Volevo una bambina, ma è un fiocco blu

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Oggi vi acconto una storia, o più che altro un sentimento che credo molte future mamme (e papà?) provino quando scoprono che il sesso del nascituro non coincide con le aspettative di una vita.

Volevo raccontarvela prima, ma ho dovuto fare i conti prima con i sensi di colpa e un pizzico di vergogna nel dire ad alta voce una verità scomoda; poi con un pizzico in più di vergogna una volta che quel sentimento si è diradato lasciando solo l’ombra di una serata folle e – a posteriori – ridicola.

Ma prima una domanda: quando pensate ad avere un figlio, desiderate segretamente un bimbo o una bimba?

Io ho sempre voluto una bimba

L’idea di farle le trecce, comprare vestitini e scarpette, giocare con i trucchi, accompagnarla a lezioni di ballo… è sempre stato il mio sogno. Con le bimbe, anche le mie studentesse, tutto mi viene spontaneo.

E ho sempre temuto l’idea di avere un maschio. Non so nulla di maschi, faccio più fatica a relazionarmi con loro, non mi piacciono gli sport tipici maschili (senza nemmeno parlare del calcio, che detesto!) e non ho mai trovato il loro giocare con il pisellino divertente, buffo, carino, simpatico, o qualsiasi dicano altre mamme.

Dal primo giorno di gravidanza, però, ho avuto una fortissima sensazione che fosse maschio. Ho detto ad Alex che avevo bisogno di cominciare ad abituarmi all’idea, magari trovando dei nomi da maschio che mi piacessero (ne avevo mille da bimba, ma al maschile sembrava tutto più difficile!).

Mia madre era convinta che fosse una bimba e Alex si schierava con le statistiche (il 51% della popolazione mondiale è femmina). Ma per me, era maschio. Sempre e comunque. Inoltre, tutte le mie amiche aspettavano delle principesse e io avevo la sensazione che saremmo stati noi a dar loro il principe azzurro.

Il ginecologo ci dice che è una bimba…

Mi stavo abituando all’idea quando alla visita delle 16 settimane, tra la sorpresa generale e il mio shock personale, il ginecologo ci annuncia che è una femminuccia. Al 95%.

Ero stranita, ma al settimo cielo. E nonostante non riuscissi a togliermi di dosso la sensazione che una bambina non quadrava con il mio sesto senso, mi sono lasciata un po’ cullare dall’idea di avere la bimba dei miei sogni.

Abbiamo iniziato a scremare la lista di nomi preferiti (senza mai smettere di pensare anche al maschile), ma ho preferito non annunciarlo pubblicamente: a tutti dicevo che il ginecologo aveva detto che sembrava essere bimba, ma che bisognava aspettare le 20 settimane per esserne sicuri. E meno male.

Invece è un bimbo!

Alle 21 settimane, all’ecografia morfologica che aspettavo con ansia per confermare il sesso e vedere di nuovo la nostra scimmietta, il ginecologo guarda lo schermo e “Maschio!”. Io guardo Alex e con un sorriso, “Lo sapevo”.

Non solo. L’intera ecografia è stata una delusione, il bimbo si muoveva in continuazione rendendoci impossibile capire che parte di che cosa stessimo guardando sullo schermo e per un problema del mio corpo che non trasmette bene il suono, si vedeva tutto scuro e male (compresa la famosa 3D in cui teoricamente si vede la faccina per la prima volta). Quindi non abbiamo nemmeno potuto vederlo, cosa che aspettavo con ansia da 5 settimane!

In più ero stanca dopo una lunghissima giornata di lavoro e molto affamata (e quindi estremamente terrificante e pericolosamente sensibile).

Una serata nel panico più totale

Cerco di concentrarmi sul fatto che è sano (che è la cosa più importante), ma non posso fare a meno di uscire dall’ospedale con un senso di tristezza e guidare a casa trattenendo le lacrime (di delusione mista a fame e ormoni).

Quella sera, entro nel panico più totale e irrazionale. Lacrima facile, pensieri negativi e sensi di colpa. E se non riesco a connettere con un maschio? O peggio, se lui non connette con me? E se non mi piacciono le cose che piacciono a lui e non abbiamo nulla in comune? O peggio del peggio, se non lo amo come avrei amato una bimba? E se il bimbo può sentire tutti questi sentimenti negativi? E cosa penserà di me mio marito? Non è nemmeno ancora nato e sono già una madre orribile!

Più mi disperavo, più mi sentivo in colpa, più mi sentivo in colpa, più mi vergognavo di tali pensieri.

Ammettere una verità scomoda ce ne libera

In passato ho imparato che parlare di quelle verità di cui ci vergogniamo ce ne può liberare e questa non era certo un’eccezione. Ho raccolto tutto il mio coraggio e deciso di parlarne con amiche sincere, che mi avrebbero detto la verità.

Loro non solo non mi hanno giudicata, ma mi hanno fatto capire che non avevo motivo di sentirmi in colpa: è naturale avere aspettative (di qualsiasi tipo) e sentirsi tristi quando queste non corrispondono alla realtà. Ma che questo non mi avrebbe fatta amare meno mio figlio, né lui me.

Impareremo l’uno dall’altra

Sono andata a letto più tranquilla, ridendo con Alex al pensiero che ci farà la pipì in faccia a fontana, accarezzando la pancia e chiamandolo per nome (quello più gettonato al momento), eppure quella notte ho dormito male e avuto incubi ridicoli, in cui le mie amiche non ci invitavano alle feste di compleanno perché il mio era l’unico maschietto.

E non sono stata l’unica a dormire male. Ogni volta che mi svegliavo, la scimmietta scalciava e si muoveva come un pazzerello. Era ora di farci due chiacchiere. “Ma cosa stai facendo lì dentro?”, gli ho bisbigliato sorridendo, “Non ti preoccupare, mamma ha avuto solo un momento di panico perché sei un maschietto e lei non sa nulla di maschietti. Quindi dovremo imparare tutto da zero insieme, ok?”.

E con quelle parole mi sono risvegliata al mattino serena, sentendomi privilegiata all’idea di avere un bimbo sano e una gravidanza finora normale. Ma soprattutto, con tanta voglia di vederlo a marzo e iniziare questa avventura con il nostro piccolo ometto.

I bambini non nascono di tre anni!

Il giorno dopo, parlando e ridendo della mia folle serata con la mamma di una mia studentessa (mamma di tre bimbe), lei mi ha detto una cosa che nella sua semplicità mi ha colpita. A volte sono i pensieri più semplici, quelli a cui nessuno pensa, a farci riflettere di più. E quindi ve lo regalo:

“Quando futuri mamme e papà hanno delle aspettative sul sesso del nascituro o dicono di preferire un maschio o una femmina per tutte le cose che vogliono fare con loro, non pensano mai che i bambini non nascono di tre anni. Non escono e vogliono già giocare con i trenini o con le bambole.

Escono e sono pressoché asessuati. Che siano maschi o femmine, tutto ciò che fanno è dormire, mangiare, pipì e cacca. Spesso ti vomitano addosso, ma certo non ti chiedono mai di giocare con un dinosauro o con una principessa Disney. E quando quel tempo arriva, si è già così follemente innamorati che trenini o bambole non cambiano nulla.”

— Sarah

We’re only humans!

Ho esitato a condividere questo post fino ad oggi, perché a volte non è semplice ammettere le proprie verità scomode, per le quali si teme di essere giudicati. Ma in fondo ci saranno sempre persone che non capiranno e giudicheranno, ritenendomi una madre orribile per aver pianto all’idea di avere un maschio e non una femmina.

Che razza di madre sono?

Me lo sono chiesta anche io quella sera. E vi lascio con la risposta che mi diede Alex:

“Una madre che è umana e non ha paura di mostrarlo”.

Da allora non faccio altro che pensare a queste cose 😛

E per qualche strana ragione, da una settimana esatta non riesco a togliermi dalla mente dinosauri, macchinine, questo lettino macchinina (lo voglio!!!), aeroplanini, adesivi da parete di animali della giungla e scimmiette (perfetto per la scimmietta!).

Sarà già amore?


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  1. 7 anni fa ero nella tua stessa situazione..solo che io sognavo un figlio maschio ed è arrivata la Marti!Ovviamente io mi sono fatta prendere dallo shopping in rosa e lei è stata da subito la mia gioia, al di là del sesso!

  2. E’bellissimo ciò che hai scritto!! Sarai una mamma forte e profonda!! Sarai una mamma perfetta nelle sue imperfezioni!!Come tutte noi mamme, piene di ansie, paure, dubbi, ma anche con tanta energia e amore da donare!! Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri più intimi con tutti noi!! ps:Anch’io speravo che fosse una femmina ma,mi dicevo,in gran segreto, tra me e me: "Se sarà un maschietto..beh..dicono che i maschi sono più attaccati alle mamme!" 🙂 <3

    • Grazie Martina (anche se in ritardo) per il tuo commento. Effettivamente è quello che mi dicono tutti, che i maschietti sono più attaccati alle mamme! Tra qualche anno, potrò forse confermarlo (e non vedo l’ora!) 🙂

      • Che musica gli stai facendo ascoltare? Antonella ed io alla nostra "Meraviglia" abbiamo fatto ascoltare sa Mozart e Bach ma anche Adele, Sia, Rumer, Jeff Buckley, Pat Metheny etc…

      • Io sono più per cantautori e musicals vecchi e nuovi (ora sono su West Side Story) e poco per musica classica 🙂 E poi, da ballerina quale sono, ovviamente salsa e bachata ogni volta che vado a ballare la sera!

  3. Ciao…
    Mi piace molto leggere le tue pagine sono veramente piacevoli…
    L’ultima che hai scritto sull’arrivo del tuo bimbo è di una tenerezza infinita..
    Sei una delle poche persone che conosco che abbiamo avuto il coraggio di ammettere un pensiero come quello di una piccola delusione nel conoscere il sesso del proprio bimbo..di parlare delle proprie fragilità in un periodo particolare come la gravidanza senza avere paura…
    Non so se ti possa aiutare però sappi che capita spesso…è successo anche a me..anche io volevo una bimba.. Non ho voluto saperlo prima per avere la sorpresa finale e poi è stato fiocco azzurro!!!
    Viviti attimo per attimo tutto quello ti succede ora e dopo perché maschio o femmina sarà un’esperienza meravigliosa..e cmq sia sappi che sarai una mamma spettacolo perché sarai la sua mamma, la mamma della piccola scimmietta che ora è ancora nel tuo pancino!!
    In bocca al lupo per l’avventura che vi aspetta!!
    Un abbraccio
    Miriam

  4. Ciao!!! Stai tranquilla che il tuo amore per lui sarà grande…così grande che non puoi immaginarlo prima di vederlo!! Io non pensavo…sono emozioni bellissime!!! E poi i maschietti sono così attaccati alle mamme…le femminucce invece stravedono per il papà..non sai che sorrisoni fa Emma a Bruno quando torna dal lavoro!!! Comunque goditi la gravidanza…volerà!!!

  5. Pierino Porcospino - Giugno 7, 2019

    Ho appena saputo che è maschio e sono delusissimo. Arrabbiato e depresso. (so che passerà, l’importante è averlo, mi innamorerò, ecc. ecc.), ma devo condividere. Mi interrogo. Probabilmente sono così innamorato di mia moglie che l’idea di avere un rivale maschio mi fa impazzire, mi sentirò escluso e solo. Forse perché ho avuto un padre pessimo, e ho paura di non avere un modello positivo da offrire, mentre mia moglie è perfetta e una figlia avrebbe avuto molto da ricevere. Forse perché speravo in cuor mio di essere il principe di casa. Fatto sta che invece di gioire per la gravidanza come ieri, sto la notte a cercare esperienze come la mia. Insomma, da che mi sembrava un sogno, adesso sento come che si sia infranto. Mi passerà lo so, ma intanto vedo e sento nero. Un saluto

    • Carlotta - Luglio 8, 2019

      Ciao e grazie per la tua pazienza (arrivo tardi) e per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità.

      Ti capisco perfettamente, rileggendo le tue parole ho riprovato i miei sentimenti di allora. Posso solo dirti una cosa: lo amerai alla follia fin dal primo momento e quando lo vedrai e stringerai per la prima volta non penserai mai più (MAI!) che avresti preferito che fosse femmina. Te lo dico per esperienza, io che poi la femmina l’ho avuta un anno dopo e che entrambi, insieme e solo insieme, sono tutto ciò che posso desiderare. Anzi, oggi so che lui l’aspettava per proteggerla e che lei è arrivata per aiutare lui, non sarebbe mai stato uguale se fosse arrivata prima una femmina.

      E ci tengo a dirti un’altra cosa: tu sei un modello positivo, se vuoi. Il fatto che ti sia messo in dubbio e abbia dedicato tempo a scrivere questo commento, dimostra che se non ti senti un modello positivo, sei sicuramente pronto a cambiare e diventarlo. Se ti interessa, ho scritto un corso online per genitori che vogliono mettersi in dubbio e migliorarsi: te lo lascio qui, perché credo possa darti un po’ di luce: https://corsi.lateladicarlotta.com/diventa-un-genitore-montessori

      Un abbraccio, dal più profondo del cuore.

    • Condividilo. Piangi. Cerca esperienze come le tue. Arrabbiati. Ma soprattutto proteggiti. Non permettere a nessuno di giudicare questa tua delusione con i soliti luoghi comuni. Perché sai anche tu che passerà e te ne innamorerai e bla bla. Ma adesso devi superare la delusione senza cadere nel senso di colpa e non è facile. Un anno fa, dopo mesi in cui credevo essere incinta di una meravigliosa bimba di nome Bianca, ho scoperto all’ecografia morfologica che in realtà era un maschio e il mio mondo è crollato. Ho pianto per tre giorni a partire dallo studio della ginecologa. Io, figlia cresciuta in una casa di sole donne, non volevo un maschio. Non sapevo come gestirlo. Mi sentivo come se Bianca fosse morta, come se me l’avessero rubata. Ci ho messo una settimana a elaborare quello che per me era un vero lutto e a riprendermi dalla sofferenza che provavo a non amare più il bimbo che avevo in pancia e non volerlo più. Poi ho reagito e ci sono riuscita violentandomi e preparando la sua cameretta con mesi di anticipo, pensandola per un maschietto e comprando dei vestitini. Rendendolo concreto. Ma in tutti questi mesi non ho mai permesso a nessuno di sminuire il dolore che ho provato. Poi passa, lo sai anche tu. Ora amo mio figlio come mai avrei pensato di poter fare, ringrazio che sia maschio perché è diecimila volte più facile da gestire e mi sciolgo vedendo il rapporto meraviglioso che ha sia con me che con suo padre. Noi non siamo i nostri genitori e il nostro futuro (e quello dei nostri figli) per fortuna possiamo e dobbiamo scriverlo senza farci condizionare dal passato. Perdona se sono stata prolissa ma è un argomento che mi tocca da vicino. Spero che le mie parole ti possano servire, un abbraccio e in bocca al lupo!


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