Superare separazione e lacrime i primi giorni di scuola (il tuo bimbo non è l’unico che piange)

7 commenti
Aiutami a crescere
ItalianoEnglishEspañol

Pensavo che Emily avrebbe iniziato la scuola materna alla grande. A parte rare volte, è sempre stata felice con qualsiasi tata con cui l’ho lasciata, mi ha sempre salutata con un bacio e ha continuato a giocare; in Canada l’ho lasciata in un posto nuovo con parecchie babysitter diverse che non aveva mai visto prima e non ha mai avuto alcun problema. Ma non ho tenuto in conto un fattore importante: tutte quelle volte, era con Oliver.

Quindi la storia si ripete e già dal primo giorno di scuola materna mi è ben chiaro che dovrò attraversare un altro duro, emotivamente straziante ed estenuante processo di adattamento.

Il secondo giorno, quando l’ho lasciata a scuola, anche se insicura, è entrata senza di me con Oliver e la guida Philippa; l’ho salutata, mi ha visto andare via ed è entrata comunque (è una piccola guerriera come la mamma). Ottimo inizio! Probabilmente ha fatto la dura fino a quando è stata separata da Oliver e quando si è resa conto di trovarsi in una stanza piena di estranei e senza Oliver, ha ceduto e pianto a sprazzi tutto il tempo. Non la biasimo.

In realtà, non biasimo nessuno.

Il mio primo pensiero è stato: “Se solo la coinvolgessero di più con canzoni e pagliacciate; se solo la distraessero con il cibo; se solo la prendessero in braccio; se solo la conoscessero come la conosco io” e tutto il non-senso che una madre emotiva pensa quando sa che suo figlio sta facendo fatica.

Il mio secondo pensiero è stato, “Forse non è ancora pronta, forse questo è il suo modo di dirmi che ha bisogno di più tempo a casa con me, forse dovrei ascoltare chi mi ha detto di aspettare il più possibile a iniziare l’asilo perché questa tappa non tornerà mai più”, e tutto il non-senso che una madre emotiva pensa quando sa che suo figlio sta facendo fatica.

Il mio terzo pensiero è stato: “Sono egoista, posso trovare altri orari e modi di lavorare senza doverla sottoporre a questa sofferenza, il mio blog non è importante quanto la felicità dei miei figli, posso sacrificarlo ancora per un po’”, e tutto il non-senso che una madre emotiva pensa quando sa che suo figlio sta facendo fatica.

Il mio pensiero successivo è stato: “Carlotta, ma ti stai sentendo? Hai preso una decisione perché nel tuo cuore senti che è quella giusta, e nel profondo sapevi che questo sarebbe successo: ecco perché hai un herpes al labbro e sono notti che dormi male. Quindi piantala e ragiona:

1. Non c’è niente che le insegnanti possano fare o dire per renderlo più facile per Emily, dovrà affrontarlo come fece Oliver. Il cambiamento è sempre difficile, ma è sempre per il meglio; 2. È prontissima e in realtà sta chiedendo nuovi stimoli da mesi. Questa separazione sana e necessaria aiuterà anche la sua ossessione per te e la tetta; e 3. Non sei egoista, il tuo tempo personale è prezioso quanto la loro felicità, e ne hai il diritto al 100% “, e tutto il senso che una madre emotiva può avere quando entra in gioco la razionalità.

Alcuni dicono che dovresti mandare tuo figlio all’asilo il prima possibile se non vuoi che faccia fatica. Altri dicono dopo l’anno. Altri dicono sicuramente non tra i 12 e i 18 mesi. Altri dicono che se non l’hai mandato prima dei 18 mesi, aspetta fino a che non ne abbia tre. O aspetta sempre fino a che non ne abbia tre. Oppure salta la scuola materna, mandali subito a scuola.

Ne dicono di tutti i colori e niente di tutto ciò è vero. La verità è che alcuni bambini fanno fatica a separarsi dai genitori per iniziare l’asilo o la scuola, altri no. Ho visto e sentito di tutto, non importa quanto piccoli o grandi fossero i bambini, quanto fossero abituati a stare lontani da mamma e papà, e quanto fossero estroversi o introversi. Ho sentito di neonati e bambini che vanno all’asilo felici fin dal primo giorno senza mai una lacrima: sì, esistono! Ma più spesso ho sentito di bambini di appena quattro mesi piangere per settimane prima di adattarsi. Di bambini di oltre quattro anni che impiegano mesi a entrare felici a scuola. E di fatica a tutte le età nel mezzo. 

Quando si tratta di separazione, non ci sono regole. Non c’è età ideale. Non c’è trucco o consiglio per renderlo più facile. Nessuno a cui puntare il dito. Nessuna colpa da assegnare. Devi solo scegliere una scuola di cui ti fidi, farti coraggio, consegnare il tuo bambino piangente ad un estraneo e sapere nel tuo cuore che farà qualsiasi cosa in suo potere per rendere il processo meno duro.

Salutalo, girati, vai via senza guardarti indietro, passa attraverso il pensiero numero 1, il numero 2 e il numero 3. Poi fai un respiro profondo e aspetta pazientemente fino a quando entra in gioco la razionalità.

Come tutto, anche questa passerà.

PS. In bocca al lupo se anche tu, come me, hai un piccolo che sta iniziando la scuola materna e facendo fatica.

Alcuni “trucchi” che ci aiutano a superare la separazione e le lacrime:

  • Parla tanto di scuola a casa ricordando il meglio. Trovo che questo funzioni bene per noi, soprattutto prima di andare a dormire, quando Emily si rilassa alla tetta.
  • Al mattino, mentre andate a scuola, ricordale cosa succederà in dettaglio (camminiamo fino alla porta, la mamma ti saluta, dai un grosso bacio e abbraccio a mamma, e poi entri, vai a giocare nel patio con gli altri bimbi [nomi]…).
  • Chiedi alla scuola alcune foto e mostrale a casa, nominando tutti i bambini e gli insegnanti e rendendola curiosa e interessate a ciò che si vede nell’ambiente.

Aiutami a crescere

Starter kit block

Vuoi portare Montessori a casa tua?

Io l'ho fatto e posso aiutarti! Questo è il corso pratico che avrei voluto trovare io stessa due anni fa, quando ho dato i primi passi nella filosofia Montessori. Il corso è tutto online, 100% flessibile e ti dà accesso ad una sezione FAQ privata e personalizzata in cui risponderò personalmente a qualsiasi domanda!

E in più costa come un libro!

Voglio sapere di più →


La donna dietro le parole

Sono una trentenne, trilingue, mamma montessori e 88% paleo. Insegnante di lingue per lavoro, blogger e ballerina per passione.

Leggi di più su di me →

Ti è piaciuto? Sei d'accordo? No? Dimmelo in un commento.

Se preferisci, puoi anche mandarmi un tweet o scrivermi in privato.

  1. Grazie <3

  2. A noi, l’anno scorso con l’inserimento al nido era servito un sacco leggere la storia de: “i tre piccoli gufi”! Quando era ansiosa perché dovevo andare via mi ripeteva come un mantra… “mamma torna sempre”! Quest’anno, primo anno di scuola materna, per ora tutto bene.. ma aspetto ancora che cominci a fare l’orario pieno prima di considerarmi fuori dal tunnel dei pianti💪
    In bocca al lupo..

    • Grazie Elisa, ci do subito un’occhiata a questo libro, qualsiasi cosa che possa aiutare va provata!

  3. Grazie x questo post Carlotta!
    Il mio ometto inizierà la scuola materna martedi e sono parecchio in ansia anch’io, come lo eri tu!è sempre stato solo con persone che conosce bene, io e il suo papà o i nonni…seguirò i tuoi preziosi consigli!
    Crepi il lupo Carlotta, un abbraccio!

    • Jessica, spero che da voi vada meglio perché qui siamo ancora in alto mare con l’adattamento di Emily. Grazie per il tuo commento, un abbraccio!

  4. Ho letto un libro bellissimo di Peter Cameron, il cui titolo “Un giorno questo dolore ti sarà utile” ne contiene l’essenza. Un bacio cucciola mia ❤️


Vai di fretta?

Iscriviti alla mia newsletter settimanale per ricevere gli ultimi post direttamente in mail. Solo una mail al mese. No spam (giurin giuretto!) 🙂


Articoli famosi…

Questi articoli hanno avuto un sacco di successo. Magari piacciono anche a te.


Ultimi articoli…

Appena pubblicati e pronti per essere letti tutti d'un fiato.

Imprint  ·  Privacy Policy