Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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La responsabilità di un figlio all’estero

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Oggi tornando a casa dalla piscina, ho ricevuto un messaggio da Alex. Era un link di Twitter con questa foto che sta circolando sul web e che, in una ragnatela di pensieri, mi ha fatto pensare alla responsabilità di noi figli all’estero, che viviamo lontani dalla nostra famiglia di origine. 

Grazie a Miguel Morenatti per la foto. 

Grazie a Miguel Morenatti per la foto. 

Il problema delle foto è che a volte un ricordo che si genera attraverso una lente non rimane così vivido nella memoria. Forse perché sappiamo che possiamo “riviverlo” su uno schermo e non prestiamo la stessa attenzione che presteremmo se “succedesse una volta sola”. Rimane ai posteri, ma è rubato ai presenti. 

Il problema delle foto è che un ricordo attraverso una lente non rimane così vivido nella memoria

Ho provato un gran senso di pace interiore quando ho visto questa signora rilassata nel caos di gente e tecnologia. Deve essere bello stare in prima fila (della vita?), con le braccia incrociate, le spalle rilassate e l’espressione serena, e godersi — solamente e davvero godersi — il momento. Certo, più bello che stare in punta di piedi con il telefono in aria e il collo all’indietro per vedere lo schermo. La signora non sente nessuna responsabilità sociale verso i posteri, siano essi famigliari, amici, Instagram, Facebook, Twitter. C’è solo lei, questo momento e il ricordo che si genera nella sua mente.

Mi manca. Non sono sempre stata ossessionata da foto e video. Credo di esserlo diventata negli ultimi dieci anni di vita lontana dalla famiglia e vecchi amici. Da quando mi sono trasferita all’estero, sento come la responsabilità di documentare (da cui, in parte, nasce questo blog). Con l’arrivo di Oliver poi, la situazione è peggiorata: se non posto foto o video per più di due giorni di seguito, cominciano a piovere richieste a catinelle. 

La verità è che non sempre ho voglia di fare foto e video. Spesso preferirei godermi il momento e archiviarlo nel rullino della mia mente più che in quello dell’iPhone. 

Ma poi penso ai miei genitori, a mia sorella, alla mia famiglia; a quello che una foto anche fatta svogliatamente significhi per loro. E allora faccio uno sforzo, come tutte noi mamme espatriate. E chissà, non solo per la famiglia, non solo perché mia madre e mio padre sono nonni di Oliver a sei mesi una volta sola nella vita. Ma anche per Oliver, per sedermi con lui tra qualche anno e raccontargli “Qui è quando hai visto la nonna e il nonno per la prima volta” o “Qui è quando la zia Cri ti ha tenuto in braccio per ore cantandoti canzoni”.

E sì, nel tentativo di vivere più nel mondo reale che in quello virtuale e disintossicarmi dalla tecnologia, ci sono molti momenti in cui sto per prendere il telefono, ma mi fermo e dico, “No, ora goditelo, la foto la farai la prossima volta”. Ma per ognuno di quei momenti, ce n’è un altro in cui faccio lo sforzo, scatto una foto e la posto nell’album di famiglia.

Perché alla fine è un piccolo prezzo da pagare per regalare un sorriso a persone importanti e lontane della mia vita.

 

Mamme all’estero o no, vi siete mai sentite così? Raccontatemelo in un commento. E se vi è piaciuto, cliccate il cuore o condividetelo 🙂
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Se preferisci, puoi anche mandarmi un tweet o scrivermi in privato.

  1. Amore mio! In effetti non vederci è frustrante. E, da nonna, lo è ancora di più. Mi manca seguire, passo passo, i tanti cambiamenti che Oliver fa ogni ora. Quindi Grazie per i tuoi sforzi!
    C’è una cosa però che ho imparato viaggiando. E ti giro il suggerimento. Già che fai lo sforzo, cerca di mettere, più che puoi, anche te, e quando c’è, anche Alex, nelle foto del piccolino. A distanza di tempo, vedrai come il fatto di esserci tu, o entrambi, aggiungerà valore e memorie a questi giorni importanti. Perché, come capita quando si fa una foto ad un bel monumento, la nostra presenza, intendo di chi fa quello scatto, a distanza di tanti anni, riporta alla mente cose di noi che altrimenti avremmo dimenticato…

    • È buffo, ma quello che mi consigli è qualcosa che da anni cerco di mettere in pratica il più possibile e lo decisi un giorno riguardando le foto delle gite scolastiche… che noia quelle senza persone! 😉 Grazie per il tuo commento 🌸

  2. Condivido in pieno il tuo pensiero, anche se non vivo all’estero e ho la mia famiglia vicino, ma quella di mio marito lontano. Io fotografo fotografo sviluppo in continuo foto faccio video perché penso che edo non tornerà mai più piccolo e per la paura di dimenticarlo quando sarà grande o di non ricordare certi momenti mi rendo conto che a volte mi perdo il presente. Non se mi sono spiegata. MA cercherò di fare come te ogni tanto poserò l’ iPhone e mi dirò la scatto un’altra volta. Bacioni

    • Grazie per il tuo commento, Roberta! Ti sei spiegata benissimo ed è esattamente quello che sento io (e sicuramente tante altre mamme come noi). Ma a volte credo sia importante ricordarsi di posare il telefono e godersi il mondo intorno a noi, anche per dare un esempio ai nostri figli. 🙂 Spero di leggerti ancora tra queste pagine! Un abbraccio forte a te e a Edo 🌸


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