Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Basta con la cicogna. Spieghiamo il sesso ai bambini!

3 commenti
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Oggi ho ritrovato questo libro per bambini divertente ma alquanto controverso che avevo letto per caso un po’ di tempo fa: How A Baby Is Made (è vecchierello, del 1975). Sì, hai capito bene, “Come si fa un bambino”. Spiega in maniera molto (molto) visuale e veritiera come si fanno i bambini, appunto. Ed è un libro per i bambini.

L’ho ritrovato menzionato in un articolo che spiegava che i danesi generalmente tendono a parlare apertamente del sesso con i loro bambini (non a caso, il libro è stato scritto da un insegnante e psichiatra danese) e come l’autrice pensi che “uno dei grandi peccati dei genitori è non essere aperti riguardo al sesso”. Concordo pienamente. Il sesso è ovunque e non dovrebbe più essere un tabù nel 21esimo secolo.

Penso che i miei genitori non ne abbiano mai davvero parlato apertamente fino a quando ero già più grandicella e allora—volente o nolente—era già qualcosa che mi faceva vergognare. A me piacerebbe che i miei figli adolescenti possano parlarmi della loro vita sessuale se ne sentono il bisogno, spiegarmi i loro dubbi e farmi domande, e vorrei riuscire ad essere il più semplice e magari clinica possibile nelle mie risposte. E sì, c’è un minuscolo rischio che Oliver sia uno di quei bambini che a scuola “e poi il pene di papà entra nella vagina di mamma e…”, ma ehi!, è un rischio che mi sento di correre! 😉

Non dico che non mi sentirò mai scomoda a parlarne. Dico solo che vorrei fare uno sforzo per sentirmi sempre meno scomoda, perché dietro tutta la pornografia, la volgarità e i significati sporchi che circondano la parola SESSO, il sesso è la cosa più naturale del mondo e come tale dovrebbe essere trattata.

Anche se già ci vedo come i genitori in questo video a cui è stato chiesto di spiegare il sesso in maniera veritiera ai loro figli per la prima volta… Chase, il bambino con il maglioncino verde, mi fa morire: “mio fratello mi ha già spiegato tutto!” 😀 Ci sono cinque o sei video e vale la pena vederli!

Vi lascio con alcune (sì, è più lungo!) pagine del libro “How A Baby Is Made”. Lo potete leggere completo online o guardare questo video che è un’animazione del libro in inglese. In didascalia lo trovate tradotto e se volete più dettagli 😉 cliccate una pagina e la vedrete ingrandita. Buona lettura!

(Photo credit: Jezebel. Traduzione: Carlotta Cerri)

Ora ti chiedo: Tu lo faresti leggere ai tuoi figli? 


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  1. Savina Sciacqua - marzo 1, 2016

    In realtà cara Carlotta ricordi male, nel senso che forse eri tanto piccola da non ricordare che te ne parlai tranquillamente, senza disegnini, è vero, ma spiegando quanto tu spiegherai, presto, o tardi, ad Oliver. Diciamo che non ne hai mai sentito parlare da papà, ma certamente da me sì, perché io ho sempre avuto il tuo punto di vista. Né a te, né a tua sorella ho mai raccontato della cicogna o di cavolfiori, come invece hanno fatto con me…. E magari quel senso di vergogna al quale alludi ti arriva dalla tua nonna Bruna, che, invece, non aveva trovato la giusta naturalezza per parlarne, forse anche perché erano altri tempi. Però, proprio in base a questo mio ricordo, non mi sento di giudicare o di condannare chi ha fatto, o fa diversamente ancora oggi. Io, pur con questo velato tabù, sono cresciuta comunque sessualmente libera, sebbene per scelta abbia salvato il pudore, perché mi piace e lo ritengo assimilabile ad una mia virtù….Un’altra cosa, all’epoca, quando ve ne parlai, non mi ero posta la domanda "se voi due foste o meno pronte", avevo lasciato la cosa al caso, o, forse, con una delle due, alla vostra curiosità; ecco, più che su altro, oggi farei più attenzione su questo punto, perché in effetti, ogni bambino ha i suoi giusti tempi per apprendere come è stato concepito. Come ognuna di voi, fatti salvi i principi e i valori che ritengo importanti, ha avuto da parte mia un diverso modo di essere cresciuta, corretto sulla vostra diversa indole e sul vostro differente modo di essere figlie….Con amore, mamma

    • No, effettivamente non ricordo nessun dialogo al riguardo e la vergogna da adolescente arriva più che altro dalla società e dall’allora sistema scolastico in cui si ridacchiava ogni volta che se ne parlava in classe (perfino i professori ridacchiavano se ci vedevano ridacchiare). Io quando studio anatomia con i miei studenti, parlo e rispondo alle loro domande molto naturalmente, senza cedere alle loro risatine. E più ridono quando ascoltano la parola sesso, più la uso in maniera completamente naturale.

      Ma sì, ovviamente sono d’accordo sul rispettare i tempi e spiegarlo liberamente (con o senza disegnini) quando Oliver chieda. Insomma, anche su questo seguiremo Oliver 🙂

  2. Prodigious!😘


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