La Tela di Carlotta
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Multilinguismo in Montessori: un altro strumento per educare alla pace

feb 18, 2019

A maggio, mentre preparavo la mia intervista per il Congreso Online Montessori 2018, riflettevo su come il multilinguismo possa essere anche uno strumento per educare i nostri figli alla pace. E ho capito questo: sapevo di voler regalare ai miei figli italiano e finlandese e la possibilità di comunicare con le nostre rispettive famiglie e culture, ma non è questo il motivo per cui volevo che i miei figli fossero multilingue.

La vera ragione (oltre a tutti i benefici scientificamente provati che il multilinguismo dà al cervello) è che so cosa significa parlare più lingue fluentemente, ma non essere completamente multilingue. So cosa vuol dire non aver imparato quelle lingue dalla nascita e ho faticato per anni (e fatico ancora) per raggiungere il livello a cui sono oggi, perché solo quando ho iniziato a parlare fluentemente l’inglese, ho potuto iniziare davvero a imparare la lingua.

Parlare una lingua non è solo conoscere le parole e riuscire a metterle insieme nel giusto ordine: una lingua è una finestra sulla cultura dietro la lingua, la geografia del suo paese, la storia della sua gente, le sue tradizioni, abitudini, anche il loro modo di pensare.

Un giorno la mia amica Marisa ha detto qualcosa che ha immediatamente fatto click nel mio cervello: sua figlia Bella (4 anni) non parla solo inglese e spagnolo, diventa inglese o spagnola a seconda della lingua che parla. È più tranquilla ed educata (secondo i suoi standard) in inglese ed è più rumorosa e caotica in spagnolo (viviamo nel sud della Spagna ;-).

Questa doppia, tripla, quadrupla “personalità” è il motivo per cui non smetterò mai di motivare i genitori ad esporre i loro figli a quante più lingue possibili dalla nascita e specialmente nei primi sei anni di vita, quando i bambini sono dei geni nell’apprendimento delle lingue. Perché quando impari una lingua dalla nascita, non impari solo un nuovo modo di comunicare, acquisisci una nuova lingua madre e una nuova cultura.

L’obiettivo principale di Maria Montessori era educare una generazione di persone che credessero (e vivessero) nella pace. Se la pensiamo in questi termini, il multilinguismo può essere visto come un altro strumento per educare le generazioni future, i nostri figli, verso la pace.

Perché per me è chiarissimo.

Le lingue possono essere pareti o ponti tra le culture ed esponendo i nostri bambini a più di una lingua fin dalla nascita, li stiamo esponendo automaticamente alle culture dietro quelle lingue e insegnando loro a costruire ponti: è come se stessimo ricalibrando il loro cervello ad essere più tollerante, più comprensivo, più rispettoso del “diverso”; stiamo dando loro gli strumenti per sviluppare il loro pieno potenziale di esseri sociali e diventare cittadini del mondo — gli adulti del domani.

Ti invito anche ad ascoltare l'episodio 18 del mio podcast che tratta proprio di multilinguismo.

Dimmi che cosa ne pensi

Ti è piaciuto? Sei d’accordo? Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

Commenti

Marta • feb 23, 2019

Certo che sí. In linguistica si conosce come “relativismo linguistico” e/o ipotesi de Sapir-Whorf.
Io lo sperimento tutti i giorni sui miei figli e su me stessa.
Un abbraccio.

🌸 Carlotta • mar 18, 2019

Grazie per aver condiviso la tua esperienza, Marta!

Marta • feb 23, 2019

Certo che sí! In linguistica si conosce come “relativismo linguistico” e/o ipotesi di Sapir-Whorf.
Anch’io lo sperimento sui miei figli e su me stessa!
Un abbraccio 😘

Marcy • feb 23, 2019

Ciao Carlotta, anch io credo che sia uno strumento importantissimo il fatto di parlare piu lingue, Vivo in Corsica da 8 anni, mio marito parla solo francese, abbiamo un bimbo di quasi tre anni, io gli parlo in italiano, lui capisce tutti e due, si vede, ma ancora non dice una parola. Intorno a me mi dicono che sarebbe meglio parlargli solo in francese, che lo sbloccherebbe, che gli renderebbe la vita piu facile quando entrera all asilo a settembre. Penso che non sia cosi, anche se in fondo in fondo un velo di inquietudine ce l ho,,,,forse i bambini non sono tutti uguali, , ,forse il mio e solo timido,,,,,spero di non essere uscita troppo dal tema,,,un abbraccio

🌸 Carlotta • mar 18, 2019

Cara Marcy, il velo di inquietudine non passa mai! Anche io quando vedevo che Oliver parlava SOLO inglese tutto il tempo, nonostante io parlassi con lui solo italiano, ero preoccupata, ma mi sono fidata di lui e del suo immenso potenziale e qualche mese fa (a oltre 3 anni e mezzo), da un giorno all’altro, ha iniziato a rispondermi in italiano! Ogni bimbo ha i suoi tempi, fidati del tuo piccolo! Un abbraccio PS. Hai letto gli altri articoli sul multilinguismo che ho scritto? Tra poco ne pubblicherò uno sui progressi di Oliver!

Carola • feb 22, 2019

La lingua con cui sono cresciuta è l’italiano, ma il mio fidanzato è svedese e mia madre è francese e che sarà molto presente nella vita di nostro figlio. Ho pensato alla possibilità di parlare con nostro figlio in francese, visto che lo parlo, ma non so se mi sentirei a mio agio. Cosa mi consigli?

🌸 Carlotta • feb 22, 2019

Non ho dubbi: io fossi in te, parlerei italiano e chiederei a tua madre di parlare solo francese. In questo modo tuo figlio crescerebbe con tre lingue materne, che bellissimo regalo! E in più se decidi di parlare italiano che è una lingua con cui ti senti più a tuo agio, sarà un beneficio anche quando arriverà il momento di conversazioni più profonde. Buona fortuna e grazie per il tuo commento!

Marta • feb 21, 2019

Grazie mille Carlotta per avermi ricordato alcuni concetti importanti. Quando studiavo lingue all’università ricordo che una professoressa insisteva su questo punto: parlare una lingua straniera è come indossare una maschera buffa, se ci rendiamo un pochino ridicoli cadono le paure e le barriere :)
Marta

🌸 Carlotta • feb 22, 2019

Che bellissimo commento, grazie Marta! E le parole della tua professoressa mi sa che dovrò prenderle in prestito in qualche post futuro, mi sono piaciute tantissimo!

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Corsi online

Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

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Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
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Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.

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Nel 2020 ho scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco. La collezione è un progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

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Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
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