La Tela di Carlotta
it en es

Il mio secondo parto express

mar 28, 2017

Questo post, come il mio secondo parto, sarà express.

[Devi sapere che il mio primo travaglio e parto sono stati estremamente veloci e quando ero incinta di Emily i medici continuavano a dirmi che il secondo sarebbe ancora più veloce. Beh, non avrei mai creduto che potesse essere così veloce! E te lo racconto perché credo che le donne incinte abbiano bisogno di sapere che non tutti i travagli e parti sono esperienze terribili da film dell’orrore—anche se, purtroppo, tutti ti raccontano solo quelle negative… quasi come se siano orgogliose di quanto sia stato difficile!]

Era il 31 dicembre. Intorno alle 3:00 ero sveglia perché Oliver si era svegliato e, anche se era andato Alex da lui, io non riuscivo più a dormire. Era solo insonnia, perché mi sentivo benissimo, nessun dolore, nessun sintomo, le contrazioni erano le stesse di sempre. E poi è iniziato.

3:00 - Mi si sono rotte le acque, ma all’inizio non l’avevo nemmeno capito: la testa di Emily era talmente bassa che è uscita solo pochissima acqua. Niente delle fontane che si vedono nei film! Mi rimetto a letto.

4:30 - Comincio ad avere contrazioni regolari e quindi decidiamo (come aveva consigliato il ginecologo) di prepararci e andare in ospedale. (In una situazione normale, avrei aspettato fino a quando le contrazioni erano lunghe un minuto e ogni tre minuti, come ho imparato al corso pre parto)

5:10 - Arriviamo in ospedale. Il viaggio in auto è stato rilassante (completamente diverso dal primo travaglio), le contrazioni erano regolari, ma non ancora fortissime. Sta così bene che decidiamo di andare a parcheggiare insieme e farci una passeggiata (in salita) fino al pronto soccorso. Ad un certo punto devo addirittura sgridare Alex perché a metà strada mi sta facendo ridere così tanto che le contrazioni stanno diventando più dolorose. Insomma, ci stiamo divertendo un sacco!

5:20 - L’ostetrica mi visita e mi dice che sono di tre centimetri. Ma visto che le racconto del primo parto express, decide di mandarmi direttamente in sala parto per continuare il travaglio lì. Però io ero un po’ arrabbiata… solo 3cm? Forse avrei dovuto aspettare di più a casa? Meno male che non l’ho fatto!

5:45 - A questo punto, le contrazioni sono abbastanza regolari e forti e il dolore (fisico e mentale, perché penso di avere ancora ore di travaglio davanti a me!) è insopportabile.

6:10-6:30 - Vado in bagno e le contrazioni sono così forti che penso di non farcela senza epidurale. Ma a quel punto mi alzo in piedi e sento un dolore che ricordo molto bene dal primo parto: la testa sta uscendo, ho bisogno di spingere! Alex chiama l’ostetrica che arriva camminando, con calma (pensando che non sia possibile!). La conversazione va più o meno così,

Ostetrica: “Siediti che ti visitiamo”.

Io: ”Non c’è bisogno di visitarmi, sta uscendo, devo spingere!” (Il dolore è così intenso che quasi piango!)

Ostetrica: “Ok, non ti preoccupare, ti visito così vediamo se puoi iniziare a spingere”. (Ovviamente non mi crede, ma non posso biasimarla!)

Io: ”Ti dico che sta uscendo!!!”.

Ostetrica, dopo avermi visitato, “Sta uscendo!”. (Te l’ho detto!) (Chiama un’altra ostetrica e iniziano a correre da un lato all’altro per preparare la sala che non è ancora pronta, perché pensavamo ci volessero ancora ore… Alex ha ragione, sono una baby-making machine)

Ostetrica, “Ok, spingi! No, ferma, non spingere più! Troppo veloce! (Come?!?!) Ok, ora spingi! Stop, stop, stop! Ok, spingi leggermente”.

06:30 - Emily è nata. Zero punti. Urrà per noi!

Commenti

Jessica • mar 29, 2017

Grazie Carlotta x la tua testimonianza "positiva"!!!
Anch'io sono in attesa della mia cucciola dopo aver avuto un maschietto 17 mesi fa!e sono un po' preocc di come potrà andare il parto questa volta (tenuto conto che il primo è stato "impegnativo"!) quindi mi ha fatto molto piacere leggere questo tuo post!
Grazie
Jessica

Mi • mar 29, 2017

Domenica 10 luglio.
Ore 18. Esco dalla piscina.
Ore 19. Mi metto a letto perché sono stanca.
Ore 20. Mi alzo perché sento il bisogno di fare pipì. Mentre vado in bagno sento una contraddizione e le mutandine bagnate. Pensavo di aver perso il tappo e invece era una​ perdita di sangue. Chiamo in ospedale e chiedo se è il caso di andare su anche se ero stata la mattina per un monitoraggio, mi dicono che è meglio fare un controllo.
Ore 21. Sono in ospedale, in ciabatte e senza borsa del parto perché tanto è solo un controllo.
0re 22. Mi visita la dottoressa che mi dice che sono già di 3 cm. Io penso e dico "solo 3 cm, ok vado a casa, saluto l'altra bimba e prendo la borsa. Tempo un paio d'ore sono di nuovo qui". La dottoressa mi vieta di andare a casa.
Ore 22.30. Le contrazioni tolgono il fiato e faccio su e giù per la stanza perché mio marito è per strada e in sala travaglio senza lui non vado.
0re 21.40. Vado da sola in sala travaglio per parlare con l'ostetrica perché sono già al limite. Dilatata di 5 cm.
Lunedì 11 luglio.
Ore 2. Devo spingere ma secondo l'ostetrica manca ancora poco meno di un centimetro. Mi appiana manualmente perché io DEVO spingere.
Ore 2.59. Ho una bimba piangente appoggiata alla parte bassa della pancia. Il cordone era troppo corto per metterla più in su.
Da 3 cm al parto in meno di 5 ore.

Con la prima gravidanza ero arrivata in ospedale le 7 di mattina dilatata di 5 cm. La bambina è nata quella sera alle 19:38. Da 5 cm al parto in più di 12 ½ ore.

Giulia • mar 29, 2017

Che bel racconto, Carlotta!
Una domanda per pura curiosità: come mai non volevi l'epidurale?

Congratulazioni da un'altra mamma del 31 dicembre, che ha avuto un travaglio un po' più lungo del tuo e che ringrazia di aver potuto usufruire dell'epidurale:)

Dimmi che cosa ne pensi

Ti è piaciuto? Sei d’accordo? Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

Penso che questi ti piaceranno

Corsi online

Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
1
Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.

Educare a lungo termine

Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
2
La genitorialità è più semplice quando si ha una guida da seguire. Con questo corso inizierai la tua personale trasformazione interiore per diventare un genitore che educa con rispetto (per se stesso e per i figli), imparerai a usare empatia, comprensione e pazienza nelle crisi e troverai alternative ai metodi classici dell’educazione tradizionale, come minacce, castighi e punizioni. I bambini sono il futuro del nostro pianeta e il cambiamento può solo iniziare in casa.

Il blog

Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Mamme, papà & bimbi
Non sappiamo come fare i genitori, lo impariamo ogni giorno. Questo è il mio essere madre, le mie piccole vittorie e le amare sconfitte, le mie verità scomode e le infinite lezioni di vita Montessori. E anche tutti i prodotti per bambini e i giocattoli che amiamo di più.
Non proiettiamo le nostre insicurezze sui nostri figli
Metti in dubbio le autorità
Nella genitorialità ci va egoismo costruttivo
Un passo in più verso l'auto accettazione
E se si vuole divorziare dopo i figli?
Alex
Ci siamo dimenticati del nostro 10° anniversario di nozze!
Yoga non è solo la perfezione che vedi online
Educhiamo i nostri figli alla diversità
Appuntamenti romantici dopo i figli? Si fanno in casa!
Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
I terribili 2 anni
Gli organi del corpo umano: attività per bambini
I bambini capiscono se spieghi con sincerità
Bambini in cucina: semplice ricetta disegnata
Burattini di verdure
Mosaico di fagioli e semi
Non sono perfetta. Sono consapevole
Carte dello yoga
Bambini al ristorante: ricalibriamo le aspettative
Non chiedere a tuo figlio di condividere i giocattoli
Vita sostenibile
Vivere in modo sostenibile per me non significa solo avere uno stile di vita più ecologico. Significa prendere decisioni sostenibili per il nostro pianeta, le persone che lo abitano, ma anche per la nostra vita, il nostro stile di vita e la nostra felicità. Significa cogliere ogni occasione quotidiana per evolvere come esseri umani, per essere più felici, più sani, più gentili, più responsabili e più premurosi — l'unico modo sostenibile per un futuro significativo.
Face yoga, lo yoga per il viso
La coppetta mestruale
Perché dovresti indossare lo stesso vestito due volte su Instagram
Il potere di creare abitudini (e perché dovresti farlo anche se poi le rompi)
Mangiare in maniera responsabile è la dieta del futuro (ti va di insegnarlo ai tuoi figli?)
Il potere di NON lamentarsi: puoi farlo per un mese intero?
Pulisci il tuo pianeta, per favore!
Infografia: 8 passi per passare ai pannolini lavabili
Una nota personale sulla felicità
Una nota personale sui social media
Prima volta su La Tela?
Ho preparato alcune collezioni di articoli che ho scritto nel corso degli anni. Magari trovi qualcosa che ti interessa.

Viaggi

Abbiamo venduto tutto per viaggiare il mondo per due anni. Ora siamo in Nuova Zelanda.

Libri

Nel 2020 ho scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco. La collezione è un progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

Podcast

Ti faccio compagnia per un tè o una passeggiata ogni venerdì con il mio podcast Educare con Calma.

nov 19, 2020 • 25m
Pene e vulva: normalizziamo le parole
Con questo episodio inizio una serie di conversazioni a tema sessuale, perché credo che in Italia se ne debba parlare di più, soprattutto tra famiglie con bambini. L'educazione sessuale è un aspetto importante dell'educazione dei bambini e deve iniziare da piccoli. Un ottimo primo passo è proprio quello di normalizzare parole "imbarazzanti" come pene e vulva e sostituirle alle più comuni pisellino e patatina. Nell'episodio dico che non avevo trovato la storia originale in spagnolo della "gall...
16
nov 13, 2020 • 13m
"Non sono cresciuto Montessori e sono venuto su bene lo stesso!"
In questo breve episodio rifletto su una frase che ho sentito/mi è stata detta spesso per difendere l'educazione tradizionale (da genitori che crescono i propri figli con metodi più tradizionali come le minacce, i castighi, le punizioni ecc). Ti suggerisco anche come risponderei io. La citazione che menziono nell'episodio è una frase che disse la madre di Jane Goodall, antropologa inglese che ha dedicato la sua vita allo studio degli scimpanzé: "Se le persone non sono d’accordo con te, la cos...
15
nov 6, 2020 • 16m
La rabbia, le urla dei genitori e una storia tibetana
In questo episodio sono stata ispirata da una storia tibetana a parlare di rabbia e del perché urliamo quando siamo arrabbiati. Riconoscere i perché e analizzare le mie reazioni quando urlo è stato per me il primo passo per imparare a gestire la rabbia. Nell'episodio menziono questo articolo: Spiegare come funziona il cervello aiuta i bambini a controllare le loro emozioni. Mi trovi anche su www.lateladicarlotta.com e su Facebook e Instagram come @lateladicarlottablog.
14

Instagram

Aggiorno instagram quasi ogni giorno per stare “vicina” alla mia famiglia lontana.

Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
Carlotta
Carlotta dreaming of La Tela
Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!