🌸 La Tela di Carlotta
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Gia, una donna oltre ogni limite - Recensione

feb 23, 2009 •
  • Un film di Michael Cristofer, USA 1998.
  • Con Angelina Jolie (Gia), Elizabeth Mitchell (Linda), Faye Dunaway (Wilhemina Cooper), Mercedes Ruehl (Kathleen Carangi).
  • Titolo originale: Gia
  • Genere: drammatico, biografico (vietato ai minori di 18 anni).
  • Guardate il trailer del film (in lingua originale).

Questa è la storia di una bambina dagli occhi dolci che vede i genitori litigare e la madre partire per chissà dove. È la storia di una cameriera dai capelli neri e lo sguardo provocante che a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 diventa una supermodella in una New York in cui la moda è bionda con gli occhi azzurri. È la storia di una ragazza lesbica – o bisessuale – che si innamora perdutamente, conquista ma poi si vede rifiutata.  È la storia di un cucciolo in cerca di amore, continuo ed incondizionato amore, senza il quale non sa vivere (She was like a puppy. It’s like, love me, love me, love me. I did. I did. I did right away”). È la storia di una ribelle dal contraddittorio mondo interiore che si concede troppo ingenuamente alla cocaina e all’eroina. È la storia di una donna che, pentita dei suoi errori, si riprende la sua vita poco prima che gliela rubi l’AIDS.

Questa è la storia di Gia Marie Carangi – in arte semplicemente Gia – ed è una storia vera, rubata dal regista Michael Cristofer dal diario su cui la supermodella custodiva la sua vita.

Chi scrive che Angelina Jolie non sa recitare, non ha mai visto Gia. Gia è il film che ha annunciato al mondo la sua presenza nel cinema Holliwoodiano. Gia è il film che l’ha consacrata all’Olimpo cinematografico. Angelinain questo ruolo è superba, perfetta nel contradditorio mix di emozioni e razionalità in equilibrio precario tra forza travolgente e disperata fragilità. Angelina è Gia, con tutta la sua bellezza, la sua sensualità, la sua volgarità provocante ed il suo fascino magnetico.

Memorabile la crescente storia d’amore tra Gia e Linda, le loro cadute, le loro risalite, quel servizio fotografico di nudo in cui si sfiorano per la prima volta, quella notte d’amore magistralmente filmata in cui si concedono l’una all’altra, quella scenata di una Gia completamente nuda davanti ad un ascensore pieno di persone, quel tentativo di Gia di riprendersi Linda davanti agli occhi basiti del fidanzato di lei, quell’ultimatum di Linda che obbliga Gia a scegliere tra la droga e la loro storia d’amore.

Affascinante, imprevedibile, eccitante la prima parte del film, la nascita di una star indiscussa della moda, la via verso il successo mondiale e i primi sintomi dell’autodistruzione. Decisamente più prevedibile la seconda parte, quel terribile declino – visto e rivisto sul grande e sul piccolo schermo – di una ragazza che sceglie troppo tardi di riprendere in mano la propria vita.

C’è qualcosa di affascinante nelle storie di quegli individui che hanno tutto, tengono il mondo nel palmo della loro mano, e invece di apprezzarlo e goderselo, lo bruciano, lo gettano via. La felicità è così vicina eppure non fa per loro.

Questa è la storia di Gia, una ragazza che aveva tutto e tutto ha perso.

Le mie frasi preferite:

Linda: Sometimes I think she was a different person to everybody. Sometimes I knew who she was. Sometimes I didn’t. Anybody who tries to tell you exactly who she was, they didn’t know her at all.

Bruce Cooper: Sex was really easy. There was sex everywhere. It didn’t really mean too much. Love, love was the hard thing to find. Even if you were looking for it, which not too many people were. And even if you found it, which not too many people did, even if it was right there in front of you. No, how could you see it with all the sex in the way?

Linda: You… You don’t have any clothes on. Gia: Don’t change the subject.Linda: I have a boyfriend.Gia: So?Linda: So I have to go.Gia: I have to go. I have to go. Everybody has to go. Where the fuck does everybody go when they have to go?Linda: You had… I… You and I had… I mean, it was…. I had… I’m… I’m really very square.Gia: So am I.Linda: Yeah, I can see that.

Francesco: I know, I know. Life is so disappointing. Here you are. You have arrived. You are here. This is your moment. What do you have? You have pain. You have everything. What do you have? You have nothing. Everything is right, or everything is wrong. It’s disappointing, it’s confusing. This is life. What can we do?Gia: People keep going away from me, that hurts.Francesco: Work. You have a gift, use it. Life, life will be there later. When you have worked, and you have lived, and you know who you are, life is easy. Work. It’s the only answer I know.Gia: I should have been a rock star. But I can’t sing.Francesco: Work now. You’ll live later, hm?Gia: Hmm, hmm. You’d say anything to get that shot.Francesco: Hmm, yeah. In this case I am saying the truth.

Gia: I could learn photography. That could be something to want. I could photograph children. I could have my own children. I would give them yellow roses. And if they got too loud, I would just put them some place quiet. Put them in the oven. And I would kiss them every day, and tell them you don’t have to be anybody, because I would know that being somebody doesn’t make you anybody anyway.

Gia: I’m a model. I’m not supposed to talk, I’m supposed to just look beautiful.

Ragazza al centro riabilitazione: … I’m some kid from Ohio, reading fashion magazines, looking at your picture and thinking I’m supposed to look like that and going fucking crazy because I don’t. Because nobody told me it was a lie. Because the magazine doesn’t come with a label that says, “Caution: This is a lie. Nobody looks like this”. Not even you.

Gia: You know what I think? I think there’s a reason for everything. And I think that there’s a plan for everyone. And I think that God has a big plan for me. Just not in this life.

Linda: A volte penso che lei era una persona diversa a seconda di chi si trovava davanti. A volte sapevo chi era. A volte no. Se qualcuno prova a descriverla nei minimi dettagli è perché non la conosce affatto.

Bruce Cooper: Il sesso era davvero semplice. Il sesso era ovunque. Non significava molto. L’amore, quello era difficile da trovare. Anche se lo stavi cercando, cosa che non molti facevano. Anche se lo avevi trovato, e non molti l avevano trovato. Anche se era proprio lì, davanti ai tuoi occhi. Come avresti potuto vederlo con tutto quel sesso che offuscava la vista?

Linda: Ma… tu sei nuda.Gia: Non cambiare argomento.Linda: Sono fidanzata.Gia: E allora?Linda: Allora devo andare.Gia: Devo andare. Devo andare. Tutti devono andare. Dove cazzo vanno tutti quando devono andare?Linda: Tu hai… Io… Tu ed io abbiamo… Voglio dire, è stato… Io sono – sono conformista.Gia: Anche io.Linda: Già, lo vedo.

Francesco: Lo so, lo so. La vita è deludente. Eccoti. Sei arrivata. Sei qui. È il tuo momento. Che cosa ti rimane? Dolore. Hai tutto. Che cosa ti rimane? Niente. O è tutto giusto o è tutto sbagliato. È deludente, è frustrante. Questa è la vita. Che cosa possiamo farci?Gia: Le persone continuano ad allontanarsi da me, fa male.Francesco: Il lavoro. Hai un dono, usalo. La vita la vivrai dopo. Quando avrai lavorato e vissuto e saprai chi sei, allora la vita sarà semplice. Lavora. È l’unica risposta che ho.Gia: Avrei dovuto diventare una rock star. Ma non so cantare.Francesco: Ora lavora. Ci pensi poi a vivere.Gia: Mmm, mmm. Diresti qualsiasi cosa per ottenere quello scatto.Francesco: Beh, sì. Ma in questo caso dico la verità.

Gia: Potrei studiare fotografia. Quello potrebbe essere qualcosa che voglio. Potrei fotografare i bambini. Potrei avere dei bambini miei. Potrei dar loro delle rose gialle. E se facessero troppo casino, li metterei in un posto silenzioso. Li metterei nel forno. Li bacerei ogni giorno e direi loro che non devono essere qualcuno, perché saprei che essere qualcuno non ti rende comunque migliore.

Gia:  Sono una modella. Nessuno si aspetta che io parli, devo solo essere bella.

Ragazza al centro riabilitazione: … Sono una ragazzina dell’Ohio che legge giornali di moda, guarda le tue foto e pensa che deve essere come te e diventa un cazzo di pazza perché non lo è. Perché nessuno mi aveva detto che non era reale. Perché sul giornale non c’era un’etichetta con scritto “Attenzione: questo non è reale. Nessuno è così nella realtà”. Nemmeno tu.

Gia: Sai cosa penso? Che c’è una ragione per tutto. Che c’è un piano per ognuno di noi. E penso che Dio ha un grande piano per me. Ma non in questa vita.