La Tela di Carlotta
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Un esempio di come pratico l'empatia con i miei figli

gen 2, 2021

Nell'ultimo post (che trovi negli articoli consigliati qui sotto), vi ho parlato di come mostrare empatia ai bambini, perché sono convinta che l'empatia si possa (e si debba) imparare e quindi insegnare. Ma non è un processo facile e soprattutto non si smette di imparare… si migliora. Dopo anni di pratica, infatti, oggi a volte cado ancora nei meccanismi dell'educazione tradizionale, ma sono diventata molto più brava a riconoscerlo e a rimediare in fretta. Per farti capire che cosa intendo, oggi ti racconto una storia.        


È una mattina di dicembre del 2020. Dopo aver giocato per un’ora alle lettere con i bambini, mi siedo finalmente a computer e lascio i bimbi a riordinare le lettere. Emily non vuole aiutare e Oliver viene da me a lamentarsi.

Mi preme lavorare, ho bisogno di spazio. Già mentre nell'ultimo quarto d'ora in cui giocavo con loro stavo pensando al lavoro. Ho bisogno di mummy space. Mi irrito. Le prime parole che escono dalla mia bocca sono: “Emily, non è giusto che non aiuti *mai* a mettere in ordine”. “*La prossima volta* non giochi se poi fai sempre riordinare a Oliver”.

Mi mordo la lingua. Queste sono frasi dell’educazione tradizionale (esagerazioni e minacce) che ho imparato ad evitare perché non solo non educano a lungo temrine, ma peggiorano sempre la situazione: Emily ora è coricata sul tappeto a piangere.

Oggi, però, a differenza di anni fa, io la capisco. So che ha ragione. Ovviamente una frase così la ferisce, lei adora giocare con Oliver e io le dico che non potrà più farlo. Non so quando i genitori abbiano imparato a ferire i loro figli per ottenere ubbidienza. Ferire le persone, in generale, non dovrebbe mai essere un mezzo per un fine e non è questo che voglio insegnare ai miei figli.

Inoltre, quelle frasi sono disoneste intellettualmente, non è vero che Emily non riordina *mai*, l’ho detto per frustrazione. L’ho detto come dico “mi passi il sale”, perché per me da sempre è abitudine sentire frasi di questo tipo… tutti tendiamo ad educare come siamo stati educati.

Ma quando sono diventata madre, io ho deciso di scendere dalla ruota e da allora lavoro sodo per cambiare questa mentalità. Ormai quando sbaglio, lo riconosco immediatamente perché Oliver ed Emily me lo fanno notare immediatamente – quando i bambini non sono abituati a essere feriti, sono molto più sensibili alle ingiustizie. Emily mi sta dicendo come può che sono stata ingiusta. E ha ragione.

Faccio un respiro profondo, mi siedo al suo fianco e le dico: “Vieni, mettiamo in ordine insieme. Ho giocato anche io ed è giusto che anche io metta in ordine le lettere”.

Smette di piangere, si asciuga le lacrime con la maglietta e si unisce a me. Io metto via un paio lettere nella scatola, poi li bacio e torno a sedermi a computer, sicura che ora Oliver ed Emily sono tranquilli. Insieme, mettono via tutte le altre lettere e poi iniziano a fare un altro gioco.

Basta poco.

Basta davvero poco.

Basta davvero poco oggi.

Perché tutti gli anni in cui ho praticato l'empatia stanno finalmente dando i loro frutti. Non solo per il comportamento dei miei figli, ma soprattutto per il mio – sono direttamente proporzionali. Con ogni errore, imparo un po’ di più e rimedio un po’ più facilmente. Perché essere genitori non significa solo crescere i nostri figli, significa crescere noi stessi al loro fianco.

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Commenti

Laura • gen 21, 2021

Grazie Carlotta! Da quando ti seguo sto cambiando molto e vorrei che ti conoscessero in tanti perché sei una persona che ha tanto da insegnare. Continua così 👍🏻

🌸 Carlotta • gen 25, 2021

Grazie mille! Sono davvero felice che i miei contenuti ti aiutino! 😍

Roxana • gen 12, 2021

Bellissimo post Carlotta! Anche io la penso così, non è giusto ferire i nostri figli con le parole, la rabbia che ti fa fare e dire cose dobbiamo imparare a controllarla. Io rimango molto molto male quando, dopo tanti "no calmi", dico un "no" più forte e deciso e la mia bimba mi guarda negli occhi come per dire "non volevo farti arrabbiare mamma, volevo solo scoprire che gusto ha il sapone". I bambini sono i più sinceri e meravigliosi esseri umani! Mi immagino la mia bimba un angelo con ali... E ogni volta che la manco di rispetto una piuma cade...

Roxana & Emma(11 mesi)

🌸 Carlotta • gen 16, 2021

Ti capisco e capisco quel "dopo tanti "no calmi""… capita anche a me, credo capiti a tutti! 💕 Un fortissimo abbraccio a te e ad Emma 🌸

Giulia • gen 9, 2021

Grazie per il tuo post.
Io sto annaspando nelle sabbie mobili con il mio primogenito, quattro anni appena compiuti, molto sensibile ma che io definisco affettuosamente ‘Il cubo di rubik’, ovvero se qualcosa si discosta di un millimetro da quel che lui vorrebbe è l’Armageddon.
Da mesi ha iniziato a pretendere sempre la presenza di qualcuno (genitori o nonni) per fare qualunque cosa, se si esce dalla stanza si ha un minuto d’orologio di autonomia prima che inizi a chiamare con tono dapprima lamentoso e poi imperioso; si sveglia tutte le notti (tutte, non ne salta una) e viene a dormire con noi, cosa che abbiamo accettato perchè di fare discussioni infinite alle due del mattino con conseguente risveglio anche della secondogenita e incazzatura di tutti quanti non ne potevamo più. Noi cerchiamo di dargli più attenzione possibile, di evitare di alzare la voce quando gli parte l’embolo perché sappiamo che peggiora solo le cose e che la strategia migliore perche si tranquillizzi è abbracciarlo e nello stesso tempo vorremmo fargli capire che a volte bisogna aspettare e che trattare gli altri alla stregua camerieri che devono scattare ai suoi ordini non esiste proprio, ma la verità è che io inizio a non farcela più. Dormiamo male da mesi e mesi, per qualunque cavolata è una contrattazione che Nazioni Unite scansatevi proprio, quando mi alzo la mattina tempo tre secondi e inizia a chiamarmi urlando, fossero anche le cinque, e quando non siamo con i bambini siamo al lavoro in area CoVid (entrambi operatori sanitari). A me sembra che più che andare avanti con lui si vada indietro, che più cresca e più diventi impegnativo, quando sono con lui mi sento soffocare e mantenere l’empatia e non dare in escandescenze mi risulta davvero difficile.
Scusate lo sfogo.

🌸 Carlotta • gen 11, 2021

Ti capisco perfettamente, ci sono momenti in cui sembra di andare indietro invece che avanti. Pensa che dopo che ho scritto la letterina per il compleanno di Emily, lei è cambiata in maniera incredibile, sono giorni che ha un umore davvero imprevedibile (non la conoscevamo così) e piange per moltissime cose che prima gestiva bene. Non mangia nulla e per farla mangiare dobbiamo imboccarla. Ha persino iniziato a fare la pipì nel letto di notte che non succedeva da quando ha tolto il pannolino. Noi non possiamo fare altro che ripeterci che sta attraversando una fase e che questa non è Emily, avrà incontrato qualche ostacolo sul suo percorso di sviluppo (a noi invisibile) e deve imparare a gestire nuove emozioni. Questo per dirti che ti capisco e che non ho la soluzione, se non continuare a fare del nostro meglio. Spesso sottovalutiamo quanto dei fattori esterni che noi non consideriamo e di cui noi spesso non siamo nemmeno consapevoli abbiano un effetto sui nostri bambini e possano generare ostacoli che li portano a comportarsi in maniera scomoda (per noi, ma anche per loro, perché quando i bimbi ci "fanno fare fatica", in realtà è perché stanno facendo fatica loro stessi). Ce la fai, ce la facciamo. Quando ti senti soffocare, prova a trovare qualcosa da fare insieme che piaccia a entrambi, un gioco di carte, un un gioco in scatola che faccia divertire entrambi: cerca di evitare di giocare con lui con giochi che non ti divertono perché il senso di soffocamento aumenta (credimi, ne so qualcosa, perché io non sono una mamma a cui piace giocare 😉). Ti abbraccio.

Elisa • gen 8, 2021

Hai descritto esattamente e perfettamente le stesse mie emozioni, le stesse difficoltà che ho nel non mettere in atto con le mie figlie gli stessi meccanismi che fanno parte della mia educazione, li chiamerei anche automatismi. Mi trovo nella tua stessa fase di autocorrezione di me stessa quasi istantanea, ma che fatica!! Tra i benefici di un'educazione"diversa"sicuramente c'è un grande regalo che al momento sarà secondario per i nostri figli e arriverà molto, molto a lungo termine: se dovessero avere dei figli non dovranno lottare con loro stessi e cambiare la loro struttura mentale per dargli questa educazione che noi oggi proponiamo loro, farà parte di loro stessi! Grazie per la tua chiarezza e la forza che infondi a noi gocce nel mare!

🌸 Carlotta • gen 9, 2021

Esatto, credo sia difficile proprio perché, come scrivi tu, gli effetti si vedono più a lungo termine, ma è proprio quello il regalo più bello (un regalo che si trasmette di generazione in generazione). Grazie a te per questo bellissimo commento! 🌸

CristinaBertolini • gen 5, 2021

Si, è giusto: quando apri una ferita o rompi una relazione, poi tanto dovrai lavorare di nuovo per richiederla. Una domanda che vale per bimbi piccoli e grandi:
Quando Nicole fa la prepotente del tipo: "perché non mi hai già lavato la tuta da ginnastica", io per un po' di volte le spiego che avevo altre cose da lavare e che nn esiste solo lei, usare altre cose, perché il mondo non gira sempre come vuole lei. Ogni tanto DECIDO di mandarla al diavolo pesantemente e poi le spiego: "se non ti mando a cagare io ti ci manderà Matteo, perché è troppo complicato vivere con te". Preferisco ferirla io e farla riflettere, prima che lo faccia in modo definitivo una persona esterna a cui lei tiene molto. Che ne pensi? Lo faccio con il contagocce, ma ogni tanto scelgo anche questo...

🌸 Carlotta • gen 9, 2021

Guarda, carissima, personalmente io le insegnerei a lavarsi la tuta da ginnastica e mi rendere meno indispensabile.

Per il mandarla a cagare volutamente (che mi ha fatta sorridere), credo sia molto sano esprimere le proprie emozioni e rendere i figli partecipi di ciò che ci dà fastidio del loro comportamento. Nella mia vita, però, ho imparato ad "evitare i triangoli" perché non li apprezzo mai: se parlo, parlo per me. Se esprimo una mia emozione, sottolineo che è mia e non metto in mezzo altri. Ogni relazione è diversa, quello che dà fastidio a te, magari Matteo ha imparato a passarci sopra…

Che ne dici?

Elena • gen 5, 2021

Grazie Carlotta! É proprio quello che sto sentendo. Sono mamma di due bimbi di 4 anni e 4 mesi. Credo di aver sbagliato tanto con il primo convinta che lui, essendo molto fisico, aveva bisogno di rigidità. Proprio la stessa rigidità con cui sono stata educata io. Ma io ero io e Gregorio é Gregorio. Per quanto fisico,é un bambino molto sensibile. Ogni giorno mi insegna qualcosa e lo ringrazio.
Ringrazio di cuore anche te e la comunità che sta crescendo attorno alla tua persona e missione. Perché lasciatelo dire,la tua é una missione! Educare (nel miglior modo) i propri figli per un mondo migliore

🌸 Carlotta • gen 5, 2021

Mi hai commossa. Ho gli occhi lucidi, perché quelle tue parole mi arrivano dentro. La mia è una missione, sì. Io da sola non ci riuscirò mai, ma con tutti/e voi io credo che ce la facciamo a lasciare ai nostri figli un mondo (o almeno un’Italia) di persone più rispettose e consapevoli. 🌸

Barbara Nattero • gen 5, 2021

Mai come in questo periodo sto praticando infinita empatia . I miei bambini (3 e 10 anni , quindi età già difficili da gestire insieme per la differenza ) si cercano sempre si ripetono che si vogliono bene ,ma ogni scusa è buona per stuzzicarsi e purtroppo per picchiarsi , cioè il piccolo è molto rissoso . Se regna la pace anche il passaggio di una mosca può scatenare l'inferno . Io e mio marito siamo dispiaciuti e stanchi del loro comportamento e temiamo per il loro futuro che si allontanino . Parliamo tanto con loro quando sono tranquilli di quello che accade e sembrano capire e accettare , si chiedono scusa da soli ma poi ricomincia tutto . Io ora gestisco la mia frustrazione e cerco di calmare il piccolo che sembra posseduto . Esce una rabbia esagerata difficile da calmare . Ho provato tutte le strategie per farlo sfogare ma in quel momento le sue parole ,oltre alle urla sono , " voglio picchiare mio fratello !!!!" Ora impiego più tempo a calmarlo e purtroppo vista la sua forza fisica devo spesso bloccarlo altrimenti scappa a cercare suo fratello per picchiarlo . E ora non trovo più tanta collaborazione con il grande perché è stanco e pensa di essere rimproverato quando notiamo anche in lui atteggiamenti di istigazione . So che la calma è la strada giusta ma purtroppo ogni tanto dobbiamo alzare la voce perché è come se in quel momento la nostra presenza non viene considerata . Spero che tutto questo sia solo un momento passeggero , perché non sappiamo più come gestire la situazione .

Silvia • gen 5, 2021

Il tuo post su Instagram mi ha colpita e quindi stasera avevo il desiderio di venire a leggere questo articolo. Che dire... mi rivedo come in uno specchio nelle tue parole. Anche io esagero, generalizzo e poi mi mordo la lingua. Anche io mi chiedo perché sia così facile e automatico ferire le persone che amiamo di più al mondo. Però invece di nasconderlo, come facevo 5 anni fa, ho imparato che il percorso va condiviso. È per questo forse che apprezzo grandemente la tua vulnerabilità e la tua onestà. :)

Rosaria • gen 5, 2021

Ciao Carlotta,
Grazie perché anch’io provo ogni giorno col mio bambino di tre anni a mettere in pratica i tuoi consigli. È molto difficile perché mi rendo conto di avere poca pazienza, però mi sto impegnando. forse dovrei mettere ancora più impegno ma, come dici spesso tu, devo darmi una pacca sulla spalla perché sono mesi che non urlo più e già questo mi sembra un buon traguardo. È davvero difficile eliminare dalla nostra mente o meglio modificare nella nostra mente quello che abbiamo assimilato come giusto per quarant’anni. Ancora grazie 😊

Mirella • gen 5, 2021

Ciao Carlotta sono molto felice di averti conosciuto tramite i social e seguirti! L'aria del cambiamento si era mossa dentro me e tu sei la mia guida. Da quando ti seguo molte cose sono più chiare, sapere il perché di certi comportamenti, un lavoro su noi stessi come in una matrioska, dal primo all'ultimo strato...."tutti tendiamo ad educare come siamo stati educati" questa tua frase che ripeti spesso mi ha permesso di rispondere a molti miei perché interiori. A essere empatica con i miei figli. Capirli. Come nessuno aveva fatto con me quando ero bambina. Grazie!

Federica • gen 5, 2021

Ciao Carlotta, grazie per la tua condivisione. Io ho un bimbo di 3 anni.e mezzo che mi sta mettendo fortemente alla prova con pugni e morsi, quando e' contrariato...soprattutto quando gli faccio presente che: "....questo e' l'ultimo cartone" e finito spengo la tv. Lui inizia ed io cerco di rimanere tranquilla dicendogli che capisco che gli piacerebbe guardare piu' tv ma non posso accettare quel modo e che quando si calma io ci.sono e lo.aspetto in.camera. dopo poco lui mi raggiunge dicendo "sono pronto" e ci si prepara per la.nanna. Io non sono del tutto soddisfatta del risultato perche' mi sento che c'e' da entrambe le parti una sofferenza. Io sono una persona fortemente empatica e forse assorbo sia la frustrazione di Marco che il mio dispiacere nel vederlo cosi' aggressivo

Rossana • gen 4, 2021

Grazie Carlotta, bellissimo articolo. È davvero difficile abbandonare l'educazione tradizionale...io mi sento nella fase della consapevolezza, ovvero mi rendo conto di quando uso esagerazioni e minacce e di quanto siano inutili e controproducenti, ma non sempre riesco ad evitarle e, come scrivi tu, mi mordo la lingua. L'episodio che hai raccontato però mi dà uno spunto importante: anche se la frase sbagliata è già stata pronunciata, si può comunque rimediare, è proprio vero: basta davvero poco. Grazie!

🌸 Carlotta • gen 4, 2021

Oh Rossana, la fase della consapevolezza, la più bella (perché ci intravede tantissimo potenziale in noi), la più difficile (perché ci deludiamo spesso) e anche la più lunga (perché non so se finisca mai). Ma io credo sia davvero l’unica strada 🌸 Grazie per questo tuo commento!

Alessandra • gen 4, 2021

Mamma mia! Mi viene la pelle d'oca spesso quando ti leggo, perché quello che scrivi (e che dici), e lo fai con una chiarezza e semplicità che rendono le tue parole ancora più disarmanti, è verità, punto. Verità che so già essere tale ma che alcune volte faccio fatica ad accettare e me ne dispiaccio, ci sto male. Le tue disarmanti parole me le ricorderò bene perché mi preme educare mia figlia nel miglior modo possibile alla migliore felicità possibile e per farlo non basta volerlo, per farlo ogni giorno mi informo, mi formo, mi cambio e mi miglioro (anche attraverso e grazie alle tue parole) perché è proprio vero che in fondo anche a me viene spontaneo ferire mia figlia, ma io posso evitare di farlo e creare un rapporto migliore se mi impegno a cambiare (un genitore alla volta, si oggi sono io quel genitore!). Grazie di cuore Carlotta, la tua è una missione!!

🌸 Carlotta • gen 4, 2021

Oh Alessandra, ti ringrazio immensamente per queste tue parole. Stai facendo del tuo meglio, lo leggo nelle tue parole. Iniziamo tutti da lì, se non ci viene spontaneo. 💕 Un genitore alla volta, ci credo fortemente, perché io sono uno di quelli! 🌸

Francesca • gen 4, 2021

Proprio oggi grazie ad aver letto il tuo post sull’empatia, sono riuscita a tranquillizzare il mio bambino in un momento di crisi, in poco tempo e senza che lui ne uscisse “stremato”. La cosa più bella è stata che questa modalità ha permesso anche a me di mantenere la calma e di non cadere nella trappola del nervosismo che nuoce sia a me stessa che agli altri. Grazie come sempre dei consigli.

🌸 Carlotta • gen 4, 2021

Basta, io posso chiudere il computer, perché con queste tue parole sono felice per tutto il giorno! Sembrerà banale, ma non hai davvero idea di quanto piacere mi faccia leggere questo tuo commento, io so che funziona e per questo insisto a parlarne ai genitori, ma ognuno deve fare il lavoro per se stesso, proprio come hai fatto tu oggi! Grazie per averlo condiviso con me 🌸

Martina • gen 4, 2021

Grazie mille Carlotta,mi è piaciuto tanto e proprio oggi ho ascoltato il tuo podcast sull'empatia.ci provo spesso e come dici tu non sempre è semplice ed immediato,soprattutto se dentro di noi ci sono tante brutte frasi e al tuo fianco non hai la persona che prova a cambiare questo approccio.ogni giorno spero di migliorarmi di più e mi impegno,nonostante gli errori.grazie Carlotta

🌸 Carlotta • gen 4, 2021

Grazie Martina! Hai ragione, non è semplice e se al tuo fianco non hai una persona che rema nella stessa corrente è ancora più difficile, purtroppo. Io sono fermamente convinta che tutti possiamo cambiare se lo desideriamo e per desiderarlo a volte basta proprio solo aprirsi a una nuova mentalità… senza abbracciarla subito, ma leggendone con mente aperta. 🤞

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