I bambini non hanno bisogno di (molti?) giocattoli

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Ho sempre desiderato una cucina giocattolo per i miei bambini. Amano le cucine giocattolo ovunque andiamo. Così un giorno, lo scorso dicembre, nonostante stessimo vendendo tutto ciò che possedevamo, ho ceduto alla tentazione e comprato loro una cucina giocattolo.

L’hanno usata—non tanto quanto nei caffè per famiglia o nei luoghi per bambini, ma l’hanno usata. Mettevano i Duplo nella dispensa, usavano il forno come una casa per la bambola, i fornelli come un vassoio per i puzzle; a volte cucinavano anche, ma il più delle volte usavano il cibo come parte delle loro costruzioni con i Duplo.

Mentre li osservavo giocare, pensavo che non avevano bisogno di una cucina giocattolo per fare quello che stavano facendo. Ho iniziato a mettere in discussione la mia decisione.

Quando ci siamo trasferiti in questo AirBnb, avevo deciso di portare con noi la loro cucina, dato che avremmo avuto pochissimi giocattoli, ma l’abbiamo lasciata in ufficio per un paio di giorni mentre ci organizzavamo nell’appartamento.

Un giorno, poco dopo esserci trasferiti, vidi Emily prendere un vassoio fatto con i Duplo, posarlo sullo scaffale basso del tavolo del divano e dire: “Ecco, Oli, ti cucino una pizza”.

La cucina giocattolo è rimasta in ufficio e mi sono pentita di averla comprata. Vivi e impara, vero?

Questo è solo un breve (auto) promemoria per dire:

I bambini non hanno bisogno di molti giocattoli. Non hanno bisogno di molti vestiti. Non hanno bisogno di molte cose. Mi ci sono voluti circa quattro anni per realizzarlo, ma ora mi è chiarissimo: specialmente quando hanno fratelli, tutto ciò di cui hanno bisogno è l’un l’altro, libri (sempre libri!) e pochi giocattoli e strumenti selezionati per il gioco libero e le attività.

La loro immaginazione farà tutto il resto (e avrà effettivamente più possibilità di svilupparsi).

Noi adulti pensiamo che i bambini siano più intrattenuti se hanno più giocattoli con cui giocare, ma anche se proviamo a fornire loro giocattoli di legno che non hanno luci e suoni per incoraggiare l’immaginazione e il gioco creativo, la semplice verità è che i bambini non hanno bisogno di molti giocattoli. Sono felici di usare pezzi di un puzzle come olive su una pizza di Duplo; di cavalcare un orsacchiotto come se fosse una moto; di creare una casa con i cuscini del divano; di usare libri come piatti e Duplo come cibo.

Adoro i giocattoli—specialmente quelli in legno di marche sostenibili—mi piace giocarci con i miei figli e amo quando le marche mi inviano giocattoli da recensire. Ma dopo l’episodio della cucina giocattolo, ho deciso di cambiare le mie abitudini e di evitare (di comprare o accettare) giocattoli.

Resisto all’impulso di soddisfare un nuovo interesse acquistando qualcosa di nuovo: spesso le cose che trovi in ​​casa sono altrettanto valide. Più economico e più ecologico!

Mi concentro di più su attività come colorare, art-attack o costruzioni, che possono essere fatte letteralmente con qualsiasi cosa, un sughero trovato per terra, il rotolo finito di carta igienica, la cintura della mia vestaglia… e tutto ciò che la natura ha da offrire, naturalmente!

Lascio che i miei figli si annoino in modo da poter davvero scatenare la loro immaginazione.

Oliver ed Emily non solo sono apette felici con i pochi giocattoli che hanno ora, ma giocano anche molto meglio tra loro e in un modo molto più cooperativo. Non è una coincidenza. Certo, potrebbe anche essere dovuto al fatto che sono un po’ più grandi ora, che capiscono meglio il rispetto e i limiti, che sono più disposti a condividere e giocare insieme con i giocattoli, che apprezzano di più la compagnia dell’altro, ma credo che avere meno giocattoli abbia aiutato molto nel processo.

La lezione che ho imparato? Meno è meglio (sembra essere una costante nella mia vita ultimamente). Meno giocattoli = più creatività, più fantasia, più letture, più tempo all’aria aperta, più giochi liberi, più collaborazione per combattere la noia.

Ps. Oliver ed Emily in questo nuovo appartamento hanno:

  • Duplos e Lego (stiamo passando ai Lego per il nostro viaggio. E sì, è plastica, ma è plastica a lungo termine, piena di divertimento, che innesca la creatività e quindi sono felice di fare un’eccezione)
  • Puzzle (4 o 5)
  • Libri (molti! Non so come faremo quando viaggeremo! Suppongo che useremo le biblioteche)
  • Magnetic World Map di Janod (ci piace e l’abbiamo usata molto, ma anche questa non l’abbiamo usata quando avrei voluto)
  • Grimm’s Wooden Square (che abbiamo avuto per tre anni e i bimbi usano ancora tantissimo, penso che lo porteremo in giro per il mondo con noi!)

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Mi chiamo Carlotta, ho 33 anni, sono italiana, sposata con un finlandese e insieme cresciamo i nostri bimbi, Oliver (4) ed Emily (2), Montessori e multilingue. Stiamo vendendo tutto per viaggiare il mondo.

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  1. Sono veramente d’accordo! La fantasia e l’immaginazione dei bambini è meravigliosa e purtroppo spesso noi adulti ce ne dimentichiamo..
    A proposito di libri.. che titoli legge Oliver? Mio figlio ha quasi la sua età..

    • Grazie per il tuo commento, Laura. Mi hai dato un’ottima idea per un post nuovo sui libri che legge Oliver al momento.

      Ma a dire il vero ne abbiamo talmente tanti che cambiamo spessissimo e ora che abbiamo scoperto la biblioteca, la selezione è ancora più variata. In generale io scelgo più spesso libri con storie e immagini realistiche, animali che non parlano, storie di vita vera etc Ma visto che non è sempre facile, a volte ricado su altri 🙂 Insomma, bando agli estremi! 😘

  2. Francesca - Aprile 12, 2019

    Ciao Carlotta,
    ti leggo sempre ma non ho mai scritto prima.
    Sono d’accordo con te ed infatti ho vietato a parenti e amici di portare giochi ai miei bimbi ogni volta che vengono a trovarci (vivendo lontani gli sembra naturale) e anche io, seguendo un po’ i consigli Montessori, cerco di offrire loro pochi giochi e di qualità.
    Per la cooperazione penso di dover aspettare ancora un po’…sono 2 gemelli di 15 mesi e per ora la loro interazione si riduce a rubarsi i giochi a vicenda 😅
    La tua esperienza diretta è significativa ed in effetti porta a riflettere.
    Grazie

    • Cara Francesca, grazie per il tuo commento, mi fa molto piacere. Guarda, hai ragione e capisco benissimo il “ho vietato”: il tema di parenti e amici e di come coinvolgerli nel nostro stile di educazione è complicato, ho un post mezzo scritto da tempo che presto voglio finire.

      Gemelli, wow, penso sempre che le mamme di gemelli devono avere dei super poteri (o non mi spiego come facciano ;-)! Eh, 15 mesi è un po’ presto effettivamente, ma vedrai che arriverà. Per ora, se posso permettermi, io eviterei che condividano (o forzarli a condividere) i giochi, inizierei a spiegare loro che quando uno ha un gioco l’altro non può prenderlo e reindirizzare l’attenzione dell’altro a un altro gioco è così via (come fanno negli asili Montessori). In questo modo a lungo andare possono imparare a coesistere e giocare individualmente nella stessa stanza (non insieme, perché viene ancora dopo, passati i tre anni, quando entrano nella fase dell’io sociale).

      Un abbraccio stretto!

      Carlotta 🌸

      • Francesca - Aprile 13, 2019

        Carlotta,
        grazie del consiglio…sono sempre ben accetti.
        In effetti sono molto diversi tra di loro, una più riflessiva, l’altro più impulsivo e la scelta dei giochi o delle attività da svolgere è sempre diversa. Mi sono sempre chiesta se il metodo Montessori si applicasse diversamente in caso di gemelli (il modo di proporgli un’attività la divisione degli spazi, ecc..).
        Da te ho preso tanti spunti…grazie 😉
        Mi farebbe molto piacere leggere il post sui parenti, alcuni hanno accettato di buon grado la nostra scelta, altri pensano che siamo degli alieni presuntuosi 🤦‍♀️.
        Un abbraccio
        Francesca

  3. Mio figlio, 9 anni, adottato dalla Federazione Russa, gioca pochissimo con i giochi “istituzionali”. Io all’inizio mi arrabbiavo di questa cosa. Tanti bei giochi e tu non ci giochi??? Poi l’ho visto giocare nella e con la natura, creare con le sue mani, inventare giochi dal niente e ho capito che la “sbagliata” ero io!


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