La Tela di Carlotta
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Insegnare la felicità ai bambini

nov 29, 2017

Come ogni anno, di recente ho partecipato alla conferenza Happily Family sul duro lavoro di essere genitori. Quest’anno, la conversazione che mi è piaciuta di più è stata quella con la dottoressa Christine Carter sull’insegnare la felicità ai bambini.

Ad essere sincera, il mio primo pensiero quando ho letto il titolo è stato: “Insegnare la felicità? Se posso insegnare la felicità ai miei figli, forse posso anche impararla per me stessa”. E avevo ragione, perché tanto di quello che Christine ha detto funziona sia per i bambini che per gli adulti.

Questo non è un post per sé, è più una lista di idee e concetti usciti nella conversazione che mi hanno fatto pensare. Spero che ti piaccia.

  • La felicità è una caratteristica di una persona? C'è una componente genetica che rende più facile per alcune persone essere ottimista o positivo, ma la felicità è più un insieme di abilità che si possono imparare. (Questo è sempre un buon promemoria per me che sono tendenzialmente una persona da bicchiere mezzo vuoto).
  • Quando perseguiamo la felicità per gli altri—che non significa solo rendere felici altre persone, ma ridurre la sofferenza e facilitare la vita degli altri—tendiamo a trovare la felicità anche per noi stessi. Questo succede quando uniamo felicità e significato.
  • Insegnare la felicità attraverso il significato ai bambini può essere facile come fare una semplice domanda a tavola: "Cosa hai fatto oggi per migliorare la vita di qualcun altro?".
  • La sensazione di essere socialmente connessi è la chiave non solo per trovare significato, ma anche felicità. I nostri connettori sociali—la profondità delle nostre connessioni sociali—sono i migliori indicatori di felicità che abbiamo.
  • Come si insegna ad un bambino introverso a socializzare? Spesso diciamo ai nostri figli di andare a giocare con altri bambini, estranei, al parco, ma non gli insegniamo mai come iniziare a fare amicizia davvero. Per alcuni bambini (e anche alcuni adulti, come me) è facile fare amicizia. Per bambini introversi (o adulti introversi, come mio marito) è utile dare loro degli strumenti da usare, un processo: 1. stabilire un contatto visivo; 2. iniziare una conversazione, una piccola chiacchierata (nel caso di Oliver immagino che sia qualcosa del tipo: "Ho la stessa palla" o "Mi piace la tua bici" o "Guarda la mia pigna"); 3. fare domande (come ti chiami? Dove vivi? Ti piace la pizza?); 4. rivelare qualcosa su se stessi (per gli adulti, ovviamente, è utile andare dal superficiale al profondo, non vuoi iniziare una conversazione con i tuoi segreti più imbarazzanti ;-).
  • Parla ai bambini di cos'è la positività. Non si tratta di essere felici, ma di vedere qualcosa di positivo nel disagio, nella sfida, di fronte a un ostacolo.La vita è disagio: dobbiamo insegnare ai nostri figli che il disagio va bene. E soprattutto non dovremmo privarli del disagio: meglio non rimediare ai loro errori, non cercare di renderli comodi ogni volta che si sentono a disagio, non provare a "migliorare" qualcosa che è imbarazzante o deludente, lasciarli provare imbarazzo e delusione. Questo è l'unico modo in cui impareranno ad affrontare il disagio quotidiano, ad avere compassione per se stessi, a imparare dai loro errori per non farli più domani.
  • Il miglior strumento per i genitori è convalidare ciò che i nostri bambini sentono, le loro emozioni, far sapere loro che li capiamo. A anche insegnare loro la differenza tra sentimenti e comportamenti. Tutti i sentimenti (tristezza, rabbia, imbarazzo, delusione, felicità) sono accettabili. Tutti i comportamenti no.

E ti lascio con due frasi tratte da altre interviste che sono rimaste impresse nella mia mente e che penso che abbiano un po’ di verità per chiunque, ma specialmente per me:

Ti prendi troppo sul serio. Un po’ meno di te ti renderà molto più felice.

Quando ci confrontiamo con gli altri, paragoniamo la facciata di altre persone al backstage di noi stessi. Ricorda, l’imperfezione è parte dell’esperienza umana.

Commenti

Margherita Boni • dic 20, 2017

Cara Carlotta,
grazie per questo post, che mi arriva come un regalo in questi giorni di fatica! Le mie figlie sono giustamente stanche di asili (sono mamma di due bambine di 2 e 5 anni), i bambini della mia classe sono ancora più stanchi (sono maestra di 21 bambini di 8 anni), io sono fresca di diploma ed entrerei volentieri in letargo (mi basterebbe qualche giorno...).
La buona notizia è che sul diploma c'è scritto Maestra Montessori, e dopo due anni di impegno è una gioia grandissima.

Conosco bene la deprivazione di sonno... e ti assicuro che moralmente l'avevo presa peggio di te. Le tue parole rivelano TANTA pazienza ed umiltà... dai, è come se tu stessi facendo un corso Montessori intensivo! Dico davvero.

A presto!

Margherita

🌸 Carlotta • dic 20, 2017

Oh Margherita, grazie per le tue parole! Effettivamente devo ammettere che la mia abilità di rimanere paziente e mantenere la calma in una situazione difficile sta migliorando... alla fine sono convinta che quanto più lavori su te stessa, più ottieni nella relazione con i bambini. E credo che con la tua formazione Montessori tu possa confermarmelo, perché è tanto lavoro individuale e personale, vero? Quindi congratulazioni e spero di trovarti ancora qui nei commenti di tanto in tanto! Buone, meritate feste a te e a tutti i tuoi bimbi 🙂

Margherita Boni • dic 21, 2017

Dici benissimo: con questo corso credevo di cambiare la didattica, invece sto cambiando me! La Montessori non lottava per rinnovare la scuola, perlomeno non solo, ma per far vedere al mondo un bambino che era (e purtroppo è tutt'ora) sconosciuto. Avere occhi capaci di osservarlo e comprenderlo per come è davvero, è un dono che ti riempie la vita. Osservo crescere la secondogenita con una profondità che non riuscivo a cogliere con la prima, arrivata in anticipo sulla Montessori =)

Grazie perché ti impegni a svelare questo segreto ad altre persone! Buon lavoro... e buone feste con la tua bella famiglia!

Margherita

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Corsi online

Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
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Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.

Educare a lungo termine

Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
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La genitorialità è più semplice quando si ha una guida da seguire. Con questo corso inizierai la tua personale trasformazione interiore per diventare un genitore che educa con rispetto (per se stesso e per i figli), imparerai a usare empatia, comprensione e pazienza nelle crisi e troverai alternative ai metodi classici dell’educazione tradizionale, come minacce, castighi e punizioni. I bambini sono il futuro del nostro pianeta e il cambiamento può solo iniziare in casa.

Il blog

Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Mamme, papà & bimbi
Non sappiamo come fare i genitori, lo impariamo ogni giorno. Questo è il mio essere madre, le mie piccole vittorie e le amare sconfitte, le mie verità scomode e le infinite lezioni di vita Montessori. E anche tutti i prodotti per bambini e i giocattoli che amiamo di più.
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Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
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Vivere in modo sostenibile per me non significa solo avere uno stile di vita più ecologico. Significa prendere decisioni sostenibili per il nostro pianeta, le persone che lo abitano, ma anche per la nostra vita, il nostro stile di vita e la nostra felicità. Significa cogliere ogni occasione quotidiana per evolvere come esseri umani, per essere più felici, più sani, più gentili, più responsabili e più premurosi — l'unico modo sostenibile per un futuro significativo.
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Nel 2020 ho scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco. La collezione è un progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

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Instagram

Aggiorno instagram quasi ogni giorno per stare “vicina” alla mia famiglia lontana.

Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
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Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!