Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Perché La Tela di Carlotta?

Ho chiesto a mio marito se sapesse perché si chiama La Tela di Carlotta e lui, “Perché è come il romanzo Charlotte’s web?”, ammazzando ogni romanticismo. Non proprio.

È più perché mi è sempre piaciuto che la protagonista di un libro avesse il mio nome — o io il suo.

E poi perché adoro i pensieri a ragnatela, quelli che si sa dove iniziano, ma mai dove finiscono. A volte mi sembra che ogni mio pensiero sia così, da cui nasce la mia grafomania acuta e il mio essere, come dice Alex, irrimediabilmente scatterbrain.


Trentenne (o poco più)

Mi chiamo Carlotta Cerri Gambarelli.

Sono nata in Italia nel 1985 e mi sembra di appartenere ad una fascia d’età che, per un motivo o per l’altro, non viene mai presa sul serio. Troppa poca esperienza, direbbe mia madre.

È ora di cambiare le carte in tavola. L’esperienza di trenta, cinquanta o ottant’anni è pur sempre esperienza e va presa sul serio.


Trilingue

Vivo dal 2007 nell’internazionale Marbella. Tutta la mia vita è in inglese con marito e amici, e spagnolo altrove. Se mi concentro, parlo anche il francese, che J’adore! Da quando è arrivato Oliver, sto aggiungendo il finlandese al mio repertorio e per ora il mio livello è quello di un bimbo di due anni 😉

Questo blog è un po’ una scusa per riagganciarmi alla mia italianità—che per un po’ ho forse perso (rinnegato?)—senza perdere il mio multilinguismo, con il quale stiamo crescendo i nostri bimbi.

Un riavvicinamento alle origini, magari. E alla nostra bella lingua scritta.


Mamma Montessori x2

Nel 2007 ho conosciuto mio marito, Alex, un finlandese un po’ speciale con il quale voglio invecchiare.

Nel 2009 abbiamo preso Colbie, una Golden che ci ha insegnato moltissimo e di cui scrivo troppo poco.

Nel 2010 ci siamo sposati — due volte — e siamo partiti per una bellissima luna di miele in California.

Nel 2014 abbiamo finalmente deciso che era arrivato il momento di allargare la famiglia.

Oliver è arrivato il 15 marzo 2015 con parto express, tipo film. Emily è arrivata l’ultimo giorno dell’anno dopo, con parto ancora più express. E visto che raramente scegliamo il “tradizionale”, abbiamo deciso di crescerli secondo il metodo Montessori e multilingue.


Un po’ paleolitica

Dal 2010, io e Alex ci siamo imbarcati in questa avventura chiamata “mangiare sano“.

Abbiamo così deciso di abbracciare i principi della dieta paleolitica e iniziato quella che sarebbe stata una lunga corsa sulle montagne russe.

Quello che allora non sapevamo ancora era quanto questa “dieta” avrebbe cambiato non solo il nostro modo di mangiare, ma le nostre consapevolezze in materia di alimentazione, salute e benessere fisico e mentale. Ma soprattutto, il nostro stile di vita.

Oggi, dopo anni quasi completamente paleo, siamo tornati a mangiare un po’ di tutto in moderazione per esporre i bimbi a quanto più varietà possibile: per questo per Oliver ed Emily abbiamo scelto l’autosvezzamento.


Felice, felice, felice.

Ogni mattina che mi sveglio accanto a queste tre persone (normalmente più sorridenti) so che ho tutto ciò che potrei mai desiderare. Loro mi ricordano che la felicità non conosce ieri né domani, ma solo questo momento che stiamo vivendo, su questo molo vicino al porto.


Ossessionata da…

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bambini, i prodotti di qualità, il design funzionale, l’attenzione per i dettagli, il cioccolato, correre (non da sempre), ballare (che faccio semi professionalmente con il gruppo di salsa Nicolas Valiente e di jazz Sedart), la lingua inglese, le serate a casa con gli amici, il cibo sano e naturale, tutte le serie televisive sulla faccia della terra ma rigorosamente in lingua originale, la Apple, i film romantici o strappalacrime, mangiare sano, il metodo Montessori a scuola e in casa, i giochi di legno e poi scrivere, scrivere, scrivere.


Scrivimi. Se ti piace il mio blog. Se non ti piace il mio blog. Per consigliarmi cosa scrivere. Per scrivere tu stesso come ospite (perché no?). Anche solo per dire “ciao”.

Mi piace tantissimo leggere e rispondere alle mail dei  miei lettori (magari ci metto un po’, ma rispondo sempre). Aspetto la tua!