Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Limiti e conseguenze in Montessori

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Ultimamente sono stata molto coinvolta nella filosofia Montessori, sto partecipando al RetoMontessori, frequentando webinar, corsi e ho in programma di formarmi come guida Montessori.

So che scrivo quasi sempre dell’aspetto pratico della filosofia Montessori, come impostare la cameretta, come creare le proprie giostrine per bambini ecc. Ma non voglio che pensi che Montessori sia solo questo.

La parte più importante nella filosofia Montessori è la trasformazione dell’adulto, perché l’educazione dei nostri figli inizia dai genitori.

Così oggi ti racconto qualcosa di bello che ho imparato in diversi corsi e iniziato a mettere in pratica a casa con Oliver qualche mese fa: esporre i limiti in modo positivo e cercare sempre di spiegare le conseguenze.

Cosa significa? Significa smettere di dire i classici NO, dimenticarsi delle minacce infondate e, invece, spiegare ai nostri figli quello che possono o non possono fare in modo positivo, parlando delle conseguenze. Ad esempio, invece di dire “non lasciare i tuoi giocattoli per terra” possiamo spiegare che “se lasciamo i giocattoli per terra, possiamo calpestarli e romperli” o che “quando li cerchiamo la prossima volta, magari non li troviamo”.

Naturalmente, una cosa è esporre i nostri limiti, un’altra è che i bambini siano d’accordo con tali limiti.

Oliver è ancora molto piccolo: i bambini cominciano a capire i limiti verso l’anno e mezzo di età e a volte decidono di rispettarli, a volte no. Non perché non vogliano o perché ci stiano mettendo alla prova (non sempre, almeno ;-), ma perché fino ai 4-5 anni non sono predisposti a obbedire, non sanno come farlo. I genitori devono rispettare questa tappa naturale dello sviluppo, possibilmente senza dire cose come “sei un bambino cattivo” (ho un post pronto per le “etichette” che spesso diamo ai nostri figli… vediamo se indovini se sono a favore o contro 😉

Ma anche se Oliver non è pronto a capire veramente i limiti, io ed Alex, i genitori, possiamo iniziare a praticare, perché non è così facile cambiare il nostro modo di essere e perché, come spesso Maria Montessori ricorda, i limiti sono più efficaci quando sono uguali per tutti, anche per l’adulto.

Così a casa abbiamo tre regole che abbiamo creato nel corso dei mesi e che cerchiamo di rispettare il più possibile, noi genitori per primi. Non è facile, ma con un po’ di pratica lo puoi applicare anche tu nella vita quotidiana:

  1. Se il bambino ha meno di tre anni, bisogna dare un limite unico e molto chiaro. Se il limite ha senso, è più probabile che il bambino lo accetti. Ad esempio: puoi fare quello che vuoi, senza fare male a nessuno. Questo è un limite molto semplice da capire e spiegato con parole chiare.
  2. Trasforma ogni frase in positivo. Cerchiamo di esporre tutte le frasi più comuni che diciamo durante il giorno in modo positivo. Ecco alcuni esempi:
    Non stare in piedi sul divano -> Stiamo in piedi solo sul pavimento
    Non toccare le ciotole di Colbie -> Solo Colbie può usare le ciotole di Colbie
    Non mettere le dita nel naso -> Se ti cola il naso, puoi prendere un fazzoletto e pulirlo
    Non toccare l’iPad -> L’iPad è di mamma e lo usiamo solo insieme
    Non buttare il cibo per terra -> Se non ne vuoi più, rimettilo nel piatto di mamma
  3. Cerchiamo di evitare il più possibile le minacce tradizionali che i genitori dicono e non compiono: “Se non metti in ordine, non vai alla festa di compleanno”. Queste, per me, sono il peggio che possiamo fare come genitori, perché non solo non siamo onesti con nostro figlio (davvero non lo porti alla festa di compleanno? E quel bel regalo che hai comprato?), ma lo stiamo trattando come qualcuno che non può capire le conseguenze. Queste minacce non hanno sostanza e il bambino impara a riconoscerle molto presto. Invece, cerchiamo di spiegare le conseguenze delle nostre azioni.
    Se non riordini, non vai alla festa -> Se non riordiniamo, arriviamo tardi alla festa e ci perdiamo parte del divertimento
    Se non spegni la TV, domani non andiamo al parco -> Se guardiamo troppa TV, non abbiamo tempo per altre attività come andare al parco, giocare, innaffiare le piante…

Come ho detto, ci vuole un po’ di pratica e sicuramente una buona dose di disciplina dei genitori. Ma mi sembra un modo così bello e positivo di crescere Oliver ed insegnargli limiti e conseguenze, che credo ne valga la pena. Perché non ci provi anche tu?


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Sono una trentenne, trilingue, mamma montessori e 88% paleo. Insegnante di lingue per lavoro, blogger e ballerina per passione.

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  1. Ciao Carlotta! Ottimo articolo come sempre. Si segnalo un paio di refusi al punto 2 della versione Italiana.

    P.S. Non so come fai a tenere un blog in 3 lingue ed essere mamma al tempo stesso 🙂

    • Ciao Gabriele! Grazie per l’aiuto e… Ti sei risposto da solo… Li faccio lasciando scritto degli strafalcioni a volte 😂

  2. Bello! Anche io stavo pensando di applicare questo metodo con il mio bimbo quando crescerà. Non sapevo facesse parte della filosofia montessori.
    Tu sei una mamma che purtroppo o per fortuna cresce il suo bambino praticamente da sola, ma una cosa che mi chiedo sovente è se una volta che il mio bambino starà la maggior parte del suo tempo con i nonni non si sentirà magari confuso da due metodi educazionali differenti!
    Si può pretendere che i nonni sposino le nostre filosofie educazionali? O forse al bambino fa anche bene rapportarsi in modo diverso con persone diverse?

    • Ciao Elena, grazie per il tuo commento! Non sei la sola che mi ha fatto questa domanda, anzi, come coinvolgere la familia nel nostro metodo educazionale è un tema molto importante nella filosofia Montessori. Tanto che sto proprio scrivendo un post al riguardo che credo possa aiutare un po’ a dare un punto di vista generale, ma purtroppo non esiste una formula magica, perché ogni famiglia è diversa e bisogna rispettarsi. Sono sicura che ti piacerà! Indipendentemente da questo, possiamo iniziare nel nostro nucleo familiare fin da subito, perché uno dei metodi migliori (ma non semplici né immediati) è far vedere a nonni e famigliari che i nostri metodi funzionano. Ne parleremo presto! Un abbraccio e buona settimana 🌸

  3. Stefania Tortoroglio - giugno 21, 2016

    Ciao Carlotta, non so se ti ricordi di me. Leggo spesso i tuoi post e mi piacciono un sacco. Mi manderesti qualche riferimento ai webinar cirati in questo post? Grazie

    • Ciao Stefania, ma certo che mi ricordo di te! Grazie per il tuo commento e per seguirmi sul blog! Al momento i webinar e corsi che ho seguito stanno terminando, l’ultimo è domani ed è anche stato il mio preferito: si chiama RetoMontessori ed è l’unico in spagnolo, gli altri sono in inglese. Non ne ho trovati in italiano ed è anche per questo che mi sto formando, per poter un giorno non lontano offrirli io stessa! 🙂

  4. Gracias, me ha servido tu información.

    • Carlotta - agosto 1, 2016

      Me alegro mucho de que te haya servido, el metodo Montessori es fenomenal para criar a nuestros peques y tendríamos que difundirlo. Si te gustan mis artículos, puedes registrarte a mi newsletter y los recibirás por correo una vez a la semana (el martes a las 9:00). Un saludo y espero leerte más en los comentarios 🌸

  5. Ciao Carlotta! Complimenti per il tuo blog…è davvero molto interessante! In questi giorni sto seguendo i post sull’educazione Montessori perché fra qualche mese (maggio) diventerò mamma anche io😀 e il metodo Montessori mi affascina molto. Vorrei comprare già libri su libri e vari oggetti Montessori ma c’è una vocina dentro di me che mi dice di non correre, perchè solo vivendo potrò veramente capire qual è il metodo più adatto da seguire…e poi so che i primi mesi è tutto una novità, un casino tremendo e mettere in pratica le cose che ti sei preventivato è difficile…tu per esempio hai iniziato a seguire l’educazione Montessori una volta che Oliver è nato? È un’esigenza che hai avuto successivamente o con da subito? Cosa mi consiglieresti? Ciao!

    • Ciao Cristina e… che notizia meravigliosa, complimenti! 😍 Io personalmente ho seguito il metodo Montessori fin da subito, iniziando dalla cameretta (a parte i primi tre mesi che Oliver ha dormito nella culla Bednest in camera nostra). Come te avevo iniziato a leggerne in gravidanza e più leggevo più sapevo che era il metodo che volevo seguire per crescere mio figlio. E così ho fatto.

      Anche se quando è nato non aveva ancora la cameretta finita (perché non ci serviva), io avevo preparato comunque un piccolo angolo in quella che sarebbe diventata la sua cameretta con solo un tappeto, uno specchio basso alla parete e il gancio al soffitto per le giostrine Montessori: infatti, per me era importantissimo che avesse i giusti stimoli fin da subito e anche che passasse del tempo per terra a pancia in su o in giù (anche molto consigliabile per rafforzare i muscoli del collo). Quindi come vedi all’inizio abbiamo fatto poco e tutto molto pratico; andando avanti, ovviamente, ci siamo immersi sempre di più nella filosofia e abbiamo iniziato a fare una vera e propria trasformazione anche interna oltre che esterna (di cui scriverò a breve).

      Ma visto che so che iniziare è la parte più difficile e che spesso abbiamo bisogno di qualcosa di materiale per fare il cambio, presto lancerò un mini corso gratuito su come iniziare a livello pratico il viaggio Montessori. Sono sicura che lo troverai molto utile e che ti servirà tantissimo! Nel frattempo, ti consiglio di continuare a leggerne il più possibile (anche la tua famiglia), perché alla fine Montessori è uno stile di vita e va assimilato. E se hai tempo, potresti anche rimboccarti le maniche e iniziare a preparare le giostrine Montessori fai da te, che è anche un bel modo di dedicare tempo alla tua piccola creatura.

      Un abbraccio e per qualsiasi dubbio, mi trovi qui 🌸

      • Ok grazie per il consiglio e sì, seguirò molto volentieri il tuo mini corso, tienimi aggiornata sulla data di inizio! Grazie!

      • Ok grazie per il consiglio…e sì, seguirò molto volentieri il tuo mini corso, tienimi aggiornata sulla data di inizio! Grazie!

  6. Mari José - maggio 12, 2017

    Buenas! he encontardo tu blog hace muy poquito tiempo y solo una veza la semana puedo (de verdad) ponreme a leer con atención todo.
    Decirte que ME ENCANTA!!!! mi hijo tiene solo 8 meses y yo soy muy directiva en mi profesión, es algo que me trabajo cada día en casa para no serlo con él. Estamos llevando a cabo el BLW y aquí no soy nada nada directiva, asíq ue estoy muy contenta, y cuando se pone a jugar no intervengo (más o menos), es algo que sigo trabajando día a día.
    Me encanta el enfoque de los límites y espero poder ponerlos en práctica.
    Muchas gracias por tu labor, nos ayudas a muchas que estamos comentando en esto


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