La Tela di Carlotta

Vivi con semplicità e smettila di drammatizzare

gen 7, 2010

La parola “dramma” ha assunto un significato interessante in questi ultimi anni, oltre a quello già consolidato di componimento per la rappresentazione scenica. Si potrebbe descrivere così: “l’atto di ingigantire un problema di per sé piccolo”.

Significa fare di una cosa minuscola un problema enorme, invece di continuare semplicemente con la vita di tutti i giorni.

È interessante notare che “dramma” deriva dalla parola greca per “azione”, che di per sé deriva da una parola che ha il significato di “fare”. E “fare”, o agire, è proprio la soluzione per smettere di fare per tutto un “dramma”.

Perché drammatizzare è un problema? Per prima cosa, è inutile. Non è il caso di essere istrionici quando si possono affrontare le cose con calma e magari parlarne. Non è il caso nemmeno di essere troppo emotivi, perché si può invece respirare, eliminare le tensioni e concentrarsi sull’essere felici nel momento che si sta vivendo.

Il dramma complica le cose, rende grandi i problemi piccoli e sminuisce le piccole cose che dovrebbero essere davvero importanti: i piccoli piaceri, la gratitudine e la semplice esistenza meravigliosa della vita.

Il dramma rende la vita più complicata. Se perdete il lavoro e ne fate un dramma, rischiate di andare in depressione (non che non sia comprensibile), perdere la casa e non riuscire a trovare un nuovo lavoro — spesso a causa della depressione. Ma se invece rimanete calmi, pensando magari che avete la possibilità di un nuovo inizio, di realizzare il sogno che non avete mai avuto tempo di perseguire, di imparare nuove competenze e reinventarvi… tutto apparirà subito più semplice.

Se avete preso qualche chilo, invece di farne un problema enorme, uscite a fare una passeggiata e trasformate quella passeggiata in una semplice abitudine giornaliera (che si può progressivamente trasformare in corsa). E iniziate a mangiare cibi freschi — frutta, verdura, fagioli e noci — piuttosto che cibi non sani. Iniziate a cucinare a casa invece che affidarvi ai fast food. Drammatizzare servirà solo a mandarvi in depressione e a farvi ingrassare di più. Ancora prima di risolvere il problema, è importante che lo affrontiate nella maniera giusta: senza drammatizzare.

Come smettere di drammatizzare

Quando qualcosa vi preoccupa — un collega che non fa la sua parte, un coniuge che non incontra le vostre aspettative, un figlio che non va bene a scuola come vorreste — non fatene un dramma.

  • Respirate. Lasciate correre. Respirate a pieni polmoni la pace del mondo. Espirate e lasciate uscire tutte le tensioni e le frustrazioni. Ripetere fino a quando sentite che siete pronti ad affrontare la situazione con calma e sguardo lucido.
  • Vivete il momento presente. Quando qualcosa ci preoccupa, si tratta solitamente qualcosa che è già accaduto (nel passato) o che deve ancora accadere (nel futuro). Ora non pensate né al passato né al futuro (ci penserete più avanti, quando sarete più tranquilli e obiettivi). Ora concentratevi solo su quello che state facendo. Che sia stare davanti al computer o leggere, camminare, bere un bicchiere d'acqua, lavare i piatti, guidare. Questo è quello che state facendo in questo momento ed è l'unica cosa a cui dovete pensare. Appena sentite che la vostra mente sta ritornando al passato o al futuro, riportatela gentilmente su quello che state facendo nel momento presente. Richiede molta pratica.
  • Affrontate il problema con semplicità. Cercate di affrontare la situazione con calma, nel modo più semplice che conoscete. Dimenticate ogni complicazione — agite e basta.

Avete troppe cose da fare? Respirate, concentratevi su quello che state facendo adesso e portatelo a termine. Una cosa per volta.

Odiate il vostro lavoro? Respirate, concentratevi sul momento presente e fate ciò che deve essere fatto per cambiare la situazione.

Qualcuno vi dà fastidio? Lasciate correre. Concentratevi su quello che state facendo nel momento presente, adesso. E cercate semplicemente di capirvi.

Se la tendenza al dramma affiora di nuovo, tornare al primo passo e ripete il l’esercizio.


Traduzione del post di Leo Babauta su Zen Habits: Live Simply and save the drama for your mother.

Commenti

Baby • gen 7, 2010

Sto cercando di non drammatizzare il fatto che ogni volta che parto e devo lasciare chi amo è enormemente difficile :( Questo post sembra scritto apposta per me!

Raimondo • apr 29, 2010

Cara Carlotta,ma non Ti ricordi di me 4 anni fa..?ahahah che tempi....

Carlotta • apr 29, 2010

Raimondo, dammi qualche indizio in più! Ho una pessima memoria, specialmente per i nomi e le date! :-P

Sara • dic 8, 2010

Ciao Carlotta, per dramma sono intesi anche I momenti in cui piangi se ti clonano la carta, se vedi un film sentimentale? In questo periodo non so perche' ma ho la lacrima facile. Posse applicare anche qui le regole del post? Grazie. Sara

kristina • nov 30, 2011

Ciao! Mi piace molto il tuo blog! :-)

CARLOMARIA • apr 9, 2013

semplicemente WOW!!!ovviamente e' piu' semplice leggerlo che metterlo in pratica ma bisogns farlo!!

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Aiuto mamme e papà ad essere genitori più consapevoli e ad affiancare la scuola (o scegliere l’homeschooling) nell’educazione dei figli.

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Co-schooling: educare a casa

La scuola non basta. Siamo i primi e i migliori educatori dei nostri figli.
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Quando siamo partiti per un'avventura di due anni intorno al mondo, non pensavamo di fare homeschooling. Pensavamo che il viaggio avrebbe insegnato abbastanza a tutti e così è stato. Ma, applicando la filosofia Montessori, ci è venuto spontaneo seguire gli interessi di Oliver ed Emily mano a mano che sorgevano: scrivere, leggere, matematica, geografia, scienze… senza rendercene conto e con pochissime risorse, abbiamo educato i nostri figli a casa. Noi genitori possiamo fare molto con molto poco per mantenere vivo il naturale desiderio di imparare dei nostri figli. Con questo corso voglio cambiare il concetto di homeschooling.
Arriva a breve!

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Scrivo soprattutto di genitorialità consapevole, Montessori e multilinguismo. Dai un’occhiata agli ultimi post.

Montessori
Un giorno, io incinta di Oliver, mio marito mi disse: "Perché non mettiamo un materasso a terra nella camera del bimbo?". "Mai e poi mai" fu la mia risposta. È proprio così, con un rifiuto, che iniziò il mio viaggio Montessori e da allora respiro, vivo e applico la filosofia in casa ogni giorno, iniziando da me. Educare i bambini inizia da noi genitori. Per questo ho creato corsi apposta per i genitori che vogliono intraprendere un'educazione alternativa.
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Vivere in modo sostenibile per me non significa solo avere uno stile di vita più ecologico. Significa prendere decisioni sostenibili per il nostro pianeta, le persone che lo abitano, ma anche per la nostra vita, il nostro stile di vita e la nostra felicità. Significa cogliere ogni occasione quotidiana per evolvere come esseri umani, per essere più felici, più sani, più gentili, più responsabili e più premurosi — l'unico modo sostenibile per un futuro significativo.
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La Tela di Carlotta l’ho sognato. Una mattina mi sono svegliata e nei miei sogni avevo creato un blog chiamato proprio come il romanzo. E niente, l’ho fatto! Molti anni e infiniti alti e bassi dopo, questa ragnatela di pensieri e storie è il mio lavoro. Ci ho messo molto tempo a capire che tipo di presenza online volevo essere e oggi lo so: sono trasparente, mostro vita vera, non pubblicizzo, consiglio solo marchi sostenibili (e non perché mi pagano) e credo nel valore del mio blog e dei miei corsi — perché se non crediamo noi nel valore del nostro lavoro, nessuno ci crederà per noi.
Carlotta
Carlotta dreaming of La Tela
Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!