La Tela di Carlotta

Come insegnare a leggere e scrivere in inglese con Jolly Phonics

nov 10, 2014

Prima di tutto, ci tengo a spiegare perché scrivo così tanto su come insegnare l’inglese ai bimbi. Perché sono italiana, vivo in Spagna e lavoro in inglese (e parlo anche francese). So bene quanto le lingue ti aprano nuovi mondi, ma so altrettanto bene quanto duro lavoro sia impararle da grandi a livello nativo. Credo che tutti i genitori, nel loro piccolo e con le loro capacità, debbano fare il regalo dell’inglese ai propri figli. Vi ringrazieranno.

Nei miei cinque anni di insegnamento della lingua inglese ai bambini, ho imparato che il metodo più efficace e divertente per imparare non solo a leggere e scrivere, ma anche a pronunciare correttamente le parole inglesi, è la fonetica. Sembra un parolone, ma non è altro che il suono che ogni lettera fa all’interno di una parola.

Per esempio, nelle parole detto e tetto l’unica differenza è il fonema iniziale (ovvero il suono iniziale). Se lo pronunciate separatamente – iniziando a dire la parola senza però aggiungere “etto” – state pronunciando il fonema.

Jolly Phonics è il metodo migliore

Esistono vari metodi che usano il principio dei fonemi per insegnare a leggere e scrivere in inglese. Il mio preferito, però, è senza dubbio Jolly Phonics, che uso ormai da anni con risultati esorbitanti.

La teoria è semplice: invece di insegnare i nomi delle lettere (“ei, bi, si, di, ess”, ovvero il classico alfabeto che impariamo a scuola con la canzoncina), insegniamo i loro suoni (o fonemi).

Il fonema, lo ripeto, non è altro che il suono della lettera (non il suo “nome”) e se è una consonante non termina mai in vocale (tra l’altro, pronunciare le parole inglesi con vocale finale anche quando non c’è, è un problema comune degli italiani che parlano inglese. Ne scriverò presto in un altro post).

Prendiamo la lettera S: il suo “nome” nell’alfabeto inglese è ess, ma il suo suono è sssssss.

Fate finta di essere un serpente: separate le labbra lasciando contatto tra i denti superiori e quelli inferiori e pronunciate una S tra i denti. Avete appena pronunciato il fonema S, ovvero il suono della lettera S.

Jolly Phonics fa metà del lavoro per voi

42 suoni di base

Jolly Phonics ha 42 suoni base, che servono per formare nuove parole (il cosiddetto “blending”, di cui parlerò più avanti). I suoni sono divisi in sette gruppi e hanno un ordine ben definito a seconda del livello di difficoltà. Ogni suono è accompagnato da una canzoncina, un gesto delle mani o della testa e un disegnino.

Il metodo Jolly Phonics non insegna le lettere in ordine alfabetico: è importante seguire l’ordine dei gruppi e dei suoni singoli all’interno di ogni gruppo, perché ogni suono nuovo presenta parole che utilizzano quelli già imparati.

Ad esempio, il primo gruppo è (in ordine) S, A, T, I, P, N. Il suono (o lettera) N, che è l’ultimo del primo gruppo, presenterà parole come PAN, ANT e NAP, utilizzando tutti i suoni precedentemente imparati. Se si modifica l’ordine, si crea inutile confusione.

L’ausilio sonoro è il gran successo di Jolly Phonics

Jolly Phonics ha una grafica divertente e una colonna sonora contagiosa.

Ogni fonema (o suono) ha una propria canzoncina e ogni canzoncina va cantata facendo un gesto con le mani o con la testa. Per esempio, la lettera T si trova in Tennis e quando si canta la canzone la testa si muove da destra a sinistra come quando si guarda una partita di tennis.

I bambini adorano le canzoncine! E spesso quando vedono una lettera in qualsiasi testo, iniziano a cantarne la canzoncina facendo il relativo gesto. Adoro questa parte!

La grafica divertente e colorata ammalia i bimbi

Anche la grafica è un successone e ogni mio studente l’adora a prima vista.

I tre personaggi principali sono il topo Inky (protagonista della canzoncina per la lettera I), il serpente Snake (protagonista della canzoncina della lettera S) e l’ape Bee (protagonista della canzoncina per la lettera Z). I tre personaggi si ritrovano nella serie Inky Mouse & Friends (qui la serie completa del livello rosso, il più semplice) dei libri Jolly Phonics.

Ma un genitore può farlo anche se non sa l’inglese?

Certo, ma non senza studiare prima

Non voglio raccontarvela, non è facile imparare tutte le canzoncine e la pronuncia dei suoni corretti. Richiede lavoro e studio da parte del genitore. È per questo che so per esperienza che le scuole in cui si usa Jolly Phonics consigliano ai genitori di non praticare in casa con i propri figli.

Io la penso diversamente. Come dico spesso, i genitori sono le star delle mie lezioni. Non solo hanno a che fare con i miei piccoli studenti tutti i giorni (mentre io li vedo due o tre volte a settimana per un’ora), ma ripassano con loro, si assicurano che facciano i compiti ed imparano loro stessi pur di aiutarli.

Se sei quel tipo di genitore, non esitare ad imparare il metodo Jolly Phonics per aiutare il tuo bambino a leggere e scrivere (che lo facciano o no a scuola, non importa!). Guarda lo starter kit, ovvero la lista di materiale iniziale di cui hai bisogno e comincia subito!

Non è impossibile!

Ho insegnato a tutti i genitori dei miei studenti (spagnoli e di madrelingua inglese, con figli che vanno a scuole spagnole) con ottimi risultati. A volte ricevo chiamate del tipo, “Come si pronuncia OU?” e mi si riempie il cuore di gioia perché so che stanno lavorando per i loro bimbi (ma anche per me).

Stay Tuned! La sezione Jolly Phonics è appena iniziata.

In questi cinque anni di insegnamento con Jolly Phonics, me ne sono innamorata. E come con tutto ciò che mi appassiona e in cui credo, mi piace scriverne.

Nelle prossime settimane, scriverò su come usare il metodo Jolly Phonics per insegnare ai propri bimbi a leggere e scrivere, come insegnare un suono introducendo canzoni, gesti e fotocopie, la pronuncia dei 42 suoni, i gesti delle 42 canzoncine, come unire i suoni per creare parole, gli strumenti che uso nelle mie lezioni (compresi sostituti degli originali Jolly Phonics, che a volte tendono ad essere un po’ costosi)… insomma, tutto ciò che un genitore deve sapere per studiare il metodo Jolly Phonics con i propri bimbi in casa.

Per chi vuole iniziare immediatamente, vi lascio con il video che consiglio ai genitori per imparare la corretta pronuncia dei suoni (nel video è un po’ esagerata perché sia più facile capirla).


Se ti interessa sapere di più su questo metodo, torna nelle prossime settimane o iscriviti al blog nella barra laterale per ricevere ogni settimana una mail (il martedì alle 9:00 in punto) con i nuovi articoli. :-)

Ti potrebbe anche interessare: Leggere e scrivere in inglese con Car Factory per iPad e Rocket Speller Plus piace a bimbi, mamme e insegnanti.

Commenti

maura • feb 21, 2015

Hi Carlotta,
ti ringrazio tantissimo per il tuo web, mi ha aiutato molto per capire come e cosa stanno insegnando a mio figlio a scuola.
La mia esperienza è questa:ci siamo trasferiti in australia quasi un anno fa (03/2014) e mio figlio aveva 5 anni. Per motivi di visto sono riuscita ad iscriverlo a scuola solo a fine 2014 all'età di 6anni. Pensando di far bene gli ho insegnato a casa l'alfabeto sia italiano che inglese, ma ahimè, ho sbagliato. L'insegnante nell'ultimo term (qui le scuole finiscono l'anno scolastico a dicembre e riprendono a febbraio) ha insegnato l'alfabeto, il classico ai, bi, ssii, ma ora a febbraio avendo cambiato insegnante quest'ultima ha optato per il sistema Jolly phonics, così mio figlio ora è in confusione! Esempio : la lettera i per lui si legge ai!
Tramite la tua semplice spiegazione e le tue schede ora il mio intento è aiutarlo a capire meglio quello che gli stanno insegnando. Premetto, lui in italia aveva finito l'ultimo anno di asilo, così non sapeva niente di inglese.
Grazie ancora! Maura

Carlotta • giu 26, 2015

Ciao Maura e grazie per il tuo commento! Ti chiedo scusa per il ritardo ma da quando è nato mio figlio, il tempo — quasi tutto — è per lui.

Ci tengo a dirti una cosa che ho imparato guardando i genitori dei miei piccoli studenti nei miei anni di insegnamento: qualsiasi cosa tu abbia fatto, non hai sbagliato. Magari non l'hai fatto con gli strumenti giusti, ma il tuo aiuto non lo ha confuso in nessun modo, anche se così ti può sembrare ora. I bimbi hanno una capacità incredibile di imparare, sono piccole spugne, e questo li rende le "cavie" perfette per sperimentare vari metodi.

Ora che hai trovato quello che ti piace (e secondo me il migliore) continua a seguirlo e non desistere!! Sul mio blog troverai di tanto in tanto nuovi articoli al riguardo che spero possano aiutarti. Questo è l'ultimo: http://bit.ly/1NlbJkd

Fammi sapere come procede e un enorme in bocca al lupo a te!

Giulia • ott 6, 2016

Ciao Carlotta,...ho letto con interesse il tuo articolo...conosci invece il metodo Hocus Lotus? cosa ne pensi? Sono stata ad una riunione di presentazione e dicono tutti sia molto valido...IO sono laureata in inglese.....ma non ho mai insegnato e sto cercando di capire quale sia il metodo migliore per avvicinare all'inglese il mio bimbo di 2 anni.....Oltre a canzoncine o video di Larry su you tube( grazie del suggerimento). Grazie per un tuo parere :)
Giulia

🌸 Carlotta • nov 16, 2016

Ciao Giulia! Grazie per il tuo commento e scusa il ritardo, mi era scappato!

Conosco a grandi linee il metodo Hocus Lotus, ma non l'ho mai utilizzato né ne ho avuto esperienza diretta da parte di qualcuno che lo abbia utilizzato. In più, io non sono una grande fan di personaggi fantastici per insegnare ai miei piccoli studenti o a Oliver (anche in questo condivido appieno la tendenza montessoriana di usare immagini o personaggi più realistici).

Personalmente, credo non ci sia metodo migliore di Jolly Phonics (e della fonetica) per insegnare a leggere e scrivere in inglese, ma a due anni è forse un po' prematuro (ti consiglierei di aspettare fino a quando il tuo piccolo sa tenere la matita bene in mano con l'impugnatura corretta o se proprio vuoi iniziare prima potresti usare le flashcards di Jolly Phonics (anche se non economicissime e un po' difficili da trovare), senza bisogno di scrivere. O puoi farle tu DIY!

Se vuoi invece solo avvicinare il tuo bimbo all'inglese senza concentrarti (per il momento) sulla scrittura, ti consiglio le canzoni di Super Simple Learning che sono semplicemente eccezionali! Ne parlo in questo post, dove puoi scoprire come e dove comprarli (ti ricordo che i link del post sono link affiliati, quindi se li compri da lì aiuti La Tela a crescere un pochino e io ti ringrazio).

Fammi sapere cosa decidi e come va! Un abbraccio 🌸

Giulia • nov 17, 2016

Cara Carlotta, grazie per le dritte. In effetti sono d'accordo con te, le canzoncine sono forse per l'età, la soluzione migliore. A Edo sto facendo ascoltare e vedere su you tube Twinkle Twinkle little Stars da quando ha pochi mesi e adesso.....la canta, storpiando le parole..ma in inglese! :) Così come ascoltiamo
/guardiamo la canzoni di simple learning e le apprezza molto infatti. Ho ascoltato invece il brano sui fonemi di Jolly Phonics e mi ha entusiasmato......rimangono sorprendentemente in mente e sono sicura che fra qualche tempo potranno aiutare il mio piccolo ad imparare correttamente l'inglese. Piano piano vorrei iniziare ad acquistare il materiale. Grazie di nuovo per il tuo tempo e i suggerimenti. Ti scrivo in privato invece su un problema di visualizzazione del blog dal cell. ciao !

Sabrina • mag 30, 2017

Ciao Carlotta!!!Da che età si può iniziare con questo metodo? Il mio bimbo ha 10 mesi e da un bel po amo leggere/cantare la filastrocca Brown Bear e leggere the very hungry caterpillar! per ora mi piace che ascolti anche la mamma che legge canta in inglese non mi metto certo ad insegnare la lingua :-) Grazie !!!

🌸 Carlotta • mag 31, 2017

Ciao Sabrina, guarda, ogni bimbo è un mondo e dipende davvero tanto dall'interesse che dimostrano quando glielo presenti. Io ho intenzione di iniziare con Oliver presto e prenderlo come un'attività gioco. Ti farò sapere. Ma forse ancora prima di iniziare questo, potresti introdurre le Super Simple Songs che noi adoriamo cantare e ballare!

CHetta Rella • dic 18, 2018

Buongiorno , sono un' insengante d'inglese per bambini dai 3 a 10anni e vorrei adottare il metodo Jolly Phonics , dove posso acquistare Start kit completo ?
Grazie e saluti
Chetta Rella

🌸 Carlotta • gen 4, 2019

Ciao Chetta, ho visto che trovato il mio articolo sullo Starter Kit :-) Ti piacerà, ne sono sicura! Un abbraccio

Alex • nov 7, 2020

Ciao, grazie per questo articolo. Anch'io insegno inglese L2 (bambini 6-10 anni) e sono sempre alla ricerca di nuovi metodi... Secondo la tua esperienza, ti chiedo quando sia opportuno introdurre la fonetica in inglese: quando i bimbi già conoscono l'alfabeto e sanno leggere e scrivere in italiano? Perchè non vorrei rischiare di creare confusione....Grazie!

🌸 Carlotta • nov 7, 2020

Personalmente, io ho introdotto tutto subito e insieme, semplicemente a volte lavoravo in inglese con i bimbi e a volte in italiano e dicevamo i suoni delle lettere in maniera diversa a seconda della lingua :-)

Concetta • gen 9, 2021

Ciao Carlotta,
Ho un bimbo di 13 mesi e vivo in Germania. Presto andrà al nido dove imparerà il tedesco ed a casa parliamo l’Italiano perché ci teniamo che lui conosca e parli bene la nostra lingua ( si sa i nati all‘estero tendono a parlare più la lingua del posto che dei propri genitori). Mi piacerebbe comprargli e leggergli anche qualche libro in inglese ma temo che non capisca nulla e che vada in confusione. Sai quando compro un libro gli mostro i disegni e gli insegno subito la parolina in italiano per cui non saprei come e quando poi introdurre anche le parole in inglese. Che consigli puoi darmi? Grazie mille

🌸 Carlotta • gen 11, 2021

Ti consiglio di cercare sul mio sito un articolo che si intitola "Crescere figli multilingue: l'importanza dei primi tre anni". I bimbi non si confondono, specialmente con la lettura… ma ti consiglierei comunque di prendere una babysitter inglese, se puoi, o frequentare gruppi di inglese (quando si potrà) in modo che abbia un riferimento per l'inglese che non sia tu. 🙂 Ho scritto vari post sul multilinguismo, ti invito a leggerli, se ti interessa 🌸

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Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
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Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.

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Carlotta
Carlotta dreaming of La Tela
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