Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Il nostro segreto per mangiare sano e restare Paleo

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Siamo sinceri. Se Paleo è scegliere e mangiare solo prodotti naturali—cibi che si trovano in natura e si possono mangiare crudi—noi non siamo Paleo.

Dico sempre che siamo 90% Paleo, ma anche quella è una bugia: a volte lo siamo di più, a volte di meno.

Ora, per esempio, stiamo attraversando un periodo più Paleo, scegliendo e mangiando sano. Ma questo arriva dopo tre settimane di cibi “proibiti”: una in Italia (dove è difficile mangiare sano fuori casa) e due a casa in riabilitazione, cercando di riprenderci dalla dieta mediterranea.

Eh già, nonostante tutti questi anni di dieta paleolitica, continua a non essere facile: quando mangiamo carboidrati e zuccheri lavorati, abbiamo bisogno di almeno due settimane per ritornare alle nostre abitudini alimentari sane. E non perché siamo pigri o non abbiamo forza di volontà, ma perché per il cervello i prodotti lavorati sono una vera e propria droga.

[Una pillola di scienza, senza dilungarmi. Quando mangiamo zuccheri (che è il termine generale per definire i carboidrati: glucosio, saccarosio, maltosio, lattosio, amido, destrosio…) lavorati, il nostro corpo reagisce in tre modi principalmente: 1. manda un segnale al cervello che attiva il nostro “sistema di ricompensa” che ci dà una sensazione di benessere (ci fa davvero sentire bene); 2. produce più insulina per compensare gli zuccheri che stiamo mangiando, cosa che ci fa sentire sazi nell’immediato e di nuovo affamati pochi minuti dopo; 3. rilascia dopamina, che è la stessa cosa che causa dipendenza dalla droga, e ci fa desiderare ancora più zuccheri].

La buona notizia è che se si è costanti con la dieta paleolitica, la riabilitazione diventa sempre più corta e i sintomi della dipendenza si sentono, ma spariscono ogni volta più in fretta.

Infatti, devo ammettere che con il passare degli anni ho capito che, per quanto difficile sia la riabilitazione quando mangiamo carboidrati, la ragione numero uno del nostro successo a rimanere 90% Paleo è proprio NON essere 100% Paleo.

Gli estremi non fanno per noi

I primi due anni del nostro viaggio paleolitico sono stati faticosi. Avevamo deciso di essere 100% Paleo e permetterci un giorno alla settimana di time-out, normalmente la domenica. Per noi non ha funzionato: il nostro time-out si trasformava normalmente in un giorno di abbuffate insane.

Ci svegliavano la domenica mattina con l’acquolina in bocca e ci riempivamo di tutti i cibi proibiti possibili immaginabili. E poi arrivava lunedì ed eravamo di nuovo all’inizio, con desideri inesauditi di carboidrati fino alla domenica successiva.

Certo, mangiavamo sano sei giorni su sette, ma non ci sentivamo sani.

Chi ha bisogno di un time-out?

Abbiamo provato a rimuovere il time-out. Ha funzionato per un po’ e ci sentivamo bene quando eravamo a casa o se potevamo scegliere noi il ristorante: una brasserie argentina o una hamburgeseria dove ordinavano un hamburger bikini (senza il pane).

Ma quando uscivamo con gli amici era difficile: o sceglievamo stoicamente una misera insalata (unica opzione sana sul menù) e guardavamo i nostri amici divorare una deliziosa pizza, o ordinavamo pizza e ci sentivamo come se ci stessimo facendo un torto (e io, puntualmente, mi sentivo in colpa).

Nemmeno questo ci sembrava sano.

Negli anni, però, abbiamo trovato il nostro modo di essere Paleo, che ci fa stare bene, che funziona per noi, che rende più facile mangiare sano e sentirci sani.

È una semplice regola che ci ha reso la vita facile e senza sensi di colpa. Eccola:

Comprare sano al supermercato, lasciarsi andare al ristorante (se vuoi)

A casa…

Noi compriamo solo cibi che ci fanno sentire bene, il più naturale (e Paleo) possibile. In questo modo, quando siamo a casa non abbiamo tentazioni: se vogliamo uno spuntino, dobbiamo mangiare noci, cioccolato fondente e frutta (tra l’altro, sapevi che lamponi e mirtilli hanno pochissimo zucchero e sono ricchi di fibra? Ultimamente, sono i preferiti miei e di Oliver!).

Quando cuciniamo, abbiamo a disposizione solo cibi sani: verdura, uova, carne e pesce. Compriamo anche formaggio grattugiato per la lasagna di melanzane (di cui scriverò presto) o per le uova al mattino e pasta senza glutine per quando davvero non abbiamo tempo di cucinare.

Beviamo solo acqua (e vino rosso ogni tanto) e usiamo un po’ di latte per il cappuccino del mattino (sto cercando di toglierci anche il latte vaccino, ma non ho ancora trovato un sostituto che ci piaccia. Consigli?).

Insomma, sembrerà la feria dell’ovvietà, ma lo ripeto: se c’è solo cibo sano a casa, mangiare sano è facile.

Fuori…

Quando usciamo, però, la storia cambia: ci permettiamo quello che vogliamo (se lo vogliamo), anche se non è sano, senza sensi di colpa. Se andiamo da Starbucks e vogliamo un biscotto al cioccolato o un mocha, lo ordiniamo. Se ci va un hamburger con il pane, al diavolo la parte “bikini”! Quando usciamo per una passeggiata le domeniche d’estate, un gelato è d’obbligo. Una volta al mese, ordiniamo pizza e ce la godiamo.

Mangiamo sano la maggior parte del tempo, ci sentiamo sani sempre e le nostre abitudini alimentari ci rendono felici. Sarebbe più sano essere 100% Paleo? Certamente. Ma saremmo felici di esserlo? Visto che ci abbiamo provato, posso dire con certezza che la risposta è no.

Gli estremi non sono per tutti e quanto prima lo accettiamo e impariamo a non essere troppo severi con noi stessi, quando più felici vivremo la vita.

PS. La prossima volta, ti racconterò come scegliamo i prodotti al supermercato, perché se pensi che compriamo solo naturale e organico, ti sbagli. Se non vuoi perderti i prossimi post, iscriviti alla mia newsletter qui sotto e riceverai i nuovi articoli una volta a settimana


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Sono una trentenne, trilingue, mamma montessori e 88% paleo. Insegnante di lingue per lavoro, blogger e ballerina per passione.

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  1. Valentina - maggio 5, 2016

    Grazie per la tua risposta su come documentarmi sulla dieta Paleo. Per rispondere alla tua domanda, sostituisco il latte vaccino con il latte di mandorla o soia (penso che la soia pero’ non faccia al caso vostro …?). Ho trovato alcune marche organiche e senza zuccheri aggiunti ma spesso hanno un sapore orribile, quindi o mi adatto e mimetizzo il gusto facendo dei frullati di frutta o mi arrendo al ‘meno peggio’ (es. latte di mandorla piu’ industriale e con qualche ingrediente di troppo).

  2. Carlotta, da vera dipendente di latte ho trovato consolazione solo con il latte di riso d nocciola. Quanto più simile per me.. grazie per i tuoi post, sempre interessantissimi.

    • Carlotta - aprile 5, 2017

      Ciao Claudia e grazie a te per il tuo commento. Nocciola, eh? Non l’ho mai provato… avevo dato forfait, ma ora cerco il latte di nocciola! Grazie per il consiglio!


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