🌸 La Tela di Carlotta
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Un papà è una mamma con il pene

Da quando sono diventata mamma, ogni volta che mi ritrovo da qualche parte senza i bambini (specialmente all’inizio, quando Oliver era un neonato e poi quando è arrivata Emily), la prima domanda che mi fanno è: “Con chi hai lasciato i bambini?”.

In che senso “Con chi ho lasciato i bambini?”. Con loro padre, ovviamente. Se mio marito non è con me, è con i bambini: per me è abbastanza ovvio.

A quanto pare non lo è. Non so se è solo qui in Spagna (non sono mai stata madre in nessun altro posto), ma c’è questa tacita convinzione che il padre non sappia prendersi cura dei bambini da solo. Che non sappia far smettere di piangere i suoi figli. Che non sappia cambiare un pannolino pieno di cacca. Che non sappia far dormire i suoi figli da solo.

Be’, tutto ciò che posso dire è: è al 150% NON vero.

Un papà è una mamma con il pene. Può e sa fare tutto ciò che fa una mamma. Può e sa sopportare tutto ciò che sopporta lei. Può e sa prendersi cura dei bambini da solo se messo nella posizione di doverlo fare.

Certo, ci sono famiglie e famiglie e ogni realtà è diversa. Ma nella mia esperienza, dietro un papà che non sa essere genitore da solo, c’è sempre una mamma che non glielo permette.

Una mamma che lo riprende se fa le cose a modo suo — i papà fanno sempre le cose a modo loro, ma le fanno comunque.

Una mamma che gli prende il bambino che piange dalle braccia, perché non crede che sia in grado di calmarlo — i papà sono sempre capaci e spesso più delle mamme.

Una mamma che fa tutto per la famiglia e poi si lamenta che papà non fa niente — se un papà, come un figlio, ha sempre la pappa pronta, si abitua volentieri a questa posizione privilegiata… chi non lo farebbe?

Nella mia famiglia, io e Alex facciamo tutto 50/50 e entrambi sappiamo fare tutto al 100%.

Non c’è niente che Alex non sappia/possa fare — ok, forse allattare per ovvi limiti del corpo, ma anche senza la tetta sa mettere i bambini a dormire ed evitare crisi quando io sono via. Questo è stato scientificamente provato.

Non c’è niente che io non sappia/possa fare — ok, forse cucinare, perché Alex è il cuoco designato della famiglia, ma anche senza cucinare posso tenere in vita i miei figli per parecchi giorni. Anche questo è stato scientificamente provato.

Ricorderò sempre le parole di Alex quando una volta gli chiesi: “Sei sicuro di riuscire a farlo da solo?”. Gli stavo lasciando per la prima volta Oliver di 2 mesi una sera per tornare alle mie lezioni di danza. Tutto ciò che disse fu: “Certo che riesco. Sono suo padre”.

SONO SUO PADRE. Adoro quest’uomo per il suo modo di essere — ok, forse lui è un talento naturale, perché è cresciuto senza una mamma, quindi è abituato a un papà che fa tutto. Ma questo non è il punto.

Il punto è: questa è l’attitudine giusta. QUALSIASI PAPÀ può fare quello che fa una mamma se ci mette un minimo di impegno o se è messo nella situazione di doverlo fare.

Sono suo padre. Questo è l’atteggiamento che vorrei che ogni papà avesse.

Posso fare ogni “cosa da mamma” che fa mia moglie. Questo è l’orgoglio che vorrei che ogni papà sentisse.

Posso mettere i miei figli a dormire. Questa è la sicurezza di sé che vorrei che ogni papà sviluppasse.

Posso cambiare il pannolino di cacca di mio figlio e perfino sporcarmi le mani. Questa è la dimensione delle palle che vorrei che ogni papà crescesse.

Quindi, questo ultimo messaggio è per te, papà.

Mai e poi mai potrai competere con una mamma (noi siamo semplicemente fantastiche, mi spiace!), ma puoi sicuramente chiudere con un secondo posto. Guadagnatelo e vanne fiero! E la prossima volta che tua moglie vuole prenderti tuo figlio che piange dalle braccia o mette in dubbio la tua capacità di fare il genitore da solo, lascia che il tuo ego entri in campo, sorridi e dille “Non preoccupati, posso farlo da solo. Sono suo padre!”.