Lifestyle blog di Carlotta Cerri
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Oliver dorme dorme nella sua cameretta di notte a tre mesi

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Oliver ha dormito nella sua cameretta montessori e nel suo lettino montessori fai-da-te per la prima volta ieri notte. Ha tre mesi e molti direbbero—e diranno—che è troppo piccolo, è troppo presto, troppo rischioso, troppo troppo troppo… Ma io e Alex abbiamo deciso di crescerlo con il metodo Montessori, che tra le altre cose significa dare al bambino quanta più indipendenza possibile fin da subito.

Ieri notte ci è sembrata che fosse arrivata l’ora.

Mi è piaciuto? Per niente — ed è per questo che questo post è stato scritto alle 4:37 di notte.

Oliver era pronto!

Era da un po’ che volevamo provare a metterlo a dormire nella sua stanza di notte e avevamo deciso di aspettare fino a quando lui stesso ci dicesse di essere pronto (una parte importante della filosofia Montessori è “Follow the Child”, ascoltare il bambino e interpretarne i segnali). Svegliarsi un volta sola di notte — e a volte nemmeno quella — è un segnale forte e chiaro che è pronto a dormire nella sua cameretta montessori tutto da solo.

Purtroppo, la mia apprensione di neo mamma — qualcosa che non pensavo di avere — si è fatta subito sentire. Una settimana fa la scusa ufficiale per tenerlo ancora in camera nostra era “Ma non abbiamo ancora le radioline e non lo sentiamo”.

Poi sono arrivate le radioline. Il giorno dopo “devo ancora testarle”. Due giorni dopo “è che non sono ancora sicura se si sente bene”. Tre giorni dopo “proviamo questo fine settimana”. Passato il fine settimana “proviamo questo fine settimana”.

Ieri sera, Oliver era ormai addormentato e Alex mi ha suggerito di metterlo in camera sua. Mille scuse hanno percorso la mia mente nel giro di un secondo e mezzo, ma nessuna valida.

Non è stato facile lasciarlo lì!

Detto, fatto. Il difficile è venuto dopo. Sono andata a vederlo almeno sette volte prima di addormentarmi. Tre volte ho chiesto ad Alex di andare a bisbigliare qualcosa per vedere se lo sentivo. Una di queste non l’ho sentito e “forse è meglio se per stanotte dorme ancora con noi”. E Alex, “domani notte sarebbe la stessa cosa, devi solo abituartici”.

Ha ragione lui. L’indipendenza di Olivernon solo  inizia quando finisce la mia potenziale apprensione. Devo solo abituarmici. Come dovrò abituarmici il giorno che lo lascerò con qualcuno per la prima volta. Il giorno che andrà scuola per la prima volta. Il giorno che vorrà farsi la sua prima serata fuori con gli amici. Il giorno che andrà a vivere da solo. Il giorno che accetterà un lavoro all’estero. Il giorno che si sposerà.

Un’ora fa, sono andata a vederlo per l’ennesima volta e un aroma di cacca mi ha accolta. L’ho preso, abbracciato, messo sul fasciatoio ancora semi addormentato. Quando ha aperto gli occhi, si è guardato intorno e mi ha fatto una serie di sorrisi immensi, a tutte gengive, e mi ha perfino detto “Uuhh”. Non l’aveva mai fatto prima di notte. E per me, quello è stato il suo modo di dirmi, “sto bene qui, mami. Tu vai a dormire”. L’ho riaddormentato, sbaciucchiato tutto, stritolato un pochino e l’ho lasciato nel suo lettone. Questa volta più serena.

Questo è solo il primo di mille distacchi. Ed è vero, Oliver è lì nella sua stanza solo soletto e io qui a scrivere, un po’ insonne. E sì, sono andata avanti e indietro cento volte, sono le cinque del mattino e sono sveglia da un’ora. Ma ne vale la pena se significa non solo crescere un bimbo indipendente, ma prima di tutto imparare ad essere una madre non apprensiva che crescerà un bimbo indipendente e lo accompagnerà nei distacchi della nostra vita con serenità, mia e sua.

Dormi piccolo mio, se sei sereno tu lo sono anch’io.

SEQUEL

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Non rotola ancora, ma visto che è un serpentello abbiamo messo il materasso della culla per terra per ulteriore protezione.

La seconda e terza notte Oliver ha dormito TUTTA la notte dalle 21:30/22:00 alle 6:30/7:00 confermandoci il dubbio che avevamo: si stava svegliando di notte perché la sua culla Bednest iniziava ad essere troppo piccola per il nostro piccolo gigante. Nel suo lettone ogni volta lo troviamo in una posizione diversa, di traverso, sottosopra, in diagonale… Insomma, aveva bisogno di più spazio!

E noi abbiamo dormito meglio, svegliandoci solo due o tre volte per andare a vedere se respirava 😉 Oliver è già un piccolo ometto.


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Sono una trentenne, trilingue, mamma montessori e 88% paleo. Insegnante di lingue per lavoro, blogger e ballerina per passione.

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  1. Tutto vero e vissuto in prima persona. E non solo con ila prima figlia, ma anche e allo stesso modo coni la seconda. Perché non si passa indenni per nessuna separazione….
    Ma la vera, grande differenza, sarà quando il proprio figlio non sarà di là, a pochi metri, e non ci sarà alcun interfono a raccontarti come sta. Quando non ti risponderà al telefono, e niente e nessuno ti aiuterà a calmarti, se non una necessità a salvare se stessi e a pensare positivo….
    È da quelle prime volte, vuoi con una, vuoi con l’altra, che ho capito: non sarò mai più intera se non in presenza di entrambie le mie figlie.

  2. Quanto è vero!!!
    La prima notte da sola nella sua cameretta Emma ha dormito come un sasso, mentre io e Bruno ci siamo svegliati mille volte per vedere se stava bene o se respirava ancora…è stata più dura per noi che per lei ma ora sono contenta della scelta fatta!
    Osservare il mio angioletto mentre dorme nel suo lettino mi riempe il cuore di tenerezza e vorrei stropicciarla tutta per dirle che la mamma è li con lei…ma anch’io sono convinta che renderli indipendenti sia importante, a cominciare già dai primi mesi!!!!!

    • Grazie per il tuo commento, Luisa! Credo sia un passo che tutti i genitori fanno con preoccupazione (il primo di molti più difficili, come dice giustamente la mia mamma qui sopra :-), ma sono d’accordo con te: meglio iniziare a renderli indipendenti prestissimo e abituarsi all’idea che diventarlo significa anche, forse, lasciare il nido prima. Un abbraccio!

  3. Io non credo che l’indipendenza di un bimbo si costruisca facendolo dormire solo ma se la vostra esperienza e’ positiva per tutti significa che per la vostra famiglia e’ giusto cosi’. Noi dormiamo ancora insieme dopo un anno e mia figlia segnala di voler poppare diverse volte ogni notte (non si sveglia, si gira e io mi sveglio, siamo sincronizzate). Quando sara’ piu’ grande prendero’ spunto per il suo letto!

    • Ciao Giovanna, grazie per il tuo commento! Sono d’accordissimo con te, se per la tua famiglia dormire insieme è l’ideale, è la decisione giusta per voi. Ogni famiglia è un mondo a sé.

      Io forse sono un po’ più egoista e avevo assoluto bisogno dei miei spazi (soffro di sinusite e allergie e in alcuni periodi di notte mi sveglio a soffiarmi il naso parecchie volte, cosa che disturbava Oliver). Quello è il motivo numero 1 della nostra decisione… e poi il fatto che l’esperimento sia andato così bene, ovviamente ha aiutato 🙂

      In bocca al lupo per quando sarà, ma sono sicura che il lettino a terra stile Montessori ti piacerà un sacco!

      Presto scriverò delle ultime novità della nostra cameretta Montessori: se sei curiosa puoi iscriverti alla newsletter per non perderti i post. Un abbraccio!

  4. Ciao Carlotta,
    Noi abbiamo fatto questo grande passo da una settimana e siamo molto soddisfatti, anche se non sono ancora riuscita a farmi una dormita come si deve! 🙂
    Abbiamo iniziato a mettere Anna nella sua cameretta per il pisolino pomeridiano e poi siamo passati alla notte.
    Ma vogliamo parlare dell’aspetto migliore? Il sorriso enorme che fa quando mi vede al mattino. Gioia pura!
    Un caro saluto.

    • Carlotta - agosto 1, 2016

      Complimenti! Quanti mesi ha la piccola Anna? Anche noi avevamo fatto come voi, prima al pomeriggio e poi di notte e ha funzionato benissimo. Ricordo che le prime notti non sono state facili (per me più che altro, e mi chiedo come sarà con scimmietta numero due), ma ricordo anche che ci siamo abituati in fretta e ora quelle poche notti che Oliver è un po’ inquieto e lo prendiamo nel nostro letto, nessuno dorme (nemmeno lui!).

      Per me devo ammettere che la cosa più bella in assoluto è stata quando ha iniziato a gattonare e venirci a svegliare—ora arriva camminando e si arrampica sul nostro letto, una meraviglia! Un abbraccio a te e un bacino ad Anna

  5. Francesca - agosto 8, 2016

    Il mio bimbo ha l’età del vostro. E ora ha 15 mesi. Non sapevo nulla del metodo montessori. Per i primi otto mesi ha dormito nella sua cameretta (prima nella culla poi nel lettino con le sbarre) dormendo sempre di più… (7 o 8 ore di fila a 7 mesi) Poi quasi improvvisamente ha cominciato a chiamarmi di notte prima ogni due o tre ore e poi ogni mezz’ora! A quel punto l’abbiamo preso nel lettone con noi! Si svegliava ancora ma gli bastava sentire che ero vicina a lui per riprendere sonno. Dopo qualche settimana però ha cominciato a muoversi così tanto che il papà non riusciva più a dormire neanche un minuto per la paura di ricevere una manata o un calcio. Allora abbiamo deciso di riconquistare i nostro spazio e sistemarlo di nuovo nel lettino. Ma Giovanni non voleva più saperne delle sbarre e piangeva disperato! Dopo un paio di notti insonni ho tolto le gambe ad un letto ad una piazza. Ho posato doghe e materasso sul pavimento contro il muro ho fatto una specie di struttura letto usando qualche listello di legno e il paracolpi del lettino. Senza saperlo, una specie di letto montessori! Purtroppo ancora adesso non dorme tutta la notte, ma il nuovo letto gli piace molto. Quando mi chiama di notte non piange spaventato qualche volta gli basta una carezza per riprendere sonno, altre volte un po ‘ di latte… Quando si sveglia al mattino è sempre allegro e sorridente e cerca il suo amico orsetto per giocare un po’ prima di colazione. Stranamente, pur potendo, non scende dal letto. Mi aspetta sempre.

    • Bellissimo commento, Francesca, grazie per condividere! Adoro quando Montessori succede così, spontaneamente: ti fa davvero capire quanto logica ed intuitiva sia questa meravigliosa filosofia che la nostra Maria Montessori ha sviluppato per i nostri piccoli. E sono contenta di leggere che non sono l’unica ad aver sentito il bisogno di “riconquistare il nostro spazio”, a volte credo sia fondamentale anche per la coppia, non trovi? 😊

      Vedrai che è questione di pochi mesi prima che dorma tutta la notte. Io ho notato un cambio radicale quando ho deciso di non allattarlo più di notte: lo allatto ancora a richiesta durante il giorno (normalmente mattino e sera o quando è malaticcio), ma di notte se si sveglia, normalmente lo riaddormentiamo senza latte (ultimamente basta dargli acqua e si rimette giù senza fare storie dopo aver bevuto come un cammello…).

  6. Quindi potrebbe essere troppo piccola la culla? Mi ha molto interessato questa idea… Anche noi abbiamo preso il bednest per Emily e a tre mesi dormiva tutta la notte… E poi l’idillio é finito ma non so perché, scatto di crescita? A questo punto la figliola dovrebbe essere lunga 1 metro 😂 Siamo a 5mesi e mezzo e sto cominciando a metterla a dormire nel lettino in camera sua il pomeriggio, un lettino classico con le sbarre. Ma non so come fare a mettercela la notte.. Per farla riaddormentare si attacca alla poppa sdraiata accanto a me, questo vorrebbe dire che per farla dormire nel suo lettino dovrei rimanere sveglia ad allattarla (3 volte a notte?) 😨 sto quindi pensando di salvare capre e cavoli e di convertire il lettino fatto di sbarre in uno in stile montessori. Te quando hai smesso di allattarlo di notte? Non avevi paura che non mangiasse abbastanza? 😥
    Ahhhh, quante paranoie! Grazie per il tuo blog, sarebbe piú facile chiacchierare, io poi a scrivere mi perdo in un bicchier d’acqua.

    • Ciao Sara, scusa il ritardo.

      Guarda, devo essere sincera, non ricordo quando smisi di allattare Oliver di notte ma fu abbastanza dopo averlo messo in camera sua. Oliver si svegliava ogni tre ore, mangiava e si riaddormenta in fretta, quindi non mi scocciava andare avanti e indietro (anzi, lo preferivo all’alternativa, che era condividere la mia camera e non avere uno spazio mio ;-). Ma ogni mamma credo debba seguire il proprio istinto. Che cosa hai deciso alla fine?

  7. Eccomi qui, sempre io,man mano che leggo mi trovo a dire la.mia quando sento la.spinta a farlo! Noi siamo moolto più oltre, Franci ha due anni e sta dormendo nel lettino accostato al lato del mio matrimoniale, ho preso un lettino bello grande (1,20 mt) proprio con l intenZione di lasciarlo vicino a lungo, o per le meno per far si che non fosse la dimensione del letto a determinare il passaggio. In questi giorni Franci non dorme bene, a differenza del solito, si dimena, si muove molto e ai lamenta, spesso mi arriva addosso o in mezzo tra me e Cris, e io mi sveglio ripetutamente con conseguente mix di stanchezza e dolori articolari che mi porto dietro tutto il giorno. Fino a poco tempo fa ci eravamo detti di provare a spostarlo nel letto dell sua cameretta appena restavo incinta di nuovo, ma.ora sono motivata ad.accelerare i tempi e provare questo week end. Metteremo il materasso a terra e verificheró se anche per noi vale quello che hai intuito tu. So che per mia.cognata (molto montessoriana anche lei) il passaggio in cameretta è coinciso con notti dritte filate e benessere per tutti, ora vediamo come.va qui!! Dopo il distacco dal seno questo è il secondo, poi a gennaio verrà l inizio della materna…. cuore di mamma vibra tantissimo….

    • Ciao Sara, come è andato il passaggio alla cameretta? L’hai poi fatto? Ha migliorato un po’ le tue notti e i tuoi dolori articolari? Ricordo che per noi il passaggio alla cameretta non aveva coinciso con notti filate, ma mi aveva sicuramente migliorato l’umore riappropriarmi dei miei spazi.

      Con Emily, ora, è tutto diverso, a 9 mesi è ancora in camera nostra (dove è tornata dopo un breve intervallo in una terza cameretta provvisoria), dorme su un materasso matrimoniale per terra e che mi piaccia o no è l’unica soluzione al momento, perché essendo una bimba che non dorme dobbiamo continuamente andare da lei e spesso mi fermo a dormire sul suo materasso. Insomma, ogni bimbo è un mondo a parte, e stiamo aspettando che impari a dormire più ore di seguito per spostarla in camera con Oliver 🙂

  8. il metodo montessori non dice che l’indipendenza si promuove allontanando il bimbo dalla mamma a 3 mesi, anche perchè se non si promuove l’attamento artificiale ( e dubito che montessori potesse andare contro l’allattamento a richiesta) nei primi mesi il co-sleeping è il metodo secondo natura, la natura ha bio-fisiologicamente predisposto madre e bimbo per essere vicino in questi primi mesi (infatti le percentuiali di SIDS nei bambini che dormono insieme alla madre sono vicino allo 0%)

    • Cara Roberta,

      Grazie per il tuo commento. Hai ragione su tutto 🙂 Io però sono una mamma un po’ egoista forse e avevo voglia di riappropriarmi della mia camera e di un po’ d’intimita con mio marito. Inoltre, avevo voglia di orari miei, cosa che il co-sleeping non mi permetteva perché non volevo lasciare Oliver da solo nel lettone e quindi seguivamo i suoi orari.

      Il letto a terra in camera sua ha risolto entrambe le cose, e visto che Oliver si svegliava solo ogni tre ore, preferivo andare avanti e indietro per allattarlo.

      Devo dire che per noi ha funzionato alla grande, ma ogni mamma deve ascoltare il proprio istinto, non ci sono regole quando si tratta di maternità. Inoltre, lo dico spesso, essere Montessori per me non significa seguirne al 100% e ciecamente i principi, non mi piacciono gli estremi e sono dell’idea che qualsiasi metodo vada adattato alle visioni e allo stile di vita di ogni famiglia.

      Un saluto e spero di leggerti ancora da queste parti 🙂


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