La Tela di Carlotta
it en es

Ha senso forzare i nostri figli a “fare” un hobby?

nov 24, 2019

Se preferisci, puoi guardare il video di questo post su Instagram.

Domanda:

Mio figlio non vuole più andare a calcio, ma io ho già pagato la quota. Che faccio?

Risposta breve

La mia risposta breve è: dimenticati dei soldi, di quello che pensa la società, di quello che vorresti tu e ascolta tuo figlio, abbi empatia.

Personalmente, non credo che sia corretto forzare i nostri figli a fare un’attività che ci chiedono di smettere. Una cosa è spronarli a fare un’attività che pensiamo possa interessarli o convincerli a continuare un’attività che sappiamo che gli piace, ma che a volte genera resistenza; un’altra cosa è forzarli ad andare ad un’attività che hanno già provato e che non vogliono più fare.

Risposta lunghissima ;)

Ma non è mai tutto nero o tutto bianco, ovviamente, quindi ecco alcuni pensieri a ragnatela:

  • Credo fermamente che ogni bambino (e ognuno di noi) venga al mondo con un set di capacità, interessi, passioni e talenti unici e innati: solo quando i bambini possono sviluppare questi doni e perseguire questi interessi, si sentono (ci sentiamo) davvero completi.
  • Spesso vorremmo che i nostri figli facessero le attività e avessero gli hobby che noi non abbiamo potuto perseguire da piccoli (per me, è ballare), ma magari i loro interessi sono diversi. Il modo migliore di coinvolgere i tuoi figli nei tuoi hobby è mostrarglieli: la danza è uno dei miei hobby più grandi, e quindi chiedevo spesso ad Alex di portare Oliver ed Emily alle prove di ballo e spettacoli, e io ballo spesso in casa. Ma poi devo comunque accettare che è probabile che non siano interessati a ballare. Anzi, io credo che sia sempre molto più facile e produttivo appassionarci noi ai loro hobby.
  • Se osserviamo i nostri figli, possiamo capire (quasi) sempre quali sono i loro interessi. Magari non sono sport come calcio o ballo, ma un interesse per la natura e gli animali, che possiamo assecondare comprando libri, guardando documentari con loro e mostrandoci interessati a nostra volta… Per i nostri bambini, la gioia più grande è vedere in noi entusiasmo per un loro interesse (che sia la natura, i Lego, disegnare o il calcio…).
  • Non mentire. Se tuo figlio inizia le lezioni di calcio e non è portato, non dirgli che è “bravissimo” o “bravo come gli altri” per motivarlo. Se lui non si sente bravo, saprà che gli stai mentendo. Sii onesto. Puoi motivarlo a continuare anche dicendogli la verità.
  • La personalità gioca un ruolo importante: la migliore amica di Oliver è una bimba che se non sa fare qualcosa, ci prova mille volte finché ci riesce, le difficoltà non la intimoriscono. Oliver è un bambino osservatore e cauto, che spesso si rifiuta di fare ciò che non si sente in grado di fare o ciò che gli sembra difficile. All’inizio lo spingevo a provare, ma con il tempo ho capito che è più importante assecondarlo e ascoltarlo, validare le sue emozioni e non sminuirle con frasi come “Ma dai, è facilissimo”, “Guarda la tua amica”… se vorrà, lo farà quando si sentirà pronto, e non rischio di trasformare una potenziale passione  in un rifiuto.
Aneddoto: Oliver ci ha messo mesi e mesi a decidere di scendere lo scivolo, tutti i suoi amici passavano le ore a salire e scendere e lui li guardava. Saliva e mi chiamava per aiutarlo a scendere dalla scale. Un giorno, senza preavviso, ha deciso di scivolare giù e non ha mia smesso.
  • Ma se non ci prova mai come fa ad imparare? Magari non ha interesse ad imparare quella determinata attività, ci hai mai pensato? ;-) Inoltre credo che quando troverà una passione che lo travolga, probabilmente supererà questa barriera naturalmente. E se no, se la sua personalità lo blocca di fronte a nuove esperienze, dovremo pazientemente lavorarci con lui, con empatia e rispetto, e accettare che sarà qualcosa su cui dovrà continuare a lavorare nella sua vita adulta.
  • A volte ci troviamo di fronte a bambini che adorano fare l’attività mentre la stanno facendo, ma fanno fatica prima dell’attività, con tanto di crisi e pianti per andarci (per Oliver a volte era così con il nuoto, che adora). Questa resistenza è generalmente solo una fase, soprattutto se escono dall’attività felici, ma possiamo provare ad aiutarli dando loro più controllo decisionale possibile quando si tratta di quell’attività: per esempio, con bambini di 4-5 anni, potremmo lasciare che decidano se andare in macchina o in bus (qualcosa di inaspettato), che costume mettere, che borsa preparare, che merenda portare, e tutte quelle piccole decisioni che li facciano sentire più in controllo.
  • Con bimbi più piccoli che mostrano resistenza a nuove esperienze (come Oliver), quando si inizia una nuova attività a pagamento è meglio scegliere un posto dove si posa pagare a lezione o a trimestre. Inoltre, è importante dare aspettative corrette e spiegare loro nei dettagli ciò che succederà, gli esercizi che si faranno, magari farglieli addirittura vedere a casa :-)
Un mio trucco per far sì che Oliver si prepari mentalmente è quello di avere un calendario sul frigo fatto di cerchi da colorare, uno al giorno, e nei giorni in cui andiamo in piscina, per esempio, c’è il disegno dell’acqua: Oliver ogni mattina colora un cerchio, vede avvicinarsi il giorno della piscina e può prepararsi mentalmente. Oliver è un bimbo molto introspettivo e ho notato che questo lo aiuta, ma con altri bimbi può creare ansia… dobbiamo sempre osservare i nostri bimbi. Ciò che funziona per noi, non è detto che funzioni per voi.
  • Quando il problema non è l’attività per sé:1. Possiamo offrire di restare con loro mentre fanno l’attività (o nel caso di bimbi più piccoli, chiedere se possiamo partecipare): li può incoraggiare e può fare davvero la differenza.2. Se pensiamo che il problema sia che non si sentono bravi, possiamo condividere nostre esperienze e sensazioni di quando non ci siamo sentiti bravi in qualcosa, o farli parlare con qualcuno che condivida la loro passione (o un’altra passione) e che magari abbia avuto difficoltà ad iniziare.  3. Se pensiamo che il problema siano i compagni (che li prendono in giro, per esempio) possiamo parlare con loro e concentrare l’attenzione su compagni che sono gentili e che, invece, li aiutano.

Ma nella maternità è vero tutto e il contrario di tutto

Detto questo, credo ci sia una differenza enorme tra forzare i nostri figli a fare un’attività e lasciare, invece, che si arrendano troppo in fretta (specialmente con bambini come Oliver che hanno una tendenza ad arrendersi di fronte alle difficoltà).

Alex mi dice sempre che avrebbe voluto che suo padre non lo assecondasse sempre nella decisione di lasciare un hobby e invece lo spronasse di più a continuare.

C’è sempre un po’ di timore e insicurezza quando si inizia qualcosa di nuovo e con un bambino un po’ più grandicello (4-5 anni) credo valga la pena insistere e spiegare che è giusto dare a noi stessi e all’attività almeno la possibilità di arrivare al momento in cui la paura e l’insicurezza spariscono prima di arrendersi (perché quel momento arriva sempre).

Dico questo perché credo anche che, nonostante ognuno di noi abbia indubbiamente degli interessi più spiccati e innati che vale la pena perseguire, la vera passione ce la creiamo: più si fa qualcosa, più si diventa bravi a farlo; più bravi si è, più ci si diverte; più ci si diverte, più ci si appassiona. Ne ho scritto tanti anni fa qui e qui.

Un buon compromesso potrebbe essere decidere insieme di fare ancora un tot di lezioni (2-3 mesi) prima di arrendersi: anche in questo caso userei l’aiuto di un foglio con dei cerchi che rappresentano il numero di lezioni che dobbiamo ancora fare prima di arrenderci. Ogni volta che facciamo una lezione, coloriamo un cerchio. Quando tutti i cerchi sono colorati, possiamo decidere se continuare o abbandonare, ma almeno abbiamo dato una buona opportunità all’attività.

Questo, ovviamente, tenendo sempre le antenne belle alte e ricettive e possibilmente stare a guardarli durante l’attività per capire se magari, invece, per diverse ragioni, sia meglio smettere.

Se ti è piaciuto questo articolo, sono sicura che ti piacerà anche il mio corso online “Diventa un genitore Montessori ed educa nel rispetto” che è tutto basato su consigli e trucchi per educare con empatia e nel rispetto.

Dimmi che cosa ne pensi

Ti è piaciuto? Sei d’accordo? Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

Penso che questi ti piaceranno

Corsi online

Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

Educare a lungo termine

Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
1
La genitorialità è più semplice quando si ha una guida da seguire. Con questo corso inizierai la tua personale trasformazione interiore per diventare un genitore che educa con rispetto (per se stesso e per i figli), imparerai a usare empatia, comprensione e pazienza nelle crisi e troverai alternative ai metodi classici dell’educazione tradizionale, come minacce, castighi e punizioni. I bambini sono il futuro del nostro pianeta e il cambiamento può solo iniziare in casa.

Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
2
Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.
Arriva a breve!

Il blog

Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
Bambini in cucina: semplice ricetta disegnata
Burattini di verdure
Mosaico di fagioli e semi
Non sono perfetta. Sono consapevole
Carte dello yoga
Bambini al ristorante: ricalibriamo le aspettative
Non chiedere a tuo figlio di condividere i giocattoli
I "bravo" che intaccano l'autostima dei nostri figli
Il nostro compleanno Montessori
Come rendere una camera più Montessori (la cameretta creata da Deborah)
Vita sostenibile
Vivere in modo sostenibile per me non significa solo avere uno stile di vita più ecologico. Significa prendere decisioni sostenibili per il nostro pianeta, le persone che lo abitano, ma anche per la nostra vita, il nostro stile di vita e la nostra felicità. Significa cogliere ogni occasione quotidiana per evolvere come esseri umani, per essere più felici, più sani, più gentili, più responsabili e più premurosi — l'unico modo sostenibile per un futuro significativo.
Face yoga, lo yoga per il viso
La coppetta mestruale
Perché dovresti indossare lo stesso vestito due volte su Instagram
Il potere di creare abitudini (e perché dovresti farlo anche se poi le rompi)
Mangiare in maniera responsabile è la dieta del futuro (ti va di insegnarlo ai tuoi figli?)
Il potere di NON lamentarsi: puoi farlo per un mese intero?
Pulisci il tuo pianeta, per favore!
Infografia: 8 passi per passare ai pannolini lavabili
Una nota personale sulla felicità
Una nota personale sui social media
Prima volta su La Tela?
Ho preparato alcune collezioni di articoli che ho scritto nel corso degli anni. Magari trovi qualcosa che ti interessa.

Viaggi

Abbiamo venduto tutto per viaggiare il mondo per due anni. Ora siamo in Nuova Zelanda.

Libri

Nel 2020 ho scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco. La collezione è un progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

Podcast

Ti faccio compagnia per un tè o una passeggiata ogni venerdì con il mio podcast Educare con Calma.

ott 16, 2020 • 19m
La nostra routine con i bimbi
Mi chiedete spessissimo quale sia la nostra routine a casa con i bimbi e in questo episodio vi svelo che noi, una routine vera e propria, non ce l'abbiamo. Abbiamo una routine minima e indispensabile, che è un concetto che mi sono totalmente inventata su due piedi mentre parlavo a briglia sciolta in questo episodio, ma che credo funzioni davvero. Almeno per noi. La routine minima e indispensabile, secondo me, risponde anche a un altro "problema": trovo che ci bombardino spesso con l'idea del...
11
ott 9, 2020 • 24m
Sostenibilità: come sensibilizzare i bambini e i giovani adulti | Con Cristiana Cerri Gambarelli
In questa puntata a due voci di Educare con Calma – divisa a metà perché amo gli episodi corti - parliamo di sostenibilità e per farlo ho invitato mia sorella, Cristiana Cerri Gambarelli, project manager della Federazione dei Giovani Verdi Europei e un esempio per chiunque voglia intraprendere un viaggio nella sostenibilità: negli ultimi ha cambiato tutta la sua vita per ridurre la sua impronta di carbonio e per prendere ogni giorno decisioni più sostenibili per il nostro pianeta e in questa ...
10
ott 2, 2020 • 24m
Intraprendere un viaggio nella sostenibilità | Con Cristiana Cerri Gambarelli
In questa puntata a due voci di Educare con Calma – divisa a metà perché amo gli episodi corti - parliamo di sostenibilità e per farlo ho invitato mia sorella, Cristiana Cerri Gambarelli, project manager della Federazione dei Giovani Verdi Europei e un esempio per chiunque voglia intraprendere un viaggio nella sostenibilità: negli ultimi ha cambiato tutta la sua vita per ridurre la sua impronta di carbonio e per prendere ogni giorno decisioni più sostenibili per il nostro pianeta e in questa ...
9

Instagram

Aggiorno instagram quasi ogni giorno per stare “vicina” alla mia famiglia lontana.

Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
Carlotta
Carlotta dreaming of La Tela
Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!