La Tela di Carlotta

Nacimiento del Rio Grande

ago 17, 2009

Lo scorso weekend io, Alex, Joona e Colbie ci siamo muniti di zaini e scarpe da trekking e siamo andati alla ricerca della fonte (“nacimiento” in spagnolo) del fiume Rio Grande, alla bocca di una grotta vicino a Yunquera (ad un’oretta di macchina da Marbella, Spagna).

Questo suggestivo angolo di natura selvaggia, tuttavia, non è così semplice da trovare – e proprio per questo, ancora più suggestivo. Per nostra fortuna, avevamo precisissime e impeccabili indicazioni stradali forniteci dal collega di Alex, Matt, che con la sua famiglia – assidui escursionisti – ci era stato proprio la settimana prima (e, a dirla tutta, anche due settimane prima senza, però, trovare il sentiero nascosto). Insomma, meglio di un navigatore satellitare.

Il voto a questa nostra prima escursione, nonostante i milioni di gradi sopra lo zero che non hanno sicuramente facilitato la scarpinata di ritorno completamente in salita, è un pieno 10. Avventurosa, divertente e non troppo lunga, il sentiero per arrivare alla foce è poco meno di un kilometro in discesa, perfetto per l’iniziazione di escursionisti alle prime armi.

In macchina fino all'inizio del sentiero (grazie a Matt per queste indicazioni)

Da Marbella si procede verso nord, attraversando la Sierra de las Nieves e i piccoli paesini di Monda e Guaro. Siamo diretti a Yunquera.

A circa 15 chilometri da Yunquera, sulla strada per Tolox, vale la pena fermarsi a mangiare in un piccolo bar a gestione familiare, che gli spagnoli chiamano “venta”. Su questa strada, incrocerete due “ventas” con tanto di insegna: non è nessuna delle due quindi trattenete i morsi della fame.

Proseguite sulla stessa strada e subito dopo l’uscita per Tolox che lasciate alla vostra sinistra, la strada svolta a sinistra: girate l’angolo e, subito prima del ponte, trovate il caseggiato. In stagione, non mancate di notare il carinissimo soffitto di grappoli d’uva del dehore. E per un buon pranzetto andate sul sicuro scegliendo il tipico gazpacho andaluso, albondigas (polpette) o calamares, accompagnati da insalata o patate.

Siete pronti per l’avventura… e per smaltire il pranzo! Risalite in macchina e guidate fino a Yunquera, seguendo le indicazioni per il centro. Seguite la strada fino ad arrivare ad una rotonda (con un benzinaio verde sulla sinistra): prendete la seconda uscita, una stradina stretta che procede in discesa. Dopo poco meno di un chilometro, vedrete sulla vostra sinistra un parco alberato con tavoli e panchine. Oltrepassatelo e svoltate a sinistra in una stradina sterrata con alberi su entrambi i lati. (Se vedete un cartello della Junta de Andalucia all’imbocco di questa stradina, siete sulla via giusta).

Lasciatevi guidare dalla strada per circa 4 chilometri, ma state all'erta: proprio prima di una delle innumerevoli svolte – brusche – a sinistra, sulla vostra destra troverete una stradina, al cui imbocco vedrete quello che sembra un acquedotto disposto a mo' di arco. Guidateci sotto e parcheggiate la macchina 20 metri più avanti.

Davanti a voi avete il sentiero che percorrerete per arrivare al Nacimiento del Rio Grande. Una grossa catena da un lato all’altro della strada impedisce alle macchine di proseguire: da questo momento siete a piedi – meglio se muniti di acqua.

Il sentiero a piedi fino al Nacimiento del Rio Grande

Dopo circa 700 metri di discesa accompagnata da uno splndido panorama, la strada svolta bruscamente a sinistra allargandosi in quella che sembra una piazzola, dove in passato le macchine potevano forse parcheggiare.

È proprio qui sulla destra, che inizia il sentiero – non marcato né facilmente individuabile, dovete attivare il vostro radar di esploratori – verso il Nacimiento del Rio Grande: avventuratevi tra le rocce, lasciando alla vostra destra un uliveto, e scendete per circa 200 metri fino ad incontrare, alla vostra sinistra, delle scale impervie scavate nella roccia. Se avete cani, specialmente di quelli che amano l’acqua, legateli al guinzaglio: da qui potete già sentire lo scorrere dell’acqua.

Si scende. Le scale vi portano ad una diga costruita sul fiume. A questo punto esplorate. Potete attraversare la diga e, seguendo il sentiero, arrivare alla caverna da cui nasce il fiume. Oppure potete non attraversare la diga, lasciare la piccola casettina alla vostra sinistra, saltare sull'erba, guadare il minuscolo ruscellino ed arrivare ad una pozza di acqua cristallina, dove è d'obbligo togliersi le scarpe e immergere i piedi in acqua. O potete anche fare entrambe le cose.

Ma non dimenticatevi di riprendere le forze: ora bisogna risalire! Buon divertimento e buon ritorno a casa!

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Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
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Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.
Arriva a breve!

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Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
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Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
Carlotta
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Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!