La Tela di Carlotta

Ti senti in colpa quando usi il telefono davanti ai tuoi figli?

ott 3, 2015

Questa settimana sembra essere dedicata alla tecnologia su La tela di Carlotta. Dopo aver parlato ieri della responsabilità di documentare che hanno i figli che vivono all’estero, sono incappata in questo bellissimo articolo. E visto che so che mi direte “Ma è in inglese!”, ve lo riassumo.

L’autrice ricorda sua madre quando sfogliava la sua agenda telefonica, pagava le bollette, leggeva un libro. Come tutto fosse trasparente e come quella trasparenza sia oggi scomparsa — perché possiamo fare tutto nascosti dietro lo schermo di un telefono. Non solo si sente in colpa, ma a volte giudicata: come quella volta che stava leggendo un libro sull’iPhone all’allenamento di calcio dei suoi figli e un’altra madre le disse, “Guardaci qui, i nostri figli giocano a calcio e noi col cellulare". E quel senso di colpa l'ha portata a decidere di narrare ai suoi figli il suo uso dell'iPhone, “sto pagando le bollette, sto rispondendo alla vostra professoressa, sto scrivendo quel messaggio alla mamma di…".

Mi ha fatto pensare. È davvero necessario giustificare il nostro uso del cellulare ai nostri figli?

Ho smesso di sentirmi in colpa molto tempo fa per qualcosa così inevitabile come lasciare che la tecnologia mi migliori la vita.

Ho 29 anni, non ricordo una vita senza computer o telefoni cellulari. Ho comprato il primo iPhone l’anno in cui è uscito e quindi è addirittura difficile ricordare l’era pre-smartphone. La tecnologia è in ogni aspetto della mia vita. Io e Alex adoriamo le pulizie di primavera a ogni mese dell’anno, viviamo in affitto, ci muoviamo spesso. Non abbiamo CD, DVD, libri cartacei, album fotografici, giochi da tavola. Tutta la nostra vita è digitale. Può sembrare triste ad alcuni di voi, ma a me piace e non lo trovo un problema.

E c’è di più. La tecnologia per noi è più che pagare bollette, leggere libri virtuali, rispondere a mail o cercare ricette per cena. Ho vissuto gli ultimi 10 anni della mia vita all’estero, lontana dalla mia madre patria e dalla mia famiglia d’origine. Tornassi indietro, non resterei. Andassi avanti, non tornerei. Sono felice qui a Marbella. Ma senza dubbio alcuno, la distanza uccide le relazioni, anche le più forti. Fortunatamente, ha una cura e si chiama tecnologia.

“La tecnologia è l’unica cura per la distanza. Perché non usarla?”

Tweet !function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)?'http':'https';if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+'://platform.twitter.com/widgets.js';fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document, 'script', 'twitter-wjs');<p>Quindi sì, spesso cammino spingendo il passeggino con una mano e tenendo l’iPhone nell’altra: sto parlando su FaceTime con mio padre per fargli vedere come suo nipote di 6 mesi sta seduto nella sua sedia da bimbo grande. Spesso mi fermo su una panchina davanti al mare e invece di godermi la vista, tiro fuori il telefono: sto messaggiando con mia sorella che dopo non avrà il wifi (studenti universitari…). Prendo il telefono almeno 200 volte al giorno per fare una foto o un video a Oliver: alla sera, quando le pubblico nell’album di famiglia renderò la nonna la persona più felice del mondo. E sì, magari prendo il telefono 150 volte in più di quanto vorrei — e sono spesso su Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest — ma perché no?</p><p>Che mi piaccia o no, mio figlio crescerà nel nostro mondo digitale e l’unica cosa che posso insegnarli è quanto sia importante a volte fare uno sforzo cosciente, posare il telefono e godersi il momento, la vista, il silenzio, la folla, il fine settimana. Che è la stessa cosa che ho dovuto imparare io nel corso degli anni. E quando sai che puoi mettere giù il telefono e resistere alla tentazione di riprenderlo, tutti i sensi di colpa spariscono. </p><p class="text-align-center">E voi che cosa ne pensate? Dimmelo in un commento.
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Commenti

Savina • ott 6, 2015

Meno male che esiste la tecnologia. Hai ragione Carlotta! Per chi vive lontano, è la sola immediata cura alla nostalgia di chi si ama e non vive nella tua stessa città, anzi, addirittura nemmeno nel tuo stesso Paese...
In effetti dobbiamo solo e soltanto essere vigili, proprio come fai quando metti ogni strumento tecnologico a riposo. E che bello imparare a farlo non per non sentirti in colpa! Meglio farlo per rispettare se stessi e quella parte di noi che può librarsi alta soltanto nella nostra versione più libera. Dove stiamo a mente sgombra senza condizionamento alcuno.

Giuseppe cerri gambarelli • ott 7, 2015

Grazie tecnologia per esserci venuta in aiuto. Non so come avrei fatto con n.2 figlie sparse in euro. È tutto più facile... Un pochino più facile. Ma le ho sempre in tasca con me

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Corsi online

Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

Educare a lungo termine

Filosofia Montessori, disciplina positiva ed educazione gentile: linee guida per genitori.
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Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
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Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.
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Il blog

Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
Bambini in cucina: semplice ricetta disegnata
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Vivere in modo sostenibile per me non significa solo avere uno stile di vita più ecologico. Significa prendere decisioni sostenibili per il nostro pianeta, le persone che lo abitano, ma anche per la nostra vita, il nostro stile di vita e la nostra felicità. Significa cogliere ogni occasione quotidiana per evolvere come esseri umani, per essere più felici, più sani, più gentili, più responsabili e più premurosi — l'unico modo sostenibile per un futuro significativo.
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Libri

Nel 2020 ho scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco. La collezione è un progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Abbiamo anche implementato con Oliver ed Emily i laboratori degli ultimi 15 volumi della collezione.

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Perché la Tela di Carlotta?
La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
Carlotta
Carlotta dreaming of La Tela
Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!