La Tela di Carlotta
it en

Se solo i puntini fossero numerati…

nov 17, 2014

L’altro giorno le parole scritte di un amico ormai lontano mi hanno fatto pensare a quanto siamo tutti incredibilmente uguali, con gli stessi timori, le stesse domande, le stesse debolezze e gli stessi dubbi. Mi permetto di prendere in prestito le sue parole:

Ci sono crisi che arrivano senza chiedere. Inaspettate e imprevedibili puntuali invece si presentano. Non bussano. Loro invadono. A volte mi guardo indietro chiedendomi: "Perché?"Ci affanniamo tanto in questa vita. E alla fine per cosa? Ogni giorno è un'epica battaglia fra noi che non siamo altro che un puntino e un mondo intero che ci sovrasta e che è e sarà sempre più grande di noi. Una battaglia troppo grande. Eppure ogni giorno, contro ogni statistica e probabilità, ci presentiamo puntuali sul campo.Capita così di chiedersi dove si sta andando. Che cosa si sta facendo. E perché.

Credo che queste parole appartengano un po’ ad ognuno di noi — ambiziosi o no — in una o molte fasi della nostra vita.

Quando mi sono laureata, volevo tradurre letteratura. Volevo diventare la prossima Fernanda Pivano. Dopo un anno e mezzo di bisbigli nel mondo della traduzione letteraria, che ho scoperto essere una vera e propria nicchia impenetrabile, ho finalmente ottenuto il mio primo grande progetto.

Per sei mesi, ho tradotto Passport to Enclavia: travels in search of European identity di Vitali Vitaliev con grande passione, assaporandone ogni parola e mettendola nero su bianco nella mia lingua madre. Non sarebbe mai diventato un best-seller — forse nemmeno un seller — ma mi piaceva tantissimo.

Lo volevo così fortemente che, ingenuamente, firmai un contratto accettando di essere pagata interamente alla consegna — povera illusa! Il libro fu pubblicato in Italia, vendette addirittura un numero decente di copie, ma i miei soldi non li vidi mai.

Delusa e amareggiata, mi arresi. Guardandomi indietro, oggi so che se avessi continuato imperterrita sulla mia strada, probabilmente sarei riuscita a varcare la soglia di quel mondo letterario così chiuso e raccomandato. Ma non lo feci.

Avevo bisogno di un cambiamento.

Alcuni mesi prima, avevo iniziato a dare lezioni di inglese alla figlia di un’amica. Era tutto nuovo, intrigante e motivante. Non solo insegnare mi faceva stare bene e mi dava un senso di soddisfazione istantanea, ma si rivelò essere un mio dono nascosto. Inoltre, stavo finalmente guadagnando facendo qualcosa che mi piacesse. Ero ad un bivio e, senza pensarci su, girai verso l’insegnamento.

Chiesi al mio dolce maritino di crearmi un sito web di una pagina, comprai un po’ di pubblicità di Google e prima di rendermene conto, stavo insegnando a tempo pieno.

Era tutto perfetto. Passavo la maggior parte del tempo a parlare di ciò che mi appassionava di più, le lingue, e ogni momento della mia giornata era pieno di persone — che mi fece ricordare quanto mi mancasse il contatto umano (un lusso per i traduttori). La traduzione era sempre nella mia mente, fino a quando, un giorno, non lo era più.

Oggi insegno inglese a spagnoli e italiano a quei pochi pazzerelli che vogliono impararlo. Insegno ad adulti al mattino nella mia aula e a bambini al pomeriggio, normalmente seduti ai loro tavolini o sdraiati sui tappeti delle loro camerette, circondati dai loro giochi.

Mi piace. Non solo ho conosciuto persone meravigliose — tra cui la mia famiglia spagnola — e passato un sacco di tempo con i bambini, che mi hanno insegnato quanto sia importante ridere e saper ritrovare il Peter Pan nascosto in ognuno di noi; ho anche imparato tantissimo di lingue, culture, business e relazioni. Vita vera, insomma. È stato un viaggio ricchissimo e mi sento estremamente fortunata.

Eppure spesso non posso fare a meno di chiedermi, "Dove sto andando?".

Darò lezioni tutta la vita? E che succederà tra poco quando lo scimmiotto sarà nato — vorrò ancora passare i miei pomeriggi con i figli… di altre persone? E soprattutto, voglio insegnare lingue per tutta la vita?

Spesso penso, Sì, perché no? Ma altrettanto spesso — quando devo forzarmi ad aprire la porta al mio primo studente del mattino o mi ritrovo a contare i minuti alla fine di una lezione — non ne sono poi così sicura.

Steve Jobs disse in quello che è da sempre il mio discorso motivazionale preferito:

Negli ultimi 33 anni, ogni mattina mi sono chiesto guardandomi allo specchio: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E se la risposta era “no” per troppi giorni di fila, sapevo che dovevo cambiare qualcosa.

Queste parole mi hanno sempre affascinata. Tuttavia, dubito fortemente che vorrei spendere l’ultimo giorno della mia vita — o anche solo metà — insegnando. Conosco chi idealmente lo farebbe perché il loro lavoro li rende felici. Mio marito è uno di quelle. Ma so che nemmeno loro sono mai soddisfatti, alla continua ricerca di tecniche migliori, risultati migliori, design migliori, migliori versioni di se stessi.

Quindi magari non sarò soddisfatta appieno, ma in fondo, chi lo è?

Magari non è necessario amare il proprio lavoro tanto da volerlo fare fino alla fine dei nostri giorni. Magari è sufficiente svegliarsi ogni mattina e decidere di farlo, sempre e comunque. Sceglierlo e risceglierlo. Sapendo che ci saranno discese e risalite, conquiste e sconfitte, ma che alla fine, guardandoci indietro, sapremo di aver fatto del nostro meglio in ciò che abbiamo scelto.

Perché la verità è che la vita la si può capire solo guardandoci indietro. O come disse Steve Jobs nella mia citazione preferita,

You can never connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards.

Non possiamo collegare i puntini guardando avanti; possiamo collegarli solo guardandoci indietro.

Se solo i puntini fossero numerati…

Commenti

Annalisa • nov 17, 2014

Ho pensato a molte di queste domande fondamentali proprio ieri, quando a pochi
chilometri da casa mia una ragazza di soli ventuno anni, della mia zona, è tragicamente
scomparsa a causa di un incidente stradale mentre raggiungeva gli amici per una serata.
Come tu hai detto bene fra le varie possibilità, io sono una di quelle persone che
rincorrono la versione migliore di se stesse, sotto tutti i punti di vista, e spesso mi rifugio nel grande lascito di Jobs che hai citato e che viene subito dopo (o forse prima?) della sua tecnologia. Dire quello
che vorremmo fare se ci restasse solo un’ultima occasione per spendere il nostro tempo è
difficile, non si potrebbe neanche dire “realizzare un desiderio”, forse perché quei pochi,
ma quelli veri, che riusciamo a raggiungere è il tempo a consegnarceli, anche un po’
inaspettatamente. A me è successo così qualche volta, con le cose importanti.
Ogni tanto guardarsi indietro e poter unire i puntini, ma solo dopo aver dato, e vedere che
un po’ di strada è stata fatta, trarre dalle piccole soddisfazioni la consapevolezza che non
è stato tutto inutile, può essere se non altro un bell’esercizio che un po’ ci gratifica in
questo mondo...

Carlotta • nov 20, 2014

Che belle parole, Annalisa! Sono d'accordo con te, i desideri che si avverano è il tempo (e tanto duro lavoro) a regalarceli. E una cosa ci tengo a ricordare sempre a me stessa: nulla è mai inutile. Tutto ciò che scegliamo di fare, in un modo o nell'altro, sarà parte di quei puntini che si uniranno guardandoci indietro. :-) Grazie per lasciare il tuo pensiero!

Dimmi che cosa ne pensi

Ti è piaciuto? Sei d’accordo? Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

Corsi online

Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

Educare a lungo termine

Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
La genitorialità è più semplice quando si ha una guida da seguire. Con questo corso inizierai la tua personale trasformazione interiore per diventare un genitore che educa con rispetto (per se stesso e per i figli), imparerai a usare empatia, comprensione e pazienza nelle crisi e troverai alternative ai metodi classici dell’educazione tradizionale, come minacce, castighi e punizioni. I bambini sono il futuro del nostro pianeta e il cambiamento può solo iniziare in casa.

Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.

Il blog

Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Mamme, papà & bimbi
Non sappiamo come fare i genitori, lo impariamo ogni giorno. Questo è il mio essere madre, le mie piccole vittorie e le amare sconfitte, le mie verità scomode e le infinite lezioni di vita Montessori. E anche tutti i prodotti per bambini e i giocattoli che amiamo di più.
Audiolibri di storie reali per bambini
Non proiettiamo le nostre insicurezze sui nostri figli
Metti in dubbio le autorità
Nella genitorialità ci va egoismo costruttivo
Un passo in più verso l'auto accettazione
E se si vuole divorziare dopo i figli?
Alex
Ci siamo dimenticati del nostro 10° anniversario di nozze!
Yoga non è solo la perfezione che vedi online
Educhiamo i nostri figli alla diversità
Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
Un esempio di come pratico l'empatia con i miei figli
Come mostro empatia ai miei figli
Buon 4° compleanno, Emily!
Il capodanno Montessori
Il tavolo della pace Montessori
Audiolibri di storie reali per bambini
10.000 followers su Instagram!
I terribili 2 anni
Gli organi del corpo umano: attività per bambini
I bambini capiscono se spieghi con sincerità
Vita sostenibile
Vivere in modo sostenibile per me non significa solo avere uno stile di vita più ecologico. Significa prendere decisioni sostenibili per il nostro pianeta, le persone che lo abitano, ma anche per la nostra vita, il nostro stile di vita e la nostra felicità. Significa cogliere ogni occasione quotidiana per evolvere come esseri umani, per essere più felici, più sani, più gentili, più responsabili e più premurosi — l'unico modo sostenibile per un futuro significativo.
Face yoga, lo yoga per il viso
La coppetta mestruale
Perché dovresti indossare lo stesso vestito due volte su Instagram
Il potere di creare abitudini (e perché dovresti farlo anche se poi le rompi)
Mangiare in maniera responsabile è la dieta del futuro (ti va di insegnarlo ai tuoi figli?)
Il potere di NON lamentarsi: puoi farlo per un mese intero?
Pulisci il tuo pianeta, per favore!
Infografia: 8 passi per passare ai pannolini lavabili
Una nota personale sulla felicità
Una nota personale sui social media
Prima volta su La Tela?
Ho preparato alcune collezioni di articoli che ho scritto nel corso degli anni. Magari trovi qualcosa che ti interessa.

Viaggi

Abbiamo venduto tutto per viaggiare il mondo per due anni. Ora siamo in Nuova Zelanda.

Libri

Nel 2020 ho scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco. La collezione è un progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

Podcast

Ti faccio compagnia per un tè o una passeggiata ogni venerdì con il mio podcast Educare con Calma.

gen 15, 2021 • 20m
Come "montessorizzare" la casa per dare indipendenza ai bambini
In questo episodio di Educare con Calma parliamo di come offrire indipendenza in casa attraverso l'ambiente. Vi parlo dell'importanza dell'ambiente (anche nelle scuole Montessori), di quanto sia importante apportare piccoli cambiamenti in casa per dare più indipendenza ai bambini, e anche di come purtroppo questo non sia sufficiente… Questo tema è uno dei primi che avevo in mente di trattare sul podcast… meglio tardi che mai! 🌸 -- Come appoggiare il podcast: Io non faccio pubblicità e non acc...
25
gen 13, 2021 • 05m
Montessori in 5': Un metodo per smettere di criticare
Ho deciso di creare una piccola rubrica sul podcast in cui vi parlo di Montessori, educazione consapevole, disciplina dolce, disciplina positiva (chiamatela come volete, io la chiamo "educazione a lungo termine" 😉) e in ogni episodio tratto un tema in soli 5 minuti. In questo primo episodio vi suggerisco un metodo (infallibile) per smettere di criticare continuamente i nostri figli (a voi piacerebbe sentirvi sempre criticati e corretti?). L'episodio è nato da questa riflessione che ho fatto s...
24
gen 8, 2021 • 31m
Viaggiare a tempo pieno: domande e risposte
In questo episodio di Educare con Calma rispondo alle vostre domande (più ripetute) sul nostro stile di vita di viaggiatori a tempo pieno: perché lo abbiamo scelto, come ci manteniamo, come permettiamo lo sviluppo sociale dei bambini e molto di più. Vi lascio anche alcuni articoli relazionati a ciò di cui parlo nell'episodio: I bambini devono uscire dalla propria zona di comfort  Vuoi un cambiamento nella tua vita? Trova la grotta! Se ti va, lasciami un commento sotto gli articoli per farmi s...
23

Instagram

Aggiorno instagram quasi ogni giorno per stare “vicina” alla mia famiglia lontana.

Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
Carlotta
Carlotta dreaming of La Tela
Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!