali), ma purtroppo non ne ho trovati così e in più mi piace il fatto che si possano mettere uno dentro l’altro, credo che completi e complementi l’attività. Magari devo farlo e produrlo io stessa 😉

  2. Forse e’ perche’ io soffro molto di come la montessori venga commercializzata ora.
    C’e’ un rigore scientifico, un pensiero accurato e specifico dietro il materiale montessoriano.
    Sono d’accordo – la torre rosa , e tutto il resto in realta’, e’ un materiale “didattico”, non e’ un gioco da avere a casa, non esisteva “montessori a casa”.
    Ma un gioco che si ispira solo all’immagine della torre rosa, e perde totalmente il principio su il quale la torre rosa si basa, per me non e’ di ispirazione montessoriana. E’ un gioco. Sull’impilare, incastrare, riconoscere i numeri e imparare grande e piccolo.

    I disegni non li vedo, forse sono belli. Forse stimolano la fantasia più di una foto, abbiamo bisogno di realta’ e di disegni, noi grandi come loro piccoli.
    Ma nell’ideale, nella filosofia, nel materiale montessori c’e’ qualcosa dietro, c’e’ dentro. Ma così spesso sembra che basti apparire “fuori” per essere “montessoriani”.

    • Amelie, ti capisco ed ero la prima a soffrire di questo. Se hai letto qualche altro mio post, saprai che ho “litigato” con quasi tutte le scuole qui a Marbella perché usano Montessori come un’etichetta per vendere, perché non solo non sono Montessori, ma “mal-educano” i genitori che non sanno cosa Montessori sia davvero. Sono poi stata fortunata che abbiano aperto una scuola Montessori tradizionale qui vicino e possiamo finalmente vivere l’ambiente Montessori vero.

      Ma mi sono anche fermata a pensare e credo che alla fine la commercializzazione del nome Montessori non sia un male, se porta sempre più famiglie (specialmente in Italia, dove sfortunatamente—e stranamente—si conosce meno il metodo Montessori che nel resto del mondo) ad avvicinarsi a questa meravigliosa filosofia in casa e metodo educativo nelle scuole.

      E allo stesso modo, non mi dispiace che le aziende di prodotti per bambini si ispirino ai materiali didattici Montessori per creare giochi alla portata di tutti in casa. Sono giochi, sì, sono commercializzati, sí, ma a differenza di quelli con mille lucine, suoni e canzoni, hanno il potere di divertire un bambino, insegnargli importanti abilità e farlo crescere solo con la forza della sua propria mente e del suo proprio corpo. E per me, anche questo è Montessori. Quindi anche se questi giocattoli possano sembrare Montessori solo “fuori”, sono convinta (a differenza tua, ma il mondo è bello perché è vario!) che, proprio come me, siano un po’ “montessoriani” dentro 🙂

      Un abbraccio e, se ti va, spero di leggerti di nuovo tra queste pagine 🌸

      • Un’ultima precisazione. Non ho niente in contrario al gioco. Ce l’abbiamo. Ci piace. Lo valuto molto. Se Oliver lo usa con piacere, e’ un motivo buono per averlo. Fosse anche un mausoleo di plastica e lucine, perche’ alla fine, “follow the child”.
        Credo invece che le scuole e i blog abbiano una responsabilità più ampia.
        Non ci credo che “anything is better than nothing”. Ma forse no, forse hai ragione. Maybe nothing is worse.

      • Amelie, scusa se torno a disturbare, ma non potevo non scrivertelo: sai che ti dicevo di non trovare i cubi impilabili di legno e monocolore? Be’, destino vuole che oggi, cercando un materiale Montessori, abbia trovato esattamente quello che avrei voluto (dei Grimm’s)… peccato che si trovino solo in America a quanto pare 🙁

      • Sorrido 🙂 E’ il tuo blog, la disturbatrice sono io 🙂
        Adoro la marca grimm! Colori brillanti e qualita’ eccezionale. Odio che facciano due prezzi diversi in Svizzera e in Europa ma il mercato e’ mercato.
        Qui sono 100% sicura che i cubi di siano (prossima vacanza? 🙂 ).


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