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Perché siamo Montessori (e cosa significa per noi)

Devo dire qualcosa che mi tengo dentro da un po’.

A volte mi sembra che ci siano un sacco di confusione e fraintendimenti riguardo a Montessori. Qualcuno pensa che sia una moda, anche piuttosto presuntuosa. Qualcuno pensa che sia mettere un materasso per terra. Qualcuno pensa che sia comprare solo giochi di legno e materiali specifici. Qualcuno pensa che sia un metodo educativo costoso: tra questi, c’è chi pensa che i bimbi siano troppo strutturati e organizzati, e chi che i bimbi facciano quello che vogliono.

Montessori è un po’ tutto questo e niente allo stesso tempo. È una filosofia e come ogni filosofia ha i suoi principi e i suoi valori (che io stessa ho solo appena iniziato a conoscere).

Quello che molti dimenticano—o non sanno—è che Montessori è prima di tutto una persona, come me e te. Una persona che, non troppo tempo fa, credeva di poter rendere il mondo un posto migliore iniziando dai nostri bambini, rispettandoli, guidandoli, dando loro un senso di responsabilità verso il mondo che abitiamo. E soprattutto—visto che Maria Montessori ha vissuto attraverso tre guerre—educandoli alla pace.

Come si traduce tutto questo nel crescere i nostri figli Montessori?

Magari in nessun modo. Magari usiamo Montessori come un’etichetta per descrivere velocemente la maniera in cui vogliamo crescere i nostri figli. Allo stesso modo in cui usiamo Paleo per dire velocemente che preferiamo mangiare cibi naturali.

Sì, diciamo Montessori, ma in realtà vogliamo dire che trattiamo sempre i nostri figli come persone indipendenti e li lasciamo essere liberi pensatori fin da piccoli. Li lasciamo mangiare con un cucchiaio, ma poco a poco gli insegniamo a pulire quando sporcano.

Diciamo Montessori, ma in realtà vogliamo dire che diamo ai nostri figli gli strumenti per sviluppare l’immaginazione. E lo facciamo dando loro pochi giochi e possibilmente quelli che li rendono creativi e non quelli che sono stati resi creativi per loro.

Diciamo Montessori, ma in realtà vogliamo dire che confidiamo nella capacità dei nostri figli di imparare dalle esperienze e gli diamo quante più opportunità possibili, anche in situazioni scomode. Come disse una volta Maria Montessori, “Se non dai un bicchiere di vetro a tuo figlio è perché dai più valore al bicchiere che al processo di apprendimento”.

Diciamo Montessori, ma in realtà vogliamo dire che insegniamo il rispetto, a condividere, l’importanza del non mentire. E lo facciamo essendo noi stessi rispettosi, generosi e onesti, perché sappiamo che il nostro esempio è lo strumento d’insegnamento più potente che abbiamo.

E sì, Montessori ha le sue scuole, i suoi materiali e i suoi metodi, che sono meravigliosi—geniali nella loro semplicità e infinitamente migliori di tutto ciò che offre (o meglio, non offre) il sistema scolastico corrente. Ma Montessori è molto di più di questo.

Montessori è sedersi con tuo figlio in silenzio e mostrargli come usare un gioco, con pazienza; prima o poi imparerà la concentrazione. Montessori è dire “grazie” e “prego” per lui; prima o poi imparerà le buone maniere. Montessori è chiedere il suo permesso prima di prenderlo in braccio o togliergli qualcosa dalle mani; prima o poi imparerà il rispetto per l’altro. Montessori è fare uno sforzo tutti i giorni per mantenere la casa pulita e in ordine; prima o poi imparerà il rispetto per gli spazi comuni. Montessori è raccogliere un pezzo di carta da terra e buttarlo nel cestino; prima o poi imparerà a rispettare il medio ambiente. Montessori è insegnarli a fare le faccende domestiche con te e fidarsi di lui quando le fa; prima o poi imparerà l’importanza di aiutare e cooperare. Montessori è dirgli “siamo quasi a casa” quando davvero siamo quasi a casa; prima o poi imparerà l’importanza dell’onestà.

A me e a te tutto questo può sembrare senso comune, ma a mio parere per molti genitori non lo è. Spesso le persone hanno bisogno di un’etichetta, di un metodo, di un modello a cui aspirare e che li ispiri, che non è sempre facile da trovare. Maria Montessori è un modello eccezionale e la sua filosofia dovrebbe essere alla base di ogni scuola e casa.

Ecco perché mi piace condividere la filosofia Montessori. Non perché mi piace essere quella strana (anche se non mi importa). Non perché mi piace andare contro corrente (anche se ci sono abituata). Non perché mi piace essere la speciale del gruppo (anche se è vero ;-) Ma perché adoro i suoi principi, i suoi valori, i suoi insegnamenti, i suoi metodi e penso che molti genitori potrebbero trarne beneficio come ne stiamo traendo beneficio noi con Oliver.

E che Montessori sia solo un’etichetta o molto di più, alla fine non importa. Chi può non volere educare i propri figli alla pace? Perché questa è la vera essenza dell’eredità di Maria Montessori.

Ecco perché noi siamo Montessori. E tu?