Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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In ricordo del coraggio di Brittany Maynard

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Da sabato, Brittany Maynard non è più con noi. Aveva deciso di incontrare la dolce morte il primo di novembre e così è stato. 

Questa mattina ho pianto riguardando il suo ultimo video che ha rilasciato pochi giorni prima di morire. Più che la sua morte, mi ha commossa il suo coraggio nell’ammettere “se il 2 sarò ancora viva, non sarà per molto”; la sua profonda dignità nel regalare un sorriso alle telecamere cercando di trattenere le lacrime quando dice che vorrebbe vivere con tutta se stessa, ma che non può. Quel sorriso a me ha detto, “Guardatemi, tra pochi giorni morirò, ma so ancora sorridere, perché la vita è bella e voi che ne avete ancora davanti, non sprecatela”.

Sapevo di voler ricordare Brittany qui, ma non sapevo come. Ogni mia parola è forse superflua e per questo vi lascio con le sue, di parole. Quelle di quest’ultimo video.

Un pensiero che non posso tenere per me

L’unica cosa che mi sento di dire è rivolta a tutte quelle persone che hanno cercato di convincerla a vivere, pubblicando video e lettere sul web; a chi le ha gridato “Scegli la vita”, spesso in nome della religione. E mi rivolgo anche a quella donna affetta dalla stessa malattia che l’ha paragonata, tra le righe, ad un suicida e le ha detto di resistere per dare un esempio al mondo. Vergognatevi. Siete così egoisti e presi da voi stessi da non saper riconoscere il vero coraggio né rispettare una decisione che non esprime un filo di egoismo, bensì solo immenso amore e rispetto incondizionato per sé e per chi si ama.

Per una strana coincidenza di eventi, ho vissuto il suicidio da vicino, più di quanto avrei mai voluto, e non lo giustificherò mai. Ma la scelta di Brittany non ha nulla a che vedere con chi si toglie la vita perché non vuole più vivere. Tutto il contrario.


Se il 2 di novembre arriva e l’ho passato, spero che la mia famiglia sia orgogliosa di me, delle scelte che ho fatto. E se il 2 di novembre arriva e sono ancora viva, so che andremo avanti come famiglia, nell’amore reciproco, e che questa decisione arriverà semplicemente più tardi. 

Quando le persone mi criticano per non aspettare più a lungo, mi fa male, perché la verità è che rischio ogni giorno quando mi sveglio. E lo faccio perché mi sento ancora abbastanza bene, provo ancora gioia, rido con famiglia e amici e non mi sembra ancora il momento giusto. Ora. Ma quel momento arriverà perché sento che sto sempre peggio, ogni settimana. 

Esco ancora, vado a camminare con mio marito, con la mia famiglia e con i miei cani e quelli sono sono gli unici momenti che mi fanno sentire ancora sana, ma la realtà è che da quel primo di gennaio che sono stata diagnosticata, sono stata sempre peggio. Immagino che sia normale per un malato terminale, stare sempre peggio. 

Il peggio che può succedere è che aspetto troppo a lungo perché provo a godermi ogni giorno, ma poi questa malattia mi porta via l’autonomia perché è nella sua natura. Recentemente, l’esperienza più terrificante è stata una settimana fa. Ho avuto due attacchi nello stesso giorno, che è insolito. E ricordo guardare il volto di mio marito e pensare, “So che questo è mio marito, ma non riesco a dire il suo nome”. [le si riempiono gli occhi di lacrime] Quella volta sono finita in ospedale. 

E strano svegliarsi ogni mattina in questo corpo, perché lo sento così diverso da un anno fa. Negli ultimi tre mesi ho preso oltre 10kg non per ciò che mangio, ma per le pastiglie che prendo. Non mi piace essere fotografata, filmata né guardarmi allo specchio. Il mio corpo è cambiato così tanto in così poco tempo, che uno smette davvero di riconoscersi. È personale, ma a volte le persone mi guardano e dicono, “Non sembri così malata come dici”. Questo mi ferisce, perché quando ho un attacco e dopo non riesco a parlare, posso assicurare che mi sento malata come dico. 

Se tutti i miei sogni si potessero avverare, sopravviverei a questa malattia [lungo silenzio rotto da un singhiozzo] Ma non succederà. Quindi a parte questo… sono figlia unica e vorrei che mia madre superasse la mia morte, che non entrasse in depressione. E mio marito è una persona meravigliosa, e vorrei che… so che ognuno ha i propri tempi, ma voglio che sia felice, che si faccia una famiglia. Può sembrare strano, ma non esiste una sola parte di me che vuole che lui dedichi la sua vita a ricordare sua moglie. Voglio che lo superi e diventi padre. 

Il mio obiettivo è influenzare questa politica per un miglioramento. Vorrei che tutti gli americani avessero accesso a questi diritti. Ma al di là di questo obiettivo politico, i miei obiettivi sono semplici e riguardano la mia famiglia e i miei amici: assicurarmi che sappiano quanto sono importanti per me e quanto li amo. 

www.thebrittanyfund.org


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