La Tela di Carlotta

Parole spagnole che confondono persino i nativi

ott 31, 2014

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Per il mio Venerdì dal Mondo (che ho deciso può essere qualsiasi cosa da traduzioni di post che mi piacciono, a vite altrui, a viaggi…), oggi vi propongo un'altro post sulle lingue (il primo, se non l'avete letto, leggetelo perché è troppo divertente: il capitalismo Stato per Stato).

Questo arriva direttamente dalla terra che mi ospita, la Spagna, e mi ha fatta sorridere perché so che sono tutte parole che non solo gli stranieri confondono, ma che gli stessi nativi (!) molto spesso non sanno scrivere correttamente e mischiano.

E cercavo di pensare ad alcune che confondiamo noi italiani, ma mi sa che il mio italiano colloquiale è ormai troppo arrugginito. Mi aiutate?

Per chi non parla lo spagnolo, ve lo traduco qui sotto. Per chi mastica lo spagnolo, magari potete imparare qualche frase nuova :-)


Hay, ahí, ay e ahi

Hay = C'è/ci sono

Gli spagnoli sono stati più pratici di noi e Hay si usa indistintamente per singolare e plurale. Quindi posso dire Hay un perro (c'è un cane) o Hay dos perros (ci sono due cani).

Ahí = Lì/là

Che si dice anche allí (con il nostro suono gl), esprime un luogo.
¿Dóndè està Juan? ¡Està ahí! (Dov'è Juan? È lì!)

Ay = Oh!

È un'esclamazione. Si usa nei contesti più strani. ¡Ay, no lo sabía! (Oh, non lo sapevo), ¡Ay, que rico! (Oh, che buono!), ¡Ay que susto! (Oh, che spavento!)

Ahy

Non esiste, ma un sacco di gente lo scrive confondendolo con una delle tre precedenti.


Valla, vaya, baya

Valla = recinto

È il recinto dei cavalli o la staccionata davanti a casa.
Quiero poner una valla alrededor de la piscina (Voglio mettere una staccionata intorno alla piscina).

Vaya = (che lei) vada

È il congiuntivo del verbo ir (andare).
Ma si usa anche in espressioni divertenti come Vaya coche! (che macchina!) o Vaya casa! (che casa). Ultimamente con le mie nuove tette, sento spesso Vaya tetas! ;-) (Per davvero!)

Baya = bacca

Non è una baia, insenatura del mare, bensì un frutto, la bacca.


Haber, a ver, haver

Haber = Avere

È il verbo avere che si usa con il passato (non l'avere di "possedere"). Lo más importante es haber participado (la cosa più importante è avere partecipato)

A ver = Vediamo

A ver quién gana (Vediamo chi vince), A ver si puedo comprarme un coche (Vediamo se riesco a comprarmi un coche), A ver como bailas (Vediamo come balli).

Haver

Questo non esiste, è solo una confusione con le altre due espressioni.


Haya, halla, allá

Haya = abbia/ci sia/ci siano

Congiuntivo del verbo esserci e del verbo avere (in tempi verbali passati). Espero que haya un baño (spero ci sia un bagno), Espero que haya dormido bien (spero che lei abbia dormito bene).

Halla = trovare / trovarsi

È una forma un po' arcaica e in disuso del verbo trovare. Ella siempre halla dinero en la calle (lei trova sempre soldi per strada), Marbella halla en el sur de España (Marbella si trova nel sud della Spagna)

Allá = là

Simile a a, indica un luogo. Si trova anche in más allá, un'espressione molto usata che significa "oltre". Más allá de los límites (Oltre i limiti)


Iba, Iva, hiba

Iba = andavo/andava

È l'imperfetto del verbo "andare". Iba demasiado rápido (andava troppo veloce).

Iva = Iva

Non credo abbia bisogno di presentazioni. :-)

Hiba

Non esiste, quindi non la usate!


Continuo a pensare se ci sono parole italiane che perfino i nativi italiani confondono e non mi viene in mente nulla. Idee?

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Corsi online

Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

Educare a lungo termine

Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
1
La genitorialità è più semplice quando si ha una guida da seguire. Con questo corso inizierai la tua personale trasformazione interiore per diventare un genitore che educa con rispetto (per se stesso e per i figli), imparerai a usare empatia, comprensione e pazienza nelle crisi e troverai alternative ai metodi classici dell’educazione tradizionale, come minacce, castighi e punizioni. I bambini sono il futuro del nostro pianeta e il cambiamento può solo iniziare in casa.

Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
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Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.
Arriva a breve!

Il blog

Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
Bambini in cucina: semplice ricetta disegnata
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Il nostro compleanno Montessori
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Vita sostenibile
Vivere in modo sostenibile per me non significa solo avere uno stile di vita più ecologico. Significa prendere decisioni sostenibili per il nostro pianeta, le persone che lo abitano, ma anche per la nostra vita, il nostro stile di vita e la nostra felicità. Significa cogliere ogni occasione quotidiana per evolvere come esseri umani, per essere più felici, più sani, più gentili, più responsabili e più premurosi — l'unico modo sostenibile per un futuro significativo.
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Nel 2020 ho scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco. La collezione è un progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

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Aggiorno instagram quasi ogni giorno per stare “vicina” alla mia famiglia lontana.

Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
Carlotta
Carlotta dreaming of La Tela
Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!