Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Smetti di procrastinare e decidi!

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Fallo! Fallo! Fallo! Fallo e basta!

Fallo! Fallo! Fallo! Fallo e basta!

Da questo settembre, con l’inizio del nuovo anno accademico e la notizia dell’arrivo della scimmietta, ho deciso di dare un cambio radicale alla mia vita e… rallentare!

L’anno scorso (parlo sempre di anno accademico settembre – giugno) iniziavo le lezioni alle 9:00, avevo normalmente un’ora di pausa pranzo per poi uscire di casa carica come Babbo Natale (con borsa del lavoro e della palestra) e continuare le lezioni fino alle 20:30. Tre giorni alla settimana, poi, correvo alla mia lezione di ballo e tornavo a casa alle 22:30.

Ma non è finita qui. Quasi ogni pomeriggio, avevo lezioni a Guadalmina, una cittadina a 10 minuti da Marbella, e quindi finivo con uno studente, saltavo in macchina e sfrecciavo a casa dello studente successivo — ovvero 10 minuti di strada, un paio di minuti per trovare parcheggio e altrettanti correndo verso il citofono come se fosse un bottone da premere per salvare il mondo.

Queste erano tutte le mie giornate dell’anno, dal lunedì al venerdì. Certo, a volte me ne lamentavo, ma sapevo bene che era una mia decisione e che stava solo a me cambiarla.

Piccoli cambiamenti per un grande miglioramento  

Quest’anno una cosa era certa: non volevo stress inutili, a maggior ragione perché ora siamo in due a subirli. Dovevo cambiare qualcosa: ridurre l’orario lavorativo, raggruppare studenti individuali in gruppi, far venire gli studenti di Guadalmina da me e prendere una o due insegnanti che mi potessero aiutare con le lezioni (prima e specialmente dopo il parto). 

Come sempre, però, i grandi cambiamenti spaventano e continuavo a posticipare. Più posticipavo, più mille dubbi mi assalivano: e se agli studenti non piace la nuova insegnante? E se non possono cambiare orario? E se non possono portare i bimbi a casa mia? E se, e se, e, se… Non ne arrivavo mai a capo. Fino a che, un giorno di inizio giugno, mi sono svegliata e ho deciso di cambiare quattro semplicissime cose:

  1. Inizio alle 10:00
  2. Finisco alle 19:00
  3. Ho due ore (a volte tre!) per mangiare e rilassarmi (o scrivere, come ora).
  4. Raggruppo i bimbi della stessa scuola per una lezione di appoggio per i compiti. 
  5. Non vado più a Guadalmina.

Ho comunicato le mie decisioni agli studenti, parlato con i genitori per organizzare la lezione di gruppo e quella stessa settimana ho iniziato con il nuovo orario e la nuova routine. E come spesso accade, il risultato non è stato nulla di traumatico. Questo è ciò che è successo:

  1. Uno studente delle 9:00 ha smesso a causa del suo orario lavorativo, gli altri hanno cambiato orario e si sono adattati. 
  2. La lezione di gruppo è stato un gran successo, anche perché vado a prenderli a scuola (a pochi minuti da casa mia) e faccio lezione nella mia aula (in casa) dove poi le mamme li vengono a prendere. Ho mantenuto, così, gli studenti e ridotto il tempo lavorativo.
  3. A settembre, ho affidato tutte le lezioni di spagnolo (comprese quelle dalle 19:00 alle 20:30) e alcune di inglese (quelle a Guadalmina) a due insegnanti valide che ho preparato durante l’estate e che mi sostituiranno quando arriva la scimmietta.
  4. Uno studente di Guadalmina con il quale mi sarebbe particolarmente dispiaciuto smettere di lavorare, ha deciso che non voleva perdermi e la madre lo porta ora a casa mia. 
  5. Do la maggior parte delle lezioni nella mia aula e posso rilassarmi tra una e l’altra. 

La morale: Live and Learn

Foto di Jen Van

Foto di Jen Van

Insomma, tutte le preoccupazioni che avevo erano, come sempre, completamente inutili. Basta decidere, iniziare e tutto si adatta — e noi ci adattiamo a tutto. Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, per natura siamo tutti essere eclettici e abbiamo uno spirito di sopravvivenza innato che ci permette di adattarci a qualsiasi cambiamento.  

In inglese, direi “live and learn” (vivendo, si impara a vivere). Questa è stata un’ulteriore lezione che non ha senso fasciarsi la testa prima di rompercela. È meglio — più produttivo e meno stressante — decidere, cambiare e fare poi i conti con le conseguenze. Perché alla fine di ogni cambiamento, come dice sempre mio marito, everything is going to be all right (andrà tutto bene).

Si può fare un sacco di cose in 15 minuti!

Dubito di dover dire quanto mi senta più rilassata, quanto mi goda di più la vita, quanto le mie relazioni sociali siano migliorate (in quantità e qualità) e quanto questa rivoluzione mi faccia sentire, in generale, più felice.

Ma la cosa più scioccante che ho scoperto è il potere di 15 minuti!

Ora che tutti gli studenti vengono da me, anche se due lezioni sono a 15 minuti l’una dall’altra, in quei 15 minuti, invece di correre in macchina seguendo le orme del mio papino rallysta, posso fare una di queste cose:

  • Farmi un tè e godermelo.
  • Sedermi e rilassarmi.
  • Affacciarmi al balcone e guardare il mondo.
  • Fare una lavatrice e riordinare la stanza.
  • Chiamare un’amica o un familiare per un saluto.
  • Mettere su una zuppa.
  • Controllare la mail.
  • Leggere. 
  • Curiosare Facebook, Twitter, Instagram.

E dopo soli 15 minuti, mi sento come rinata, pronta per la lezione successiva e con le pile ricaricate. È incredibile come un minuscolo cambiamento possa fare tanta differenza. 

A volte, dobbiamo ricordarci di rallentare — fermarci anche — e vivere. Perché abbiamo solo questa vita e ogni minuto che passa è un minuto che non tornerà mai. Sfrecciare a gran velocità tra le giornate — e cado nell’ovvio, ma vero — accorcia questo nostro breve passaggio nell’esistenza e ci fa perdere di vista le cose belle che ci circondano.


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