La Tela di Carlotta
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Orango tanghi nel centro di riabilitazione Bukit Merah Island

feb 14, 2020

Noi evitiamo gli zoo, ma appoggiamo sempre i centri di riabilitazione per le specie in via d’estinzione.

La differenza? Uno zoo (compra e) tiene gli animali in gabbia per il resto della loro vita; a volte donano alle fondazioni, ma l'obiettivo dello zoo è sempre quello di fare soldi, è un business (privato). Un centro di riabilitazione riabilita gli animali orfani, confiscati o feriti con l'obiettivo di rimetterli in libertà e tentare di ripopolare una specie in via d’estinzione.

Sebbene gli animali siano comunque in aree recintate, questi centri possono fare la differenza tra una specie che si estingue o una che sopravvive.

Oggi abbiamo visitato Bukit Merah Orang Utan Island per osservare gli orango tanghi e imparare il processo di riabilitazione.

Bukit Merah Orang Utan Island

Ci vuole circa un'ora da Penang per arrivare qui e noi abbiamo preso un Grab. Pensavamo di chiamare un taxi per tornare indietro, ma il nostro autista si è offerto di aspettarci e riportarci indietro (vale sempre la pena chiedere!).

La Fondazione Bukit Merah Orang Utan Island è ... su un'isola. Qui, riabilitano gli oranghi per poi riportarli nel Borneo, a vivere in libertà.

Al momento della nostra visita, ci sono circa 16 oranghi: il più giovane è il 2-enne Manu e il più vecchio, il re, è BJ, 35 anni. 8 oranghi sono stati recentemente trasferiti di nuovo nel Borneo.

Hanno un solo cucciolo (o due gemelli) per parto e gli intervalli tra i cuccioli possono arrivare fino a 10 anni (il che significa che la loro popolazione impiega molto tempo per riprendersi da un declino).

Quando gli oranghi sono pronti (8-10 anni) li portano sulla vicina isola che vediamo in lontananza dal centro. Qui vivranno per circa due anni senza alcun contatto umano: devono dimostrare di poter sopravvivere da soli prima di dirigersi verso il Borneo.

Nel centro di riabilitazione si affidano principalmente agli umani per la loro sopravvivenza. Hanno imparato ad allungare le braccia verso il cielo quando vogliono del cibo, quindi il passaggio attraverso l'isola priva di esseri umani è molto importante per la loro sopravvivenza nella natura selvaggia.

Il centro è relativamente piccolo, e mi aspettavo che gli oranghi avessero più spazio: anzi, mi aspettavo che avessero l'intera isola visto che i visitatori attraversano un "tunnel a mo' gabbia" per vederli (sul loro sito si legge proprio che noi umani siamo in gabbia, e loro no!). Quindi siamo rimasti delusi nel vedere che sono comunque in grandi recinti.

Ma ci tengo a ricordare che questo non è uno zoo: gli oranghi sono liberi di interagire SE vogliono, e i recinti sono grandi a sufficienza da poter nascondersi se vogliono pace e intimità. Gli oranghi si vedono sicuro, ma probabilmente non tutti e non sempre da vicino: ad esempio, noi abbiamo visto solo i peli del re, perché non voleva scendere dall'albero più alto.

Anche se siamo rimasti un po' delusi dai recinti, la visita non ci ha lasciato l'amaro in bocca e crediamo che qui svolgano un lavoro davvero importante: ci sono circa 50.000-65.000 oranghi rimasti allo stato brado (in tutto il mondo!), e da 2.000 a 3.000 vengono uccisi ogni anno a causa di caccia, commercio di animali domestici, perdita di habitat a causa della deforestazione e delle piantagioni di olio di palma.

Centri come questi hanno bisogno del nostro supporto.

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