Trucchi per viaggiare soli con bimbi piccoli

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Dunque, dunque, mi sono fatta un’avventura da sola in Italia con Oliver ed Emily, e… be’, se pensi che scriverò di come sono stata una super mamma, ti sbagli! È stato bello trascorrere una settimana con la famiglia—un lusso di questi tempi—e sono perfino riuscita ad avere una conversazione adulta con una delle mie più care amiche di sempre—anche piuttosto romantica, nella mia vecchia cucina, proprio come quando eravamo adolescenti—ma se dovessi tornare indietro, lo ammetto: viaggiare con due bambini sotto i tre anni non è stata un’idea brillante e non penso di rifarlo molto presto.

Detto questo, se hai intenzione di viaggiare da solo con bimbi piccoli, segui il mio consiglio: non farlo! Mannò, sto solo scherzando (a metà) e ho un paio di consigli intelligenti e pensati per noi mamme di bimbi piccoli, perché la verità è che 0-4 anni è una categoria ben specifica di bambini.

Eccoli:

  1. Pensa ai tuoi figli. Se sai che il tuo bambino non fa fatica a camminare (come Oliver), fidati di me, imbarca il passeggino! Nella mia esperienza, il controllo di sicurezza è la parte più complicata: sarai felice di aver imbarcato il passeggino e non doverlo smontare, piegare e sollevare mentre tieni in braccio tua figlia e cerchi di convincere tuo figlio a starti vicino. Imbarca anche il bagaglio a mano se puoi, EasyJet ora ti permette di farlo per 5€ al banco del check-in.
  2. Assicurati che la famiglia sia disponibile ad aiutare. Se visiti dei familiari, assicurati che qualcuno possa aiutarti con i bambini. I nonni sono fantastici quando si tratta di darti da mangiare e di fare giochi rilassanti in salotto, ma onestamente non so cosa avrei fatto senza l’aiuto della zia Cri e della sua energia infinita.
  3. Scegli una destinazione adatta ai bambini. Se non vai a visitare la famiglia, assicurati che la città offra molte attività per bambini, specialmente in inverno. Ancora una volta, sono rimasta allibita da quanto Alba sia poco preparata ad accogliere famiglie con bambini piccoli, e questa volta è stato ancora più difficile perché non solo faceva freddo, ma nevicava addirittura (che è stata una bella sorpresa!): non ci sono bar per famiglie, niente parchi giochi al coperto, la maggior parte dei ristoranti non hanno nemmeno il fasciatoio. Però abbiamo trovato un po’ di sollievo al caldo della zona per bimbi della biblioteca, dove Oliver ed Emily hanno “letto” un libro dopo l’altro per due ore intere!
  4. Parti leggera. Sono partita con un solo bagaglio a mano per tutti e tre ed è stato sufficiente. Avevo due paia di jeans, una gonna + un paio di collant, tre camicie e un maglione per me, e un po’ di più per i bambini perché i loro vestiti sono minuscoli. Tanti leggings e top—e due abiti più carini—per Emily perché è quella che si sporca di più. Quattro paia di pantaloni, quattro magliette e due maglioncini per Oliver. Solo un paio di scarpe a testa, calze e biancheria intima per ogni giorno della settimana. Voilat!
  5. No giocattoli, sì cibo. Se i bambini non sono di buon umore, se sono troppo stanchi o troppo energici, se le stelle non sono allineate… nessun giocattolo sulla terra ti salverà. Ma il cibo ti farà guadagnare un po’ di tempo. Così ho deciso di lasciar perdere i giocattoli e riempire il mio zaino (amo il mio Golla, è così spazioso ed elegante) con un libro per Emily, un libro di adesivi (+ pennarello che si cancella) per Oliver, iPad con alcuni episodi di Curious George, un sacco di spuntini e pannolini, ovvero tutto quello che ti serve sull’aereo. Spuntini: frittata, anacardi, tortine di riso, mandarini. Un sacco d’acqua: ognuno di noi aveva la propria bottiglia (entrambe le bottiglie di Oliver e Emily stanno nello zaino AffenZahn di Oliver). In questo modo non ho avuto bisogno dell’iPad né all’andata—i bambini non erano stanchi quindi sono riuscita ad intrattenerli con libri e cibo per tutte le due ore e mezza di volo—né al ritorno grazie a un ragazzo che ha giocato con Oliver.
  6. Sii creativa e non preoccuparti di ciò che pensa la gente. All’aeroporto di Malaga, dopo aver passato il controllo di sicurezza, ho messo Emily e Oliver in due cassette e ho detto a Oliver che erano barche, così lui ha cantato “Row, row your boat” muovendo la barca di Emily e distraendola mentre io mi sistemavo. Due signore mi hanno detto che potevano farsi male… gli ho fatto un sorriso e ho continuato a organizzare le mie cose.
  7. Non vergognarti di chiedere o di accettare aiuto. Questa è una regola d’oro quando si viaggia da soli con bambini piccoli. Al ritorno, la guardia al controllo di sicurezza ha tenuto Emily in braccio mentre io mi sistemavo; Cesare “il buon samaritano” ha giocato con Oliver sull’aereo per tutto il viaggio e lo ha persino portato sulle spalle dall’aereo fino a prendere il bagaglio! Quando le persone ti offrono aiuto—e se hai due bambini piccoli, non hai idea di quanti Cesare troverai—accettalo!
  8. Mai correre. È facile farsi prendere dalla fretta all’aeroporto, quando hai un aereo da prendere e tutti sembrano andare più veloci di te e della tua banda di persone bonsai. Non farlo. Far fretta ai bambini ha sempre, sempre, sempre l’effetto contrario.
  9. Mai guardare altre famiglie. Credo di essere stata brava e sono stata in grado di mantenere sempre la calma durante il viaggio. C’è stato un momento al ritorno in cui mi sono sentita addirittura rilassata, Oliver ed Emily camminavano felici e sorridenti e io li seguivo godendomi le loro risate. La gente sorrideva e probabilmente pensava che fossi un’esperta a viaggiare da sola con i piccoli, ma la verità è che quello è stato un piccolo momento. Anche se sono stata abbastanza brava a interpretare il ruolo della mamma perfetta, ci sono stati molti altri momenti in cui mi sono sentita nervosa e sopraffatta. Altri genitori possono sembrare più rilassati di te e i loro figli più educati dei tuoi, ma molto probabilmente è solo un momento—oppure sono più bravi di te a fingere 😉
  10. Respira. Anche se sei una mamma rilassata e hai dormito bene la notte prima (ma queste mamme esistono davvero?) viaggiare sola con bambini piccoli—specialmente due sotto i tre anni—è stressante. Ogni tanto, ricordati che è normale che il tuo bebè non collabori (è solo un bebè), che il tuo bambino non ti ascolti (è solo un bambino) e che tu ti senta sopraffatta (sei solo umana). Fai respiri profondi—farà una gran differenza.

Ultimo ma non meno importante, fatti una lunga doccia a fondo prima di partire—con l’acqua calda fumante, un massaggio con l’olio di cocco, la crema per i capelli o qualsiasi altro rituale che ti piaccia. Potrebbe essere l’unica doccia decente dell’intero viaggio. A buon intenditore…

Quali sono i tuoi segreti per viaggiare con bimbi piccoli?


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  1. Hai avuto un gran coraggio! Brava!

  2. Alessandra - Dicembre 14, 2017

    Il prossimo luglio ci cimenteremo nella traversata oceanica da San Paolo a Milano; prima volta in aereo (forse; sicuramente, prima volta in intercontinentale). Leo avrà 15 mesi e non so proprio come andranno quelle 12 interminabili ore di volo, estenuanti anche per noi adulti. L’andata sarà in notturna, quindi credo che ce la caveremo. Il ritorno, invece, sarà di giorno… e probabilmente qui cascherà l’asino. La cosa che “spaventa” di più, comunque, è la possibilità di arrecare, in qualche modo, disturbo agli altri passeggeri. Vedremo!

  3. Ciao, sono appena arrivata sul tuo blog! Innanzi tutto complimenti, per quello che scrivi e per come lo scrivi, addirittura in spagnolo e inglese, wow!
    Per quanto riguarda questo post, ora che i miei pupi sono più grandicelli (3 e 5 anni) rimpiango quando erano così piccini da poterli mettere in un passeggino e stop o quasi.
    A quest’età vogliono essere indipendenti, scorrazzano ovunque, non stanno mai zitti, sono insaziabilmente curiosi, vogliono fare qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo mantenere le vecchie abitudini. Insomma, un delirio!
    Sola con loro vado a trovare i parenti e per ora non ho il coraggio di fare veri e propri viaggi se non coadiuvata dal papà.
    Vedremo in futuro…


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