La Tela di Carlotta

L’importanza di non interrompere

giu 11, 2015

Tempo fa incappai in un documentario sulle scuole Montessori che mostrava una tipica giornata di lezione. Oltre al metodo — di cui sono indubbiamente un fan — che gioca sull’indipendenza di scelta, sul lavoro individuale, sull’importanza di iniziare e terminare un lavoro, una delle cose che più mi colpì fu la regola

Non interrompere mai il lavoro di un compagno

Secondo Maria Montessori, quando interrompiamo il lavoro di un bambino, trasmettiamo il messaggio che ciò che sta facendo non sia valido o per lo meno non tanto valido quanto la ragione per cui lo abbiamo interrotto.

Da allora, ho fatto caso a quante volte interrompo Oliver nel suo lavoro quotidiano. E con mia grande sorpresa, infinite.

A volte era concentrato a guardare la sua giostrina o il riflesso della luce sulla parete e io attiravo la sua attenzione facendo suonare la maraca o chiamandolo per nome. Altre volte era impegnato a scrutare ogni pixel del mio viso e io gli battevo le manine o gli facevo il solletico per farlo sorridere. Altre volte si guardava intensamente allo specchio e io mi muovevo da un lato all’altro dietro di lui perché mi seguisse con la vista.

Tutte quelle volte, Maria Montessori mi avrebbe detto che stavo interrompendo il suo lavoro.

E lo chiamo “lavoro” anche io perché ho fatto mia l’idea che i bambini, fin dal primo giorno di vita, non giocano, bensì lavorano — per sviluppare la capacità d’attenzione in primis e poi quella motoria, psichica, intellettuale. Lavorano costantemente. E l’adulto deve essere una guida, un aiuto, non un ostacolo. Quando un adulto interrompe, anche senza volere, il lavoro di un bambino, non ne rispetta l’importanza.

Oggi, prima di interrompere Oliver mi chiedo sempre “È necessario?”. Quando la risposta è no, lascio che continui a fare il suo lavoro, che può spesso sembrare nulla — magari è immobile a guardare il cielo nel passeggino — ma è sempre qualcosa. E credo che questa sia una delle ragioni per cui Oliver, a differenza di tanti altri suoi amichetti di tre mesi, sta bene da solo, rimane a lungo sul suo tappetino da gioco a guardare la sua giostrina o nella sua sedia a guardarmi lavorare.

E chissà, magari questa nuova regola nella mia vita quotidiana con Oliver poco a poco mi insegnerà anche a non lasciarmi distrarre dalle mille tentazioni — telefono, email, campanello, pensieri — che interrompono costantemente qualsiasi cosa stia facendo. Perché, come diceva Leo Babauta, fare una cosa alla volta è una delle 10 regole essenziali per godersi di più la vita.

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Commenti

Giulia • lug 14, 2016

Ciao Carlotta,
non è da molto che ti seguo, ma quello che ho letto lo trovo davvero interessante. Sto "studiando" per diventare una buona mamma montessori, e leggerti mi aiuta molto, in quanto trovo che la teoria serve ma è la pratica quella che conta davvero.
Riguardo quello che hai scritto mi trovi completamente d'accordo. Spesso vedo persone quasi schifate dal fatto che non passo, ogni secondo della mia vita, a sorvegliare ossessivamente la mia piccola Anna (3mesi il 12/07), sento la loro velata disapprovazione. Però poi vedo i loro bambini nervosi e sempre irritati, e la mia piccola serena e tranquilla anche quando non sono nel suo raggio visivo, e mi convinco che sto facendo la cosa giusta perchè è importante condividere momenti con lei (parliamo molto insieme), ma è altrettanto importante lasciarla libera di scoprire ed imparare.

🌸 Carlotta • lug 18, 2016

Ciao Giulia, grazie per il tuo commento! Conosco bene gli sguardi della gente vecchio stile, presto arriveranno quelli degli sconosciuti al parco se non stai a mezzo centimetro da tua figlia e la lasci esplorare per conto suo. Ma vedo che sei già più che esperta a ignorarli… continua così! Visto che ti leggo appassionata di Montessori, sappi che ho in cantiere un sacco (ma davvero tanti) post nuovi sulla filosofia, anche sugli aspetti meno pratici: domani si inizia con la trasformazione dell'adulto, tema difficile. Sono sicura che ti piacerà. E se non l'hai ancora fatto, iscriviti all mia newsletter così li ricevi direttamente in posta ogni martedì. Un caro saluto!

Barbara • giu 11, 2015

Siete bellissimi! Interessante questa teoria, spero di poterla applicare, un giorno :-)

Carlotta • giu 19, 2015

Grazie per il tuo commento, Barbara! Che bello ritrovarti qui! Oltre che con i bambini, credo che si possa applicare in tante cose che facciamo: una buona palestra quotidiana è quando parliamo con gli altri :-)

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Nel 2020 ho scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco. La collezione è un progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

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Aggiorno instagram quasi ogni giorno per stare “vicina” alla mia famiglia lontana.

Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
Carlotta
Carlotta dreaming of La Tela
Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!