La Svezia pioniera della dieta paleolitica in Europa

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Nel mio articolo sulla dieta paleolitica ho menzionato che la Svezia è stato il primo Paese in Europa a cambiare le linee guida nutrizionali a favore di una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati.

Dopo un’approfondita ricerca su Google, sono rimasta senza parole. Non ho trovato nulla in italiano relativo a questo passo da gigante nella storia della nutrizione. In Italia, come ancora in molti Paesi, l’ignoranza alimentare regna sovrana. E purtroppo non è colpa degli individui, bensì delle autorità competenti che vivono ancora all’ombra dei vecchi dogmi nutrizionali — come la famosa piramide alimentare che insegnano ai bambini fin dalle elementari.

Fortunatamente c’è chi ha già abbracciato in pieno questa vera e propria rivoluzione nutrizionale e magari sarà un esempio per gli altri.

Qui sotto vi racconto della decisione della Svezia, semplificando al massimo perché sia il più chiaro possibile. Per chi vuole approfondire, qui potete leggere uno dei tanti articoli in inglese da cui ho raccolto le informazioni.

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Nell’ottobre del 2013, il governo svedese ha preso una decisione alquanto pioniera e rivoluzionaria: ha abbandonato le vecchie linee guida nutrizionali in favore di una dieta povera di carboidrati e ricca di grassi come trattamento per l’obesità e il diabete.

Foto di Chris Isherwood Foto di Chris Isherwood

La Svezia è diventata così il primo Paese in Europa a girare la schiena ai vecchi dogmi nutrizionali e l’ha fatto sulla base di risultati che il “Swedish Council on Health Technology Assessment” ha pubblicato negli ultimi due anni (ma studiato per molto più a lungo) e in cui sono stati rivisti e verificati oltre 16.000 studi realizzati fino al maggio 2013.

Alcuni dei medici del comitato erano pubblicamente contrari ad una dieta povera di carboidrati, ma alla luce degli indiscutibili risultati, hanno dovuto cambiare idea, specialmente per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, poiché non esiste nessuna correlazione tra una dieta ricca di grassi saturi e le malattie cardiovascolari.

Dimentichiamoci dei luoghi comuni

Questi studi dimostrano chiaramente che possiamo dimenticarci di molti dei luoghi comuni che da sempre i nutrizionisti ci insegnano:

  • Le calorie sono calorie, non importa da dove vengano. FALSO
  • L’importante è il rapporto calorico tra ciò che si mangia e ciò che si brucia. FALSO
  • I grassi ti fanno ingrassare. FALSO
  • Sei grasso perché non fai abbastanza movimento. FALSO

La Svezia la pensava come l’Italia…

Non dimentichiamoci che il sistema nutrizionale svedese, prima di questo cambio radicale, era esattamente come il nostro: consigliava di evitare gli alimenti molto calorici e ricchi di grassi (specialmente grassi saturi), come olio, burro, pancetta, avocado…

Questo significa che ai diabetici veniva detto di mangiare molta frutta (zuccheri) e alimenti poco grassi (che normalmente hanno un altissimo contenuto di zuccheri e/o edulcoranti) e agli obesi venivano raccomandati alimenti bassi in grassi e totalmente scremati.

Sulla base degli ultimi studi, però, la Svezia ha abbracciato la nuova dottrina nutrizionale e l’ha applicata a malattie come l’obesità e il diabete.

Non è difficile capirne il perché.

È un vero e proprio controsenso che un diabetico mangi più frutta e più alimenti poveri di grassi (e quindi più ricchi di carboidrati) per controllare il glucosio nel sangue.

Per quanto riguarda le persone obese, le diete attuali e i luoghi comuni sopra descritti non tengono conto di due fattori importantissimi:

  • L’esercizio è fondamentale e va introdotto nella routine diaria, ma non è l’esercizio che fa perdere peso. È la dieta.
  • Gli alimenti ricchi di zuccheri (come la frutta), poveri di grassi e scremati non fanno altro che ottenere il risultato contrario: NON danno un senso di sazietà e più se ne mangia, più se ne mangerebbe. Perdere peso diventa, quindi, un processo lungo e straziante perché sempre accompagnato da un senso di fame, che sappiamo oggi non essere necessario.
  • Se la dieta non prevede carboidrati, quando facciamo esercizio il nostro corpo ovviamente non brucia carboidrati (mettendo da parte in cosce, fianchi e pancia quelli non utilizzati come energia), bensì brucia l’unica altra fonte di energia: il grasso del nostro corpo, con conseguente perdita di peso. Tadà! (Certo, è un po’ più complicataci così, ma questo è il concetto base)

La dieta LCHF

LCHF è un acronimo coniato dalla Svezia per “Low Carb, High Fat” che significa semplicemente “basso in carboidrati, alto in grassi”.

Questa dieta consiste nel mangiare molti grassi — burro, olio d’oliva, pancetta, panna, olio di cocco, avocado, frutta secca — che NON sono alimenti nocivi (secondo gli studi degli ultimi decenni). Anzi, questi grassi non solo sono salutari, ma, come ho scritto sopra, sono anche la fonte di energia migliore per chi vuole dimagrire.

In questa dieta, l’apporto di carboidrati consigliato si abbassa fino al 20% delle calorie quotidiane totali. Ovviamente, come già sappiamo, meglio se otteniamo i nostri carboidrati da prodotti naturali e non processati, come quelli presenti nella verdura. Insomma, evitare zuccheri raffinati, amido di mais e glutine (ovvero la maggior parte dei prodotti artificiali e impacchettati).

I benefici, in brevissimo

  • Aumento del colesterolo HDL (“colesterolo buono”) senza effetti avversi al colesterolo LDL (“colesterolo cattivo”)
  • Diminuzione significativa del livello di trigliceridi
  • Miglior controllo del livello di glucosio in persone diabetiche o obese
  • Perdita di peso, mantenendo un continuo senso di sazietà.

Non è una moda

Molti pensano che questa dieta, a cui si possono attribuire vari nomi — Paleo, Primal, LCHF, Low Carb, No Carb — ma che ha alla base la stessa piramide alimentare, sia una moda del momento. Si sbagliano.

Foto di KoiQuestion Foto di KoiQuestion

La dieta povera di carboidrati e ricca di grassi esisteva già nel 1920, quando la dieta chetogenica fu introdotta nell’ospedale John Hopkins per “curare” l’epilessia in bambini che non rispondevano ai farmaci. Fu nel 1970, con il rapporto McGovern, che le raccomandazioni iniziarono a consigliare diete povere di grassi, portando così alle altissime percentuali attuali di diabete e obesità, tra le altre malattie.

Oggi, è sempre più diffusa l’idea che sia davvero la dieta umana perfetta.

A quando un cambio in Italia?

Il fatto che non abbia trovato nemmeno un articolo in italiano relativo a questa notizia dalla Svezia, mi fa capire che l’Italia sia ancora anni luce dal riconoscere che le diete povere di grassi non sono giuste. Che la nostra piramide alimentare con i carboidrati alla base è uno di quei dogmi che dobbiamo dimenticare.

L’unica cosa che possiamo fare è informarci noi stessi e informare gli altri, compresi figli (alla faccia dei libri di scuola), familiari e amici. Responsabilizzarci, insomma, e iniziare la nostra personale rivoluzione in attesa del giorno in cui le autorità si metteranno al passo coi tempi.

Esistono moltissimi articoli, libri e documentari in inglese che supportano le teorie alla base della scelta fatta dalla Svezia. La dieta Paleolitica e Primal seguono pressoché gli stessi principi.


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  1. Condivido il tutto . Io e da un anno circa che seguo L120 , stile di vita senza carboidrati ma carne pesce verdura e poco frutta, e mi trovo benissimo.
    Confermo che aumenta il colesterolo buono HDL e diminuiscono i trigliceridi .
    Sono passato da 92 Kg Luglio 2017 a 77 Kg Giugno 2108. Mi sento in forma e pieno di energia.

    • Wow, Gregorio, che successo! Eh sì, la perdita di peso è un bell’effetto collaterale del togliersi i carboidrati. Congratulazioni e continua così! 💪

  2. Paola Padovani - giugno 21, 2018

    Ho adottato lo stile di vita paleo da un anno, con risultati strabilianti e ho ritrovato la salute e la vitalità che pensavo perdute. Il tuo articolo è meraviglioso. Mi chiedo come può essermi sfuggita la tua esistenza. Grazie. Paola

    • Paola, tardi, ma arrivo! Grazie per il tuo messaggio, sei carinissima. Noi dopo i bimbi stiamo facendo meno paleo di per sé e in generale naturale, nel senso che cerchiamo di comprare il meno possibile prodotti confezionati (normalmente solo pasta e riso e poco più) e cucinare da ingredienti freschi. Non sempre riusciamo, ma direi che all’88% mangiamo naturale, quindi non mi lamento. Come ti trovi con la paleo? Riesci a portarla avanti in Italia?

  3. Ferraresso Giuseppina - giugno 21, 2018

    Molto interessante , sono una nonna e da anni soffro di artrite reumatoide e fibromialgia . Sto cercando di eliminare un po’ alla volta i tanti antinfiammatori ……ma penso anzi sono convinta che la dieta giusta sia fondamentale in tante malattie. Vorrei saperne di più grazie

    • Giuseppina, grazie per il tuo commento e che onore avere una nonna tecnologica che mi lascia un commento! Sul blog troverai vari articoli sulla dieta paleo perché è una dieta che abbiamo seguito per molti anni, e poi abbiamo un po’ cambiato di nuovo quando sono arrivati i bimbi. Se vuoi informarti, ti lascio un link a un sito web sulla paleo dieta che mi è piaciuto: http://codicepaleo.com/me/paleo-dieta. Un abbraccio

  4. Seguo una dieta quasi a zero carboidrati da un anno e i benefici sono enormi a tutti i livelli. La consiglio a tutti. Peccato che in Italia esista questo “dogma” della dieta mediterranea, dovuto a mio parere soprattutto a interessi economici che vertono attorno, dieta mediterranea che, tra l’altro, viene confusa col mangiare pasta e pizza a go go ma credo che un po’ alla volta la verità prevarrà.

    • Ciao Carlo! Da questo articolo è passato parecchio tempo e due figli dopo ti posso solo dire che per me ora l’alimentazione ha un’etichetta sola: naturale. Cerco di mangiare il più naturale possibile, evitare cibi confezionati (quindi anche zuccheri e carboidrati artificiali), cucinare da ingredienti freschi, e possibilmente comprare in mercati locali. Poi sono tornata a mangiare pasta e farine occasionalmente, perché credo sia importante per i bambini che il loro organismo si abitui gradualmente a cibi a cui comunque verrano eventualmente esposti. Ma in ogni caso, questi tanti anni di ricerche e studi personali sull’alimentazione mi hanno fatto capire una cosa: al bando gli estremi, sempre e comunque. Un abbraccio 😊


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