La Tela di Carlotta
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NO alla TV in asili e scuole

feb 20, 2020

L’altro giorno ho letto un testo scritto da Marta Prada de Pequefelicidad sul suo account Instagram.

Le sue parole hanno toccato corde profonde, perché mi hanno riportato alla mente un’esperienza che ho vissuto in prima persona quando cercavo un asilo per Oliver a Marbella (tre anni fa): quasi tutti gli asili che avevo trovato, anche quelli che mi piacevano di più, usavano la televisione come babysitter—in momenti morti, aspettando i genitori in ritardo, prima di pranzo, per chi non voleva fare il pisolino (!).Quando dicevo a direttori ed educatori che non era giusto, le loro risposte erano ridicole.Ti lascio una lista delle loro scuse e le mie risposte:“Non mettiamo i video, è solo per le canzoni” -> NO! Per questo ci sono gli mp3 o la tua voce“È solo per rilassarsi” -> NO! Per rilassarci guardiamo un libro, ci sdraiamo con gli occhi chiusi, ci sediamo in silenzio tenendoci per mano. La TV agita il cervello, non lo rilassa.“È solo per consentire alla maestra di mettere il cibo in tavola” -> NO! Assumi una persona che metta il cibo in tavola, non è il lavoro dei maestri.“È perché alcuni bambini non mangiano senza TV” -> NO! Se hanno fame, mangiano. Altrimenti, lascia che scelgano, metti un po’ di frutta a loro disposizione quando hanno fame.“Già, ti capisco, anche io non lascio che i miei figli guardino la TV a casa” -> NO, NO e NO! Allora perché lo fai nella tua SCUOLA? Con i MIEI figli?Cari direttori ed educatori di scuole e asili, noi genitori ci sacrifichiamo e facciamo un sforzo quotidiano per trovare altre forme di intrattenimento che non siano TV e schermi: a volte ci piacerebbe mettere i nostri figli un intero pomeriggio davanti a un film e lavorare o anche solo rilassarci.E sì, sarò onesta, a volte lo facciamo anche noi, li sediamo davanti alla TV. Ma non ci rimane altra opzione, non ne possiamo più, siamo stremati, abbiamo bisogno di un momento di silenzio, abbiamo raggiunto il limite: l’alternativa sarebbe un pomeriggio di urla e conseguenti pianti e tutto rimarrebbe nei nostri cuori e nei cuori dei nostri figli.Ora ditemi, qual è la VOSTRA ragione?Avete TUTTE le opzioni: insegnanti e caregiver qualificati, tantissime attività, giocattoli e risorse, ambienti professionali e preparati… mettere i nostri figli davanti alla TV è davvero il meglio che sa fare il vostro staff?E forse è anche colpa nostra, dei genitori, per non condannarlo e costringervi a cambiare, ma mi volete davvero dire che usare la TV come babysitter è il meglio che siete capaci di fare nella vostra scuola?Non ci credo.E se è così, be’, grazie, ma cambio scuola, perché ho imparato a lottare per quello che voglio cambiare nel mondo.


Testo di Marta Prada (vedi anche il suo blog e il suo Instagram, in spagnolo)

NO ALLA TV A SCUOLA ⛔

Dozzine di studi dimostrano che quanto più alta è l’esposizione agli schermi, maggiore è il danno allo sviluppo del bambino su diversi livelli.

Durante i primi 6 anni di vita l’essere umano ha una mente assorbente. Ciò significa che tutto ciò che VIVE si integra nella tua personalità per il resto della sua vita. La struttura di base del nostro cervello e della nostra personalità si forma in questi primi anni.

Davanti allo schermo, il bambino riceve ad ogni minuto una realtà dinamica che impatta con centinaia di piani, angoli, movimenti, disegni, molti casi di realtà che non esistono, colori, suoni… È come mettere il cervello nel programma di centrifuga della lavatrice.

Per questo quando spegni la TV molti bambini mostrano ancora gli effetti della centrifuga e sono più nervosi, agitati, con mancanza di concentrazione, anche più aggressivi… Non tutti i bambini mostrano gli stessi effetti dannosi, ma è dannoso per tutti allo stesso modo.

Per questa ragione, gli schermi NON sono una buona risorsa a scuola.

Giorni di pioggia? Sposta i banchi con i bambini, che servirà loro anche a canalizzare l’energia in modo intelligente, e poi gioca a giochi divertenti. Vai in palestra.

¿Canzoni? Canta con i bambini, dai loro strumenti a percussione. Racconta una storia con marionette…

Momento delle giacche? Mostra loro come aspettare, usa un cerchio, metti l’appendiabiti in un altro posto…

Il bambino non si diverte davanti allo schermo, entra in uno stato di autoassorbimento.

I bambini non hanno bisogno di schermi per mangiare, hanno bisogno di assaggiare il cibo, masticare, sentire la sazietà; hanno bisogno di limiti, hanno bisogno di grazia e cortesia, hanno bisogno di qualcuno che li conquisti…

I bambini hanno bisogno di emozionarsi per imparare e questo glielo dà l’esperienza. Hanno bisogno di vivere, è così che imparano a parlare, a camminare, a mangiare… facendo pratica.

Più possibilità di esperienza, di manipolazione, di movimento, più ascoltare i bambini, più ispirare… Fuori gli schermi.

Video pedagogici? Possono essere una risorsa molto puntuale dall’età di 6 anni, come supporto, per mostrare ad esempio un vero vulcano in eruzione o qualcosa del mondo reale a cui vogliamo avvicinare i bambini.

⛔ NO TV a scuola ⛔

Commenti

Arianna • feb 21, 2020

Ciao Carlotta, condivido in pieno ciò che dici. Io devo correre a prendere mio figlia a scuola proprio perché li intrattengono davanti alla tv! E all'inizio ho dovuto protestare perché facevano vedere loro contenuti non appropriati all'età... Ma purtroppo non esistono scuole alternative. Come fare. Un abbraccio. Ari.

🌸 Carlotta • mar 26, 2020

Eh lo so, è difficile! Purtroppo credo che lamentarti, creare una petizione e farla firmare dai genitori o correre a prenderla così non la mettono davanti alla TV è quello che puoi fare, non molto di più. :-( Che tristezza che degli educatori non lo capiscano da soli. Ti abbraccio

Elisa • mar 3, 2020

Ciao, sono completamente d’accordo su quanto scrivi...
Io abito in un paese dimenticato da dio e dove non c’è scelta di scuole ...
É quando fai presente che non sei d’accordo sul passare il tempo davanti allo schermo non ho solo la maestra contro ma anche le altre mamme!!
Per fortuna a casa evitiamo ... preferivo giocare o lavorare insieme 😀

🌸 Carlotta • mar 26, 2020

Che tristezza… ma a volte se non c'è rimedio, meglio accettare e aggiustare il tiro a casa, proprio come stai facendo tu! Un abbraccio :-)

Julia • mar 10, 2020

Verissimo!!!!!!!!!!!! Oddio, non comprendo perché alcuni non lo capiscono... alcuni genitori e alcune insegnanti/maestre/caregiver...

Noi viaggiamo moltissimo e spesso nei ristoranti vedo i bimbi mangiare con un iPhone. Certo che stanno calmi, sono incantati (in senso negativo!), paralizzati... ma sono "bravi", non giocano con le posate, non ridono, non parlano ad alta voce... non cade nulla dal tavolo... ma vogliamo i bambini così?

Ti capita di essere guardata male dagli altri genitori? (Cioè da quelli che hanno calmato i loro figli con un iPhone, iPad o laptop e ora esigono che tutti i bambini siano come invisibili nel ristorante*).

* qui ovviamente ci possono essere situazioni diverse: i bimbi possono essere tranquilli (si fanno notare/sentire ma sono "bravi") oppure con poca fortuna (succede anche così!) possono essere insopportabili!!! Io in questo secondo caso che ci è capitato alcune volte, prendo take-out o room service ed esco!!! Cioè voglio dire - mi rendo conto che non sia giusto verso gli altri ospiti del ristorante e così in una giornata particolarmente difficile preferisco uscire, non rovinare il pasto a tutti MA non uso l'iPhone come ... premio/strumento per calmare/ruota di salvataggio/ dimmi tu! Erano situazioni rarissime ma con 4 bambini sotto 4 anni ci è capitato di lasciare un ristorante in modo "di evacuazione" per evitare sguardi malvagi😂 (e lo trovo giusto!)

🌸 Carlotta • mar 26, 2020

Vabbè, ma tu lo sai che sei il mio mito! Perfino io a volte in questo viaggio (ok, magari due in dieci mesi) li ho messi davanti all'iphone al ristorante, perché volevo una cena di pace con mio marito dopo una giornata faticosa… e non lo fai tu che ne hai quattro! Sei unica!

🌸 Maria Giovanna Ferrario • ago 24, 2020

Eh sí, per me é stato uno shock vedere che in momenti "morti" in classe nella materna pubblica delle mie figlie (ma anche nel nido privato eh!) si mettono i bambini davanti al pc a vedere video. Soprattutto come alternativa alla siesta, come dici tu, mi pare assurdo. Noi la tele la usiamo raramente come metodo per farle stare buone mentre noi facciamo altro, di solito vediamo la tele insieme, spieghiamo loro quel che vedono, hanno sempre un sacco di domande. Fino ai 3 anni vedevamo praticamente solo video di canzoni, poi siamo passati gradualmente ad altri programmi. Mai usato tablet/smartphone fuori di casa e soprattutto mai durante i pasti. Per fortuna le bimbe mostrano un grande interesse per il cibo, da quando abbiamo cominciato lo svezzamento, quindi finché mangiano, il loro intrattenimento é proprio il cibo. Adorano andare al ristorante a mangiare seppia e cozze al vapore, o la pizza, e l'immancabile gelato. Poi si fa a turno ad alzarsi per controllare che non dusturbino/ si facciano male, ma le lasciamo libere di esplorare, che alla fine é quello che piú le affascina. Ovviamente, nonostante le nostre buone intenzioni, spesso sforiamo con i limiti che noi stessi vorremmo imporci (non piú di un'ora al giorno e non tutti giorni), ma ci si prova lo stesso. Soprattutto vedo il pericolo di abituarle a che le attese si debbano riempire con qualcosa, cancellare il concetto di attesa mi sembra istintivamente sbagliato. Se perfino io che ci sono arrivata tardi, adesso se devo aspettare sento la necessitá di attaccarmi allo smartphone, che ne sará di loro che sono nate quando lo smartphone giá esisteva? Smetteremo tutti di guardarci attorno e osservare gli altri perché siamo troppo concentrati sul nostro minischermo?

🌸 Carlotta • set 7, 2020

Esatto, bella riflessione, grazie per averla condivisa! 🌸

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La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
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