Lifestyle blog di Carlotta Cerri
ItalianoEnglishEspañol

Perché “perché” si scrive con l’accento acuto?

26 commenti
Aiutami a crescere
ItalianoEnglishEspañol

Prima di tutto mi scuso per quante volte leggerete la parola perché in questo blog.

La domanda sembrerà banale a molti, ma questo post nasce dallo sdegno nel rendermi conto di quante persone ancora scrivono perchè, con l’accento grave. Non riesco a leggerlo. Perfino il correttore, indignato, cerca di convincermi a scriverlo giusto: perché.

Forse solo un abitante di Castagnole delle Lanze (AT), parente delle famose rane dalla bocca larga che pronunciano tutte le vocali aperte, non storcerebbe il naso al suono di un “perché” aperto.

Una volta per tutte. Perché si scrive con l’accento acuto. PerchÉ. La E che si trova nel colore vérde (quello emiliano, non quello piemontese! 😉

Un po’ di grammatica

Ma facciamo un passo indietro al perché perché richieda l’accento. In italiano, mentre l’uso dell’accento è facoltativo su parole piane (con l’accento sulla penultima sillaba: ma-tí-ta), sdrucciole (con l’accento sulla terzultima: te-lè-fo-no) e bisdrucciole (rare in italiano, con l’accento sulla quartultima: scrì-vi-me-lo), è invece obbligatorio sulle parole tronche (con l’accento sull’ultima sillaba: caf-fè, per-ché, cit-tà).

Ma mentre le vocali a, o, u rappresentano ciascuna un solo suono vocalico – e, al finale di una parola tronca, si accentano sempre con l’accento grave –, le lettere E e O sono ambigue: la loro pronuncia cambia a seconda che si portino in testa un accento acuto o uno grave.

L’accento grave rende la vocale aperta, quello acuto la rende chiusa. Ecco come si capisce, al di là del contesto, la differenza tra pèsca (il frutto, pronunciato con è aperta – che richiede un abbassamento del tono di voce) e pésca (lo sport, pronunciato con é chiusa – che richiede un innalzamento del tono di voce).

Questo si deve alla dizione, ovvero l’insieme di regole che determinano il modo in cui le parole devono essere pronunciate.

La regola

Perché richiede l’accento acuto perché, per regola, tutti i composti tronchi di che richiedono l’accento acuto. Perché, affinché, poiché, benché, cosicché, nonché, purché. Tutti acuti e tutti chiusi. Così accade anche al monosillabo ché, quando significa affinché o perché.

Guardando questi esempi, si potrebbe quasi pensare che tutte le congiunzioni coordinative richiedano l’accento acuto. Ma poi troviamo cioè – con accento grave – e la nostra nuova teoria cade miseramente. Anche questo ha una spiegazione immediata.

È, voce del verbo essere, richiede sempre l’accento grave, ed è per questo che cioè (suo derivato), benché sempre di congiunzione si tratti, si scrive con accento grave e richiede una pronuncia aperta.

Ricapitoliamo:

Perché “perché” si scrive con l’accento acuto?

Perché, secondo le regole della dizione, i composti tronchi di “che” richiedono l’accento acuto.


Aiutami a crescere

Starter kit block

Vuoi portare Montessori a casa tua?

Io l'ho fatto e posso aiutarti! Questo è il corso pratico che avrei voluto trovare io stessa due anni fa, quando ho dato i primi passi nella filosofia Montessori. Il corso è tutto online, 100% flessibile e ti dà accesso ad una sezione FAQ privata e personalizzata in cui risponderò personalmente a qualsiasi domanda!

E in più costa come un libro!

Voglio sapere di più →


La donna dietro le parole

Sono una trentenne, trilingue, mamma montessori e 88% paleo. Insegnante di lingue per lavoro, blogger e ballerina per passione.

Leggi di più su di me →

Ti è piaciuto? Sei d'accordo? No? Dimmelo in un commento.

Se preferisci, puoi anche mandarmi un tweet o scrivermi in privato.

  1. Da buona piemontese, nonostante scriva “perché” correttamente, tendo ad allargare tutte le “e.” Quando mi ricordo cerco di chiuderle, ma tendo così a chiuderle tutte! Sono un disastro con la dizione! Il fatto è che chiudo qualsiasi vocale 😀

  2. 😀 Eh, non dirlo a me che, da buona piemontese come te, ci ho messo tre anni di corsi di dizione per togliermi l’accento. E ancora scivolo su alcune bucce di banana. 🙁 In più, sto pure prendendo la cadenza spagnola, che mischiata a qualche “e” pronunciata incorrettamente, non è proprio piacevole da ascoltare. Ormai devo concentrarmi di più a parlare italiano che le altre lingue 😉

  3. Hjalmar Schacht - febbraio 6, 2010

    Io sono extra-comunitario,sto facendo un corso della patente ECDL; tanti compagni Italiani sbagliano con gli accenti acuti e gravi. Sono molto attento a non rovinare anche io la vostra lingua.

  4. quasiscrive - febbraio 19, 2010

    bel post, chiaro e scorrevole.
    Ma nelle auguste edizioni Adelphi ed Einaudi hai l’accento acuto in sì e in più, che qui sono costretto a scrivere come fosse grave, anche se per motivi di genesi del fonema e non per dizione. Né, però, è vero che la “o” non è ambigua, perché esiste sia aperta che chiusa (“o” come congiunzione, “oh” come interiezione).

  5. Vorrei segnalarvi il mio sito … sugli accenti!potrebbe forse sembrare spam ma non lo è, perché il sito riguarda proprio l’argomento di questa discussione, e penso che sarà utile a molti:

    http://www.gliaccentigiusti.it

  6. Grazie Ugo,
    ottima iniziativa! Lo terrò d’occhio!

  7. Riccardo Vincenzo - novembre 2, 2010

    si’ vabbe’ ma addirittura sdegno…ripijate! =D

  8. invisibile - luglio 24, 2011

    Grande Rick…perché la tizia qui non ci pubblica una bella pagina di lettura in audio? Sono proprio curioso di sentirla all’atto pratico… 😛

  9. Monty Renov - agosto 11, 2011

    Mi è piaciuta molto la tua spiegazione per quanto riguarda “perché si dice perché”. Sono anche d’accordo, però, con chi ha suggerito l’idea di fornire “una bella pagina di lettura in audio” che ci consentirebbe la possibilità di “fare orecchie” e differenziare chiaramente tra come si suona un “vocale chiuso” rispetto ad un “vocale aperto”. In inglese, si dice “a picture is worth a thousand words”. Direi che lo stesso vale per una “foto audiofonica”, fatta di suoni di una lingua parlata. Finché non si lo sente con le proprie orecchie, non si è mai del tutto sicuro rispetto a come si dovrebbe pronunciarlo. Grazie per l’opportunità di commentare.

  10. penso la difussione nel uso della è viene della combinazione fra la pigrizia degli internauti e la posizione delle “e accentuate” sullo stesso tasto della tastiera italiana. In questa tastiera, per scegliere la é (acuta) bisogna premere simultaneamente il tasto delle maiuscole.

  11. ho la prof di madrelingua che vuole sapere se perche e con l’accento acuto o grave

  12. voglio sapere realmente se perchè e cn l’accento grave o acuto

  13. ciao sono una ragazza di 14 anni e ho una professoressa che è madre lingua di francese e non riesce a capire la lingua italiana e vuole sapere se perche e con l’accento acuto o grave.se mi risponderai in questo momento di diro mille grazie tante volte

  14. Ottimo articolo, grazie,più che sufficiente a chiarirmi molti dubbi e non credo che nessuna ulteriore spiegazione o altro elemento audio avrebbe potuto rendere il tuo articolo migliore di così.
    (Gli internauti sono proprio pigri e fanno fatica a mettere accenti, apostrofi, ecc. anche nei commenti in pagine come queste! O.o)

  15. Fiqo, grazie bella!

  16. ciao, sono d’accordo che bisognerebbe accentare le parole con l’accentino giusto, ma volevo far notare che spesso non si fa tanto caso al tipo di accento quanto al fatto che ci sia e questo mi sembra doveroso, inoltre se ti capita di scrivere a macchina o al pc viene più automatico pigiare la “è” bassa senza pigiare in contemporanea l’Alt (il tastino), tuttavia è bello sapere che esistono persone pionieri della corretta ortografia e grammatica italiana, grazie grazie, pippo8

  17. ciao, sono d’accordo che bisognerebbe accentare le parole con l’accentino giusto, ma volevo far notare che spesso non si fa tanto caso al tipo di accento quanto al fatto che ci sia e questo mi sembra doveroso, inoltre se ti capita di scrivere a macchina o al pc viene più automatico pigiare la “è” bassa senza l’Alt tuttavia è bello sapere che esistono persone pionieri della corretta ortografia e grammatica italiana, grazie grazie, pippo8

  18. capozzo angelo - giugno 3, 2012

    trovo molto chiaro ilo tuo modo di spiegare sono un’itaiano emigrato in canada (montreal) alla fine del cinquantuno avevo diociotto anni adesso sono un settanatanovenne saro franco con te ho la quinta elementare in’italiano e la undicesima in ‘inglese sei bravissuimo rispondami grazie

  19. Tastiera senza gli accenti? Holdkey è un’ottima soluzione. « Dove Traduco le Cose - febbraio 9, 2013

    […] interessare: Perché “perché” si scrive con l’accento acuto? | Carlotta Cerri https://www.lateladicarlotta.com/perche-si-srive-con-accento-acuto/ Un bell’articolo, che sono sicuro tornerà utile. febbraio 9th, 2013 | Category: COMPUTER, […]

  20. quindi fammi capire: …io quindi , per 53 anni, ho sempre sbagliato accento? Come mai a scuola,e fino all’esame di maturità , nessuno mi ha mai fatto notare sto “abominevole errore”?…..Qua tutti usiamo l’accento grave in quanto , a scuola , ci hanno insegnato così, e fine della storia: non capisco perchè farsi ste s**** mentali.

  21. Ebbene sì, zaz.
    Per ben 53 anni hai sbagliato accento. E ti assicuro che non tutti usano l’accento grave su “perché”. Apri qualsiasi giornale, rivista o quotidiano e te ne renderai conto.

    E credimi, nella maggior parte delle scuole insegnano la differenza. Anche in quelle della tua generazione, da cui è uscita mia madre.

    Se poi tu non vuoi farti problemi (o s*** mentali, come meno carinamente hai scritto tu) e preferisci usare il tuo accento grave, nessuno ti giudica. A me, personalmente, che lavoro con la scrittura e le lingue, piace usare gli accenti giusti.

    Buona giornata. 🙂

    Carlotta

  22. Spiegazione ottima. Approfitto:1.Piétro (come si usa), o Piètro (come NON si usa)?
    2. Piètro non dovrebbe relazionarsi a piètra/it., o a πέτρα/gr.?

    grazie infinite
    gfm

  23. Anthony Di Sebastiano - marzo 26, 2013

    Ottima esposizione, solo la troverei ancora più precisa con l’aggiunta della nomenclatura alternativa (insomma di quella classica):parola Bisdrucciola (PROPROPAROSSITONA)
    ” ” Sdrucciola (PROPAROSSITONA)
    ” ” Piana (PAROSSITONA)
    ” ” Tronca (OSSITONA)

    Ciò che mi fa più rabbia è che la quasi totalità dice sempre perchè (esattamente come bisogna fare con cioè) e non perché.

  24. Ti ho trovato quando controllavo l’accento. Il riferimento alle rane mi ha riportato all’infanzia. Io vivo a Cambridge e scrivo in inglese ma faccio ancora traduzioni… Sinceramente dopo 19 anni qui gli accenti mi sono scappati. Il dizionario Ragazzini concorda con te.

  25. Luigi Bardelli - luglio 6, 2013

    Ho fatto una ricerca con Google libri e mi sembra di aver trovato una cosa interessante. Sembrerebbe che fino agli inizi del Novecento nessuno scrivesse “perché” con l’accento acuto: si trova sempre e solo “perchè” con l’accento grave. Basta consultare le edizioni originali, a caso: Manzoni, I promessi sposi (1842); Verga, Cavalleria rusticana (1900), I Malavoglia (1907); Pirandello, Maschere nude (1921); e altri autori meno noti.
    Tutti, dico tutti, prima del ‘900 (e anche dopo) usano solo l’accento grave su tutte le vocali, anche dove noi useremmo l’acuto. Quindi: nè, sè, affinchè ecc.

    Credo che per primo Gabriele d’Annunzio abbia distinto gli accenti acuto e grave sulla “e”. Tramite Europeana ho potuto leggere “La Leda senza cigno” (1916) dove compaiono nell’ordine: “sé”, “né”, “ché”, “pésca” (quella dei pesci)… e poi “cosicché” e “perché”, distinte da “chiù”, “più”, “tòcco”, “è”…

    Tramite Google libri non sono in grado di dire quando “perché” si sia generalizzato. Pirandello è ancora legato all’uso antico, e anche edizioni di classici fino agli anni Venti.

  26. Ottima annotazione. Mi sono spesso trovato anch’io a condividere il tuo sdegno, e dire che il correttore ortografico di Word lo mette automaticamente.


Vai di fretta?

Iscriviti alla mia newsletter settimanale e riceverai gli ultimi post direttamente in mail. Una mail ogni mercoledì. No spam 🙂


Articoli famosi…

Questi articoli hanno avuto un sacco di successo. Magari piacciono anche a te.


Ultimi articoli…

Appena pubblicati e pronti per essere letti tutti d'un fiato.