La verità sul mio essere eco-friendly (e una lista di cose che puoi fare)

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Dato che qui a Singapore non posso protestare o scioperare perché è proibito, ecco il mio contributo allo sciopero climatico globale #wordlclimatestrile. Perché un deserto è fatto di minuscoli granelli di sabbia e la mia voce sarà sempre uno di quelli.


Devi sapere una cosa. Il nostro viaggio intorno al mondo non è amico dell’ambiente. Affatto.

Viaggiare in aereo è una delle attività che emette più anidride carbonica in assoluto e io, Alex e i bambini lo stiamo facendo ogni uno/due mesi.

Ma la verità è — e sarò schietta ed egoista e senza filtri né pentimenti — non lo cambierei. Perché questo viaggio intorno al mondo non sarebbe possibile senza volare e non perderei mai l’occasione di vedere il mondo intero. Il mondo intero! Ora che ne abbiamo ancora uno, di pianeta! (Sì, di solito scherzo su ciò che mi fa sentire a disagio)

Abbiamo pensato e ricercato tanto per poter viaggiare principalmente via terra (avevo questa romantica idea di essere la prima famiglia con bambini piccoli a viaggiare il mondo intero senza volare), ma presto ci siamo resi conto che viaggiare via terra non è compatibile con lavoro + due bambini piccoli.

Mi sono sentita a disagio a lungo per aver deciso di volare così tanto in un momento in cui è necessario un grande cambiamento per il clima. In un momento in cui il mio viaggio ecologico mi stava portando a cambiare la maggior parte delle mie abitudini di vita per essere più sostenibile, non meno.

Ma poi Alex mi ha fatto notare qualcosa, una cosa che faccio spesso: mi stavo concentrando sul negativo.

Scegliere di volare (o piuttosto non scegliere di non volare) non mi definisce: una decisione non definisce tutto di noi, di ciò che siamo.

Ci tengo ancora

Volo, certo, ma tengo ancora molto al futuro del nostro pianeta.

Sono la stessa persona che ha accettato la sfida di passare a pannolini riutilizzabili, coppette mestruali e pannolini riutilizzabili per il ciclo dopo anni di usa e getta — e tutto questo mentre avevo a che fare con due bebè.

Sono la stessa persona che di solito non compra una determinata verdura se è in plastica e rimprovera il marito per comprare snack confezionati.

Sono la stessa persona che discute con una signora asiatica stupita e confusa al supermercato di Singapore, perché vuole mettere i miei pistacchi in plastica, ma io “non uso plastica!”.

Sono la stessa persona che dimentica la sua bottiglia e non compra una bottiglia di plastica d’acqua anche se sto morendo di sete.

Sono la stessa persona che ha ridotto il consumo di carne quasi a zero, perché l’allevamento intensivo è una delle catene di approvvigionamento a più alta emissione di anidride carbonica.

Sono la stessa persona che non compra palloncini per i suoi figli perché è importante che capiscano la minaccia della plastica nel mondo di oggi.

Sono la stessa persona che ha minimizzato gli acquisti e le cose che possediamo per abbracciare uno stile di vita più sostenibile, molto prima di decidere di viaggiare per il mondo.

Tutto ciò non compensa il fatto che voliamo spesso, ma conta. Ogni piccola decisione presa con il nostro pianeta in mente e a cuore conta.

Sono consapevole

Io volo, ma sono consapevole che è dannoso.

Essere consapevoli è il primo passo in ogni cambiamento, in ogni lotta per il cambiamento: salute mentale, dipendenza da zucchero, miglioramento di sé, cambiamento climatico…

E la consapevolezza porta più consapevolezza. Sapere quanto è dannoso volare per il nostro pianeta mi ha resa ancora più consapevole della mia impronta di carbonio nella mia vita di tutti i giorni.

Ancora una volta, non compenserà il fatto che voliamo spesso (purtroppo le emissioni di anidride carbonica non funzionano così), ma di fronte a qualsiasi decisione quotidiana, mi farà scegliere in modo sostenibile il più delle volte. Mi incoraggerà a fare la mia parte per il pianeta in un modo ancora più grande. Mi incoraggerà a fare il meglio che posso per prendermi cura non solo del mio pianeta, ma anche degli animali e delle persone che lo vivono.

Quando siamo consapevoli, il cambiamento è possibile

La consapevolezza sta al cambiamento come che l’acqua sta alla pianta. Più consapevolezza si versa sul cambiamento, più cresce.

Quindi ecco una lista di cose eco-friendly da fare che puoi fare nella tua vita di tutti i giorni. Non è necessario fare tutto (pochi riescono a farlo), basta fare del proprio meglio, continuare a ricercare la consapevolezza e il cambiamento arriverà.

  • Impara che cos’è l’impronta di carbonio. Ne ho scritto qui.
  • Usa una bottiglia d’acqua non di plastica e riempila quando hai sete.
  • Porta al supermercato borse riutilizzabili e sacchetti della spesa.
  • Cerca di evitare i prodotti confezionati in plastica (anche più salutare per il tuo corpo)
  • Al supermercato, preferisci i prodotti che provengono da qualche parte vicino a te (o almeno non dall’altra parte del mondo)
  • Usa i pannolini lavabili.
  • Evita salviettine umidificate.
  • Ricicla: anche se la gente ti dice che tutto va nello stesso posto, riciclare promuove un cambiamento di atteggiamento.
  • Acquista i tuoi vestiti di seconda mano o da marchi sostenibili che si preoccupano della loro impronta di carbonio.
  • Sii un consumatore più consapevole: non comprare ciò che vuoi, compra ciò di cui hai (davvero) bisogno.
  • Boicotta le grandi catene quando possibile (di cibo, vestiti, qualsiasi cosa).
  • Smetti di volare o almeno smetti di prenderlo per scontato.
  • Cerca alternative al volo la prossima volta che vai in vacanza.
  • Considera i treni invece degli aerei anche solo una volta.
  • Quando voli, preferisci voli a lunga distanza e senza scalo, perché i decolli consumano più energia.
  • Riduci il consumo di carne rossa e acquista la tua carne localmente (lo stesso vale per la maggior parte dei prodotti che compriamo).
  • Parla onestamente ai tuoi figli della crisi climatica e di come le nostre decisioni influenzano il pianeta su cui viviamo; non avere palloncini alla tua festa di compleanno non è la fine del mondo (averli potrebbe esserlo 😉
  • Dona a campagne e associazioni dedicate alla lotta per il clima.
  • Sostieni quanto più possibile i giovani attivisti climatici (seguili e fai una donazione ai loro progetti, o semplicemente contattali e chiedi se c’è qualcosa di cui hanno bisogno).
  • Informati seguendo persone come Greta Thunberg, Rob Greenfield, Alexandria Ocasio-Cortez, Immy Lucas… inizia con queste, e pian piano troverai le voci che ti parlano al cuore.

Alcuni di questi potrebbero sembrarti minuscoli cambiamenti nel grande schema del cambiamento climatico. Ma i piccoli cambiamenti (e parlare dei nostri piccoli cambiamenti con gli altri) hanno un effetto domino.

Promuovono un cambiamento nella consapevolezza, che promuove un cambiamento nell’atteggiamento, che promuove un cambiamento nei nostri bisogni, che promuove un cambiamento nel comportamento, che promuove un cambiamento nelle nostre abitudini, che promuove un cambiamento nel modo in cui parliamo alla gente delle nostre abitudini, che promuove un cambiamento nel modo in cui la gente pensa alle proprie abitudini, che crea consapevolezza. E il ciclo si ripete.

Non sottovalutare mai il potere di un piccolo cambiamento e non sminuire mai qualsiasi sforzo che fai per il nostro pianeta.


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  1. Muy bien dicho carlota. Se puede ser consciente y no poder hacerlo todo correctamente al 100% por varias razones y no por ello ser hipocrita.no creo para nada que lo seas! Continua hablando con franqueza! Bonito viaje, te sigo a diario! Besos

  2. Cara Carlotta, grazie per il tuo articolo. Anch’io come te ho un bimbo piccolo e sono sensibile al tema del cambiamento climatico. Ho riscontrato con piacere di condividere già molte delle azioni che hai elencato e con cui sono d’accordissimo. Ce n’è solo una che non mi convince, più per la forma che per il contenuto, ed è “boicotta le grandi catene”. Le grandi catene hanno grandi responsabilità nei confronti di questi temi, anche perché sono sotto la lente dell’opinione pubblica. E alcune (non tutte, certo!) mettono in atto campagne a favore della sostenibilità, dei produttori locali… (penso a catene medio-grandi della distribuzione alimentare). Inoltre hanno la possibilità di fare azioni “di scala” (riciclo, riuso, donazioni a enti no profit…) proprio x le loro dimensioni. Direi quindi, se posso, non di boicottare ma di informarsi. La conoscenza è sempre il primo motore di un’azione consapevole. Un abbraccio e grazie ancora dello spunto di riflessione.

    • Ciao Rapha e grazie per il tuo commento. Sono d’accordo con te, bisogna fare una selezione delle grandi catene, ma purtroppo a volte è complicato trovare informazioni valide (e vere, perché il “green marketing” è fortissimo e scandaloso) sulla loro carbon footprint, sui metodi di produzione dei prodotti (rispettano un’economia circolare?) e anche su quanti chilometri fanno i prodotti per arrivare a noi (questo, purtroppo, a meno che non si compri sempre locale, non si può evitare a volte).

      Per questo, io preferisco affidarmi a marche che stimo e che so di per certo che davvero fanno un ottimo lavoro: Patagonia, Allbirds, Columbia, Grünbag, Nuud, Frugi… Oltre a non comprare quasi mai nulla di nuovo (anche per motivi di spazio in valigia) oggigiorno, dopo molte ricerche, sono scettica riguardo a quello che scelgo e preferisco sempre affidarmi a un marchio che apprezzo (aiuta anche a fare una selezione per gente come me che odia lo shopping ;-).

      Spero di essermi spiegata. E poi come dici tu, la conoscenza è sempre il motore. Grazie ancora per aver dedicato un po’ di tempo a scrivere questo commento. 🌸


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