La Tela di Carlotta
Episodio 35

Allattamento: la mia visione, i miei errori, la mia esperienza

In questo episodio di Educare con Calma vi racconto la mia esperienza con l’allattamento, con lo smettere di allattare e anche come la mia visione sull’allattamento sia cambiata (anche grazie a un errore di cui mi sono vergognata a lungo).

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Commenti

Silvia • apr 20, 2021

Ciao Carlotta, ascolto sempre i tuoi podcast e mi piacciono tantissimo, ma questo l’ho volutamente ignorato fino ad oggi. Per me l’argomento allattamento è ancora difficile da affrontare: ho allattato mio figlio in modo esclusivo solo per un mese, per me era una tortura, non stavo bene e di conseguenza usciva poco latte. Leggevo ovunque che l’alimento migliore per mio figlio era il mio latte e decidere di dargli l’artificiale mi faceva sentire una pessima madre e ciò aumentava la mia frustrazione e faceva diminuire ancora di più il latte. Oggi ho trovato il “coraggio” di ascoltare il tuo podcast e posso solo dirti grazie! Grazie di cuore per avermi aiutata a riflettere e per avermi aiutata a perdonarmi perché la persona che mi giudicava maggiormente ero proprio io!
Silvia

🌸 Carlotta • apr 20, 2021

Sono felice. Non ho altre parole. Ho provato a metterci tutto l'amore e l'empatia di cui sono capace e sono felice che si senta, per me era molto importante! Grazie per il tuo commento 🌸

LaCri • apr 6, 2021

Cara Carlotta, ti ringrazio per questo episodio del podcast perché ti dico la verità: quando ho letto il tuo post sull'allattamento, forse letto anche in un momento un po' delicato della mia storia di allattamento ma comunque, sono rimasta un po' delusa. Non per la tua opinione ma perché dopo tutto quello che avevo letto di tuo, dopo tutto quello che ho ascoltato di tuo mi sono fatta una certa idea della persona che potresti essere e quel post così accusatorio mi ha fatto un attimo vacillare.

Devi sapere che non ho avuto grossi problemi nell'avvio dell'allattamento di mio figlio, a parte qualche irritazione al capezzolo, qualche ingorgo, forse la cosa più difficile è stata capire quanta richiesta avesse il mio piccolo. I primi due mesi mi è parso di averli passati attaccata a quel divano e a quell'esserino che sembrava non saziarsi mai, motivo per il quale a quasi tre mesi la pediatra mi ha dato la famosa "giunta". Devo dire che, nonostante quell'allattamento continuo mi risultasse tanto totalizzante e di conseguenza difficile, l'introduzione del latte artificiale io non l'abbia presa molto bene. Mi ricordo ancora i pianti perché pensavo di essere una mamma incompleta, di non essere più in grado di fare qualcosa di speciale per lui. Inoltre le persone accanto a me non mi hanno sostenuto molto, dicendomi che con il latte artificiale avrei potuto rallentare l'allattamento al seno e questo non ha di certo aiutato il mio benessere al tempo. Fatto sta che ho fatto di testa mia e non ho smesso di allattare, non ho neanche rallentato, ho continuato imperterrita a dargli il seno, prima del biberon, dopo, sempre. Ed ecco che col passare dei mesi quella bottiglietta ha avuto sempre meno attrattiva alle labbra di mio figlio ed ora che sono passati quasi sette mesi, abbiamo iniziato da un po' lo svezzamento e l'allattamento ha continuato come sempre (soprattutto di notte...), i biberon sono lì a riposare sullo scaffale. Li teniamo, per sicurezza, per quando andiamo fuori per tante ore e magari mi è impossibile o scomodo o non ho voglia di dargli il seno. Ma ho vinto io, alla faccia di tutti.

Con questo non voglio dire che sono contro l'allattamento artificiale o che ci sia qualcosa di male nell'aggiunta di latte artificiale ma che, come hai detto anche tu nel podcast, ogni mamma deve fare e dare quello che la fa star meglio, quello che le sembra la scelta migliore per quella diade unica ed irrepetibile creata da QUELLA mamma e QUEL/LA bambino/a.

🌸 Carlotta • apr 12, 2021

Grazie mille per aver dedicato il tuo tempo a scrivere la tua esperienza. Credo fortemente che la condivisone vera e onesta possa aiutare tante altre mamme. Grazie di cuore!

Federica • mar 18, 2021

Ciao Carlotta,
vorrei raccontare la mia esperienza (ancora in corso, mia figlia ha quasi sei mesi) con l’allattamento perché nel mio caso il dito inquisitore è stato mosso contro l’allattamento e non a fovore.

La diade composta da me e mia figlio è disastrata per due ragioni.

La prima è che per non so quale misterioso motivo il mio seno tende a infiammarsi praticamente ogni due giorni. Combatto da mesi con dotti ostruiti, ingorghi e mastiti (anche io, come te, curate solo con massaggi profondi sotto la doccia, impacchi freddi per sfiammare e spremitura manuale) e quindi per me il dolore al seno è una costante della mia vita dalla nascita di mia figlia.

La seconda è che a causa di un calo di peso sofferto dalla mia bimba ho dovuto dare delle aggiunte e per salvaguardare l’allattamento, le ho date tramite il sistema DAS. Pensavo fosse solo una situazione temporanea ma non avevo fatto i conti con una cosa importantissima: il temperamento di mia figlia. Sensibilissima al minimo cambiamento, se ha protestato vivamente per accettare il DAS dopo pochissimo tempo ne è diventata dipendente, rassicurata da quel bel flusso abbondante e aggiuntivo di latte. Adesso non si attacca al seno se non con il sondino, a meno che non cerchi il seno per altro che non sia la fame.

Chiunque attorno a me ha iniziato a farmi addosso, dicendomi che ero folle a continuare una situazione del genere, che con il latte artificiale non è morto mai nessuno (verissimo, per carità), che con il biberon potevo delegare la cura di mia figlia a chiunque. Insomma, concludevano dicendomi che ero una fanatica estremista dell’allattamento.

Nessuno è venuto a chiedere le mie ragioni, avrebbero così saputo che allattare è la cosa che più desideravo nel momento in cui ho scoperto di essere mamma. Hanno solo continuato a guardarmi e giudicarmi, quando invece avrei avuto bisogno di qualcuno che mi desse sostegno a metabolizzare il fatto che il mio allattamento non stesse andando così come avevo desiderato, ma che ero la mamma migliore per mia figlia perché ero la sua mamma.

Tutti pronti a giudicarmi folle ed estremista, quando invece avevo bisogno solo di un abbraccio e di un incoraggiamento. Perché in fondo l’unica a poter decidere cosa fare sono io.

Sto sbagliando?

🌸 Carlotta • mar 21, 2021

"Fanatica estremista dell'allattamento", quante volte l'ho letto o ogni volta mi rattrista rendermi conto di quanto poco le persone siano responsabili del peso che hanno le proprie parole. Grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi!

Ps. No, tu non stai proprio sbagliando. Sei l'unica che può decidere perché il corpo è tuo e l'unica persona a cui devi dare spiegazioni è tua figlia perché la decisione la tocca in prima persona. 🌸

Barbara • mar 13, 2021

Grazie Carlotta! Quello che mi porto dalle tue parole è ascoltarsi, capire i capanelli d'allarme e farci i conti, distruggere i sensi di colpa, calpestarli sotto i piedi perchè servono a niente! Sono quasi 4 anni di allattamento per me di cui 10 mesi in tandem, con la prima ho smesso in modo meschino, mentendole, all'estremo della salute mentale, non avendo gli strumenti o non volendo affrontare la situazione per quella che era, in maniera rispettosa per entrambe, anche la mia Rebecca oggi quasi 4 anni non dorme se non tocca la tetta, io accolgo e me la stringo forte e penso che non le mentirò mai più nella mia vita. Adesso inizio a sentire quei segnali di cui tu parli con la mia seconda bambina quasi duenne, fastidio fisico, ho i capezzoli doloranti, e vorrei tanto riavere il mio corpo, dormire in posizioni più comode e non sempre di lato, vorrei non interrompere ogni pasto perchè lei vuole la tetta anche se è sazia, ecco che lo faccio per responsabilità, per mettere il suo bene prima del mio, ma non è un piacere come prima e lo dico con tanto dispiacere. Il pensiero di smettere c'è devo trovare il coraggio e la consapevolezza di farlo. ❤

🌸 Carlotta • mar 15, 2021

Grazie a te per queste tue parole, per averci raccontato la vostra esperienza, e spero davvero che le mie parole ti possano aiutare un pochino nel tuo processo 🌸

Sara • mar 12, 2021

Grazie Carlotta. Sei una medicina per me.

Sto vivendo un brutto momento. Anche io, come è stato per te, sono stremata dalla mancanza di sonno. Il mio piccino ha quasi 6 mesi, non dorme mai e quando si sveglia vuole SOLO il mio seno. Sono stanchissima e confusa.
Tutti, pediatra compresa, dicono che devo smettere di allattarlo (per lo meno di notte) per “fargli capire che di notte si dorme e non si mangia”.
Non so cosa fare, in bilico tra un desiderio carnale di voler dormire almeno tre ore di fila (e quindi smettere di allattare almeno qualcuno potrà sostituirmi di notte) e la vocina interna che mi dice “devi allattarlo perché sei la sua mamma”.

Tiro avanti ancora un po’, spero che lo svezzamento porti novità è un po’ di pace.

🌸 Carlotta • mar 13, 2021

Ti capisco, è davvero una decisione difficile. Io, sarò sincera, durante i mesi più duri di privazione del sonno, non ho pensato di smettere di allattare, anzi, quella mi era sembrata la soluzione più facile: tenerla nel mio letto e attaccarla appena si svegliava affinché tutti ci riaddormentassimo subito. Certo, non dormivo comunque, ma almeno non dovevo alzarmi dal letto o sentirla piangere se andava Alex (che mi svegliava comunque). Sembra un tunnel infinito (anche se non lo è), ti capisco. Incrocio le dita che lo svezzamento aiuti (ma per piacere, non avere aspettative, perché nella mia esperienza peggiorano). 💕

Elisa • mar 12, 2021

La cosa piú bella per me che lascia questo tuo podcast è il pensiero che coerenza non significhi rigidità e quanto mi aiuti a migliorare come persona allenare quasi quotidianamente la mia flessibilitá come genitore. Non solo per quanto riguarda l’allattamento. Credo sia importante che coerenza e istinto trovino entrambi spazio nella relazione con un figlio.
Grazie.
Elisa, innamorata dell’allattamento al seno, mamma di Lena, 9 anni e di Ida, 2 mesi, soprannominata Titti per ovvi motivi!🥰

🌸 Carlotta • mar 13, 2021

Grazie, speravo che arrivasse quel pensiero. Coerenza non è rigidità. L’hai riassunto benissimo. 💕

Rosalba • mar 11, 2021

Un argomento stupendo per tante donne, ma spinoso per altre, che tu come sempre hai saputo trattare con delicatezza, rispetto e sensibilità.
Per me è al tempo stesso meraviglioso ed una spina nel fianco, perchè ho avuto con i miei figli due esperienza diametralmente opposte. Gabriele non sono riuscita ad allattarlo, ed onestamente ancora dopo sei anni non sono riuscita a spazzare via la mia tristezza, perchè lo volevo con tutta me stessa ed è stata una profonda delusione. La causa è stato un mix esplosivo di problemi grossi di avviamento (lui non si attaccava, non riusciva neanche ad iniziare la poppata...subito dopo il parto è stato lontano da me 12 ore e gli hanno dato il biberon, sono certa sia stato quello il motivo), ma avevo iniziato a cercare di risolvere con una consulente, anche se non era semplice perchè io ero sempre attaccata al tiralatte e gli davo aggiunta mia con un sondino (non doveva assolutamente vedere biberon dato che il mancato attacco era dovuto a quello). Poi si è aggiunto un mio improvviso problema di salute, ho dovuto prendere farmaci e tanti medici interpellati dicevano che erano incompatibili con l'allattamento, la consulente invece diceva che potevo continuare (allora io non sapevo, come so invece oggi, che purtroppo moltissimi medici non sono informati e danno per scontato che nessun farmaco si possa assumere). In definitiva, mi sentivo confusa, non sapevo a chi credere, ero stanca e avvilita perchè niente era andato come immaginavo e sognavo, sapevo che ad inizio allattamento si poteva incorrere in problemi come mastiti, ingorghi, ragadi, attacco errato da correggere, ma nessuno mi aveva detto che poteva accadere che mio figlio non riuscisse affatto ad attaccarsi. Inoltre nei tre giorni di degenza in ospedale ero anche stata derisa dal personale, che anzichè aiutarmi mi liquidava con frasi come "non è possibile che non si attacchi" oppure "vabbè ma ancora è solo colostro, non hai latte". Insomma, un incubo. Per un pò ho perseverato, un paio di settimane in cui mi tiravo il latte e lo buttavo piangendo, perchè speravo che una volta terminata la cura avrei potuto riprovare. Poi ho capito che era una lotta contro i mulini a vento, che la cura sarebbe durata mesi, e ho detto addio a ogni speranza.
Ancora oggi mi vengono le lacrime se ci ripenso, perchè ho ancora sottopelle quelle sensazioni di impotenza e delusione, anche se so che non ha senso...razionalmente, con le scarse conoscenze che avevo allora, ho davvero fatto tutto quello che era possibile.
Con Federica è stata tutta un'altra storia, e non perchè con lei non sono sorti problemi, ma solo perchè io ero diversa. Ero molto più informata, molto più determinata e soprattutto sicura di me, come spesso accade col secondo figlio. Intanto lei ho fatto in modo che non me la portassero via la prima notte, è stata subito con me e subito attaccata. Con lei ho avuto inizialmente ragadi, e con la consulente abbiamo corretto l'attacco. Ho avuto diverse mastiti, e una di queste, quando la bambina aveva 3 mesi, è sfociata in un dolorosissimo ascesso mammario, hanno dovuto incidere (senza anestesia, perchè l'infezione era tanto grave che non avrebbe fatto effetto) e svuotare letteralmente il seno dall'infezione, più doloroso del parto in se. Ma non ho mai pensato di mollare un solo istante, le ho dato qualche aggiunta di artificiale nelle due settimane successive all'intervento perchè dal seno operato non riuscivo ad allattare ancora (ma tiravo intanto il latte per mantenere la produzione), e poi abbiamo ripreso per...non smettere più!
Adesso lo sai, lei fra pochi mesi compie 4 anni, e siamo ancora dentro questo percorso meraviglioso, non so quando lei lascerà il suo "lattuccio" (il seno per lei si chiama così), ma sarà semplicemente quando deciderà che non ne ha più di bisogno.
La mia esperienza è di felicità con un retrogusto amaro, non nascondo appunto la mia incapacità fino ad oggi di non sentirmi in colpa con Gabriele.
Ma spero che un giorno, magari quando lui sarà grande e gli spiegherò come sono andate le cose, riuscirò a passare oltre.
Sulla questione giudizi invece, ho fatto un percorso simile al tuo, perchè all'inizio io che desideravo allattare con tutta me stessa e non avevo potuto farlo, non riuscivo a tollerare mentalmente che altre potessero e non volessero. Adesso sono molto più tollerante, le sensazioni personali e il vissuto di ciascuno sono così diversi.
Però è anche vero, secondo me, che tante mamme che scelgono di non allattare, farebbero probabilmente una scelta diversa, se fossero adeguatamente informate e supportate, cosa che ancora oggi in Italia, e soprattutto al sud ahinoi, scarseggia fortemente.
Io nel mio piccolo cerco di incoraggiare e supportare le amiche, ma se sento disagio o chiusura, non vado oltre, ciascuno ha il diritto di essere madre a modo proprio.

🌸 Carlotta • mar 13, 2021

Rosalba, grazie mille per aver condiviso con noi entrambe le tue esperienze! 😍

Valentina • mar 10, 2021

Grazie Carlotta per questo racconto bellissimo...io sono nella fase in cui vorrei smettere di allattare almeno di notte e riappropiarmi del mio coropo proprio come dicevi tu....il problema è che la mia bimba di 18 mesi è molto testarda e quando ho provato a non darle il seno piange tutte le sue lacrime e io non sopporto vederla piangere, così dopo un pò cedo...non so come fare a smettere di allattarla senza che lei si disperi...sono un pò demoralizzata e non so come agire...

🌸 Carlotta • mar 13, 2021

Io ti consiglierei di iniziare dal farle sentire durante il giorno che il seno è tuo e che lei deve rispettare il tuo corpo. A 18 mesi può iniziare a capirlo. Parlale come parleresti a un adulto, spiegale quello che provi (in un momento in cui non vuole il seno) e poi piano piano inizia a ridurre (“ok, ma solo per 5 minuti, mettiamo un timer”: questo inizia a farle capire che sei tu che decidi per il tuo corpo). E poi continua con frasi che portino un piccolo cambiamento ogni volta: “ok, ma prima devo andare a fare pipì”, “adesso non posso, tra 10 minuti sì. Mettiamo un timer?”; “ora non ne ho voglia, vieni leggiamo un libro e poi il seno”. Poco a poco. 😊 È un processo, e secondo me farle capire che il seno è tuo è il primo passo. 💕🤞

Erika • mar 10, 2021

Aspettavo questo tuo pdcast, ero davvero curiosa di ascoltare la tua esperienza riguardo questo argomento!
Io sono mamma di Gioele che oraa ha 2 anni e 5 mesi, avevo da sempre pensato che avrei allattato a richiesta, ma seguendo un piano ben preciso ("a richiesta" e "seguendo un piano ben preciso" fanno un pò ridere nella stessa frase 🤣). Quando ero incinta mi sono detta "lo voglio sicuramente allattare, ma poi quando arriva a 6 mesi basta! Mi sembra già tanto"....poi sono passati 6 mesi e mi sono detta "Erika ma sei proprio stupida! Come hai fatto a pensare di poter smettere dopo così poco tempo! Lui ne ha ancora così tanto bisogno! Bisogna arrivare almeno ad un anno!"....e niente siamo ancora qui super tetta-dipendendi!
Credo che "tetta! sia una delle prime 5 parole che ha detto Gioele!
Durante il lockdown dell'anno scorso, vi ha messa davvero a dura prova, con me non faceva nessuna attività, solo la tetta! Con me non voleva giocare, non voleva leggere, non voleva mangiare....io ero solo la TETTA! Se ci sedevamo a giocare, dopo nemmeno 1 min lo avevo addosso a chiedere la tetta, se uscivamo in giardino dopo 1 min (quando dico 1 intendo proprio 1!) chiedeva la tetta ed erano disperazioni!
Questa tragedia finiva appena sparivo io, e con me la tetta! Sono arrivata a pensare che io e la tetta gli stessimo creando un disagio, ho iniziato a pensare che lui non stesse bene con me, che non provasse nessun piacere a fare con me attività che non riguardassero la tetta. Ho pianto, caspita quanto ho pianto, dicevo di voler smettere, dicevo che non ci riuscivo, che le sue urla mi facevano venire un tale nervoso, che non lo sopportavo....forse, semplicemnete, non ho mai voluto smettere!
Nella fase disastrosa provavo a parlargli, dirgli che dovevamo un pò rallentare, che il corpo era mio, che volevo che chiedesse "il mio permesso" e che non volevo che mi si lanciasse a capofitto dentro la maglietta....questo lo sa da quando è molto piccolo ma, a volte, anche tra il sapere e il fare c'è di mezzo il mare!
Finito il lokcdown, la situazione ha iniziato a migliorare un pò...ma la vera svolta c'è stata da qualche mese a questa parte! Ho iniziato a ridurre la tetta durante la giornata, ora durate il giorno abbiamo quasi appuntamenti fissi:la mattina appena sveglio, il pomeriggio per addormentarsi (se ci sono iio a casa o se non è con la sua dada), la sera prima di dormire. Poi ovvimente ci sono i momenti in cui ha bisogno di consolazione, che gestico in modo differente a seconda del caso.!
Nei momenti in cui vuole la tetta per noia o senza un apparente motivo, sa che la può prendere per 10 secndi! La "regola dei 10 secondi" per noi è stata una svolta! Viene proprio lui e mi dice "mamma titta dieci!".
E per quanto riguarda il toccare la titta, bhe, credo che lo farà per l'eternità 🤣🤣🤣🤣 "titta mano!" credo la sua seconda frase preferita!
La tetta di notte invece è ancora un argomento su cui dobbiamo lavorare molto (e non vedo lora!) ma piano pianp ci arriveremo!

Scusa la lungaggine....ma hai chiesto di condividere e l'ho fatto 😊😊😊

🌸 Carlotta • mar 13, 2021

Erika, grazie infinite per aver condiviso la tua esperienza, aiuterà tante mamme! 💕

Sara • mar 9, 2021

Ciao Carlotta! Episodio bello ricco come sempre. Sono d'accordo con te che quello che desidera la mamma è fondamentale, ma penso sia importante sottolineare che questa scelta va considerata in entrambi i sensi. Io volevo allattare, ce l ho messa tutta, ci sono riuscita e proseguo tutt'ora, ma non mi sono sentita per niente sostenuta in questo. Forse perché ho due gemelle, tutti
intorno a me, dal personale sanitario ad amici e familiari, continuavano a dire che non ci sarei riuscita, che mi sarei stancata, che non era possibile che mi bastasse il latte. Dopo il problema è stato che ero sempre a seno scoperto, che le allattavo in continuazione etc etc..Questo non è sostegno dell'allattamento o comunque della mamma. Come hai detto tu, bisogna normalizzare il desiderio della mamma. Così come ho sentito un miliardo di volte di mamme che non allattano o che aggiungono artificiale perché il latte non basta. Questo non fa bene, sia che la mamma non voglia sia che voglia. È un tema che mi è molto caro e l'hai trattato con giustizia, grazie. Penso che fara' bene a molte donne.

🌸 Carlotta • mar 13, 2021

Grazie per aver parlato anche di questa realtà. Io non l'ho vissuta direttamente (o indirettamente), e per questo non ne ho parlato, ma credo che leggere la tua testimonianza possa aiutare molte mamme. Grazie!

Giulia • mar 8, 2021

Grazie infinitamente per questo episodio così vero...così autentico..... splendido

🌸 Carlotta • mar 9, 2021

Grazie a te per il tuo commento 🌸

Nattero • mar 8, 2021

Cara Carlotta come mi ritrovo nelle tue parole !!! 2 bimbi anche io ,il primo allattato fino ai 18 mesi e senza alcun problema . Tutto naturale , anche la decisione di smettere . Con il secondo ....rullo di tamburi 3 anni !!!. Che dire orgogliosissima ,però ero cascata anche io nella paura del giudizio . Perché ero comunque stanca , perché era abbastanza grande , perché ogni occasione era buona x attaccarsi , in pizzeria ,in spiaggia ,al lavoro , o dopo un litigio con il fratello o addirittura se mi sentiva al telefono con qualcuno .insomma spesso diventava frustrante anche x me . Però quando ero tranquilla amavo quei momenti . Quante volte ho parlato con lui ,spiegando tutto come hai fatto tu , ma niente lui voleva la pipa ( questo il nome con cui lui la chiama tutt'ora ) , è stato difficile , molto difficile . Avevo provato a diminuire ma niente , anche la notte si dormiva poco perché sempre attaccato . Ho pianto spesso perché mi sentivo incapace di farmi rispettare"...Poi un giorno di inizio settembre dell'anno scorso x colpa di una ciste sotto l'ascella ,dovetti iniziare l'antibiotico per poi due giorni dopo farla controllare .Pensa che fu tutto così repentino che non mi soffermai a riflettere sulla cura che dovevo iniziare . Ricordo ancora , avevo promesso ai bambini che saremmo andati in spiaggia perché era il mio primo giorno di ferie ma la dottoressa aveva valutato di inciderla subito durante il controllo . Ma io non mollai (perché testa dura ) e così con tanto di benda sotto il braccio e la zona anestetizzata decisi di portarli comunque.....puoi immaginare !!! Realizzai cosa stavo combinando quando vidi che il piccolo (stressato ovviamente) , fu vittima di scariche intestinali . Non ti dico cosa mi passò x la mente ma fu come accendere una luce in una stanza . Questo non era prendermi cura di lui ...anzi . E forse proprio perché mi sono sentita così male nei suoi confronti che gli spiegai che non potevo più dargli la pipa perché dovevo prendere delle medicine che potevano farlo star male. Incredibile mi stupi' , pianse molto ,x 3 giorni dormi' pochissimo ....ma rimasi stupita soprattutto la notte, momenti x lui che risultava automatico attaccarsi anche nel sonno, girarsi e invece di attaccarsi con la bocca ,allungare la manina e accarezzarla . Chiede ancora , ci ride me la bacia la accarezza dice che sono belle e si addormenta con la mano sopra . Proprio come fa la tua dolce Emily ! E lo sai cosa mi ha fatto stare bene ? Vedere un piccolo uomo rispettare la mia decisione e il mio corpo . Mi ha fatto riflettere molto ...sono piccoli ma molto più grandi e consapevoli di quello che accade intorno a loro di quanto lo immaginiamo . Ti abbraccio forte forte !!! Barbara !!

🌸 Carlotta • mar 9, 2021

Hai ragione, sono piccoli ma molto più grandi e consapevoli di quanto pensiamo. Grazie per aver condiviso la tua esperienza! 🌸

Marco • mar 7, 2021

Ciao Carlotta, il podcast di questa settimana mi ha davvero colpito al cuore!
Hai assolutamente ragione quando dici che la sanità mentale di una mamma è la prima cosa per crescere un bambino sereno.
Tante volte mi è successo di pensare a cosa era giusto o ci si aspettava da me nel crescere mio figlio, ci ho provato anche sentendomi a disagio e solo dopo essermi liberata dai sensi di colpa o dai giudizi, mi sono resa conto di quanto fosse più semplice accudire mio figlio e per lui, farsi accudire da una mamma serena.
Per quanto riguarda l'allattamento io e mio marito abbiamo frequentato un corso preparto davvero completo e diversi moduli riguardavano l'allattamento al seno e i benefici a lungo termine sui i bambini.
Ero partita pensando principalmente fosse una scelta responsabile, finché è nato, me lo hanno messo addosso e mi ha riconosciuto. Si è calmato immediatamente con il suono della mia voce, ha cercato i miei occhi per i primi 2 minuti, poi ha iniziato a sfregare con il naso sul mio petto, un balzo all'indietro con la testa ed ecco che era attaccato al mio seno e siamo rimasti così per 2 ore.
Lì ho capito che non era solo una scelta di responsabilità, ma la più naturale, sana, ovvia e amorevole che potessi fare.
La notte stessa non ho dormito. Lo guardavo, annusavo, allattavo, baciavo... Ma la mattina dopo me lo hanno tolto per un valore alto e lo hanno messo in terapia al nido.
Dal nido mi hanno suggerito l'aggiunta almeno la notte, se avesse avuto fame fuori dall'orario della visita, gli avrebbero dato l'aggiunta... Ho risposto "no! La mamma c'è! Mettete in cartella che mio figlio non prende aggiunta e ogni volta che mi cerca mi venite a chiamare! La mamma c'è!". Mi hanno odiata penso... Perché ero lì quasi ogni ora, stremata, senza riposo. La forza me la dava mio figlio che aveva bisogno di me.
Siamo usciti dall'ospedale dopo una settimana, l'allattamento era avviato alla perfezione ma dopo un mese mio figlio iniziò a rifiutare il seno, a rigurgitare spesso il mio latte e a lamentarsi! Un giorno mi tirai il latte e glielo diedi con il biberon... Sì tranquillizzo', bevve tutto e si addormentó.
Di lì la convinzione che il male per mio figlio fossi io e il mio seno.
La pediatra mi consiglio il latte artificiale anti rigurgito, le consulenti che interpellai in quel momento mi diedero molti consigli ma non riuscirono a capire bene il problema.
Il centro ostetrico dove avevo svolto il corso preparto e il circolo di mamme però mi spronarono ad approfondire e da me indagai a lungo, mi misi a cercare cosa potesse essere.. Nel frattempo quando non riusciva ad attaccarsi, mi tiravo il latte.
Scoprii così di avere una risposta ossitocita alta, ovvero il mio latte zampillava in gola a mio figlio che, soprattutto quando era stanco, non riusciva a gestire il flusso. Di lì la svolta, diverse tecniche mi hanno portato ad allattare in serenità e gestire questo problema.
Non è facile ed imbarazzante perché in pubblico a volte succedeva che si vedesse zampillare fuori il latte dal mio seno ed io ero sempre sporca, ma non mollare mi ha permesso di garantire tutti i benefici del caso a mio figlio e avviare uno svezzamento fantastico o meglio, una alimentazione complementare a richiesta (che merita tutto un capitolo a parte).
Mio figlio a 13 mesi, un giorno ha deciso che il mio capezzolo lo faceva ridere tanto, per tre giorni si è attaccato solo 2 minuti e poi non l'ha più voluto. Con la serenità più assoluta.
Quando penso a quell'ultimo allattamento un po'mi commuovo perché non sapevo fosse l'ultimo, non me lo sono goduto fino in fondo, e un po'mi manca essere la cura ad ogni suo male (lo sono ancora ma in modo molto diverso).
Perché allattare è inizialmente difficile, impegnativo ma allattare non è solo dare da mangiare a tuo figlio... è donare la tua calma, il tuo amore, il tuo nutrimento, il tempo... Tutta te stessa, la sua mamma (tutto quello che serve ad un bambino per crescere sano).
Un abbraccio,
Valeria

🌸 Carlotta • mar 9, 2021

Che bellissimo commento. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, sono sicura che aiuterà molti genitori! 🌸

Sara • mar 5, 2021

Carlotta cara,
Attendo il venerdì con ansia :
Adoro i tuoi podcast, e anche questo mi ha fatto riflettere. Sono una mamma peer / consulente volontaria per l'allattamento, e queste tue parole sono state importanti e formative tanto quanto un incontro del mio "gruppo di mamme" ! Sto imparando che ogni mamma ha la propria storia e il diritto di allattare (o no!), e la cosa che più aiuta è sentirsi comprese, capite, ascoltate e non giudicate se si hanno difficoltà in questa fase così delicata della maternità. A mio avviso purtroppo, ancora oggi le neo mamme sono lasciate sole, senza informazioni adeguate né aiuti competenti e soprattutto empatici in materia di allattamento; grazie per questo tuo contributo prezioso ! Un abbraccio Carlotta, è un piacere seguirti ! :)
Sara

🌸 Carlotta • mar 7, 2021

Grazie per questo tuo commento, Sara! Sono d'accordo con te, dovrebbe esserci più una comunità (non sui gruppi Facebook, perché io li trovo davvero deleteri) in cui le mamme possano stare ritrovarsi. Io ho avuto un gruppo di mamme che è stata la mia ancora nella tempesta quando sono diventata mamma. Oltre a comunità locali e figure come te (importantissime!), è un mio sogno/progetto creare quella comunità sul mio sito e prima o poi lo farò. 🤞🏻

Roxana • mar 5, 2021

Grazie Carlotta per aver condiviso la tua esperienza! Proprio di questo avevo bisogno. Ora che la mia bimba ha 12 mesi, stavo pensando di smettere allattare di notte. Proverò il tuo metodo con l'acqua. Un abbraccio 🤗

🌸 Carlotta • mar 7, 2021

Grazie per il tuo commento: per noi l'acqua aveva funzionato con entrambi (anche con Oliver avevo tolto il seno così di notte). Ti consiglio comunque di cercare di non avere aspettative, ma di approcciarlo con curiosità e flessibilità: quello che funziona per noi non è detta che funzioni per voi. 💕

Chiara • mar 5, 2021

Grazie. Hai davvero tutta la mia stima come mamma e come persona.
Mi è piaciuto anche il tuo modo di esprimere la tua crescita personale. Sei un grande esempio!

🌸 Carlotta • mar 7, 2021

Chiara, grazie infinite per le tue parole! Sono una grande appassionata della crescita personale (perché credo che tutti possiamo intraprenderla), sono felice che arrivi! 🌸

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Non proiettiamo le nostre insicurezze sui nostri figli
Metti in dubbio le autorità
Nella genitorialità ci va egoismo costruttivo
Un passo in più verso l'auto accettazione
Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
Aspetta le sue risposte!
Montessori VS "il mondo reale"
Consenso: attività per bambini
Montessori express: cambia le frasi in positivo
Montessori express: NON va tutto bene!
Mio figlio piange disperato in macchina (15 mesi)
Prenditi cura della donna dietro la madre
Montessori express: domanda invece di correggere
Montessori express: descrivi invece di criticare
Un esempio di come pratico l'empatia con i miei figli
Vita sostenibile
Vivere in modo sostenibile per me non significa solo avere uno stile di vita più ecologico. Significa prendere decisioni sostenibili per il nostro pianeta, le persone che lo abitano, ma anche per la nostra vita, il nostro stile di vita e la nostra felicità. Significa cogliere ogni occasione quotidiana per evolvere come esseri umani, per essere più felici, più sani, più gentili, più responsabili e più premurosi — l'unico modo sostenibile per un futuro significativo.
Face yoga, lo yoga per il viso
La coppetta mestruale
Perché dovresti indossare lo stesso vestito due volte su Instagram
Il potere di creare abitudini (e perché dovresti farlo anche se poi le rompi)
Mangiare in maniera responsabile è la dieta del futuro (ti va di insegnarlo ai tuoi figli?)
Il potere di NON lamentarsi: puoi farlo per un mese intero?
Pulisci il tuo pianeta, per favore!
Infografia: 8 passi per passare ai pannolini lavabili
Una nota personale sulla felicità
Una nota personale sui social media
Prima volta su La Tela?
Ho preparato alcune collezioni di articoli che ho scritto nel corso degli anni. Magari trovi qualcosa che ti interessa.
Grazie per avermi ascoltata!