Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Le mamme perfette sono imperfette

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Noi mamme che trasformiamo Starbucks in un parco giochi per goderci il nostro caffè…

Questa mattina, dopo due notti difficili (più del solito), una giornata di ieri molto lunga, fisicamente e mentalmente stancante, Oliver ha deciso di gridare come un disperato quando gli ho cambiato il pannolino sporco. Senza un motivo. Niente poteva calmarlo. Quando è così, normalmente reagisco in uno di questi due modi: mi spengo e lo cambio in silenzio tra le sue grida o continuo a rigurgitare parole sprecate.

Questa mattina, dopo due notti difficili (più del solito), una giornata di ieri molto lunga, fisicamente e mentalmente stancante, un cambio di pannolino interminabile, rumoroso e stressante, mio marito ha deciso di dirmi—e lo scrivo tutto in un’unica frase per amore del dramma—”Quando sei stanca, parli con Oliver in maniera frustata, non rispettosa. Dovresti essere più paziente, non dovresti prendertela con lui”.

Ora, come potete immaginare, non ero felice e gliel’ho fatto palesemente sapere. Tra l’altro, sono io, o gli uomini di solito scelgono i momenti peggiori per dire cosa gli passa per la mente? Livelli di sensibilità sotto lo zero.

Alex ha ragione su alcune cose, però. A volte perdo la pazienza. Quando non ne posso più, dico “Oliver, non c’è alcun motivo di piangere” in maniera frustrata (che credo sia ciò che mi fa sembrare irrispettosa). E perdo le staffe più facilmente quando sono stanca.

Sono un essere umano.

Certo, preferirei essere acqua in ogni momento—composta, calma e serena—ma non funziona così. Non per lamentarmi, ma stare sola con tuo figlio piccolo tutto il giorno non è esattamente una passeggiata al parco. A volte è difficile, tanto che devo fare un respiro profondo prima di prenderlo in braccio o parlargli. E lo faccio spesso: ho preso più respiri profondi in questi ultimi 10 mesi che in tutta la mia vita. Perché è l’unica maniera che conosco per ricompormi.

A mio marito concedo questo: lui non è qui per vedere che mamma calma e meravigliosa sono durante il giorno. Non è qui tutte le volte che Oliver urla perché non lo lascio giocare con la stampante e sta a me fargli capire che non è un motivo per cui piangere. Non è qui tutte le volte che Oliver piange se mi allontano per un solo minuto (ansia da separazione, arriviamo!). Non è qui tutte le volte che metto Oliver a dormire per il suo lungo sonnellino della mattina, mi siedo finalmente a computer per un paio d’ore di lavoro e lui si sveglia. Non è qui tutte le volte che Oliver si rifiuta di mangiare a pranzo e rimango pazientemente seduta con lui anche per un’ora. Non è qui tutte le volte che Oliver si sveglia proprio all’inizio di una lezione difficile e vado da lui con un sorriso, nonostante tutto.

Così quando Alex dice dovresti essere più paziente, quello a cui si riferisce davvero è un 5% del tempo che passo con Oliver. E capisco perché si senta autorizzato a dirlo: Oliver è anche suo figlio e durante il giorno sono io a crescerlo. Quindi sì, dovrei essere più paziente e se fossi una mamma perfetta, lo sarei.

Ma la verità è che la mamma perfetta non esiste.

Le mamme perfette come le ho viste io perdono la pazienza e poi si scusano. Dicono cose che non vogliono, e poi prendono il tempo di spiegare perché hanno detto ciò che hanno detto. Si sentono frustrate, ma riescono a ricomporsi in una frazione di secondo. Piangono in silenzio quando non ne possono più, ma continuano a giocare e sorridere tra le lacrime. Vanno a prendere i figli a scuola tutti i giorni, ma se vedono un’occasione per evitarselo, la colgono al volo. Sono comprensive e pazienti, ma non sfidarle: non avranno alcun problema a farti notare anche bruscamente che troppo è troppo. Fanno la spesa perché non manchi mai cibo in frigo, ma se non hanno voglia di cucinare scongelano un pezzo di pesce e “questo è quello che c’è, se non ti va sei libero di non mangiare”. Lasciano giocare i bimbi sul pavimento non proprio pulito di Starbucks per godersi un caffè e una chiacchiera.

Le mamme perfette sono, in realtà, imperfette.

Forte di questa verità, non avrei dovuto perdere le staffe con mio marito stamattina. Guardandomi intorno, se c’è una cosa che davvero non dovrei fare è lamentarmi di mio marito. Perché anche i mariti perfetti sono imperfetti.

Quali sono le mamme perfette per te? Raccontamelo nei commenti 


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Sono una trentenne, trilingue, mamma montessori e 88% paleo. Insegnante di lingue per lavoro, blogger e ballerina per passione.

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  1. Ciao carlotta!
    Curiosita’….
    Vedo dalla foto che li’ lasciate tranquillamente i vostri bimbi x terra nei luoghi pubblici… E’ cosi?
    Grazie!

    • Ciao e grazie per il tuo commento! In genere cerchiamo di andare sempre in posti dove ci lasciano lasciare i bimbi liberi di giocare per terra. Questa foto è stata fatta a Starbucks, dove andiamo ogni giovedì dopo la lezione di nuoto! Mettiamo tutte le sedie e i passeggini a delimitare l’area e i bimbi in mezzo a giocare per terra… super rilassante!

  2. Ohhhhhh..sottoscrivo alla grande!

  3. Cuánta razón tienes Carlotta, yo creo que ese 5 por ciento lo tenemos todas y es inevitable no explotar en determinados momentos, cuidar a un bebé durante todo el día todos los días es una tarea digna de alabar.

  4. Te admiro. Cuando mi bebe tuvo trece meses decidí que necesitaba un poco de tiempo para mi. Para ordenar la casa, lavarme el pelo tranquilamente, dormir… sufrí mucho al dejarlo en la guardería sin tener una razón o por lo menos la válida para todo el mundo que es trabajar fuera de casa. Al final fue la mejor decisión que tomé, descanse y me recupere un poco y decidí empezar a trabajar por pocas horas unos meses para sentirme más yo además de madre. El tiempo de desconectar era perfecto para echarnos de menos mi pequeño y yo y pasar el resto del tiempo juntos con más ganas.

    • Noelia, eso me parece exactamente lo que haría una de esas mamás "perfectas" de que hablo en mi post! Hasta ahora no he tenido esa necesidad, pero sí que me tomo mi tiempo, voy a mis clases de baile por la noche y dejo a Oliver con el papi: salgo y egoisticamente ni miro atrás aunque Oliver esté más llorón, dejo que mi marido se busque la vida. Y cuando me sienta lista, con o sin razón, haré exactamente lo que hiciste tú. Gracias por compartir! Qué tengas buen jueves!

  5. We share the same feelings, worries and tears, Carlotta, so it was nice reading your experience with Oliver in your blog. And even nicer, I admit, now that my first and only daughter is nearly 3 years old and I have much more time for myself than I have had in the last years.
    They grow so quickly though….it seems like Yesterday when I used to tell to myself "I can’t wait till she is one", then two…now I wish she were three forever! 🙂

    • Carlotta - marzo 20, 2016

      Stefania, thanks for your lovely comment. I know the feeling very well, I’m thrilled about all the beautiful adventures that are awaiting us, but part of me wants time to slow down (big time!). I guess that feeling never goes away 🙂

  6. Quanta verità carlotta in queste righe. Finché un esperienza non si vive in prima persona, da fuori non si può capire. E da fuori intendo anche i papà che ogni mattina all’ora precisa si vestono e vanno a lavorare e si prendono la loro boccata d’aria giornaliera di minimo otto ore. Lo so bene che non vanno a divertirsi ma comunque sono fuori e non hanno i pensieri e le attenzioni rivolte ai bambini che rimangono a casa. Una mamma è presente 24 ore su 24. Lo so che ho scelto di rimanere a casa dal lavoro tutti i sei mesi della facoltativa e rientrare al lavoro a termine di questi , per vari motivi , il primo perché il primo anno di vita il nanetto ha bisogno della mamma e.non di baby sitter o asili nido e perché sono momenti che poi non tornano più. Questo non vuol dire che non sia un lavoro difficile e stancante dove se riesci a ritagliarti venti minuti per te in due settimane è già tanto. O bastano anche solo i minuti per la.doccia che ovviamente non riesco mai a fare quando voglio io e vado avanti a salviette o a lavarmi a pezzi perché appena ti allontani un po’ e non ti ha davanti agli occhi o nel raggio di pochi metri ha quella sindrome di abbandono che hai scritto tu. È snervante a volte e anche io lo lascio piangere stando in silenzio con le orecchie ormai che non ne possono più … e sensi di colpa su sensi di colpa ….. a me di solito mi rimprovera il fatto che sto con il cell in mano anche mentre allatto come adesso al posto magari di accarezzarlo. ( so bene quando devo accarezzarlo non sono così incompetente ) . Il cellulare è il mio PC ormai … dove con whatsapp ci si scrive tra mamme e si tiene per alcuni secondi la testa concentrata altrove e dove leggo i vari blog come il tuo o i vari articoli tutti tutti ( tutti ) inerenti ai bimbi fatalità . È vero che se mi parla sono così concentrata che non me ne accorgo ma in realtà sto leggendo per il nano o per noi … leggo esperienze … mi faccio idee … leggo articoli interessanti o meno interessanti e Sì mi guardo anche Facebook. E se devo essere sincera non vedo dove sbaglio perché i miei minuti di aria durante la giornata vorrei prendermeli anche io e sono solo questi . Ciao ciao

    • Bellissimo quello che hai scritto, Cinzia, grazie per averlo condiviso! Scommetto che qualunque mamma, in un momento o nell’altro, si può ritrovare in ognuna delle righe che hai scritto. Insomma, ben venga la possibilità di poter condividere su blog, forum, whatsapp e sfogarci e trovare esperienze simili alle nostre per renderci conto che in fin dei conti, siamo tutte nella stessa barca e stiamo andando tutte alla grande! 💪🏻


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